| LE RAGIONI DEL CUORE | |||
| capitolo II AIUTAMI LON! |
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Quella forza lo fece volare per molti corridoi e sale, scendendo sempre più in profondità. Gli ambienti intorno a lui si facevano sempre più austeri. Gli arazzi e le decorazioni venivano poco a poco sostituiti dalla nuda pietra. Dopo un periodo che gli sembrò eterno, finalmente si fermò. Senti una serratura che scattavo ed una porta che veniva aperta cigolando sinistramente sui cardini. Poi fu scaraventato senza tante cerimonie all'interno di una cella fredda e alquanto umida. L'impatto violento con il pavimento di pietra gli fece sfuggire un lamento. "Allora ti sei svegliato!" Quella voce… quella voce odiosa che avrebbe preferito non sentire mai più. Cosa avrebbe dato per poter sferrare un pugno su quell'orribile faccia! Alzò lo sguardo, pregando inconsciamente che non si vedesse troppo che tremava per la rabbia. Non gli restava altro se non l'orgoglio e la dignità. Il suo sguardo non vacillò di fronte a Dynast. "Che cosa volete fare adesso?" La sua voce era piatta. Nessun'emozione la pervadeva, né rabbia né odio. "Non sei perspicace Xellos!" rispose lui con voce beffarda. "Mi sembra logico che cos'abbiamo intenzione di fare. Vogliamo togliere di mezzo ogni possibile ostacolo al nostro potere, e ti saremmo grati se tu ci dicessi esattamente dove si trova. Ci risparmieresti un bel po' di grattacapi. Inoltre se ci darai una mano ti promettiamo una fine rapida e indolore." Xelloss scoppiò a ridere… una risata amara e di scherno. Rivolta verso Dynast com'era anche indirizzata verso se stesso "E tu speri davvero che io ti venga a dire dove si trova adesso! Arrivati a questo punto ormai non m'importa più niente di cosa mi accadrà, ma non sperare proprio in un aiuto da parte mia! Sta pur tranquillo che io non parlo!" "La metti così allora! Rimpiangerai questa tua decisione, quando ti troverai a patire le sofferenze più atroci!" Detto questo uscì sbattendo con forza la porta della cella e facendo scattare la serratura dietro di sé. Una goccia cadde rumorosamente in una pozzanghera… Bhe, effettivamente non tanto rumorosamente, ma il silenzio innaturale che pervadeva le segrete del castello e l'eco che c'era sufficiente a far sembrare un chiasso assordante anche il più lieve dei sussurri. Quanto tempo era rimasto chiuso lì? Settimane?…mesi?… per la verità non erano passati che pochi minuti, ma il tempo non aveva molta importanza. Aveva provato ad operare un semplice incantesimo per rompere la porta della cella, ma l'energia era stata assorbita dall'ambiente circostante. Aveva tentato di teletrasportarsi, ma era riapparso nello stesso identico luogo. Cosa poteva fare! Era disperato. Anche se loro non sapevano esattamente dove trovarla, potevano anche decidere di radere al suolo semplicemente tutta la città. A loro che cosa importava se ci andavano di mezzo anche persone che non centravano. Non aveva molto tempo per agire. La testa gli faceva male a furia d scervellarsi per trovare una soluzione. Continuava ad andare avanti e indietro se avesse continuato così avrebbe scavato un buco per terra. Lui era sempre stato un demone spietato, privo di qualsiasi scrupolo e, come avevano detto Dolphin e Dynast faceva sempre tutto solo se gli avesse portato anche un guadagno personale, eppure per lei sarebbe stato pronto a dare la vita. Senza tirarsi indietro, senza pentimento alcuno. "CHE COSA POSSO FAREEEEEE!!!" Aveva gridato nel buio della sua cella. Ormai era assolutamente disperato. Lui che di solito trovava sempre una soluzione per tutto, questa volta non riusciva a vedere una via di scampo. Si sentiva come stesse precipitando in un pozzo senza fondo senza riuscire a trovare un appiglio. Poi, come in sogno gli venne un'idea. Era solo un'illusione, come poteva Lei sentire la sua invocazione. Certo, in un certo senso anche lei era coinvolta, anche se indirettamente, in quella faccenda, ma sarebbe intervenuta? Xelloss la considerava un'utopia, ma ormai le aveva pensate proprio tutte. Si ritirò in un angolo buio della cella, chiuse gli occhi e tirò un profondo respiro… Lon… La creatrice dell'intero universo… Avrebbe potuto ascoltarlo?… Gli avrebbe dato una mano?…"Lon…ti prego… non ti ho mai pregato fino ad ora… non ne ho mai avuto bisogno, ma adesso non so che altro fare… Ho commesso un terribile errore, non avrei mai dovuto lasciarla per tanto tempo da sola e senza una protezione, ma speravo che stando lontani i demoni superiori non si sarebbero accorti di lei… Ho sbagliato, ma non è giusto che lei muoia a causa di un mio errore. Lei deve vivere… Perciò ti prego… ti prego, aiutami a salvarla. Presto loro la troveranno e allora sarà troppo tardi… Aiutami a salvarla… ti supplico" Terminò la sua preghiera e rimase in ascolto per pochi, interminabili istanti… non accadde nulla… emise un sospiro sconsolato… era finita… Poi un'intensa luminosità avvolse la cella e l'aria fu pervasa da una voce calda e rassicurante, ma allo stesso tempo decisa e autoritaria… "Ho udito la tua preghiera, Xelloss e ti permetterò di metterla in salvo. Ma questa volta, non ti dovrai limitare a portarla in un posto sicuro, dovrai portarla al santuario dove la sua vera forza sarà resa manifesta a tutti. Fossi in te mi farei aiutare da quegli esseri umani che hai accompagnato in tante avventure… potrebbero esserti molto utili… e ora preparati al viaggio, ti porterò da lei in un batter d'occhio!" Xelloss sentì una specie di torpore avvolgerlo. Fu come cadere in un dormiveglia, era diverso dal solito teletrasporto. Chiuse per un attimo gli occhi e quando li riaprì la cella e il castello di Phibrizio erano scomparsi e al loro posto c'era una tranquilla cittadina. |
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