Città di Lestrange, una calda giornata di mezza estate: al piano superiore dell'unico negozio di antiquariato della zona, Philia Ul Copt stava rimuginando da ore su un'idea che le era balenata in testa all'improvviso.
"E se organizzassi una bella rimpatriata coi ragazzi per ricordare i vecchi tempi e parlare del futuro? Ma sì, e poi sarebbe anche l'occasione per far incontrare Lina e il nuovo Valgarv. In fondo lui ora, grazie al mio incantesimo, è tornato all'età di prima ma è cambiato nel cuore. Sì, voglio proprio vedere la scena...
Bene, e poi chi c'è? Certo! Gourry, Zelgadiss, Amelia... Ma si saranno dichiarati alla fine quei due? Sono curiosa.
Dunque, mi sembra di averli detti tutti, vediamo: uno, due, tre, quatt... Oh no! Xelloss! Ma non posso invitare quel demone! Beh, però sarebbe ingiusto, in effetti faceva parte del gruppo anche lui...Eh sì, per quanto mi dia fastidio credo proprio che dovrò invitarlo... e poi sopportarlo! Animo, Philia! In fin dei conti sarà solo per un pomeriggio, non per sempre.
Su, cominciamo a scrivere il suo invito..."
E così, dopo un'ora di prove e mezzo blocco della sua migliore carta da lettere finito appallottolato sul pavimento, finalmente l'invito per Xelloss fu pronto.
Ciao Xelloss, sono Philia.
Sono felice (come no!) di invitarti
a casa mia il 14 di questo mese
per trascorrere un pomeriggio
coi vecchi amici.
Sperando che tu (NON) possa venire
ti saluto. Philia
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"Beh, è stata una faticaccia ma per fortuna alla fine sono riuscita a risolvere il problema. Già, ma ora ne nasce un altro: l'invito l'ho scritto, però, come glielo mando? Non so mica il suo indirizzo e poi..."
Si interruppe di botto, perché aveva avvertito che una presenza ostile si stava diffondendo attorno a lei.
Poi sentì una voce che le sembrava familiare.
"Ehilà Philia! Come andiamo? Cavoli che bella casa, è tutta tua?"
La voce proveniva apparentemente dal nulla ma, pian piano, colui che la emetteva stava iniziando a materializzarsi alle spalle della ragazza.
Philia si girò di scatto e, appena capì chi aveva davanti, non riuscì più a spiccicare parola.
Infine si riprese.
"Xelloss! Ma cosa diavolo ci fai TU qui?"
"Come che cosa ci faccio qui!? E' ovvio! Mi hai invitato e io sono venuto."
"Eeeh?! Ma come hai fatto a sapere che avevo intenzione di invitare anche te? Mi hai spiato o te l'ha riferito qualcuno? O forse hai capacità di preveggenza? No, è assurdo! E' un dono che possiedono solo i draghi dorati quello di leggere il futuro! Eppure non c'è altra spiegazione... deve essere per forza così. Però, in effetti, pensandoci bene..."
"Su, su Philia! Non lambiccarti inutilmente per capire qualcosa che è fuori dalla tua portata. Finiresti solo col logorarti il cervello!"
Malgrado l'occhiata incendiaria rivoltagli dalla ragazza, il demone proseguì: "La soluzione è semplice: ho usato questa!"
E, così dicendo, stese la mano a palmo in sù e, all'improvviso, apparve una piccola palla di vetro, incastonata in un basamento di legno lavorato.
"La mia sfera di cristallo!! Quando l'hai presa?"
Xelloss si stampò in faccia uno dei suoi tipici sorrisetti IO-SO-TUTTO-MA-NON-LO-DICO e poi rispose con fare noncurante:
"Oh, l'altro giorno. Sono stato qui, ma non c'era nessuno e così ho dato un'occhiata in giro. Per caso ho visto la sfera e mi sono detto: - Philia non si arrabbierà di certo se la prendo in prestito per in po' - e quindi... "
La ragazza era semplicemente furibonda ma stringeva i denti per cercare di controllarsi. Provò a contare fino a dieci e poi ricontò un'altra volta, nel vano tentativo di calmarsi.
Alla fine però esplose.
"Maledetto demone da quattro soldi! Brutto cafone maleducato! Non solo entri in casa mia senza permesso, ma ti prendi pure uno dei miei oggetti più preziosi! - Tanto Philia non si arrabbierà - vero? E invece Philia si è arrabbiata, e molto anche!"
Poi, giudicando opportuno avvalorare con delle parole ciò che aveva appena detto, sfoderò da sotto la gonna la mazza ferrata e, dopo aver preso la mira con cura, la lanciò contro il malcapitato demone, centrandolo proprio in mezzo alle gambe.
Xelloss emise un gemito soffocato, pregando fra sé che Philia non volesse concedergli il bis.
Per sua fortuna, però, la ragazza si limitò a raccogliere la mazza da terra e iniziò a prendersene cura come di un cucciolo malato.
Prima strofinò delicatamente l'arma con un panno di seta e quindi ci spruzzò sopra il contenuto di una bomboletta che diceva chiaramente di essere - Spray anticontagio da demone -
Mentre la ragazza-drago era intenta a queste operazioni, il monaco, che aveva ritenuto opportuno cambiare aria, cominciò a farsi sempre più piccolo, finchè non scomparve.
E fu la cosa più saggia che un demone avesse mai fatto.
Il giorno dopo, in un'anonima locanda di un anonimo villaggio di campagna, arrivò un messaggero dalla città, sudato e tutto trafelato.
"C'è un messaggio per la signorina Inverse e per il signor Gourry Gabriev dalla città di Lestrange. E' urgente!"
Detto questo porse la pergamena ad un giovanotto biondo, indicatogli dai presenti, e, senza nemmeno riprendere fiato, corse via.
"Devo fare presto, devo essere al castello di Sailune prima di sera."
Il ragazzo guardò interrogativamente il messaggio che aveva in mano, come se sperasse che quest'ultimo rispondesse alle grandi domande della sua vita.
Poi sembrò scuotersi e salì le scale, dirigendosi verso una stanza in fondo al corridoio.
Arrivato là, bussò alla porta, fin quando da dentro non gli rispose una voce femminile.
"Entra pure Gourry, è aperto! Hai portato il pranzo?"
Gourry entrò e si trovò davanti una bella ragazza, di circa 18 anni, un po' piccola di statura, con una folta capigliatura rossa. Indossava un ampio camicione scuro che le arrivava al ginocchio e sembrava si fosse appena svegliata.
"Ben alzata, Lina. Il pranzo no ce l'ho però ho un messaggio, che viene dalla città di Lestrange, o qualcosa del genere. E' indirizzato a tutti e due, anche se non riesco proprio a capire chi ci possa scrivere da laggiù."
"Oh beh, questo non conta. Tu non capisci che 2+2 fa 4 neanche se ti viene spiegato venti volte. Va bene, lasciamo perdere. Hai detto che viene da Lestrange, no? Umh fammi pensare... Ma certo! Philia ha un negozio di antiquariato in quella città! La lettera ce l'ha mandata per forza lei!"
"Philia, Philia... che strano. Non mi ricorda niente. Come facciamo a conoscerla? Ah sì, è vero! E' quella ragazza con la coda, giusto?"
"Bravo Gourry, fai progressi. E adesso vediamo un po' cosa ci scrive la nostra amica. Dunque...
Cari Lina e Gourry,
che ne direste di venire
da me, qui a Lestrange, il 14
di questo mese per passare un
pomeriggio in compagnia dei
nostri vecchi amici?
Sperando di potervi incontrare
presto, vi saluto.
Philia
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"Hai sentito Gourry? Philia ci invita da lei il 14. Che ne dici, ci andiamo?"
"Certo che ci andiamo, Lina. C'è solo un problemino. Il 14 è domani e Lestrange è piuttosto lontana. Se non ci sbrighiamo, non arriveremo mai in tempo."
"E allora...andiamo!! Ma prima, facciamo uno spuntino!!"
Nel frattempo, l'infaticabile messaggero era giunto al castello di Sailune e aveva consegnato una pergamena ad un maggiordomo.
Questi si era recato subito dalla destinataria della lettera: la principessa Amelia.
"Altezza, è arrivata una missiva per voi. Il messo ha detto che è molto importante."
"Grazie Charles, puoi andare. Dato che questa comunicazione è così urgente la leggerò subito; quindi avverti il mio insegnante che per oggi la lezione è sospesa."
"Ma, maestà... No. Va bene, ai suoi ordini, principessa..."
Rimasta sola, Amelia si dedicò alla lettura di quella lettera inaspettata.
Mentre i suoi occhi scorrevano sulle parole, il suo volto si illuminava di gioia.
"Wow! Un invito da Philia! Vado di corsa a dirlo a papà e poi mi metto in viaggio.
Che peccato però. Se questo messaggio fosse arrivato ieri, averi potuto avvertire anche Zel. Invece lui è partito e non so dove sia. UFFA! Senza il mio Zelgadiss non mi diverto! Anche se, in effetti, l'invito dice - con tutti gli altri -, quindi dovrebbe aver invitato pure lui... speriamo!"
E così, la mattina seguente, alle prime luci dell'alba, anche la principessina di Sailune si metteva in viaggio verso Lestrange.
Appena partito dal castello, l'ormai stanchissimo messaggero era già alle prese con un grosso grattacapo.
"Cavolo, e ora come lo trovo 'sto Zelgadiss? La mia committente mi ha detto solo che è una chimera e che si sposta spesso nella zona attorno a Sailune.
Sono un tantino vaghe come indicazioni, ma devo arrangiarmi o altrimenti perderò il posto. Al diavolo il mio capo e il suo stupido motto: - Prima ancora che ci abbiate detto dove andare, noi siamo già arrivati -
E' facile per lui, non si muove mai dal suo ufficio! Bah! Non pensiamoci più e cerchiamo questo tipo!"
Dopo inutili ore di marcia, il messo esausto giunse presso una squallida osteria nelle vicinanze di un tempio dove erano custoditi degli antichi testi magici.
La locanda sembrava deserta, ma non lo era: seduto ad un tavolo d'angolo c'era un uomo con la pelle di pietra.
Il messaggero sussultò: quel tipo non poteva essere altri che la persona che stava cercando!
Si avvicinò timidamente: "Emh, mi scusi. E' lei il signor Zelgadiss?"
L'altro alzò gli occhi che, a differenza di quanto chiunque avrebbe potuto pensare, non erano affatto cattivi, ma velati da una profonda tristezza.
Dopo aver scrutato con attenzione il messo che gli stava di fronte, Zel rispose.
"Sì, sono io. Avete forse bisogno di me?"
"Beh... in un certo senso sì. Vede, devo consegnarle un messaggio. Viene dalla città di Lestrange. Eccolo qua."
Così dicendo, gli porse un foglio arrotolato e chiuso da un sigillo impresso nella cera, che Zelgadiss riconobbe subito come quello di Philia.
"La ringrazio molto. Deve aver fatto molta strada oggi, ha l'aria stanca. Tenga, le offro la cena"
E fece scivolare una moneta d'oro nella mano dell'uomo. Poi uscì in silenzio.
Una volta solo nella notte, Zel creò una sfera luminosa con la magia e iniziò a leggere la pergamena.
Finita la lettura, rientrò nella locanda, pagò il conto e, salutando con un cenno della mano il messaggero, partì alla volta della città.
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