PAST AND FUTURE SECRETS
capitolo 04
WHEN SORROW SANG

-TOGLIETELI IMMEDIATAMENTE DALLA CIRCOLAZIONE!!!!-
I Consiglieri si guardarono tra loro spaventati...quella era una frase che il loro re utilizzava soltanto quando doveva togliere "fiscamente" da quella terra una persona scomoda...ossia molto spesso...ma per ora mai contro bambini....e sopratutto loro due...
Il giovane re notò i loro sguardi
-Non dico di farli fuori!!!-
Rispose stizzito agitandosi sul trono
-Dovete solo farli smettere di gridare!!-
Zen e Keifer stavano giocando nel giardino del castello, le trifore della sala del trono si affacciavano proprio su quel giardino e Re Eltas li udiva parlare e ridere tra loro.
Accartocciò e lanciò per terra un paio di carte importanti e si alzò in piedi marciando verso le trifore. Si affacciò pestando i palmi delle mani sul davanzale
-MALEDETTI MARMOCCHI!!!! ANDATEVENE DA QUESTO GIARDINO E NON TORNATECI MAI PIU' SE CI TENETE ALLE VOSTRE INUTILI ESISTENZE!!!-
Keifer e Zen guardarono dal basso verso l'alto, loro padre
Zen deglutì, Keifer dopo un paio di secondi di silenzio si schiarì la voce e si diresse silenzioso verso la porticina che dava alle scale interne...
La regina guardò il marito, in piedi , con le mani al petto. Sospirò triste
Lui si voltò di scatto verso di lei e la fissò
Poi con una smorfia schifata si diresse di nuovo verso il trono.
La regina Ewine lo guardò di soppiatto allontanarsi, poi camminò lentamente verso di lui e quando suo marito si sedette sul trono gli parlò.
-Eltas, forse dovresti parlare un pò di più con Keifer e Zendaru. Non li vai mai a trovare, non passi mai un minuto con loro e le uniche volte che gli parli è per rimproverarli....-
La regina sobbalzò un poco quando Eltas pestò violentemente entrambi i pugni sui braccioli del trono, alzandosi di scatto e fronteggiandola a pochi centimetri
-Donna!! credi che abbia il tempo necessario da sprecare in questo modo??!??! Io ho un regno da portare avanti!! Ho un'esercito da igrandire per espandere il nostro dominio ai paesi meno potenti qui intorno!! sciocchezze del genere non sono degne del mio tempo!!!-
Anche se il fisico della donna era debole, il carattere era forte, ed ebbe il coraggio di fronteggiarlo
-Ingrandire di nuovo l'esercito? ogni volta che richiedi armi e rinforzi le tasse si alzano e gravano sempre più pesanti sul popolo.-
Con un largo gesto del braccio destro il re liquidò il resto della frase
-Che diamine me ne importa di quegli straccioni che abitano qui!?!? la potenza di un paese si dimostra dall'ampiezza del suo esercito e delle terre che possiede!-
-Preferisci essere a capo di un regno fiorente o di un regno con un'esercito smisurato ma popolato da poveracci che ti odiano con tutto il cuore? perchè è a questo che sei arrivato, il popolo ti odia, ti odia per le tasse smisurate che imponi, per il potere-
La frase non venne ultimata
Pesante e forte la mano del re si abbattè sul volto della donna facendola cadere distesa sul marmo della sala
Nessuno fiatò ne disse nulla anche quando videro il re abbattersi di nuovo su di lei, afferrandola per la veste e tirandola in piedi fronteggiando il viso con il suo
-Maledetta sgualdrina!! e' così che mi ripaghi!??!?! così che ripaghi le mie fatiche per mantenere forte e potente il regno!??! rivoltandomi contro il popolo e offese!?? so che sei tu a tenere i colloqui con la gente del paese! so che trami contro di me per rivoltarmelo contro!! ma te lo impedirò in qualunque modo! io sono il re!! sono il re di Samirien!!!!-
Su queste parole lanciò con forza la donna indietro facendola cadere di nuovo distesa sul freddo marmo.
Un rivolo di sangue colava dalle sue labbra mentre tutti i presenti la fissavano in silenzio, senza fiatare.


-Perchè non possiamo più farlo!??!?!-
Keifer alzò gli occhi al soffitto mentre camminava lungo quel corridoio del castello
Zen gli trotterellava dietro cercando di stargli al passo
-Diamine, Zen, nostro padre ce lo ha vietato! quante volte te lo devo dire?-
Il piccolo ragazzino dai capelli azzurri incrociò le braccia, non poco imbronciato.
-Non è giusto! non ci ha detto nemmeno perchè-
Keifer si strinse nelle spalle
-Perchè probabilmente gli diamo fastidio se giochiamo in giardino mentre lui discute con i consiglieri nella sala del trono....tu non stai un'attimo zitto e fermo!-
Da dietro Zen lo prese in giro facendogli qualche smorfia
Keifer lo intuì ma non disse nulla
Si fermò davanti alla porta della sua stanza e vi entrò
Erano passati 3 anni dalla morte del re Eriol. Zen aveva ormai sette anni e Keifer dieci.
Zen fece per entrare ma Keifer si bloccò e il ragazzino cozzò contro la schiena del fratello. Si massaggiò il naso.
-Mbhè? perchè ti fermi così di colpo!?-
Keifer si voltò
-Senti un pò, ma una stanza tua ce l'hai, perchè non la usi!??-
Zen guardò altrove facendo finta di nulla
-Lo sai perchè.....-
Keifer sospirò
-Cavoli ma sei grande! non puoi ancora aver paura del buio!-
Zen guardò in corridoio se soppraggiungeva qualcuno
-Ma che cavolo! lo deve sapere tutto il castello!?-
Poi fece finta di niente e sorpassò il fratello entrando nella stanza.
Le camere dei due ragazzi erano sempre state una a fianco dell'altra, ma Zen , appena imparato a camminare, aveva cominciato la sera a bussare alla porta del fratello più grande, per poter dormire nel letto con lui.... Data la frequente abitudine di dormire li, loro madre decise di far aggiungere un'altro letto, nel quale Zen dormiva...Nonostante tutto per il resto della giornata Zen se ne stava a giocare nella sua di camera, ma alla sera non poteva proprio fare a meno di dormire in compagnia, andando da Keifer....
Kei sospirò vedendo entrare il fratello in stanza

-Bisogna toglierla di mezzo!-
Il re camminava per il corridoi diretto nei suoi appartamenti, aveva intorno un segretario, due consiglieri e dietro una decina di guardie del corpo ben equipaggiate.
-Ma è la regina, vostra moglie...-
Il re inchiodò
Tutti si fermarono
Il consigliere che aveva proferito quelle parole deglutì pentendosene.
Eltas lo guardò a lungo, poi sorrise mettendogli una mano sulla spalla
Il cosigliere si calmò un poco, sorridendo a sua volta
-Vedi, ecco perchè sei il mio consigliere, io agisco troppo di fretta, tu invece analizzi le cose ..bravo...-
Gli diede una pacca sulla spalla, poi riprese l'espressione che era precedentemente sul suo viso e fece un cenno ad una delle guardie del corpo.
Nessuno rivide più Bael, primo consigliere del re.

Zen se ne stava seduto a gambe incrociate sopra al suo letto, insonnolito, erano quasi le nove e mezza e già crollava dal sonno
Kei lo guardò
Era seduto sul suo letto mentre leggeva un libro.
-Hai sonno?-
Zen ciondolava ogni tanto a destra e a sinistra, scosse il capo e sbattè un paio di volte le palpebre
-no no...son sveglio....mi fai vedere ancora il disegno di quella demone?-
Keifer sfogliò velocemente il libro cercando una pagina già superata
Il piccolo ragazzino dagli occhi azzurri portava un largo pigiama azzurro e un particolare capelllo da notte, a punta, lungo almeno tre volte lui e terminante con un pon pon azzurro.
Keifer trovò la pagina e avvicinò il libro aperto al fratello, c'erano si e no 60 centimetri tra i due letti
Zen si sporse un pò guardando il disegno a carboncino di quella donna
una giovane donna, alta , snella, dai fluenti ondulati capelli biondi e occhi felini.
-Che bella......assomiglia a mamma-
Keifer scosse il capo
-Che centra mamma....è bella e basta...-
Keifer guardò a lungo il disegno
-Zelas Metallium....-
Pensaci, ora io restituisco la tua anima al tuo corpo e ti terrò d'occhio, quando avrai bisogno di me chiamami, se sarai solo io comparirò
Keifer venne risvegliato dai suoi pensieri da un tonfo morbido
Zen si era definitivamente addormentato crollando sul cuscino

Keifer aprì gli occhi nella penombra della stanza.
Fissò il soffitto
Cos'era stato a destarlo?
Si voltò verso il letto di Zen
il bambino dormiva mummificato nelle coperte del letto, parlottando a bassa voce nel sonno
Keifer si rimise supino
Spesso si svegliava nella notte destato da Zen che parlava nel sonno.
Si voltò sul fianco chiudendo gli occhi
Un rumore sordo
Keifer riaprì gli occhi nel buio, rimanendo in ascolto
Per alcuni secondi regnò il silenzio, gli sembrò di sentir parlare, lontano, nel corridoio
Altri secondi di silenzio, solo Zen che borbottava di tanto in tanto
Un'urlo
Keifer si alzò di scatto a sedere nel letto
era stato un'urlo femminile, acuto e sofferente
Di nuovo silenzio
Frusciare di coperte
-Cos'è stato?-
La voce di Zen
Keifer non rispose rimanendo in ascolto
Un'altro urlo, lacerato di dolore
Keifer e Zen si irrigidirono riconoscendo la voce durante quell'urlo,
loro madre
Il grido finì con lo smorzarsi della voce, non di colpo come il primo
come se volesse proseguire non riuscendovi
Keifer si fiondò giù dal letto dirgendosi verso la porta nello stesso momento in cui Zendaru fece lo stesso lanciando le coperte di lato
-Mamma!!!!!-
Keifer sentì Zen dietro di lui urlare, non si voltò , correva più veloce che poteva per quel corridoio
Svoltò a destra e si diresse verso l'ultima stanza a sinistra
Ansante, con il fiatone si fermò innanzi alla porta
la fissò
Non si udivano rumori all'interno
Zen lo raggiunse
Lo afferrò per la manica e guardò la porta
Era socchiusa
Zen strinse la presa sulla manica del fratello
Keifer con un gesto spinse la porta
Questa si aprì silenziosa rivelando l'interno della stanza
Sangue
In seguito non seppe
Ovunque
Non riuscì a dire per quanto tempo
Il sangue di sua madre sparso sul letto
quanto tempo rimase bloccato in quella posizione.
sullo specchio antico
con gli occhi sbarrati a fissare l'interno della camera.
sul pavimento e sui quadri
Non si ricordò nemmeno di avere Zendaru attaccato alla manica.
Lei .....una bambola senza vita, bianca in volto, occhi bianchi vaqui
Non lo udì nemmeno cadere in ginocchio.
sventrata dalle clavicole in giù
Si ricordò che quella volta non pianse.
una candela per terra....
Fu diversa la reazione del ragazzino dai capelli blu...

Il fuoco si allargò presto su tendaggi e tappeti
Un minuto , forse due....o anche una decina, non seppe
-Andiamo via!-
Keifer non smise di guardare la stanza
sua madre
-Andiamocene!!-
Si voltò verso Zen
Era caduto in ginocchio sempre tenendo salda la presa sulla manica di Keifer
Guardava l'interno della stanza e non fiatava
Keifer si inginocchiò da parte a lui e lo guardò in viso scotendolo per le spalle
-Dobbiamo andarcene!! noi non abbiamo visto niente Zen!-
Zendaru non lo vedeva...anche se era di fronte a lui era come se non fosse li
Keifer se lo caricò in spalla
Zendaru sembrava una bambola
Senza vita....
Si lasciò portar via senza muovere un muscolo o dire qualcosa.
Keifer corse con Zen in spalla verso la loro camera, sentiva dei passi dietro di lui, forse le guardie...
Voltò l'angolo prima che queste lo vedessero e non si fermò sino a quando non fu arrivato.
Poggiò Zen sul suo letto e si affrettò a chiudere la porta.
Si appoggiò con la testa al battente
Rivide sua madre sorridente mentre li chiamava
poi come l'aveva appena vista..
Strinse gli occhi e tirò un pugno alla porta
Non doveva piangere
non lo aveva mai fatto e non lo avrebbe fatto ora.
Si voltò verso Zen
Il bambino era li, disteso sul letto, su un fianco, gli occhi vaqui...era esattamente come lo aveva poggiato Keifer prima....
-Zen..-
mamma....
Nella sua mente
Keifer aggrottò le sopracciglia
ritentò
-Zen-chan.....?-
cosa è successo a mamma.......?
Zendaru non si era mosso, non aveva parlato...
eppure lui lo aveva udito....
Si portò l'indice alla tempia
Tentò...
Dimentica quello che hai visto Zen...

Il giorno seguente...
-Si dice che il piccolo Zendaru sia diventato muto per lo shock..-
-E' sempre stato molto sensibile.....povero piccolo....-
Due ancelle stavano così parlando mentre scortavano una giovane donna nobile, per i corridoi del castello
-Sentite un pò-
intervenì la donna tra le due ancelle
-Chi è Zendaru dei due bambini? quello con i capelli azzurri?-
-Si signorina-
Si affrettò a rispondere una delle due ancelle
-è il più piccolo dei due-
Finì l'altra
La donna sorrise
Si stava dirigendo agli appartamenti del re Eltas....
lui l'aveva convocata...

-Volete lasciarmi in pace rompiscatole che non siete altro!??!-
Un consigliere fece un passo indietro
-Ma , mio re, per il funerale della signora-
-Non seccatemi! fate quello che volete!!-
una guardia entrò nella stanza e si inginocchiò davanti al re Eltas
-Mio signore, una signorina chiede di voi-
-Uhm...?...chi è? è carina?-
Sul capo della guardia calò un gocciolone
-Ahem....si è annunciata con il nome di Selina di Dills....-
Il re immediatamente sorrise e fece larghi gesti per cacciare guardie e consiglieri
-Andatevene voi, lasciatemi solo con la principessa Selina...-
Tutti si dileguarono in pochi attimi, la guardia fece accomodare la signorina e se ne andò con le due ancelle che l'avevano scortata.
Era una donna molto bella, lunghi capelli blu lisci le ricadevano in ciocche curate sulle spalle. Aveva occhi azzurri come il ghiaccio e la pelle candida come la neve. Il corpo perfetto era fasciato da un lungo vestito di raso blu che l'avvolgeva sensuale allargandosi sulle maniche. La scollatura generosa lasciava poco all'immaginazione e la gonna finiva dietro con uno strascico morbido.
Fece un lieve inchino, sorridendo
-Quanto tempo è passato dal nostro ultimo incontro, re Eltas?...-
L'uomo sorrise
-Sette anni...mese più mese meno...-
Il re la fece accomodare su un divanetto al lato della stanza.
La donna si sedette, regale e fiera di se.
-Quando mi hanno detto che stavi venendo qui ti ho fatta subito convocare, per quanto tempo non mi hai voluto vedere..?-
La donna sospirò leggermente
-Come potevo mancare al funerale della mia unica sorella?-
La frase sembrava detta per convenienza, senza tristezza...quasi canzonatoria
-Credo anche di dovere dei ringraziamenti ad Ewine....-
Eltas sorrise
-Se ti stai riferendo a sette anni fà, sappi che anche io ho fatto la mia parte per proteggere il tuo onore.....sparsi la voce che era figlio di una serva....-
-E lei lo adottò come suo figlio....ingenioso...Ma, cambiando discorso, non credo che tu mi abbia convocato qui solo per parlare dei bei tempi ...-
L'uomo sorrise ampiamente e si alzò dal divanetto
-ora che Ewine è disgraziatamente venuta a mancare il regno ha bisogno d una guida femminile oltre che alla mia...-
L'uomo si avvicinò al volto della principessa e continuò la frase sussurrandola
-....ed io come re ho bisogno di qualcuno che scaldi le notte fredde dell'inverno alle porte.....-
La donna sorrise...un sorriso quasi maligno
-Capisco......-
Si alzò in piedi e si aggiustò un poco il vestito
-Il corpo di mia sorella è ancora caldo e tu trovi subito un modo per rimpiazzarla...-
Il sopracciglio del re ebbe un leggero guizzo
La donna sorrise
-Sei un'uomo intelligente e pieno di risorse.....-
Si avviciò e gli mise la mano destra sulla guancia
-Oltre che affascinante....-
Eltas sorrise
-Sapevo che avresti accettato....-
-Noi due siamo uguali ....-
Sussurrò la donna prima di baciarlo..

-Zen?..Zendaru?-
Keifer si aggirava per i corridoi
Era vestito di nero, in lutto, ed aveva perso di vista suo fratello
Sospirò
Sapeva dove trovarlo
Si diresse verso la camera ardente allestita per loro madre
Quando aprì la porta vide Zendaru, in piedi sopra ad un piccolo sgabello, davanti alla bara aperta.
-Zen...?-
Il bambino non si mosse
Pareva non udirlo
Keifer si avvicinò e gli mise una mano sulla spalla
Rimasero in silenzio per parecchio tempo
Poi Zen si voltò e lo guardò
Aveva gli occhi vaqui, spenti
Lo abbracciò in silenzio, sprofondando il viso nel petto del fratello più grande.


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