A STRANGE REUNION
CAPITOLO SECONDO

Dopo il sorgere del sole, Zelgadiss si fermò a riposare al limitare di un bosco.

Era ancora immerso nei suoi astrusi calcoli per stabilire quanta strada avrebbe ancora dovuto percorrere, quando sentì una voce provenire dalla foresta.

Qualcuno stava lanciando una Fire Ball.

Zel si incuriosì. Pensava che il bosco fosse deserto, e conosceva una sola persona capace di scagliare un incantesimo del genere anche contro un insetto fastidioso: Lina.

Decise di avvicinarsi, felice di poter finalmente riabbracciare la sua amica più cara.

Però, arrivato nei pressi del luogo da cui aveva sentito provenire il rumore, si rese conto che, chiunque avesse lanciato la Fire Ball, non era sola e, soprattutto, non era Lina.

Al suo posto, infatti, c'era una ragazza alta, coi capelli neri e molto più 'formosa' di lei.

Sentendo avvicinarsi qualcuno, la maga misteriosa alzò lo sguardo dal brigante che stava malmenando e urlò: "Ehi, chi va là?"

Zelgadiss si calò il cappuccio sugli occhi e uscì allo scoperto.

"Tranquilla, non voglio attaccarti. Vedo che sei molto abile con la magia... li hai ridotti male quei tipi.
A proposito, con chi ho l'onore di parlare?"

"Sono Naga, la maga del Serpente Bianco. E tu come ti chiami?"

"Io invece sono Zelgadiss Greywords. Beh Naga, felice di aver fatto la tua conoscenza. Mi farebbe piacere rimanere a parlare con te, ma ora devo andarmene. Addio e buona fortuna. Chissà, forse un giorno ci incontreremo di nuovo."


Frattanto, a Lestrange, Philia si stava concedendo un bel thè forte, aspettando che Valgarv venisse a fare colazione.

Finalmente una porta si aprì e un giovane molto bello, di circa 20 anni, entrò nella sala. Quello che si notava di più in lui era un corno che gli spuntava proprio sulla fronte, in mezzo ai capelli, che erano di una strana tonalità di verde.

Philia gli sorrise e lui la salutò con un cenno del capo. Poi si sedette a tavola.

"Hello baby. Bella giornata oggi vero? Bene, vediamo un po' cosa mi offri stamattina... Guarda, guarda... ragazza mia, lasciatelo dire, sei proprio un tesoro. Uova con pancetta, caffè toast, succo d'arancia e pure la torta di mele! Ce n'è di che sfamare un esercito!"

Per qualche momento mangiarono senza parlare, poi Valgarv ruppe il silenzio.

"Ehi Philia, stammi a sentire un secondo: non è questo pomeriggio che devono venire a trovarci i ragazzi?"

"Sì, certo, probabilmente però arriveranno anche prima. Stavo giusto pensando di andare a comprare qualcosa in più, viste le quantità mostruose di cibo che ingurgitano Lina e Gourry. Già mangiano tanto in condizioni normali, figuriamoci poi se sono reduci da un lungo viaggio... Uscirò appena avrò finito di pulire la casa. Anzi, è meglio che mi dia subito da fare..."

Detto questo si alzò e scomparve nella stanza attigua, lasciando Valgarv alle prese con la colazione.

Alcuni minuti più tardi, il pendolo appeso al muro suonò le otto e, un attimo dopo, si sentì qualcuno bussare alla porta d'ingresso.

Valgarv si precipitò al piano di sotto e, mentre passava davanti a Philia le urlò, a bocca piena un incomprensibile - Lascia stare, vado io! -

Scendendo di corsa i ripidi scalini, il ragazzo cercava di ingoiare la sesta fetta di torta e, nel frattempo, di non rovesciare la tazza, colma fino all'orlo, che teneva in mano.

Riuscì nel suo intento solo a metà, infatti, una volta arrivato in fondo alla scala, si trovò i calzoni nuovi costellati di macchioline marroni.

Mentre lanciava contro la povera tazza, colpevole, secondo lui, di non aver svolto bene il suo compito, tutte le maledizioni che conosceva, aprì la porta.

Colui che aspettava di fuori, al vederlo, coi pantaloni sporchi, maledire una tazzina da caffè, scoppiò in una fragorosa risata.

Quando si calmò, si tolse il cappuccio che aveva in testa e salutò.

"Ciao Valgarv! Come va ?"

"Salve Zelgadiss! Vedo che non sei cambiato da un anno a questa parte. Prego, entra. Credo che ora Philia abbia da fare, ma ci raggiungerà presto. Su, cosa mi racconti? So che hai viaggiato molto..."


Frattanto, molte miglia più lontano, altri due invitati alla festa erano in viaggio per giungere all'appuntamento.

"Dai Gourry, fermiamoci solo per un'oretta. Io sono a pezzi. E' da ieri che camminiamo e questa notte non ho dormito affatto. Ehi, ma mi stai ascoltando?... Aspettami...Gourry!"

"No Lina, non ci fermiamo. Altrimenti non arriviamo più da Philia. Però io ho il cuore tenero, e, visto che sei così stanca... camminerò io al tuo posto!"

"Ma tu ti sei bevuto il cervello!! Come diavolo pensi di camminare al mio posto? Spiegamelo!"

"Beh, non è poi così difficile...penso di riuscirci...così!"

E, mentre parlava, sollevò senza sforzo Lina, prendendola tra le braccia.
Poi, malgrado le proteste di lei, cominciò a camminare.

"Su, stai buona. Se non la smetti di agitarti mi farai cadere. Ti ho accontentato, no? Andiamo avanti e tu non fai nessuna fatica."

"M-ma come ti permetti di trattarmi in questo modo? Non sono mica la tua bambola!...... In effetti però... sei stato gentile... altri al tuo posto non avrebbero mai fatto un gesto come questo... te ne sono grata e, per ringraziarti, starò ferma. Poi ti prometto che, appena mi sarò riposata, continuerò da sola. Ok?"

Gourry non disse nulla, si limitò a sorriderle e a rallentare il passo per darle la possibilità di dormire un poco.

Lina, dal canto suo, dopo aver riflettuto tra sé sul fatto che la bontà d'animo del ragazzo compensava largamente la sua lentezza nel capire le cose, si addormentò, cullata dal dolce movimento delle braccia dell'amico.


Dopo un po', Gourry si vide arrivare davanti una ragazza che trascinava un sacco.

Anche lei sembrò notare il giovanotto, ma non il suo carico, perché negli occhi le balenò un lampo di malizia, come di donna che è certa di fare colpo, fidando nella sua bellezza. E lei bella lo era davvero.

Prendendo un'aria affaticata, la giovane si fermò, fingendo di non riuscire più a portare il peso del sacco.

Gourry le si avvicinò, urlandole da lontano:"Ehilà salve! Pesante quell'affare, vero?"

"Già, davvero. Senti, saresti così gentile da aiutarmi a portarlo fino alla prossima città? Tanto per te non sarà difficile, hai delle braccia così mus... Ehi! E quella chi diavolo sarebbe? Tua sorella?"

"Chi, lei? No ti stai sbagliando, è una mia amica. Si chiama Lina. Era stanca e quindi..."

"Lina?!? Conosco una sola Lina che abbia i capelli di un rosso così acceso e che si farebbe portare in braccio perché è stanca! Che bambina! Uh! Uh! Uh!"

Il caso volle che proprio in quel momento la 'bambina' aprisse gli occhi e, quando si rese conto di chi le stava davanti, la sua reazione non si fece attendere.

"Uffa! Cos'è 'sto casino? Dormivo così bene! E chi è che strilla come un'aquila? Adesso finisce molto male... Gourry, mettimi giù, che così... Eeeeh? Naga?!? Che cavolo ci fai tu qui?!?"

"Scusa Lina, ma... voi due vi conoscete?" domandò Gourry

"Ma è ovvio che ci conosciamo, idiota! Purtroppo ho 'l'onore' di conoscere questa pazza esaltata!"

"Tsè, pazza esaltata! Ma senti chi parla!" rimbeccò Naga "Se mi metto ad elencare a questo fustacchione tutte le assurdità che hai fatto da quando ti conosco ad oggi, finisco tra un mese!"

"E' vero, probabilmente finiresti tra un mese o forse più, ma solo perché a questo 'fustacchione', come lo chiami tu, le cose bisogna ripeterle milioni di volte prima che le capisca!"

"Emh, perdonate l'interruzione: state forse parlando di me?"

"Certo che stiamo parlando di te, babbeo! Vedi per caso qualcun altro qui intorno, oltre a noi?" gli risposero insieme Lina e Naga.

"Beh, veramente..." disse Gourry timidamente "qualcun altro ci sarebbe..."

E indicò col dito un punto alle spalle di Naga, dove c'era un tizio, sospeso nell'aria, che si stava contorcendo dalle risate.


Le due ragazze guardarono nella direzione indicata da Gourry e, mentre Lina scorse una faccia a lei ben nota, Naga vide solo un bell'uomo che poteva, almeno secondo il suo parere, essere una facile preda del suo irresistibile fascino femminile.

La maga del Serpente Bianco decise quindi di rinunciare temporaneamente a Gourry e si buttò subito alla conquista del cuore del nuovo venuto.

"Ciao bellissimo! Come ti va la vita? Hai visto che scenetta buffa? D'altronde, che altro poteva venir fuori parlando con una così? Che ne pensi?"

"Ignorala Xelloss. Non sa neanche quello che dice. Se qui c'è qualcosa di buffo è soltanto lei. Piuttosto, dimmi un po', come mai da queste parti?"

"Scusa se prima ho riso alle vostre spalle, Lina, ma siete un terzetto talmente ridicolo... A proposito, lei chi sarebbe?"

"Lei? Ah, ti riferisci a questa qui. E' Naga, una mia vecchia amica, se così la si può chiamare. Adesso però tocca a te rispondere: si può sapere cosa ci fai qui?"

"Beh, assolutamente niente, o meglio, scappavo da Philia. Vedi, le ho fatto un piccolo scherzo innocente e lei se l'è presa più del dovuto, perciò...
Oh, adesso che mi viene in mente, avete ricevuto anche voi un suo invito per oggi pomeriggio?"

"Sì, ma ora racconta, cosa hai fatto alla mia amica?"

"Ehi, frena un attimo Lina!" si intromise Naga "E di questa storia dell'invito, perché non mi hai detto nulla? Noi siamo amiche!"

"Cavolo Naga! Sei un'impicciona di prim'ordine! Se non ti ho detto niente è perché non ti interessava. Chiaro?"

"Eh già, la fai facile tu. Ma ora che so tutta la storia sarebbe molto scorretto tagliarmi fuori. Quindi..."

"Ma tu sei matta! Cosa ci vieni a fare con noi se non conosci proprio nessuno tranne me? E poi non posso presentarmi da Philia con un'ospite in più senza avvisarla! Perciò scordatelo!"

"No, no, no, no! Non ci siamo proprio Lina. Io conosco te, purtroppo, ma anche questo fustacchione biondo, che non mi ricordo neanche come si chiama, e questo bellissimo Xelloss, o qualcosa del genere, e non mi sembra poco."

"Prego? Credo di non aver capito. Se tu conosci loro due, allora io sono la principessa di Sailune."

"Ehi Lina, ma... la principessa di Sailune non è Amelia?"

"Grr... Gourry sei un perfetto idiota! Certo che la principessa di Sailune è Amelia! E' solo un modo di dire!
Tornando a noi, Naga. Te lo dico per l'ultima volta: questo invito non ti riguarda!"

"Accidenti Lina. Sei testarda come un mulo! Comunque non puoi impedirmi di viaggiare con voi. Quindi vi seguirò e, una volta là, sarà la vostra ospite a decidere se accogliermi alla festa o meno. Di conseguenza, se lei deciderà che..."

"E va bene! Vieni con noi. Ma ora taci e fa parlare Xelloss! Su Xel, sputa il rospo!"

E così, mentre il demone raccontava la sua disgraziata visita da Philia di due giorni prima, il gruppetto continuava la sua marcia verso la città.


Quando gli orologi di Lestrange suonarono le dieci, Zelgadiss e Valgarv stavano ancora parlando tra loro delle rispettive avventure.

Philia, dopo aver salutato, un'ora e mezza prima i due, aver detto a Valgarv di cambiarsi i pantaloni ed essere uscita, stava rientrando carica di borse.

"Ehi Val, sono tornata! Vieni giù a darmi una mano con i pacchi! Sbrigati!"

Al piano di sopra, Valgarv fece finta di non sentire.

Solo dopo che Philia si fu sgolata per un bel po' e Zel gli ebbe suggerito, con molto tatto, di risponderle, lui si decise a muoversi.

"Uff, e va bene! Arrivo! Quanto sei insistente!"

E, con molta calma, si mise a scendere le scale.

Non era ancora a metà rampa, che qualcun altro già bussava al portone di legno dell'ingresso.

A Valgarv venne un'idea 'geniale': saltò sul corrimano e si lasciò scivolare giù, acquistando sempre più velocità.

Arrivato alla fine, decollò, andando a schiantarsi a piedi uniti contro la porta, sfondandola.

Colei che stava al di fuori, urlò spaventata e, non trovando la forza di spostarsi, si trovò Valgarv in braccio.

Quando lui si riprese, dopo pochi secondi, aveva un'espressione da esaltato e un sorriso ebete stampato sul volto.

Però, appena la fanciulla comprese chi le stava sopra, lanciò un altro urlo che fece accorrere Zel e Philia.

Essi, al vedere la scena, sorrisero.

Dopo un attimo, Zel, trattenendo a stento un sogghigno, le disse: "Ciao Amelia. Visto che bel regalo di benvenuto ti abbiamo fatto?"


La principessina era ancora intontita, ma, al veder comparire il 'suo' Zelgadiss, dimenticò subito quanto successo un minuto prima e si slanciò verso la chimera, buttandogli le braccia al collo con foga.

Nell'alzarsi, però, scaraventò a terra anche Valgarv, che cominciò a brontolare, sebbene ignorato da tutti gli altri.

Amelia, intanto, non dava segni di volersi scollare da Zel, che, tuttavia, sembrava non pensarla allo stesso modo.

Infatti, dopo aver lasciato dondolare un poco la ragazza, decise che era il caso di ricomporsi.

"Emh, Amelia... credo che faresti meglio a scendere... stiamo dando spettacolo..."

"Ma Zel, cosa ti importa di quello che pensa la gente? In fondo non stiamo facendo nulla di male..."

"Sì... certo... nulla di male... ma..." Zel, ormai diventato color rosso porpora, non trovava le parole per proseguire "...ecco... insomma... dovresti... Accidenti a te, Amelia! Vuoi lasciarmi andare sì o no?!"

Philia, che avrebbe voluto prendere provvedimenti in difesa di quelle che lei chiamava 'deliziose manifestazioni d'amore', preferì tacere, per non provocare ulteriormente Zelgadiss.

Chi invece parlò fu Valgarv, e lo fece per proporre di rientrare in casa e sedersi di fronte ad un bel caffè fumante, per discutere con calma di ogni cosa.

Zel, al sentir nominare la sua bevanda preferita, accettò con entusiasmo la proposta e si avviò con Valgarv.

Le due ragazze, di fronte a tutta quell'iniziativa maschile, non poterono fare altro che alzare le spalle ed unirsi al gruppo.


Nel frattempo Lina, Gourry, Xelloss e Naga procedevano nella loro marcia verso Lestrange.

Dato che Gourry aveva preso in spalla Lina come un koala, Naga, non volendo essere da meno, cercava in tutti i modo di saltare in groppa a Xelloss e di usarlo a mo' di cavallo.

Quest'ultimo, che non aveva nessuna intenzione di farsi sfruttare dalla maga, si teneva fuori dalla sua portata, standosene sospeso a debita distanza.

Quel comportamento faceva imbestialire Naga, che esternava la sua rabbia lanciando frasi non proprio carine all'indirizzo del demone.

"Ehi, Xelloss! Dico a te! Ma la vuoi finire di svolazzare tra le nuvole come un calabrone ubriaco?!? Quando ti decidi a scendere a terra e a camminare come le persone normali? Da che ti conosco non hai ancora messo un piede al suolo! Hai forse paura di rovinarti le scarpe?"

"Non te la prendere, Naga." disse la rossa "Conosco Xel da più tempo di te e ti posso assicurare che lui a terra non ci scende quasi mai. Non vuole stancarsi, e posare il suo delicato piedino su un terreno così duro, non è una cosa pensabile per uno del suo calibro. Cerca di capirlo..."

"Senti un po', Lina..." le chiese Naga, guardando la ragazza con occhi sospettosi "...non è che, per caso, Xelloss sia un re o qualcosa del genere?"

"Beh, vedi..." cominciò con incertezza Lina, ma subito il demone la interruppe.

"No, mia cara Naga. Non sono né un re, né un principe, né un governatore... Sono molto di più."

"Davvero? E cosa saresti? Dai, dimmelo!"

"Ok, te lo dirò. Io sono... il prete misterioso!"

"Ah. E... sei molto importante?"

"Più di quanto tu possa immaginare! Devi sapere che io..."

"Dacci un taglio, Xelloss! A tutte le mie domande sulla tua identità o sul tuo incarico qui, hai sempre risposto: - Mi dispiace, è un segreto -. E adesso vorresti dire tutto ad una che quasi non conosci neanche?" intervenne Lina.

"In effetti hai ragione, Lina. Beh Naga... ci sono costretto... non avertene a male ma... SORE WA HIMITSU DESU! Ossia: MI DISPIACE, E' UN SEGRETO!"

La maga, delusa, lanciò alla rossa uno sguardo di fuoco, in cui anche un cieco avrebbe letto chiaramente quello che la ragazza stava pensando in quel momento dell'amica impicciona e del suo vizio di ficcare il naso negli affari altrui, trincerandosi poi dietro un silenzio impenetrabile.

Intanto Gourry, che aveva seguito la scena in silenzio, capendo che il battibecco tra le ragazze era finito prima ancora di iniziare, si decise a parlare.

"Emh... non vorrei disturbare, ma... avrei una bella notizia da darvi..."

"Avanti Gourry, spara!" fece Xelloss, girandosi a testa in giù per guardare in faccia il ragazzo.

"Beh... siamo arrivati. Quelle sono le mura di Lestrange!"
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