- E così…per ottenere
maggiore potere siete disposti a togliermi di mezzo e ad assorbire le
mie energie?- Chiese Zelas Metallium ai suoi due ospiti.
Una ragazza dai capelli corti corvini, si materializzò a qualche metro
dal trono Zelas Metallium, un leggero rivolo di sangue le scendeva dalla
tempia, ma non sembrava curarsene.
- Non mi sarei aspettata questo da te Dolphin… se è vero che puoi
assorbire da noi demoni le energie negative di certo è una grande
scoperta dal punto di vista magico… ma come hai fatto a convincere
Dynast?
- E’ bastato che mi promettesse metà della torta…- rispose il
frigorifero coi piedi e la spada.
* A Dynast! Ma come cacchio parli? Mica siamo in un poliziesco anni
70’!*
*Dynast* Di che ti impicci tu! Se non te ne stai buono ti cancello dalla
faccia della terra! *
*Scrittore * Ahem…s…si!
- Dynast…ma come diavolo di esprimi? Non siamo mica in un poliziesco
anni 70’! - Apostrofò Zelas.
*Dynast * gocciolone*
Dynast Grawshellar scagliò un’onda di energia oscura contro Zelas che
la evitò, lasciando che il suo trono andasse in mille pezzi.
- Be’ poco importa, il tuo Xellos è morto e fra poco lo seguirai
anche tu, in guardia Zelas, la tua ora è giunta! - Tuonò il
ghiacciolo.
- Maledetto! Xellos! - Ruggì Zelas inferocita.
La Greater Beast si scagliò contro Dynast, il suo fioretto baluginò
nella tetra atmosfera della sala, Dynast schivò parzialmente e il
fioretto colpì l’avambraccio destro dell’armatura ammaccandolo.
* Ebbene si un fioretto di punta può ammaccare un’armatura pesante,
in fondo è il fioretto di Zelas!*
Dolphin barcollò di qualche passo, poi riprese l’equilibrio e se ne
stette a guardare, cingendosi la testa con una mano.
I due Dark Lord, schivavano e contrattaccavano con potenza e velocità,
il palazzo cominciò a cedere sotto la pressione delle due energie
liberate.
Nulla, per chilometri.
Xellos si rialzò dal centro di un cratere immenso, più grande del
Dragon Salve di Lina. Non era stata una esplosione fisica, ma una
energia malefica liberatasi dal piano astrale l’energia di Xellos
Metallium imprigionata e manipolata, piegata e rubata, da Dolphin Deep
Sea e dalla sua subordinata.
Gourry con un ulteriore sforzo di volontà andò a controllare come
stesse Philia, constatando che era svenuta…o forse dormiva conoscendo
il sonno dei draghi… il ragazzo dal cuore d’oro zoppicava
vistosamente, la ferita sulla sua gamba non aveva smesso di sanguinare.
Lina invece era ancora cosciente anche se stremata e riusciva a malapena
a respirare.
La ragazza chiuse gli occhi quando un’ombra le oscurò il sole che le
gettava luce negli occhi.
Con un gemito cercò di allontanarsi, ma vide il Sandman rialzarsi una
ventina di metri alla sua destra, era integro anche lui, era incredibile
la resistenza di quel drago, forse si era salvato grazie all’armatura
Zenafa, un artefatto magico dagli incredibili poteri.
Il corpo a corpo con Dynast sembrava
essere impari, lui, un guerriero armato pesantemente contro un
avversario armato di un leggero fioretto. Zelas cominciò ad attaccare
con sfere di energia, ma la spada di Dynast ed i suoi poteri riuscivano
a distruggerle con innaturale semplicità. Ed ecco di nuovo il guerriero
farsi sotto, la sua spada sferzava con velocità a precisione tagliando
a metà le colonne della grande sala del palazzo, o lasciando solchi
impensabili sul terreno.
Se Zelas non era in grado di tenergli testa solamente col suo fioretto,
di certo era più agile dell’avversario, e abile nella magia, schivava
e scompariva, come Xellos, senza dare possibilità a Dynast di costruire
un attacco efficace. Erano alla pari.
Dynast continuò il suo assalto con abilità maturata in millenni di
allenamenti, Zelas si teletrasportò per l’ennesima volta ma questa
volta dovette evitare una lancia d’energia oscura di Dolphin.
- Ci sono anche io - disse con voce atona la Dark Lady.
Dyanst approfittò dell’indecisione, senza tentare un altro attacco di
spada protese la sua mano verso la Dark Lady.
- Dynast Breath!
Un folata di vento elettrico di schiantò su Zelas, che non ebbe il
tempo di schivare, e venne imprigionata in una ragnatela di energia
negativa che si solidificò senza dare opportunità a Zelas di
teletrasportarsi via.
- Ma…maledizione!
Dynast rinfoderò la spada, con un sorriso sadico, poi concentrò in se
le sue energie e tuonò un altro incantesimo.
- Dynast Flare!
Una stella a cinque punte si formò sotto Zelas, fuoco ed energie
negative corsero lungo le rette formatesi, poi si concentrarono in un
fischio assordante, per poi esplodere con violenza inaudita.
- Blast Wave! - Gridò Zelas prima di venire investita dal tremendo
potere del Dark Lord senza possibilità di difendersi.
La colonna di fuoco si innalzò sotto la Dark Lady, ma proprio sotto i
piedi del demone si aprì un piccolo varco, bastante per far passare il
suo corpo, anzi che essere aperto verso Zelas era aperto verso il
terreno. La colonna di fuoco inghiottì Zelas, ma allo stesso tempo
sotto Dynast si aprì un varco del diametro minore di un metro, dal
quale fluì il suo incantesimo investendolo completamente.
Due colonne, una dal diametro di diversi metri ma vuota nel mezzo,
l’altra piccola ma concentrata consumarono i Dark Lord. Quando la
potenza si esaurì Zelas atterrò bruciacchiata, ma viva.
Dynast invece crollò a terra affondando il pavimento della stanza del
trono di qualche metro intorno a lui. Zelas con un ultimo sforzo di
energia si avventò sul demone finendolo con un colpo alla testa.
Vi fu un’esplosione di energia negativa che scosse la terra, l’ala
sud e ovest crollarono con un rombo simile ad un terremoto.
- Fuori uno!- Disse Zelas con un filo di voce, - avanti Dolphin, vediamo
se a stare sott’acqua hai imparato qualche altro trucchetto degno del
momento!
- Dynast… me la dovrò sbrigare da sola. - poi rivolgendosi a Zelas la
donna dai capelli corvini aggiunse calcolatrice: - non mi spaventi. Mi
basterà assorbire solo un po’ delle tue energie per sconfiggerti
senza problemi.
La faccenda non l’aveva toccata nemmeno un po’ ma c’era da
aspettarselo da una persona come lei.
Lina coprì il suo volto spaventata ma
la figura che intravide fra le mani era quella di un amico, o si
sbagliava?
Gourry portò Philia vicino a Lina, e la adagiò sul terreno,
l’esplosione di Xellos doveva averla quasi distrutta.
- Holy healing hands, Breath of mother earth, I pray to you; - la figura
oscurata dal sole agli occhi di Lina rese a gesticolare nell’aria,
movimenti lenti e compassati, nonostante Xellos e il Sandman fossero di
nuovo in piedi a fronteggiarsi la cosa non sembrava toccare la figura
familiare, che con tranquillità completò il suo incantesimo.
Nonostante il potere che stesse controllando fosse tremendamente grande
non ci mise molto a completare il rito, doveva indubbiamente essere
qualcuno molto potente. - Save those friends lying before me, With your
limitless mercy. Resurrection!
Una sfera di luce avvolse in una calda atmosfera i tre compagni
stremati, sanando le ferite di Gourry, come fossero graffi, restituendo
completamente le energie a Philia e Lina, come una fonte di acqua fresca
che compare davanti ad un viandante nel deserto.
Come il sole che fuga le tenebre della notte, come gli alberi che
frusciano tranquilli nella brezza all’alba, i cuori dei tre vennero
rigenerati dalla potenza dell’incantesimo, lanciato su tre persone
contemporaneamente.
- Va meglio ora?- Chiese la calda voce che li aveva salvati.
- Mi…Milgatia…- Fu tutto quello che riuscì a dire Lina alla vista
del drago reale, ora chiara e nitida.
- Chi? - Chiese Gourry.
Lina rialzandosi piantò un cazzotto in faccia a Gourry, che volò lungo
disteso, Philia invece si alzò di scatto e si rassettò i capelli alla
meno peggio arrossendo improvvisamente.
Il drago indossava la sua tunica a
maniche lunghe con due bande di color giada in corrispondenza delle
spalle, i suoi occhi grigi come i capelli diedero nuovamente coraggio ai
presenti come forse nessuno avrebbe potuto fare.
La sua voce ricominciò a parlare vellutata e bassa, in tono fermo e
benevolo, - questo ve lo dovevo, come signore provvisorio dei Draghi
dell’Acqua, io sono con voi, so che nonostante i poteri tremendi che
potete liberare, li userete sempre a fin di bene. Io ho fiducia in voi.
Queste parole turbarono e allo stesso tempo aprirono la mente a Lina.
- Grazie Milgatia, sei un vero amico, oltre che una persona saggia. Te
ne siamo riconoscenti. - Disse la maga dai capelli rossi con un nodo
alla gola. Finalmente aveva capito il perché dell’interessamento dei
Draghi del Cielo.
In fondo non c’era niente di strano, era quasi…semplice.
In questo momento il bene era in vantaggio sul male, con tre Dei Draghi,
tre parti di Cheiphed contro tre Dark Lord, molto meno potenti, e
probabilmente nessuno poteva far pendere l’ago della bilancia dalla
parte del male dopo la scomparsa di Hellmaster.
Nessuno tranne una maga piatta ed il suo Giga Slave; in fondo era
bastato poco per farle lanciare quell’incantesimo, era bastata la
morte di un suo caro, il suo caro Gourry, lo amava?
Scacciò quel pensiero dalla testa con forza, ricordando come avesse
stupidamente creduto di interessare al ragazzo, e comunque non era tempo
per pensare a se stessa.
Tornò a pensare al Piano del Cielo.
- Sono una irresponsabile. - Disse Lina a denti stretti, attirando gli
sguardi di Gourry e Philia oltre che di Milgatia. La maga era una
irresponsabile, si morse un labbro a ripensare alle volte che aveva
utilizzato il Giga Slave. Alcune volte era stata l’ultima spiaggia per
salvare il mondo stesso, Dark Star o quella parte di Shabranigudo
l’avrebbero fatto comunque precipitare nel caos e l’avrebbero
distrutto, il mondo che lei tanto amava.
Ma quella volta… quando l’aveva utilizzato per sconfiggere
Hellmaster Fibrizio dopo che lui aveva ucciso Gourry ed i suoi
compagni… il modo infantile col quale aveva evocato le energie di
L.o.N. quella volta, senza più voglia di vivere era stato
imperdonabile.
Aveva messo a repentaglio la vita di milioni di persone per un suo
capriccio.
La logica matematica delle forze del bene era di certo giustificata.
Meglio la vita di cinque, piuttosto che la distruzione del mondo e di
un’infinità di anime.
E su questo la maga non aveva nulla da obiettare, le era stato fatto
presente a cosa andasse in contro evocando quelle energie, e di certo
era possibile che un altro dei Dark Lord provasse come aveva fatto
Hellmaster a farle evocare i poteri di L.o.N., era maledettamente
probabile, data la sua debolezza.
Ma un altro pensiero più forte si fece strada nella mente di Lina: gli
umani devono imparare dagli sbagli, e lei qualcosa sperava di averlo
imparato da quella volta. Come sperava di aver fatto bene quando si era
opposta al nichilismo di Valgarv e di Dark Star fusa con Vorfeed.
Milgatia notò l’indecisione di Lina, ed il dolore che traspariva dai
suoi occhi ancora da bambina in fondo; le poggiò le mani sulle spalle e
la fissò dritta negli occhi poi disse: - ora devo andare Lina; cari
amici, non posso combattere questa battaglia, ma come ho detto mi fido
di voi e spero farete la cosa migliore come avete sempre fatto… -
concluse il drago reale dei monti Katart.
- Grazie Milgatia…non ho parole… - balbettò Lina soffocando le
lacrime che cercavano di venire fuori.
- Ah Mildacia! - Disse Gourry come si improvvisamente si fosse ricordato
di qualcosa, ovviamente non del nome del drago… - potresti occuparti
di quella montagna di ferro laggiù? E’ un brav’uomo in fondo,
sarebbe un peccato perderlo…- concluse il combattente indicando Bryan
Stormbringer.
Gourry ricevette un altro pugno in faccia ancora più forte del primo,
che gli fece rientrare la faccia di qualche centimetro come una tovaglia
che affonda in un buco nel tavolo.
Milgatia nascose un gocciolone, poi si teletrasportò vicino a
Stormbringer.
Il cavaliere del radioso ordine della tempesta di Zeeferia, sonnecchiava
amabile, la sua spada spezzata, la sua armatura spropositatamente
pesante, i suoi muscoli esageratamente grandi, come tra l’altro la sua
statura e corporatura… come il suo ego spropositato, a poco erano
valsi contro la potenza del Sandman.
Nessuno lo avrebbe rimproverato per questo.
Il drago posò una mano sulla schiena del guerriero dopodiché svanì
nel nulla col colosso di ferro e muscoli.
- Bene amici! Questo è il momento di concludere la partita. - Proclamò
Lina facendo scorrere un dito sotto l’occhio destro per togliere
furtivamente una lacrima. Era stata condannata a morte dalle forze del
bene, tutto ciò per il quale aveva combattuto fino ad adesso le aveva
procurato solo questa condanna. E come se non bastasse aveva coinvolto
anche Gourry e Philia nella sua colpevolezza. Aveva sbagliato tutto
nella vita?
Improvvisamente sentì il braccio di Gourry cingerle le spalle, caldo
come una coperta in una notte gelida. Il ragazzo la guardò negli occhi
con un’espressione che Lina non fu capace di decifrare.
Philia arrossì e si girò dall’altra parte guardando il terreno.
- Lina, qualunque cosa tu faccia io sarò con te, sempre. - Disse il
guerriero.
Le guance della ragazza divamparono al sentire quelle parole che
potevano voler dire tutto e niente, e come un falò acceso, un nuovo
coraggio cominciò ad ardere in lei.
La maga si strinse al fianco di Gourry e sussurrò qualche parola che
solo lui fu capace di udire, poi se ne discostò e assunse la sua
espressione da regina dell’universo.
* Tutti * gocciolone*
- Gourry, ho un piano, il Sandman non ci avrà!- Proclamò la ragazza
dai capelli rossi, sicura di se.
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