LE RAGIONI DEL CUORE
capitolo I
UN INGANNO SVELATO

Le nubi si rincorrevano senza sosta in un cielo nero come la notte. Nonostante in quella parte del mondo fossero ben rare le giornate di sole, quella mattina in particolare che il tempo fosse di pessimo umore.
La gran massa di nubi temporalesche si ammassava specialmente intorno alle guglie di un imponente maniero che si stagliava nero sull'alto di un picco impervio.
No fosse stato per la cupa atmosfera che emanava da quelle torri scure si poteva anche considerare un bel posto, ma la sola presenza di quel castello teneva all larga tutti quelli che si avvicinavano.
Le stanze erano tutte buie o illuminate da una fievole luce proveniente da una candela.
L'unica stanza ben illuminata era una gran sala circolare in cima alla torre nord.
L'ambiente non era illuminato da candele, e a dire il vero non si capiva neanche da dove provenisse quell'intensa luminosità.
Al centro della stanza c'era un enorme e massiccio tavolo di granito nero dove, su un lato, erano posti cinque troni dello stesso materiale. Intorno al tavolo si trovavano numerosi seggi di legno di quercia.
Un lampo improvviso illuminò di una luce accecante e innaturale la sala. Quell'enorme bagliore durò solo un attimo. Dopo che la luce fu scomparsa erano apparse delle persone.
Erano in quattro, due uomini e due donne. Queste ultime e uno dei due uomini avevano preso posto su tre seggi, mentre l'ultimo era rimasto in piedi su lato opposto del tavolo.
I tre che avevano occupato i troni rimasero per lunghi momenti a fissare l'altro che stava in piedi con la testa bassa non in segno di vergogna, ma più che altro per rispetto verso gli altri.
"Xelloss!" Cominciò una delle due donne. "Sei stato convocato davanti a questo tribunale con l'accusa d'insubordinazione. Ti era stato ordinato di uccidere una persona e adesso veniamo a sapere che ti sei rifiutato di farlo, è vero?" Xelloss si limitò ad assentire con un semplice cenno del capo. L'altra donna chiuse gli occhi e abbassò il capo sospirando.
"Non c'è molto altro da aggiungere!" Affermò l'uomo seduto sul trono con un sogghigno beffardo. Una luce malvagia e trionfante brillava nei suoi occhi. "Non siete d'accordo anche voi?" Si rivolse alle due donne. "Che ne pensi, Dolphin?" Chiese alla donna che stava alla sua sinistra. Gli occhi verde scuro di questa rimasero fissi su Xelloss poi s'infiammarono anch'essi di una luce malevola e assentì.
Con un sorriso soddisfatto l'uomo puntò lo sguardo sulla donna bionda che stava a destra. "E tu Xellass sei d'accordo?" Gli occhi di Xelloss si alzarono leggermente su di lei per scrutare la sua reazione. I grandi occhi azzurri erano indecifrabili. "Xellass, allora che ne dici!" La richiamò l'uomo. Xellass rimase in silenzio ancora in attimo, poi disse. "Vorrei sentire cos'ha da dire Xellos se non ti spiace, Dynast." Dynast la guardò con uno sguardo in tralice "Cos'hai in mente?" le chiese con voce dura. "Niente, Dynast, ma considera che lui è pur sempre mio figlio e voglio sapere quali sono le ragioni che lo hanno spinto a disobbedirmi." "Questo non cambierà la situazione." Continuò Dynast "E poi quali ragioni pensi che possa aver avuto… Sei stata tu a crearlo. Dovresti sapere quant'è avido di potere! Sicuramente l'avrà fatto per ottenere un vantaggio personale in futuro!…" si era intromessa Dolphin. Dynast la guardò ed annuì, poi si rivolse a Xellass "Dolphin ha perfettamente ragione!" poi squadrò Xelloss malevolo "Quali altre motivazioni potrebbe aver avuto uno come lui che non sa cos'è l'onore. Sicuramente aveva in programma qualche bell'idea per aumentare il suo personale potere" "NO; NON È COME DITE!" Xellos, che fino a quel momento era rimasto in silenzio ad ascoltare i tre Dark Lord, aveva alzato la testa di scatto gli occhi color ametista completamente spalancati nei quali risplendeva una luce d'odio.
I Pugni chiusi gli tremavano vistosamente. Dynast sorrise ironico si sporse in avanti e appoggiò il mento sul dorso delle mani "Dici sul serio Xelloss? Allora avanti, qui non vediamo l'ora di sentire le tue ragioni!"
Xelloss sussultò e osservò i tre demoni che stavano davanti a lui. "Avanti… racconta! Pendiamo dalle tue labbra" Continuò Dynast. Xelloss fece scorrere lo sguardo da lui a Dolphin e infine lo posò su Xellas, poi chinò il capo.
"Non ce lo vuoi dire?" Chiese Dynast con finta tristezza poi ritornò il suo ghigno ironico. "Anzi, no, fammi indovinare, è un segreto!" Xelloss strizzò gli occhi e si fece penetrare le unghie nella carne, sperando che il dolore lo frenasse dal saltare al collo del Dark Lord. Il demone superiore se n'accorse e scoppiò in una fragorosa risata. "Che cosa vorresti farmi moscerino, ma ti rendi conto chi è che ti sta di fronte." Detto questo alzò la mano e da essa partì una fortissima folata di vento che sbatté Xelloss contro la parete. Xellass stava per alzarsi, ma fu fermata da uno sguardo di Dolphin. Dynast intanto si era teletrasportato davanti a Xelloss, che era ancora a terra e gli sferrò un calcio nello stomaco che gli fece vomitare sangue.
Dai suoi occhi era scomparsa ogni traccia di divertimento, ed erano ora illuminati da una luce fredda e micidiale.
Xellos strinse i denti; non voleva dargli la soddisfazione d'urlare. È vero che quel mazoku era un suo superiore, ma era anche altrettanto vero che lui, personalmente non l'aveva mai sopportato.
Dynast sferrò a Xelloss un pugno in pieno viso che gli spaccò un labbro e gli smosse un dente.
Xelloss sentì in bocca il sapore metallico del sangue, poi ricevette un fortissimo colpo alla base della nuca.
La vista gli si annebbiò e infine si accasciò a terra come un sacco vuoto.
Ravviandosi una ciocca di capelli che gli era finita davanti agli occhi, Dynast guardò Xelloss tra il soddisfatto e il disgustato. "Era tanto che morivo dalla voglia di darti una lezione, razza di presuntuoso!" ringhiò
"Bene, ora che ti sei divertito mi sembra il caso di parlare di questioni più urgenti!" Iniziò Dolphin con voce secca e irritata. Dynast si girò verso le due Dark Lady. "Mi sembra giusto!" Rispose con voce perfettamente calma.
"Siccome Xelloss non ha ucciso quella ragazza allora, adesso noi ci troviamo in una gran brutta situazione! Non abbiamo più molto tempo per agire. Più il tempo passa e più il suo potere diventa forte." "Dimentichi che senza una guida le sarà impossibile raggiungerne l'apice!" Intervenne Xellass. "Forse ti dimentichi di chi stiamo parlando." L'interruppe Dolphin. "Dolphin ha ragione, Xellass. Anche se il suo potere non è forte, lei è molto scaltra e poi Xelloss le ha insegnato bene nel periodo in cui aveva il compito di starle a fianco. Sicuramente troverà il mondo!" "Allora che cosa proponi di fare?" "Non è difficile da capire: dobbiamo toglierla di mezzo!"
A quelle parole Xelloss riprese un po' conoscenza. La testa gli pulsava e sentiva il sangue rombargli nelle orecchie.
Finse d'essere ancora privo di sensi; voleva sapere che cosa avevano in mente i tre Dark Lord.
"Questa volta a chi vuoi assegnare la missione?" chiese Dolphin. "Non voglio affidarla a nessuno!" rispose Dynast con un sogghigno "Come…?!" Chiesero insieme Xellass e Dolphin. "Non l'affiderò a nessuno e per due buone ragioni: primo non voglio rischiare di trovarmi di nuovo in una situazione del genere; secondo non so fino a che punto sia diventata potente, potrebbe essere troppo forte per un demone di classe inferire. Perciò ci penseremo noi tre." Le due donne lo guardarono male per un momento, poi annuirono. "E di lui che ne facciamo?" Chiese Dolphin indicando Xelloss."Lo uccidiamo?" "Non ancora… Voglio vedere quale sarà la sua reazione quando scoprirà che il suo giochetto non ha funzionato e che la sua amichetta è morta." "Ma non temi che possa andare ad avvisarla?" Chiese Xellass. "Ma per chi mi hai preso?! Per uno scemo totale?! È logico che non ho intenzione di lasciarlo libero come un uccellino! Lo chiuderemo in una delle celle del castello di Phibrizio. Sono protette da un campo magico che impedisce qualsiasi magia. "Sfortunatamente" il "caro" Phibrizio è morto, perciò non avrà niente da ridire in proposito."
Xelloss riusciva a malapena a seguire i discorsi, ma su una cosa era sicuro: doveva avvertirla al più presto, ma come poteva farlo se rimaneva chiuso nelle segrete?
Poi sentì una forza che lo sollevava di peso. Riuscì a vedere Dynast che lo guardava con una certa soddisfazione, Dolphin che invece aveva lo sguardo di chi sta per schiacciare uno scarafaggio e infine c'era Xellass.
Il suo volto era una maschera indecifrabile: un misto di rabbia, tristezza e delusione.
Chissà che cosa stava pensando in quel momento. Xelloss si sentì dispiaciuto per lei. Avrebbe voluto spiegarle i motivi del suo gesto, ma certamente non l'avrebbe mai fatto con gli altri due Dark Lord nelle vicinanze. Ma qualunque fossero le sue giustificazioni, non avrebbe cercato di scampare alla punizione che era in serbo per lui, aveva disubbidito ad un ordine ed era pronto a pagare. Se non fosse che ora non poteva morire, doveva riuscire a mettersi in contatto con quella ragazza, altrimenti sarebbe stato tutto inutile.
Perché si stava dando tanta pena per lei? Non lo sapeva, ma non c'era tempo per pensarci.

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