IL PIANO DEL CIELO
capitolo 45
LA FIDUCIA DI MILGAZIA
Lina mollò un terribile ceffone a Gourry.
- Ah certo sei Lina! Hehehehe. - Continuò il guerriero. - Come va vecchia amica?
Lina mollò un ceffone tre volte più forte del primo.
- Ah già…Dynast e Xellos…e noi due.
La ragazza trasse un sospiro di sollievo.
* Lina* Bastardo di uno scrittore questa volta non mi freghi!
* Scrittore* ^^¿*

Poi improvvisamente vennero oscurati da un’ombra…o meglio da due ombre. Sulle macerie, delle macerie, delle macerie, delle macerie, delle macerie, di quello che una volta era il castello della Wolfpack Island, un lembo di ombra svolazzava impazzita sulle punte smussate dei calcinacci.
Il mantello di Xellos.
I tre incollarono sul demone lo sguardo per poi alzarsi immediatamente in piedi.
- Perché? - Chiese pacato Xellos, aveva gli occhi aperti in una espressione torva.
- Semplice no? Per noi, che sia Dynast o tu ad avere poteri in grado di risvegliare una delle parti di Shabranigudo, non ha importanza, sarebbe comunque una rovina…e tu lo sai bene. - Disse Lina inflessibile.
Un tic al sopracciglio di Xellos rivelò una parte delle sue emozioni pur ben mascherate.
Gourry avanzò davanti a Lina portando la spada orizzontale a mezz’aria davanti a lei, mentre Philia sfoderò la mazza chiodata.
Zelas si fece sfuggire un sorrisetto malizioso, aspettando che il suo subordinato…se avesse ancora senso chiamarlo così, finisse il discorso…
- In fondo è stato così fin dall’inizio, come voi sperate di usare me, io uso voi quando posso. Non è vero? - Domandò Lina.
Xellos tirò un sospiro…

L’imponente forma di vita dal nome di Bryan Stormbinger si issò a sedere improvvisamente, come se si fosse appena svegliato da un incubo dei peggiori. Il suo possente torace era fasciato stretto da bende, come le braccia e qualche altra parte ferita del corpo.
- Buon Dio! Ch’ i miei compar stian combattendo senza ‘l mio ausilio? - Il cavaliere del radioso ordine della tempesta di Zeeferia scese dal letto, e mosse qualche passo pesante e barcollante verso quella che credeva essere la porta della stanza.
Un uomo dai capelli biondi e gli occhi dorati…si insomma un drago d’oro, in camice bianco sbucò dalla porta dopo il trambusto che aveva sentito poi fissando l’umano più alto di lui di una metrata abbondante disse:
- Non deve muoversi signor Stormbringer…lei è ancora molto debole per lo scontro con il Sandman… se non fosse stato per Lord Milgatia forse a quest’ora lei non sarebbe più nel mondo dei vivi…
- Mai sia detto che Lord Bryan Stormbringer rifiuti d’ aiutare gl’ amici nel bisogno! Tornar da lor io devo, non importa a qual mercede!
Il medico drago dorato fischiò per il corridoio e giunsero dei draghi dorati grossi e pesanti dallo sguardo minaccioso.
- Rimettetelo a letto.- Disse impassibile il dottore.

…ma la faccia di Xellos tornò quella di sempre, il suo sorriso innocuo scacciò l’aria tempestosa di prima.
- Ben detto Lina…- si congratulò il demone con voce frivola, - mi pare che tu abbia centrato la situazione… d’altra parte per l’ennesima volta hai impedito ai demoni di avere una rivincita…e per questo devo ucciderti. - Concluse Xellos.
Un brivido freddo percorse la schiena di Lina, guardando dentro di se poteva sicuramente affermare di aver paura di Dynast Grawshellar, di Zelas Metallium, era stata portata ad aver paura addirittura di una entità benigna come la Regina dei Draghi del Cielo… ma forse colui che temeva di più era proprio Xellos, certo probabilmente non avrebbe avuto scampo con nessuno dei precedenti…e non era tanto perché per il demone dai capelli viola sarebbe stato facile in qualsiasi istante ucciderla… era per il modo in cui lei era abituata a trattarlo, lo conosceva…e sapeva cosa voleva dire quando Xellos era serio…
Sentì il mondo crollarle addosso, in quelle condizioni, come in tutte le altre non avrebbe avuto possibilità…certo era abituata a situazioni del genere…ma avere come avversario diretto Xellos le tagliava le gambe più di quando a suo tempo lo avevano fatto Chaos Dragon Garv… o persino di Hellmaster Fibrizio…

*KATHOM*
Risuonò la porta dello studio di Milgatia, il drago per poco non rovesciò il calamaio pieno di inchiostro sulle carte che aveva davanti…non stava scrivendo più da un pezzo, impegnato a percepire le aure dello scontro lontano centinaia di chilometri… quel suono l’aveva destato come da un sogno.
Con un gesto aprì la porta, e subito un enorme gocciolone gli comparve sulla testa.
Bryan Stormbringer, con in dosso un paio di pantaloni, numerose fasciature e una mezza dozzina di draghi d’oro aggrappati ovunque che tentavano in tutti i modi di trattenerlo, entrò a grandi passi nella sala abbassandosi leggermente per non portarsi dietro l’architrave dell’entrata.
- Perdoni la mia entrata Lord Milgatia, - disse il guerriero inginocchiandosi al suo cospetto, due draghi d’oro rovinarono a terra nel movimento, uno di loro era il dottore di prima…
- Ma il dovere mi chiamò, ch’ i compagni che decisi d’aiutar tempo addietro ora son impegnati in una tenzon dei più tremendi!
Milgatia si alzò girò intorno alla scrivania e mentre si avvicinava gli fece cenno di rialzarsi, portandogli una mano su una spalla.
Si era allungato per arrivarci… - mio possente cavaliere, abbiate fiducia nei vostri compagni che non vi tradiranno…- sentite queste parole Bryan Stormbringer crollò a terra nel sonno più profondo producendo gli stessi effetti del crollo di un stegosauro.
Milgatia ritrasse la mano che emanava una lieve luminescenza, poi si voltò e non rivolgendosi a nessuno in particolare disse :- Portatelo via…è ancora debole…
Il drago d’oro dei monti Katart si risedette sulla sua sedia, appoggiò la testa sulle mani incrociate sussurrando - non c’è modo si salvarli?

- Ma…cosa dici Xellos? - Chiese Philia attonita.
- Be’ se ti aspetti che io me ne stia immobile ad aspettare che tu faccia i tuoi porci comodi ti sbagli!- Sbottò Lina tentando di farsi coraggio con la forza delle parole.
- Già…non dimenticarti che abbiamo ucciso Galbusera! Farti fuori sarà un giochetto! - Concluse Gourry.
Tutti quanti crollarono a terra.
- Ga…Galbusera??? - Si disse Lina incredula. - Grawshellar imbecille! Ma hai le orecchie foderate di prosciutto?
Zelas e Xellos si ricomposero.
Poi il demone riprese a parlare, - tuttavia…mi avete dato una mano…in questa “avventura” se così possiamo chiamarla, specialmente contro il Sandman e Dynast Grawshellar, - disse scandendo bene il nome per farlo capire a Gourry, - …perciò vi risparmierò la vita… anche se alla fine i demoni hanno perso un’altra battaglia…
Lina non aspettò che finisse, portò Philia e Gourry lontani, imbavagliò Philia con delle briglie e partì alla velocità della luce in levitazione.
- Ya Ya! - Disse fingendo di “guidare Philia” ancora in forma umana…- noi andiamo! Ciao Xel! Arrivederci Signora Metallium!
Ma i tre erano già un puntino all’orizzonte.

- Si…signora Metallium? - Ripeté aspra Zelas.
Xellos soffocò un sorriso, prima di girarsi a dare una occhiata al castello.
- Ci sarà un bel po’ di bricolage da sbrigare nei prossimi secoli eh?
La Dark Lady si voltò verso di lui e lo baciò.

- Lina…una cosa non capisco…- Disse Gourry sentendosi un po’ più sicuro sul dorso di Philia trasformata dopo quello che aveva passato.
- Ok Gourry spara… ma solo se è una domanda intelligente!- Rispose Lina in tono ironico.
- Ma se Xellos può assorbire i demoni… e assorbe un altro come Dynast diventa in grado di risvegliare Sabranivodoo giusto? - Iniziò il biondo beccandosi un’occhiataccia per continuare a storpiare quel nome, - allora non c’è il pericolo che assorba la sventola poco vestita?
- Zelas Metallium? - Riprese Lina, - non lo farà… non lo farà…

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