IL PIANO DEL CIELO
capitolo 37
ZELAS METALLIUM VS DYNAST GRAUSHELLAR
- E così…per ottenere maggiore potere siete disposti a togliermi di mezzo e ad assorbire le mie energie?- Chiese Zelas Metallium ai suoi due ospiti.
Una ragazza dai capelli corti corvini, si materializzò a qualche metro dal trono Zelas Metallium, un leggero rivolo di sangue le scendeva dalla tempia, ma non sembrava curarsene.
- Non mi sarei aspettata questo da te Dolphin… se è vero che puoi assorbire da noi demoni le energie negative di certo è una grande scoperta dal punto di vista magico… ma come hai fatto a convincere Dynast?
- E’ bastato che mi promettesse metà della torta…- rispose il frigorifero coi piedi e la spada.
* A Dynast! Ma come cacchio parli? Mica siamo in un poliziesco anni 70’!*
*Dynast* Di che ti impicci tu! Se non te ne stai buono ti cancello dalla faccia della terra! *
*Scrittore * Ahem…s…si!
- Dynast…ma come diavolo di esprimi? Non siamo mica in un poliziesco anni 70’! - Apostrofò Zelas.
*Dynast * gocciolone*
Dynast Grawshellar scagliò un’onda di energia oscura contro Zelas che la evitò, lasciando che il suo trono andasse in mille pezzi.
- Be’ poco importa, il tuo Xellos è morto e fra poco lo seguirai anche tu, in guardia Zelas, la tua ora è giunta! - Tuonò il ghiacciolo.
- Maledetto! Xellos! - Ruggì Zelas inferocita.
La Greater Beast si scagliò contro Dynast, il suo fioretto baluginò nella tetra atmosfera della sala, Dynast schivò parzialmente e il fioretto colpì l’avambraccio destro dell’armatura ammaccandolo.
* Ebbene si un fioretto di punta può ammaccare un’armatura pesante, in fondo è il fioretto di Zelas!*
Dolphin barcollò di qualche passo, poi riprese l’equilibrio e se ne stette a guardare, cingendosi la testa con una mano.
I due Dark Lord, schivavano e contrattaccavano con potenza e velocità, il palazzo cominciò a cedere sotto la pressione delle due energie liberate.

Nulla, per chilometri.
Xellos si rialzò dal centro di un cratere immenso, più grande del Dragon Salve di Lina. Non era stata una esplosione fisica, ma una energia malefica liberatasi dal piano astrale l’energia di Xellos Metallium imprigionata e manipolata, piegata e rubata, da Dolphin Deep Sea e dalla sua subordinata.
Gourry con un ulteriore sforzo di volontà andò a controllare come stesse Philia, constatando che era svenuta…o forse dormiva conoscendo il sonno dei draghi… il ragazzo dal cuore d’oro zoppicava vistosamente, la ferita sulla sua gamba non aveva smesso di sanguinare.
Lina invece era ancora cosciente anche se stremata e riusciva a malapena a respirare.
La ragazza chiuse gli occhi quando un’ombra le oscurò il sole che le gettava luce negli occhi.
Con un gemito cercò di allontanarsi, ma vide il Sandman rialzarsi una ventina di metri alla sua destra, era integro anche lui, era incredibile la resistenza di quel drago, forse si era salvato grazie all’armatura Zenafa, un artefatto magico dagli incredibili poteri.

Il corpo a corpo con Dynast sembrava essere impari, lui, un guerriero armato pesantemente contro un avversario armato di un leggero fioretto. Zelas cominciò ad attaccare con sfere di energia, ma la spada di Dynast ed i suoi poteri riuscivano a distruggerle con innaturale semplicità. Ed ecco di nuovo il guerriero farsi sotto, la sua spada sferzava con velocità a precisione tagliando a metà le colonne della grande sala del palazzo, o lasciando solchi impensabili sul terreno.
Se Zelas non era in grado di tenergli testa solamente col suo fioretto, di certo era più agile dell’avversario, e abile nella magia, schivava e scompariva, come Xellos, senza dare possibilità a Dynast di costruire un attacco efficace. Erano alla pari.
Dynast continuò il suo assalto con abilità maturata in millenni di allenamenti, Zelas si teletrasportò per l’ennesima volta ma questa volta dovette evitare una lancia d’energia oscura di Dolphin.
- Ci sono anche io - disse con voce atona la Dark Lady.
Dyanst approfittò dell’indecisione, senza tentare un altro attacco di spada protese la sua mano verso la Dark Lady.
- Dynast Breath!
Un folata di vento elettrico di schiantò su Zelas, che non ebbe il tempo di schivare, e venne imprigionata in una ragnatela di energia negativa che si solidificò senza dare opportunità a Zelas di teletrasportarsi via.
- Ma…maledizione!
Dynast rinfoderò la spada, con un sorriso sadico, poi concentrò in se le sue energie e tuonò un altro incantesimo.
- Dynast Flare!
Una stella a cinque punte si formò sotto Zelas, fuoco ed energie negative corsero lungo le rette formatesi, poi si concentrarono in un fischio assordante, per poi esplodere con violenza inaudita.
- Blast Wave! - Gridò Zelas prima di venire investita dal tremendo potere del Dark Lord senza possibilità di difendersi.
La colonna di fuoco si innalzò sotto la Dark Lady, ma proprio sotto i piedi del demone si aprì un piccolo varco, bastante per far passare il suo corpo, anzi che essere aperto verso Zelas era aperto verso il terreno. La colonna di fuoco inghiottì Zelas, ma allo stesso tempo sotto Dynast si aprì un varco del diametro minore di un metro, dal quale fluì il suo incantesimo investendolo completamente.
Due colonne, una dal diametro di diversi metri ma vuota nel mezzo, l’altra piccola ma concentrata consumarono i Dark Lord. Quando la potenza si esaurì Zelas atterrò bruciacchiata, ma viva.
Dynast invece crollò a terra affondando il pavimento della stanza del trono di qualche metro intorno a lui. Zelas con un ultimo sforzo di energia si avventò sul demone finendolo con un colpo alla testa.
Vi fu un’esplosione di energia negativa che scosse la terra, l’ala sud e ovest crollarono con un rombo simile ad un terremoto.
- Fuori uno!- Disse Zelas con un filo di voce, - avanti Dolphin, vediamo se a stare sott’acqua hai imparato qualche altro trucchetto degno del momento!
- Dynast… me la dovrò sbrigare da sola. - poi rivolgendosi a Zelas la donna dai capelli corvini aggiunse calcolatrice: - non mi spaventi. Mi basterà assorbire solo un po’ delle tue energie per sconfiggerti senza problemi.
La faccenda non l’aveva toccata nemmeno un po’ ma c’era da aspettarselo da una persona come lei.

Lina coprì il suo volto spaventata ma la figura che intravide fra le mani era quella di un amico, o si sbagliava?
Gourry portò Philia vicino a Lina, e la adagiò sul terreno, l’esplosione di Xellos doveva averla quasi distrutta.
- Holy healing hands, Breath of mother earth, I pray to you; - la figura oscurata dal sole agli occhi di Lina rese a gesticolare nell’aria, movimenti lenti e compassati, nonostante Xellos e il Sandman fossero di nuovo in piedi a fronteggiarsi la cosa non sembrava toccare la figura familiare, che con tranquillità completò il suo incantesimo.
Nonostante il potere che stesse controllando fosse tremendamente grande non ci mise molto a completare il rito, doveva indubbiamente essere qualcuno molto potente. - Save those friends lying before me, With your limitless mercy. Resurrection!
Una sfera di luce avvolse in una calda atmosfera i tre compagni stremati, sanando le ferite di Gourry, come fossero graffi, restituendo completamente le energie a Philia e Lina, come una fonte di acqua fresca che compare davanti ad un viandante nel deserto.
Come il sole che fuga le tenebre della notte, come gli alberi che frusciano tranquilli nella brezza all’alba, i cuori dei tre vennero rigenerati dalla potenza dell’incantesimo, lanciato su tre persone contemporaneamente.
- Va meglio ora?- Chiese la calda voce che li aveva salvati.
- Mi…Milgatia…- Fu tutto quello che riuscì a dire Lina alla vista del drago reale, ora chiara e nitida.
- Chi? - Chiese Gourry.
Lina rialzandosi piantò un cazzotto in faccia a Gourry, che volò lungo disteso, Philia invece si alzò di scatto e si rassettò i capelli alla meno peggio arrossendo improvvisamente.

Il drago indossava la sua tunica a maniche lunghe con due bande di color giada in corrispondenza delle spalle, i suoi occhi grigi come i capelli diedero nuovamente coraggio ai presenti come forse nessuno avrebbe potuto fare.
La sua voce ricominciò a parlare vellutata e bassa, in tono fermo e benevolo, - questo ve lo dovevo, come signore provvisorio dei Draghi dell’Acqua, io sono con voi, so che nonostante i poteri tremendi che potete liberare, li userete sempre a fin di bene. Io ho fiducia in voi.
Queste parole turbarono e allo stesso tempo aprirono la mente a Lina.
- Grazie Milgatia, sei un vero amico, oltre che una persona saggia. Te ne siamo riconoscenti. - Disse la maga dai capelli rossi con un nodo alla gola. Finalmente aveva capito il perché dell’interessamento dei Draghi del Cielo.
In fondo non c’era niente di strano, era quasi…semplice.
In questo momento il bene era in vantaggio sul male, con tre Dei Draghi, tre parti di Cheiphed contro tre Dark Lord, molto meno potenti, e probabilmente nessuno poteva far pendere l’ago della bilancia dalla parte del male dopo la scomparsa di Hellmaster.
Nessuno tranne una maga piatta ed il suo Giga Slave; in fondo era bastato poco per farle lanciare quell’incantesimo, era bastata la morte di un suo caro, il suo caro Gourry, lo amava?
Scacciò quel pensiero dalla testa con forza, ricordando come avesse stupidamente creduto di interessare al ragazzo, e comunque non era tempo per pensare a se stessa.
Tornò a pensare al Piano del Cielo.
- Sono una irresponsabile. - Disse Lina a denti stretti, attirando gli sguardi di Gourry e Philia oltre che di Milgatia. La maga era una irresponsabile, si morse un labbro a ripensare alle volte che aveva utilizzato il Giga Slave. Alcune volte era stata l’ultima spiaggia per salvare il mondo stesso, Dark Star o quella parte di Shabranigudo l’avrebbero fatto comunque precipitare nel caos e l’avrebbero distrutto, il mondo che lei tanto amava.
Ma quella volta… quando l’aveva utilizzato per sconfiggere Hellmaster Fibrizio dopo che lui aveva ucciso Gourry ed i suoi compagni… il modo infantile col quale aveva evocato le energie di L.o.N. quella volta, senza più voglia di vivere era stato imperdonabile.
Aveva messo a repentaglio la vita di milioni di persone per un suo capriccio.
La logica matematica delle forze del bene era di certo giustificata.
Meglio la vita di cinque, piuttosto che la distruzione del mondo e di un’infinità di anime.
E su questo la maga non aveva nulla da obiettare, le era stato fatto presente a cosa andasse in contro evocando quelle energie, e di certo era possibile che un altro dei Dark Lord provasse come aveva fatto Hellmaster a farle evocare i poteri di L.o.N., era maledettamente probabile, data la sua debolezza.
Ma un altro pensiero più forte si fece strada nella mente di Lina: gli umani devono imparare dagli sbagli, e lei qualcosa sperava di averlo imparato da quella volta. Come sperava di aver fatto bene quando si era opposta al nichilismo di Valgarv e di Dark Star fusa con Vorfeed.
Milgatia notò l’indecisione di Lina, ed il dolore che traspariva dai suoi occhi ancora da bambina in fondo; le poggiò le mani sulle spalle e la fissò dritta negli occhi poi disse: - ora devo andare Lina; cari amici, non posso combattere questa battaglia, ma come ho detto mi fido di voi e spero farete la cosa migliore come avete sempre fatto… - concluse il drago reale dei monti Katart.
- Grazie Milgatia…non ho parole… - balbettò Lina soffocando le lacrime che cercavano di venire fuori.
- Ah Mildacia! - Disse Gourry come si improvvisamente si fosse ricordato di qualcosa, ovviamente non del nome del drago… - potresti occuparti di quella montagna di ferro laggiù? E’ un brav’uomo in fondo, sarebbe un peccato perderlo…- concluse il combattente indicando Bryan Stormbringer.
Gourry ricevette un altro pugno in faccia ancora più forte del primo, che gli fece rientrare la faccia di qualche centimetro come una tovaglia che affonda in un buco nel tavolo.
Milgatia nascose un gocciolone, poi si teletrasportò vicino a Stormbringer.
Il cavaliere del radioso ordine della tempesta di Zeeferia, sonnecchiava amabile, la sua spada spezzata, la sua armatura spropositatamente pesante, i suoi muscoli esageratamente grandi, come tra l’altro la sua statura e corporatura… come il suo ego spropositato, a poco erano valsi contro la potenza del Sandman.
Nessuno lo avrebbe rimproverato per questo.
Il drago posò una mano sulla schiena del guerriero dopodiché svanì nel nulla col colosso di ferro e muscoli.
- Bene amici! Questo è il momento di concludere la partita. - Proclamò Lina facendo scorrere un dito sotto l’occhio destro per togliere furtivamente una lacrima. Era stata condannata a morte dalle forze del bene, tutto ciò per il quale aveva combattuto fino ad adesso le aveva procurato solo questa condanna. E come se non bastasse aveva coinvolto anche Gourry e Philia nella sua colpevolezza. Aveva sbagliato tutto nella vita?
Improvvisamente sentì il braccio di Gourry cingerle le spalle, caldo come una coperta in una notte gelida. Il ragazzo la guardò negli occhi con un’espressione che Lina non fu capace di decifrare.
Philia arrossì e si girò dall’altra parte guardando il terreno.
- Lina, qualunque cosa tu faccia io sarò con te, sempre. - Disse il guerriero.
Le guance della ragazza divamparono al sentire quelle parole che potevano voler dire tutto e niente, e come un falò acceso, un nuovo coraggio cominciò ad ardere in lei.
La maga si strinse al fianco di Gourry e sussurrò qualche parola che solo lui fu capace di udire, poi se ne discostò e assunse la sua espressione da regina dell’universo.
* Tutti * gocciolone*
- Gourry, ho un piano, il Sandman non ci avrà!- Proclamò la ragazza dai capelli rossi, sicura di se.

<< capitolo precedente >> capitolo successivo

<< HOME