| REUNION |
La principessa attraversava il castello controllando che ogni cosa fosse perfetta per l'arrivo del suo ospite. Lina e Gourry erano via a dare la caccia ai banditi e suo padre, il Principe Philionel, stava viaggiando in segreto, così ci sarebbero stati solo lei e il suo ospite, soli. Di solito lui non si avventurava nelle città, ma lei aveva insisitito che sarebbe stato sempre il benvenuto a palazzo, e così finalmente aveva deciso di accettare il suo invito.
"Altezza, il vostro ospite è arrivato" annunciò uno dei camerieri del palazzo, allontanadola dai suo pensieri.
"Grazie, lo hai accompagnato nella biblioteca, come avevo chiesto?"
"Sì, mi sono permesso anche di portare i suoi bagagli negli appartamenti che lei gli ha riservato".
"Molto bene, Randolph".
Randolph ringraziò inchinandosi e poi si allontanò per sbrigare gli altri compiti che gli spettavano. La principessa si sentiva nervosa alla prospettiva di ricevere visite di nuovo, dopo quasi un anno e mezzo.
"E se lui fosse cambiato? E se non avessimo nulla di cui parlare?" Pensò. Tutte le volte che Amelia aveva sognato di vederlo e di abbracciarlo, sperando che tutte le sue fantasticherie oltrepassassero, in qualche modo, la superfice della realtà, le ritornavano in mente una dietro l'altra. Ma i suoi dubbi e le sue paure erano riaffiorate nel momento in cui lui aveva deciso di accettare il suo invito, tanto a lungo rifiutato. Decise di mettere da parte quei pensieri mentre raggiungeva la biblioteca del palazzo, dove l'oggetto delle sue attenzioni stava aspettando.
Zelgadiss aveva trovato un interessante libro sugli incantesimi di base e si era messo comodo su di una grande sedia imbottita davanti alla finestra, e aspettava. Sfogliava pigramente le pagine del libro, senza fare attenzione a ciò che vi era scritto sopra. I suoi pensieri lo riportavano alla situazione in cui si trovava: Seillune, il palazzo e in particolare Amelia. Avrebbe potuto far questo senza stare lì, probabilmente doveva considerare le possibilità che, andando avanti, sarebbe stato molto facile cadere come così tanti altri avevano fatto in passato. Aveva sentito che c'era un mago nella zona, che avrebbe potuto aiutarlo a trovare un modo per tornare normale, qualcosa che doveva analizzare per vedere se c'era del vero.
"Ma era stata una buona idea escludere l'invito di Amelia" Pensò chiudendo il libro e appoggiandolo su di un piccolo tavolino accanto a lui. Non voleva deludere nessuno, se questa si fosse rivelata un'altra pista falsa.
"Se stai pensando di cambiare idea e di andartene, rinunciaci" Una voce familiare attraversò la stanza. Sembrava che si stesse avvicinando.
Zelgadiss sollevò lo sguardo per vedere Amelia camminare verso di lui con un'espressione interessata sul viso.
"E' veramente cambiata" Pensò, osservandola completamente mentre prendeva posto su di una sedia di fronte a lui. La principessa era cresciuta un pò in altezza e i suoi capelli erano leggermente più lunghi dall'ultima volta che l'aveva vista.
"E cosa te lo fa pensare?" Chiese, sistemandosi in modo da vederla in faccia più direttamente.
"L'espressione sul tuo viso" rispose lei accavallando le gambe "Hai sempre la solita espressione quando pensi di lasciare tutti e di andartene per conto tuo. Penso che alcune cose non cambino nelle persone." Zelgadiss, senza volerlo, sorrise leggermente alle parole di Amelia.
Amelia non potè farci niente, ma lo osservò sorridere. Una rara meraviglia che le faceva sempre battere il cuore più velocemente quando la vedeva. Era contenta che la loro conversazione non fosse inziata così goffamente.
"Così come so, sebbene mi piacerebbe pensarlo, che non sei in visita a Seillune per vedere il palazzo e girare la città, cosa ti porta qui?"
Lei voleva dire, "Per vedere me" ma trattenne il pensiero prima che le scappasse dalle labbra.
"La stessa cosa che sto cercando, la possibilità di una cura per ciò che Rezo mi ha fatto" poi iniziò a spiegare all'orecchio attento di Amelia le informazioni che aveva ottenuto.
Mentre raccontava la sua situazione attuale, Zelgadiss aveva notato qualcosa di diverso in Amelia, a parte i suoi cambiamenti fisici. Sembrava più calma e leggermente più posata, non com'era prima: iperattiva ed eccessivamente piena di energia e ottimismo.
"Adesso sembra più.......padrona di sè." Pensò mentre finiva di riepilogare gli avvenimenti che lo avevano condotto fino a quel punto.
Amelia si era quasi dimenticata quanto fosse calma e sexy la voce di Zelgadiss. Sentirlo parlare era come gustare la sua caramella preferita, entrambe la facevano sentire meravigliosamente. Quanto più le piaceva, tanto viaggiavano i suoi pensieri. Amelia mise loro uno stop e si concertò sulla questione in corso. "Conserverò pensieri come questi per dopo" disse a se stessa.
"Posso trovare alcuni informatori per vedere se il mago si trova in zona?" gli chiese.
"Non c'è bisogno che tu lo faccia, ho già deciso di chiedere in giro per conto mio."
"Ma sei stato qui solo una volta o due, Zel, non sai neanche dove cercare quest'uomo.E poi......cosa c'è che non va?"
Zelgadiss la stava guardando con un'espressione sorpresa.
"Mi hai...chiamato solo Zel?" Chiese
"Penso di sì, perchè?"
"Bè, di solito mi chiami Zelgadiss..e non Zel come fa Lina"
Amelia lo fissò per un momento, sorpresa che anche lui avesse notato la differenza.
"Ti da noia?"
"No, ho solo notato la differenza....tutto qui. Non volevo far sì che sembrasse un grande evento." Aggiunse mentre il suo viso arrossiva leggermente per l'imbarazzo.
Amelia, senza volerlo, si lasciò scappare un risolino mentre lo guardava arrossire.
"Cosa c'è di così divertente?" Le domandò, alzando lo sguardo su di lei.
"Niente" Rispose lei, trattenendo una risata. Amelia si stava schiarendo la voce nel tentativo di ricomporsi quando Randolph entrò nella biblioteca. "Principessa, lei e il Signor Zelgadiss vorreste cenare, adesso?"
Amelia spostò l'attenzione da Randolph a Zelgadiss.
"Hai fame, Zelgadis?"
"Molta, sinceramente. E' stato un viaggio lungo."
"Volete mangiare qui?" Interruppe Randolph.
"Sì, porta tutto qui quando sarà pronto."
"Naturalmente" poi Randolph s'inchinò davanti ai due educatamente e lasciò la biblioteca.
Quando finalmente la cena fu servita, Amelia e Zelgadiss ebbero un'ampia varietà di piatti fra cui scegliere, non solo ma, con grande sorpresa di Zel, la conversazione fu molto stimolante. Dopo cena Amelia decise di mostrare a Zelgadiss la sua stanza. Era un'immensa camera con un ampio balcone che dava una vista stupenda della parte orientale di Seillune e della campagna oltre il regno.
Quando Zelgadiss si guardò intorno, nella sua nuova stanza, notò subito che le sue cose erano state riordinate e si meravigliò alla vista del gigantesco letto di legno rosso, finemente lavorato, che si trovava di fronte a lui.
"E' molto carina" Disse mentre osservava la stanza da ogni punto di vista.
"Sono contenta che ti piaccia. I balconi in quest'ala del palazzo hanno la miglior vista della città..o almeno io la penso così."
"Non dovevi mettere a posto i miei bagagli per me, Amelia."
"Non è stato un problema e poi volevo essere sicura che ti sentissi a tuo agio." Gli sorrise e raggiunse la balconata. Aprì la grande porta a vetri per lasciare entrare l'aria del tardo pomeriggio.
"Lo apprezzo molto, grazie Amelia"
In qualche modo, senza che lei se ne accorgesse, Zel l'aveva raggiunta sul balcone per ringraziarla. La voce del ragazzo unita al fatto che le era vicino e al suo respiro caldo sulla pelle, fecero sì che la Principessa sarebbe svenuta da come si sentiva bene. Si girò per ringraziarlo dei complimenti quando si ritrovò a baciarlo inaspettatamente.
Amelia rimase immobile per quella che sembrò un'eternità. Non si muoveva. Non respirava. Non voleva fare niente che potesse rovinare quello che per lei era il momento più bello di tutta la sua vita. Trovò il coraggio di sporgersi leggermente in avanti per approfondire il bacio e rimase sorpresa quando lui rispose.
Zelgadiss era rimasto immobile. Non si era reso conto di esserle così vicino fino a che lei non si era girata e le loro labbra si erano incontrate. "Si starà facendo un'idea sbagliata. Starà pensando che l'ho fatto apposta. Starà..." poi l'aveva sentita avvicinarsi e approfondire il bacio. Zelgadiss aprì le labbra, sorpreso dalle azioni di Amelia, con l'unico risultato di prolungare quel momento ancora più a lungo.
Le labbra di Zel erano sorprendentemente calde e gentili, contro le sue. Amelia pensò che avrebbe potuto stare così per sempre, ma decise che doveva interrompere il bacio prima che lui tornasse in sè, e con questo si allontanò riluttante.
"Zelgadiss, io non volevo..um..." si fermò, realizzando che forse lui si sentiva molto impacciato per ciò che era appena successo.
"No, sono io a dovermi scusare...io non volevo......stare così vicino." Con ogni parola che gli scappava dalle labbra, Zelgadiss diveniva sempre più rosso. Quando lui ebbe quasi finito di parlare Amelia pensò di avere l'aspetto di una delle FireBall di Lina.
"Meglio che lo lasci andare prima che questa situazione diventi incontrollabile" Pensò lei.
"Ascolta Zelgadiss, è stato un incidente che poteva capitare a chiunque, non ti preoccupare"
Zelgadiss la guardò sollevato perchè non si era arrabbiata per il bacio.
"Sei sicura di non essere arrabbiata?" Chiese tanto per essere sicuro.
"Positivo" La ragazza sorrise e lasciò il balcone. "Si sta facendo tardi. Ci vediamo domattina a colazione e poi iniziamo a cercare quel mago, okay?"
"Amelia...non devi aiutarmi.." Iniziò, grato del cambio di argomento.
"Io voglio aiutarti" lo interruppe lei "E come ho detto prima, conosco questa città meglio di te, quindi finiscila di discutere. Buonanotte!" Rise leggermente mentre lasciava la stanza.
Quando Amelia fu uscita, Zelgadiss fissò la porta per alcuni secondi quando all'improviso, quella si aprì di nuovo. Amelia infilò la testa nello spiraglio della porta e sorrise.
"Oh, un'altra cosa: Baci bene Zelgadiss, ma magari la prossima volta mettici anche un pò più di impegno....'notte"
Questa volta, dopo che se ne fu andata, Zelgadiss sentì il suono dei passi che si allontanavano nel corridoio. Si avvicinò al letto e si tolse gli stivali, rimuginando sulle parole della ragazza.
"Buonanotte, Amelia" Disse.
Poi qualcosa gli tornò alla mente.
"Hey, cosa intendeva con la PROSSIMA volta?"
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