A STRANGE REUNION
CAPITOLO TERZO
Chiunque avesse visto quel gruppo di viandanti sulla cima della collinetta che stava alle spalle della cittadina, avrebbe pensato di trovarsi di fronte a dei tipi piuttosto insoliti, se non del tutto anormali.

Dall'alto della schiena di Gourry, Lina osservava i suoi compagni di viaggio, riflettendo tra sé che vedere una bella donna come Naga, camminare, imbronciata come non mai, accanto ad un altrettanto bell'uomo qual era Gourry, il quale, per di più, si portava in spalletta quella che tutti avrebbero definito una ragazzina, e un altro tizio che fluttuava nell'aria assumendo le pose più strane e buffe, avrebbe sicuramente fatto scambiare i primi tre per una giovane famigliola non troppo felice, e il quarto per il loro amico che, probabilmente, aveva ben più di una rotella fuori posto.

Non volendo rischiare di rendersi ridicola prima ancora di mettere piede in città, Lina decise che era tempo di assumere un atteggiamento più dignitoso.

"Va bene ragazzi, dato che siamo quasi arrivati, credo sia ora di fare alcuni 'piccoli' cambiamenti nel nostro look."

"Cambiamenti di che genere?" sbottò Naga, uscendo dal suo silenzio.

"Molto semplici, te l'assicuro." disse Lina con un sorriso. "Punto primo: per favore, Gourry, fammi scendere e poi... ti supplico! Assumi un'aria intelligente! Fallo per me! Non è poi così difficile!..."

Gourry depose dolcemente a terra la ragazza e poi chiuse gli occhi, pensando intensamente.

Quando li riaprì, il suo viso aveva un'espressione diversa.

Lina approvò con un cenno del capo. Quindi proseguì, rivolgendosi all'amica.

"La seconda parte riguarda te, Naga. Per prima cosa, piantala di fare l'offesa perché non ti sono state dette cose che non dovevi sapere, ed inoltre... scollati da Gourry!!!"

Naga alzò le spalle, come se volesse compatire la pazzia della ragazza, ma poi eseguì senza fiatare.

La rossa sembrava ora più tranquilla e, dopo essersi lasciata sfuggire un impercettibile sospiro di sollievo, si rivolse al demone.

"Bene Xelloss, veniamo a te. Devi fare una cosa semplicissima..." e, così dicendo, saltò in alto, aggrappandosi al piede del monaco "...devi scendere a terra!"

Xelloss, non preparato a quella mossa, non riuscì ad opporre resistenza e si schiantò al suolo.

"Ehi, ma dico... sei impazzita del tutto?! Mamma mia, che botta...Non t'azzardare a rifare una cosa del genere mai più! Qui finisce che mi ricoverano in ospedale... Sono un tipo delicato io!..."

Il demone continuò a lamentarsi, ma Lina non gli badò neppure e si rialzò soddisfatta.

"Benissimo! Adesso sì che siamo presentabili. Quindi, amici miei... in marcia! Philia ci attende!"


Dopo mezz'ora di cammino, il quartetto raggiunse finalmente la meta tanto agognata.

Una volta entrati nella piazza principale, però, si trovarono di fronte al problema di scoprire in quale via si trovasse il negozio, e quindi l'abitazione, dell'amica.

Gourry, a cui forse l'assumere un'aria intelligente accresceva le facoltà mentali, ebbe l'idea di domandare informazioni non ai passanti, bensì al palazzo pubblico.

Arrivati alla casa del governatore, una cortesissima impiegata indicò loro, nella zona est della città, una piazza in cui avrebbero trovato ciò che cercavano.

"Non vi potete sbagliare: il negozio ha una grande insegna su cui c'è disegnato un drago e la scritta - DA PHILIA: ANTIQUARIATO -"


In pochi minuti, il gruppo giunse nella piazzetta e, vedendo la porta della casa sfondata messa su alla meglio, subito tutti temettero che fosse successo qualcosa di grave.

"Ehi, Philia! Ci sei? Sono io, Lina! Tutto a posto?"

Sentendo urlare, Philia si portò presso la finestra, per capire cosa diavolo stesse succedendo.

Alla vista di Lina e degli altri, però, discese immediatamente, pregando Zel, Amelia e Valgarv di restare lì.

"Ciao Lina! Quanto tempo è passato!" disse con gioia, correndo verso di lei. "Oh, Gourry! Non ti avevo visto! Cavolo, ma lo sai che sei diventato ancora più alto?! Mi fa davvero piacere che abbiate accettato il mio invito. Su, su entrate!"

"Emh, ciao Philia..." disse Lina, imbarazzata dalla presenza di Naga "...anche io sono contentissima di essere qua con te ma, vedi...ci sarebbe un piccolo problema..."

"Che genere di problema? I demoni ti minacciano ancora?" Philia si stava allarmando.

"No, no... niente di così drammatico!" la rassicurò la rossa "E' solo che, per strada, ho incontrato una mia vecchia compagna di avventure e lei ha insistito per venire con noi... spero non ti sia offesa se l'ho portata qui..."

"Ma figurati! Un amico in più è sempre il benvenuto! E' lei questa famosa ragazza?" disse, indicando Naga.

"Sì è lei. Si chiama Naga. Sai, ci siamo conosciute alcuni anni fa..."

"Ok, Lina, stop! Pausa! Non serve che elenchi a questa gentile signorina tutte le mie prodezze. Faccio benissimo da sola. A proposito, come si chiama la NOSTRA ospite?" interferì l'interessata, sottolineando con forza l'aggettivo 'nostra', quasi dicendo all'amica: - Vedi, lei mi ha accolto volentieri. Tu invece mi volevi tenere fuori dalla festa. Maleducata! -

"Piacere Naga, sono Philia Ul Copt. Oggi pomeriggio vorrei conoscerti meglio. Mi sembri una persona molto interessante. Venite, entriamo. Di sopra c'è una bella sorpresa per tutti voi... Non sapete quanto sono felice che Xelloss sia sparito dalla circolazione e abbia deciso di non farsi più vedere. Oh, come non lo sopporto!"

"Ma, mia cara Philia, io sono ancora qui!" saltò su il monaco, con un sorriso che gli arrivava da un orecchio all'altro.

Philia, giratasi, lanciò un urlo di terrore e si lasciò cadere a terra, praticamente priva di sensi.

Fortunatamente, Gourry la afferrò in tempo e, sollevandola di peso, la portò in casa, seguito dalle ragazze e dal demone, il quale se la stava ridendo da matti.


Intanto, al piano di sopra, Valgarv, Zelgadiss e Amelia avevano continuato a chiacchierare, chiedendosi anche perché Philia avesse tanto insistito per scendere da sola.

Però, sentendola urlare, Val aveva dimenticato ogni richiesta fattagli dalla ragazza e si era precipitato sul pianerottolo.

Nel frattempo, una volta entrati in casa, Gourry e gli altri non sapevano minimamente da che parte andare.

Lina, notando la scalinata di legno che portava in alto, propose di vedere dove portava.

"Ehi! C'è nessuno?" urlò "Ma quanto sono scema! E' ovvio che in questa casa non ci sia un'anima, altrimenti, perché mai Philia sarebbe venuta giù da sola?"

"E invece ci sono io!" disse Valgarv, scendendo rapidamente i gradini "Hello Lina! Salve Gourry! Buongiorno signorina! ...Xel, fuori dai piedi! Sai bene che Philia ti odia."

"V-Valgarv?!? Come mai ora vivi qui con Philia? Non eri morto?" Lina ne era sbigottita.

"Sei sorpresa, eh Lina? Beh, è assolutamente normale. Anche Amelia, prima di te, è rimasta stupita di vedermi, solo che lei ha reagito in un modo... emh... come dire... un po' più rumoroso. Ma ti spiegherò tutto in seguito. Ora venite su. Amy e Zel vi aspettano. Ehi, e Philia cos'ha?"

"Sta' tranquillo, è soltanto svenuta. Ha visto Xelloss e i suoi nervi non hanno retto allo shock, cose che capitano." lo rassicurò Lina.

"Val! E' tutto a posto lì giù? Chi c'è con te?" Zelgadiss e Amelia, dall'alto della rampa, guardavano di sotto per cercare di capirci qualcosa.

"La situazione è sotto controllo! Sono qui con Lina e gli altri. Ci sono tutti, compreso un ospite indesiderato." disse, alludendo a Xelloss, poi proseguì "Stiamo tutti bene, anche se Philia ha avuto un piccolo capogiro. Adesso arriviamo!"


"Eccoci qua! Benvenuti nella nostra umile dimora, e scusate il disordine. Gourry, per favore, posa Philia sul divano. Vado a prenderle qualcosa di forte..."

"Ehi Val, già che ci sei, porta un bicchierino anche a me, ho sete!" si intromise il demone, salito alla chetichella dietro al gruppo.

"Xelloss! Te lo ripeto ancora, ma bada, è l'ultima volta: FUORI DA QUESTA CASA!!!" Valgarv stava diventando furioso.

"Su, su adesso calmatevi!" Amelia cercava di atteggiarsi a pacificatrice "Siamo in un paese civile e dobbiamo comportarci secondo le regole della giustizia, del buon senso e del rispetto reciproco. Quindi mi sembra inutile e fuori luogo metterci a discutere tra amici per una cosa tanto stupida quando..."

"Coff, coff... Chiedo scusa per l'interruzione, Amy, ma credo che la tua tirata sulla giustizia e sull'amore non sia molto gradita..."

"Tu dici, Zel? Se la pensi così la smetterò subito, ma ciò non toglie che io sostenga sempre le mie idee e voglia che siano rispettate." La chimera la guardò male "Ok, ok, ho capito, sto zitta!"

Intanto Naga, che aveva seguito tutta la scena dalla soglia, riconoscendo (o perlomeno credendo di riconoscere) in Zelgadiss l'uomo incappucciato che aveva incontrato nel bosco quella mattina, volendo dimostrare a Lina che conosceva anche un altro ospite, decise di salutarlo.

Si portò con disinvoltura al centro del salotto, buttando di lato Valgarv e facendolo cadere addosso a Xelloss.

I due non reagirono, impegnati com'erano a guardarsi in cagnesco tra loro, mentre la maga non li guardò nemmeno di sfuggita.

"Ciao Zel! Ti ricordi di me?" disse con voce dolce, accarezzandogli maliziosamente la guancia.

"Eh? Scusa?" Zel appariva confuso "Ah sì, tu devi essere quella ragazza di stamattina! Aspetta, come ti chiami? Nora? Nina? Oppure..."

"Ma no, tesoro! Hai la memoria che fa cilecca! Sono Naga! Ti ricordi ora?"

"Naga? Certo! Ora ricordo! Naga... Eh, eh, scusa sai, ma..." La chimera stava diventando color peperone.

"Non importa, è comprensibile... un errore può capitare a tutti..."

La maga del Serpente Bianco si stava avvicinando sempre più al povero Zel.

Amelia, che fino a quel momento era riuscita faticosamente a non perdere il controllo di sè, non ci vide più dalla gelosia: la nuova venuta le stava rubando il 'suo' Zelgadiss! Non poteva sopportarlo!

"Ehi! Streghetta dei miei stivali! Come ti permetti di mettere le mani addosso a Zel?!? Lui è MIO, e tu non hai il diritto di prendertelo! Sono stata chiara?"

E, così dicendo, si lanciò contro la maga, allontanandola con una strattone e serrò le braccia attorno a Zelgadiss.

Naga cercò di protestare, ma Lina la fermò. "A cuccia bella! Cerca di stare calma e ascoltami: Amelia è fatta così, non ci puoi fare proprio un bel niente. E' innocua finchè non si parla di due argomenti particolari: la giustizia e Zelgadiss, l'hai visto anche tu no? Perciò cerca di stare bene attenta a ciò che dici e fai in sua presenza. Intesi?"

"Uff, e va bene! Sembri mia madre! Comunque sia, ti ho dimostrato che conosco anche Zel! E, con te, sono a quattro!"

Lina sorrise "Oh Naga, ma tu non cambi proprio mai, eh?"


A causa del trambusto provocato da Naga e Amelia, Philia rinvenne e, aprendo gli occhi, vide attorno a sé scene piuttosto insolite.

Alla sua destra, la principessa stava abbracciando Zelgadiss così forte che questi sembrava dover soffocare da un momento all'altro. Vicino a loro, Lina era china su Naga e le stava mormorando qualcosa all'orecchio, mentre l'altra faceva vistosi gesti in direzione di Amelia e Zel.
Girando la testa, Philia trovò Gourry che se ne stava seduto in un angolo del divano a braccia conserte, osservando la scena con aria perplessa, come se si trattasse di un raro fenomeno naturale.
Voltando ulteriormente il capo, la ragazza-drago scorse, alla sua sinistra, Valgarv e Xelloss che, praticamente sdraiati sul pavimento, sembravano divertirsi un mondo.

'Valgarv e X-Xe-Xelloss!! Cosa diavolo ci fa ancora qui quel... quel rifiuto della società?!?' pensò Philia, sentendosi cogliere da un nuovo attacco di emicrania.

La ragazza, però, si costrinse a pensare al demone e decise che la migliore linea di condotta, e forse l'unica, che poteva adottare nei suoi confronti era la sopportazione.

'In fin dei conti,' si disse 'sono stata io ad invitarlo, anche se sapevo benissimo quanto mi infastidisca averlo intorno. Mi sono data la zappa sui piedi da sola... Beh, ormai quel che è fatto è fatto e non è il caso di pentirsene in ritardo, quindi...'

Tirandosi seduta, seppure con un po' di fatica, Philia salutò tutti che si girarono a guardarla come se fosse tornata dall'aldilà.

"Ehi ragazzi, che avete da fissarmi in quel modo? Non sono mica un fantasma!"

"Emh, ci dispiace Philia. Non l'abbiamo fatto apposta, ma... come dire... ci eravamo scordati di te!" si scusò Amelia, parlando per tutti.

Philia scosse la testa, ma non aprì bocca.

"Ehilà draghetto! Come va? Finalmente la bella addormentata ha riaperto gli occhi! Su, fai un bel sorriso al tuo amico Xelloss! Dai! O sei ancora arrabbiata con me?" le disse il demone, assumendo l'atteggiamento di un bambino che chiede scusa per aver rubato le caramelle. Poi si alzò lentamente in aria e andò a posarsi in braccio a Philia.

Lei prese un profondo respiro e poi gli rispose, stando al gioco. "No, piccola peste, non sono più arrabbiata con te. Però mi devi promettere che non farai più il cattivo. D'accordo?"

"Sì mammina, va bene!" ribattè Xelloss, con una vocina da bimbetto di 3 anni.

Philia scoppiò a ridere, e con lei gli altri. Così la festa potè cominciare nel migliore dei modi.
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