Quando Xelloss e Amelia ritornarono al campo nessuno stava, abbastanza prevedibilmente dormendo, anzi, Lina sembrava decisamente infuriata:
"Xelloss! Come hai osato portare via Amelia in quel modo?! Lo sai lo spavento che ci hai fatto prendere?!"
Il mazoku sorrise: "Lina-san, dovevo solo parlarle, era necessario per la salute di questa piccola compagnia"
Zelgadiss intervenne nel battibecco con aria ironica: "Il tuo interesse per la nostra salute ci commuove! Amelia stai bene?"
"Sì, grazie. Xelloss-san voleva davvero solo parlarmi."
Quelle parole dette in modo calmo e l'atteggiamento vagamente protettivo che la ragazza aveva assunto di fianco al demone li sorpresero costringendoli a cambiare atteggiamento ed a preoccuparsi maggiormente...
Lina riprese la parola: "Amelia, stavo pensando che forse dovremmo tornare a Saylun e parlare a tuo padre, magari sa qualcosa e scoprire dove si trova il mago di corte o il suo erede, cosa ne pensi?"
"Il mago che c'era ai tempi di mia madre scomparve poco dopo la sua morte e nessuno sa dove andò, il suo successore non ebbe praticamente niente a che fare con lui. Io non tornerò a Saylun, Lina-san."
Gli occhi della maga più anziana si fecero più tristi come se solo in quel momento comprendesse la profondità del suo dolore. "Possiamo dividerci?", non sembrava un'affermazione ma una domanda e suonava strana ai suoi amici quell'esitazione.
Amelia le prese la mano, le sfiorò la guancia con un bacio e sorrise: "Sì, Lina. Possiamo farlo. Tu e Gourry-san tornate a Saylun mentre io, Zelgadiss e Xelloss-san se vuole possiamo andare a cercare il mago."
Soltanto Gourry non notò che Amelia non aveva usato il suffisso al nome di Lina ma sentì che questo era un momento importante, forse uno dei più importanti per loro come gruppo, un momento di... unione. Sì, lo spadaccino ne fu certo mentre le due ragazze si abbracciavano come due sorelle, si sentiva unito a tutti loro; a Lina, dalle innumerevoli battaglie combattute, da quelle strane emozioni che gli permettevano di sapere cosa stava sentendo e provando e lo rendevano capace di agire come se fosse un tutt'uno con lei, dal suo proprio desiderio di proteggerla; ad Amelia, la sorellina più giovane, da difendere, ora più che mai con quel misterioso potere che sembrava terrorizzare lei più che chiunque altro; a Zelgadiss, un amico nel senso più profondo della parola che condivideva con lui quel difficile compito; ed a
Xellos che capiva così poco, di cui percepiva la possessività che provava verso ognuno di loro, comprendendo riguardo ad essa più dello stesso demone, forse.
Quel singolo lungo istante finì insieme all'abbraccio. Lina si guardò intorno e fu molto felice di vedere alcune luci non troppo lontane: "Luci, significa una città e... Cibo!!!", con questo cominciò a correre.
"Ehi Lina aspettami!", lo spadaccino le corse dietro temendo che lei mangiasse tutto, ma proprio tutto il cibo.
"Possibile che dobbiamo sempre correre!" disse una certa chimera blu seguendoli.
"Non se possiamo volare." ridacchiò Amelia mentre attuava il suo proposito.
Xelloss era scomparso.
La sua signora l'osservava compiaciuta: "La nostra principessa non sembra molto diversa dagli altri semi-mazoku che abbiamo incontrato!"
Xelloss era inchinato, la sua testa volta verso il basso ed i suoi pensieri nascosti persino alla sua stessa padrona, fortunatamente, pensò il mazoku non per la prima volta, considerata la sensazione di fastidio che aveva provato nel sentire la possessività della sua signora verso Amelia: "Mia signora, il suo stesso potere la rende diversa."
"Stavo riferendomi alla sua estrema necessità di qualcuno che non rischi la vita in continuazione."
"Credo che si trattenga, persino con me!"
"Avrei detto che perde il controllo dei suoi poteri abbastanza facilmente!", era chiaro che non era stata particolarmente compiaciuta di essere contraddetta.
"Sì, mia signora! Ma sento come un freno profondo dentro di lei, credo che dipenda dal fatto che lei davvero non vuole ferire gli altri."
"Allora forse vedremo qualcosa di più efficace, contro dei nemici..."
Xelloss non era sicuro del risultato di una simile linea d'azione ma aveva già fatto irritare abbastanza Xelas Metallium per discutere, così s'inchinò e scomparve.
Xelas bevve un pò di vino mentre si chiedeva, non per la prima volta, come mai lei non riuscisse a leggere nel più potente servitore da lei mai avuto... o da chiunque altro.
PIU' DI 1500 ANNI ADDIETRO
Xelas Metallium guardava il suo signore, Shabranigdo Non era compiaciuto: "Sei l'unica a non avere ancora un generale ed un sacerdote al tuo servizio o ad averlo creato."
La dark lord non sapeva cosa rispondere e Shabranigdo continuò: "Hai un anno, dopo di che, dovrà preoccuparsi qualcun altro di avere al proprio servizio un generale ed un sacerdote!"
Xelas imprecò fra se e se, non c'era alcun velo in quella minaccia, ma si prostrò davanti a lui e scomparve.
Quando tornò a casa, nella lussureggiante Wolf Pack Island era di pessimo umore che non migliorò quando i suoi lupi l'avvisarono dell'arrivo di un relitto che aveva, abbastanza stranamente, come unico sopravvissuto, un bambino. I lupi l'avrebbero divorato se non fosse che incuteva loro timore.
Con più che una mezza tentazione di distruggere il branco e ricrearlo, Xelas prese la forma lupo e si fece condurre da lui.
Vide i suoi capelli viola, tagliati come lo sarebbero sempre stati ed in cuor suo perdonò i lupi perchè quel bambino emanava potere.
Questi si girò verso di lei:
"Io mi chiamo Xelloss!"
Xelas riprese la sua forma: "Come sapevi che non ero un lupo?"
"Ma tu sei un lupo!"
Lo guardò sorpresa, soltanto il suo signore sapeva che la sua essenza veniva dai lupi, si chiese perchè non lo uccideva: "Oh... e cosa te lo fa pensare."
Xelloss sorrise: "Io sono il tuo generale-sacerdote."
"Cosa m'impedisce di ucciderti?"
"Scusa ma sono venuto perchè mi stavi cercando, ho sbagliato?", insicurezza nella sua voce per la prima volta.
E Xelas seppe che il piccolo aveva ragione. La sua scelta fu derisa all'inizio, quasi disapprovata, questo fino a quando il suo general-priest da solo e senza sforzo quasi annientò un intera razza.
La mattina dopo si separarono, nessuno di loro era troppo felice riguardo a quello, ma era una buona soluzione:
"Beh, almeno il viaggio comincia senza quel rompiscatole!"
Lina sorrise: "State attenti!"
Amelia sembrava un pò inquita si guardava intorno come se cercasse qualcuno: "Anche voi!" rispose comunque.
Detto questo si separarono.
Zelgadiss e Amelia stavano camminando da un pò parlando, abbastanza sorprendentemente considerato il carattere di Zel, del più e del meno e e godendosi la reciproca compagnia quando apparvero alcuni demoni. Quello che sembrava il loro capo rise: "Mi spiace ma VOI non potete passare di qua!"
La chimera sorrise freddamente e mise mano alla spada: "Non credo che siate in grado d'impedirlo!"
I demoni minori cominciarono ad attaccare ed il capo scomparve, Zel cercò di scoprire dove si trovava mentre Amelia si occupava dei più piccoli con una certa efficacia peraltro.
Improvvisamente Amelia notò dietro di lui uno spazio distorto, fece per urlare qualcosa ma era troppo tardi.
Zel sentì solo un bruciante dolore alla schiena, Amelia urlare: "NOOO!" ed un terribile vento alzarsi prima di svenire.
Quando si risvegliò la ferita era guarita e gli occhi piangenti di Amelia lo guardarono mentre lei sorrideva. Mormorò, un pò stanco: "Stai bene?"
L'ex principessa annuì.
"I nemici?"
Lei distolse lo sguardo: "Sono morti."
Con una sensibilità nuova per lui, si rese conto cosa avesse taciuto e l'abbracciò dolcemente: "Mi spiace, mi spiace tanto!"
Amelia lo strinse piangendo: "Quando ti ho visto cadere a terra, ho pensato... ho creduto e li ho odiati come non ho mai odiato prima e... e..."
"Calmati, calmati, va tutto bene! Sono qui!"
Zel si chiese perchè ora più che mai sembrasse una bambina indifesa.
Ricordava che un tempo lui aveva desiderato il potere più di qualunque altra cosa, avrebbe invidiato questa fanciulla più di chiunque altro e l'avrebbe disprezzata per la sua paura.
Rezo l'aveva accontentato in un modo sconvolgente insegnandogli una lezione importantissima: il potere ha sempre un prezzo.
Ma Amelia non l'ha mai voluto, perchè deve soffrire così tanto senza che possa fare niente per lei
Zel stava per dire qualcos'altro quando una voce interruppe quella che rischiava di diventare una cosa davvero difficile: "Mamma mia, cos'è successo qui?"
La reazione della ragazza fu immediata, si buttò sul nuovo venuto abbracciandolo piangendo: "Oh Xelloss! Aiutami! E' successa una cosa terribile. C'erano quei mazoku. Poi Zel è stato ferito. E' scoppiato il finimondo e sono tutti morti."
Il mazoku accarezzò i suoi capelli sorpreso dall'espressione sollevata di Zelgadiss, forse la mezza mazoku era troppo per lui: "Beh in sè nella sparizione di demoni del genere dalla faccia della terra non ci vedo niente di male, se fossero spariti solo quelli, intendo!"
Solo ora la chimera notò alcuni piccoli particolari: prima stavano viaggiando lungo un sentiero in una foresta, ora attorno a lui non c'era più niente. La terra era smossa come in seguito ad un terremoto e l'erba, i fiori, gli animali e gli alberi erano spariti come portati via da un potente tornado. Improvvisamente cominciò a tremare, aveva un'idea di quale potere fosse necessario per ottenere un risultato del genere e che Amelia ci fosse riuscita con dell'energia priva di controllo era semplicemente orribile.
"Mi spiace" sussurrò tra le braccia del demone, "mi spiace davvero..."
Xellosse le sollevò il viso e sorrise: "Credo che ora tu comprenda perchè è così importante che tu impari a controllarti. T'insegnerò quello che posso ma dovrai fidarti di me."
Amelia si asciugò le lacrime con le mani ed annuì con un debole sorriso sul viso.
Zelgadiss a quello scambio tremò ancora di più ma non riusciva a dire una parola, era terribilmente sbagliato fidarsi di Xelloss, lo sentiva nel proprio cuore ma non poteva focalizzare la sensazione e trasformarla in pensieri e poi c'era anche una terrificante domanda e un'ancor più terrificante risposta nel profondo della sua mente e poi chi è in grado d'aiutarla? Tu forse, ma non farmi ridere...
Si alzò in piedi e riprese il controllo delle proprie emozioni: "Credo sia ora di ripartire?"
La ragazza si staccò dallo sguardo quasi ammaliatore di Xelloss e gli sorrise: "Sono pronta quando lo sei tu!"
Xelloss intervenne: "Dove state andando di bello?"
"Non sono affari tuoi mazoku!"
"Zel! Sii più cortese!", lo sguardo della ragazza era infuriato e questo sorprese la chimera ancora di più, non aveva mai preso le difese di qualcuno contro di lui.
"Beh vedi stiamo andando dal re dei draghi del mare, forse lei sa chi è mio padre, dopotutto si dice che la sua conoscenza sia infinita."
"Insomma volete parlare con Aqua, sperando che sappia qualcosa!"
Il viso di Amelia s'intristì: "Se vorrà parlarmi, naturalmente."
Xelloss ridacchiò: "Non credo che rifiuti a qualcuno come te la sua conoscenza, i suoi servitori sono un'altra questione naturalmente, vorrà dire che vi accompagnerò, contenti?"
Amelia fece un gran salto di gioia: "Evviva!!!"
Zelgadiss si sentì improvvisamente molto depresso: "evviva..."
Lina e Gourry erano intanto partiti per Saylun, la giovane testarossa insolitamente silenziosa.
"Lina, starà benissimo!"
La ragazza sollevò lo sguardo verso il suo biondo amico con aria interrogativa.
"Te lo ripeto. Amelia starà benissimo!"
"Non sono preoccupata per Amelia! Solo se lei non è più una principessa non potrà offrirci quei deliziosi banchetti!"
Gourry le sorrise gentilmente: "Certo..."
Era chiaro che non aveva creduto alla sua frase: "Oh Gourry, il potere che detiene può portarle più nemici di quanti ne abbia io a causa del Giga Slave!"
"Il giga cosa?"
"Ohhhh, lascia perdere, sto pretendendo troppo! Perchè è scappata, poteva rimanere e parlarne a suo padre! E perchè non vuole ritornare a Saylun!"
"Forse si sente ingannata!"
"Ingannata da chi? Suo padre comunque le vuole bene, noi siamo sempre suoi amici, sempre che i sentimenti di Zel nei suoi confronti possano essere chiamati amicizia!"
"L'ama."
"Certo che l'ama. Lo sanno tutti a parte lei e forse lui. Vorrei che Amelia tornasse ad essere felice e che tutto questo sia solo un brutto incubo!"
"Sai Lina, non sono sicuro di avere capito del tutto il suo problema ma se ho capito bene forse si risolverà quando conoscerà se stessa."
"E fino ad allora cosa possiamo fare?"
Gourry con aria speranzosa: "Andare a mangiare?"
Lina quasi stava per saltargli addosso quando si accorse che era quasi ora di cena, lei aveva un certo languorino ed erano vicini ad una città: "L'ultimo che arriva è un cervello di medusa!" e cominciò a volare in direzione della città, della locanda e del cibo.
"Ma così non è valido! Tu voli." E cominciò a correre
"Beh, corri più veloce se vuoi mangiare qualcosa!!!"
I due amici entrarono finalmente per loro nella locanda e sfortunatamente per il padrone della suddetta che rimase senza cibo e una parete per il resto della settimana:
"E' mio!"
"No, mio!"
"Lascialo andare!"
"Difenderò questo cosciotto a costo della vita"
"AH SI'! Palla di fuoco!"
Il giorno dopo proseguirono per Saylun ed era ormai sera tardi quando arrivarono, il portale era chiuso e una delle guardie intimò loro l'alt: "Fermatevi stranieri. Date i vostri nomi ed il motivo che vi porta in città!"
Lina si fece avanti: "Sono la grande maga Lina Inverse e sono qui per portarvi notizie riguardanti la principessa Amelia!"
Un sussurrare giunse dall'alto: "Come possiamo esserne sicuri?", la voce era esitante.
"Preferite accompagnarmi voi da Phil o volete che entri in città a forza di palle di fuoco!"
Si sentirono dei forti rumori e la grata si alzò.
Erano davanti allo studio del principe Phil e Lina era un pò preoccupata, dopotutto non si accingeva ad un compito facile, cercò un pò di conforto nel viso gentile di Gourry e non per la prima volta lo trovò... poi entrarono.
Un abbraccio d'orso accolse i due compagni seguito da domande a raffica: "Come state? Come sta Amelia? Dov'è? Perchè non è con voi?"
Nell'osservarlo notarono che sembrava pallido e smagrito, nonostante la forza del suo abbraccio in lui c'era solo un ombra dell'uomo che una volta era stato.
Lina mise le mani avanti: "Lasciami respirare un attimo!"
Philionel si sedette sulla sua poltrona: "Scusatemi ma quando ho sentito che voi avevate sue notizie non sono più riuscito a trattenermi, l'ultima cosa che ho di lei è un messaggio di addio ed i suoi amuleti protettivi... allora sapete dirmi cosa le è preso!"
Lina si sentì ancora più in imbarazzo nel vederlo piangere e non era per niente sicura su cosa dire e cosa no: "Amelia sta bene, solo che per adesso ho bisogno di sapere alcune cose su sua madre e la sua infanzia!"
"Poni le tue domande poi dimmi dove si trova... mi manca così tanto..."
"Che tipo era sua madre?"
Philinel si alzò, il volto pervaso da malinconia mantre s'immergeva nei ricordi, poi si diresse verso la finestra voltando loro le spalle ed osservando la luna piena che rischiarava la stanza: "Era bella come un fiore ed altrettanto delicata se la giudicavi dall'aspetto ma il suo cuore era forte ed anche se spesso sembrava il contrario ero io che mi appoggiavo a lei ed al suo coraggio."
Lina per un istante potè quasi vedere la giovane donna e sentì il profondo dolore che l'uomo davanti a lei provava ancora per la sua morte: "Quali erano i suoi rapporti con Amelia?"
"Amava entrambe le nostre figlie ma aveva nei suoi confronti una protettività persino eccessiva. La teneva sempre vicino a se ed a volte l'osservava inquieta per ore..."
"Si sono mai sviluppati fenomeni di telecinesi vicino a..."
Il principe si voltò di scatto, i suoi occhi erano pieni di rabbia e di paura: "Certo che no!!! NON appartiene alla stirpe dei demoni!"
Stava mentendo, Lina ne fu certa: "Amelia sa la verità... sua madre gliel'ha rivelata attraverso il suo diario anche se non ne so di più"
"Quale verità!!! E' una voce messa in giro da nemici di Saylun. E' l'unica spiegazione possibile!"
"Ascoltami Phil. L'ultima volta che Amelia si è arrabbiata ha distrutto una locanda senza muoversi di un centimetro. Per me non cambia niente se è o non è mezza demone per quanto preferisca che non lo sia anche per il suo bene ma ho bisogno di tutto quello che sai."
L'uomo si sedette con le spalle chine, vari anni erano caduti su di lui all'improvviso: "Quand'era piccola si verificò una volta un fenomeno poi smisero dopo che il mago di corte le donò quei braccialetti blu che le avete sempre visto addosso. Sapevo che non era mia figlia perchè avevo letto il diario di mia moglie dopo la sua morte per sentirla un pò vicina. Non so se riuscite a capirmi, voi che non avete mai realmente sofferto la perdita di una persona amata. Decisi di tenere tutto nascosto perchè non volevo che i draghi uccidessere la mia figlioletta dagli occhi di mare e le insegnai le vie della giustizia perchè non si sentisse mai attratta dalle tenebre... non avrebbe mai dovuto scoprire la verità."
Gli occhi di Lina erano pieni di lacrime ed anche quelli di Gourry avevano uno scintillio sospetto e fu l'ultimo a parlare: "Non è stato giusto. I figli hanno diritto di sapere la verità su se stessi sopratutto se questa influisce così direttamente sulla loro anima."
La ragazza lo guardò sorpresa, era convinta a priori che non aveva capito nulla del discorso ma non era la prima volta che la sorprendeva ed aveva la precisa sensazione che non sarebbe stata l'ultima.
Il principe lo guardò furioso: "Come pensi di poter capire. Amelia è mia figlia e rivelarle la verità sarebbe stato come dirle che tutto quello in cui ha creduto è sbagliato!"
Lina interferì nel discorso: "E' così Amelia ora non sa cosa pensare. Rifiuta di tornare a Saylun. Quello che le hai insegnato per proteggerla ora rischia di distruggerla. Comunque... sai chi potrebbe ave dato ad Amelia il diario della madre?"
"No e lo strozzerei con le mie stesse mani se lo sapessi!"
"Sbagli perchè potrebbe essere una persona che ama molto Amelia"
Gourry si voltò pallido verso di lei: "Ehm scusa Lina... E' normale che donne trasparenti aleggino a mezz'aria?"
Sul momento la maga non colse: "Gourry, non dire idiozie, stiamo parlando di cose impor...", poi si volse nella direzione indicata dallo spadaccino insieme a Phil: "Cosa????"
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