A STRANGE REUNION
CAPITOLO QUARTO
Superato l'imbarazzo dei primi momenti, conclusi saluti e presentazioni, tutti continuarono a chiaccherare tra loro, raccontando ognuno ciò che gli era capitato in quell'anno durante il quale erano stati lontani.

Mentre Naga stava riferendo una storia inverosimile, secondo cui avrebbe trovato un grande tesoro, poi dato tutto in beneficenza, si sentì un brontolio, simile ad un tuono molto distante.

La narratrice si interruppe e gli altri girarono la testa in ogni direzione per cercare di capire da dove venisse quel rumore.

Solo Lina, rossa in volto, strinse le ginocchia al petto e incassò il collo tra le spalle, come se sperasse di non essere vista.

E invece venne notata da Gourry, che la fissò con un'espressione indecifrabile.

"Ehi piccola, ti è successo qualcosa? Hai un aspetto strano... Non sarai malata, spero."

"No Gourry, sto benissimo. E' solo che... ecco... avrei un po' fame..."

Intanto, tutti si erano voltati verso la rossa e Philia, dando un'occhiata all'orologio che segnava le 2 e 07, esclamò: "Oh mamma mia! Quanto sono sbadata! Ho dimenticato di preparare da mangiare...! Ero talmente presa dal racconto di Naga che mi è uscito di testa! Corro in cucina! Tra una mezz'ora sarà tutto pronto. Ragazze volete darmi una mano? Finiremo prima..."

Lina, Amelia e Naga si guardarono interrogativamente, ma subito si alzarono e seguirono Philia, che si era già diretta ai fornelli.

Gli uomini, rimasti soli, tentarono anch'essi di fare qualcosa, spinti più dalla fame che dal desiderio di aiutare le cuoche, e, seguendo le indicazioni di Valgarv, reperirono piatti, bicchieri e posate, cercando di apparecchiare alla meglio una tavolata per otto.


Quando tutto fu pronto, Zel si pose ad uno dei lati del tavolo, per giudicare l'insieme con occhio critico.

"Ragazzi, non vorrei sembrarvi eccessivamente pignolo, ma mi volete spiegare perché mai in alcuni posti le posate sono a destra, in altri a sinistra, oppure non ci sono proprio?"

"Emh, credo sia colpa mia..." fece Xelloss, che se ne stava sospeso al centro della sala con in mano tre coltelli e quattro forchette, "Sono forse queste le posate mancanti?"

"Beh, direi di sì. Anche se non sono molto ferrato in materia" gli rispose Zelgadiss, dubbioso.

"Se è per quello, ti confesso che non ne so più di te, sebbene veda Philia apparecchiare la tavola tutti i santi giorni." ribattè Valgarv con fare solidale.

"E tu Gourry, che ne dici? Pensi che ci voglia qualcosa d'altro?" chiese il demone, mentre giocava al tiro a segno, cercando di piantare i coltelli vicino ai piatti e di centrare i bicchieri con le forchette.

"Boh, non ne ho la più pallida idea. però mi sembra che, nelle locande, quando ti siedi al tavolo, il cameriere ti porti subito un bottiglia di qualcosa da bere, anche se non ricordo cosa sia... Credete sia il caso di fare lo stesso?"

"In effetti hai ragione." Valgarv si grattava perplesso la guancia. "Ma voi sapete cosa prendere?"

"Io suggerirei qualcosa del genere vodka, rhum o magari una bella grappa forte..." propose il monaco.

"Emh, Xelloss... penso che gli alcolici non siano molto adatti ad un pranzo..." gli rispose Zel "Forse è meglio un vino normale... Chiederò ad Amelia e mi farò dire cosa servono al castello di Sailune. Poi ci regoleremo di conseguenza, ok?"


Presa questa importante decisione, Zelgadiss si avviò titubante verso la cucina, sperando che, una volta là, le ragazze non lo coinvolgessero in attività a lui ignote, come pelare le patate o affettare il pane.

Arrivato sulla soglia della stanza, Zel si fermò a riflettere su cosa dire e, mentre stava per entrare, Lina uscì con un pentolone fumante in mano, andando a sbattere contro di lui e rischiando di fargli il bagno con lo stufato bollente.

"Ehi! Chi è che ha spostato un palo un mezzo al corridoio?! A momenti il nostro pranzo finiva per terra!"

"Emh, Lina, scusami... Va bene che sono di pietra, però non mi sembra di poter essere scambiato per un muro tanto facilmente, non credi?"

"Ooops! Sorry Zel! Non ti avevo visto! Che ci fai qui?... Aaah, ho capito..." continuò la ragazza, facendo l'occhiolino alla chimera, "...vuoi stare un po' da solo con Amelia... Dai, a me puoi dirlo..."

"M-Ma cosa diavolo ti salta in mente Lina?!? Volevo solo domandare ad una di voi se sapete che bevande vanno messe in tavola! Tutto qui!"

"Umh... Ok, per stavolta ti credo. Comunque sia, dovresti servire dell'acqua, e anche del vino non ci starebbe male" gli rispose Lina. Poi infilò la testa in cucina e urlò ad Amelia: "Ehilà Amy! Hai finito con quel pollo ripieno? Se ci metti dentro ancora qualcosa vedrai che scoppia! Ah dimenticavo... c'è il tuo principe azzurro che è venuto a trovarti! Sbrigati, altrimenti se ne va!"

"Eccomi, arrivo..." Amelia raggiunse i due sulla soglia "Lina devi sentirti lusingata: sei la prima a poter ammirare il super pollo ripieno di Miss Giustizia! Ta-dah!" E mostrò alla rossa un gigantesco vassoio con sopra un volatile altrettanto grosso, cotto a puntino.

"Wow! Amelia sei stata bravissima! Ha un aspetto divino! Bene, ti lascio sola col tuo amore e vado a recuperare Philia e un paio di bottiglie di vino buono. Torno subito!"

"Ma scusa Lina, tu hai in mano 'sto pentolone... come cavolo fai a prendere il vino?" chiese Zelgadiss.

"Giusta osservazione Zel" replicò la ragazza "Ragion per cui ora tu farai il cavaliere e mi risparmierai la fatica di portare la pentola. Quindi... Toh, prendi! E fai alla svelta a portarlo in tavola, se no si raffredda!"

E corse via, con un sorriso furbo sulle labbra, prima ancora che la chimera potesse rendersi conto di quanto successo.


Quando Amelia e Zel entrarono nella sala da pranzo, c'erano già quasi tutti.

Un attimo dopo arrivò anche Philia, con un delizioso abitino rosa sbracciato, accolta da fischi di ammirazione da parte di Valgarv e Xelloss.

Subito la padrona di casa iniziò a girare intorno al tavolo assegnando a ciascuno il suo posto e mettendo vicini coloro che, almeno secondo lei, formavano delle coppie destinate a convolare a nozze molto presto.

Dopo aver fatto accomodare tutti, la ragazza-drago si sedette a sua volta, ad un capo della tavola, di fronte a Valgarv.

Quest'ultimo stava per cominciare a mangiare quando si accorse che, alla sua sinistra, tra Xelloss e Gourry, rimaneva un posto vuoto.

"Ehi, qualcuno di voi sa dove sia finita Lina? Come mai non è a tavola con noi?"

"Quando l'ho vista io" disse Zelgadiss, fissando la sedia libera di fronte a sé, "stava andando a prendere del vino in cantina"

"Hai ragione Zel, c'ero anch'io con te. Ti ha rifilato il pentolone ed è andata giù" confermò Amelia.

"Beh, morta non è di sicuro..." disse Naga "Non conosco nessuno in grado di sconfiggere una come Lina senza fare un piega e credo non esista neppure, io il mondo lo conosco..."

"Eh, eh, eh! E' qui che ti sbagli Naga! Quel qualcuno esiste eccome. E' solo che la nostra amica gli fa comodo viva, altrimenti l'avrebbe già eliminata da tempo" affermò Xelloss, spalancando gli occhi viola, con un atteggiamento tra il perfido e il beffardo, e sorridendo enigmatico.

"Adesso basta con questi indovinelli macabri, Xelloss!" Amelia picchiò le mani sul tavolo e si protese in avanti, arrivando a pochi centimetri dal volto del monaco "Quello che dobbiamo fare ora è trovare Lina, non pensare a chi la potrebbe uccidere! Chiaro?!"

Xelloss ritornò alla sua espressione consueta, poi si appoggiò allo schienale della sedia con fare indifferente. "D'accordo, come vuoi, ma credo che non dovremo spendere molte energie per le ricerche. Guarda tu stessa..."

E indicò col lungo bastone di legno la porta della stanza, dove era appena comparsa Lina, tutta coperta di polvere, con una ragnatela tra i capelli e due bottiglie di vino in mano.

"Ehilà ragazzi! Scusate se vi ho fatto aspettare, ma quella cantina è un vero labirinto... Vado a darmi una ripulita e sono subito da voi. Abbiate pazienza ancora per un momento!"

E, dopo aver messo il vino sul tavolo, si eclissò in cucina, lasciando tutti senza parole.


La ragazza ricomparve dieci minuti più tardi, con un asciugamano sulla testa, che lasciava uscire solo alcune ciocche rosse, ancora gocciolanti.

"Eccomi qua, sono tornata più bella e affamata che mai. Avanti Philia, metti nei piatti il mio stufato, altrimenti moriamo di fame"

"D'accordo Lina, provvedo subito!" esclamò Philia, armandosi di mestolo. "Ecco, la prima porzione a te Gourry, poi a Lina, poi per la nostra nuova amica Naga, per Zel, per sua altezza reale Amelia, per Valgarv e infine per me. Bene ragazzi e ora... Buon appetito!"

"Ehi Philia, e io chi sono?" Xelloss si alzò in piedi risentito.

"Oh scusami Xel!! Mi ero completamente dimenticata di te! Adesso preparo la tua porzione... lo faccio subito!"

E, così dicendo, la ragazza si avvicinò al pentolone, lo prese e lo capovolse. Lentamente lo stufato cadde nel piatto, fino a riempirlo.

Poi Philia, scusandosi ancora, porse il tutto al demone, che ringraziò con un sorriso, per una volta sincero.


Quando ognuno ebbe avuto la sua razione, sul gruppo di commensali calò uno strano silenzio, rotto solo dal tintinnio delle posate.

Gourry mangiava senza parlare, sbirciando di tanto in tanto Lina che, seduta alla sua destra, sembrava assorta e pensierosa.

Il ragazzo, dal canto suo, aveva voglia di ritrovare la compagnia dell'amica e perciò si decise a rompere il ghiaccio.

"Ehi Lina, mi vuoi spiegare come diavolo hai fatto a perderti in cantina?"

La ragazza sembrò cadere dalle nuvole. "Eh? Scusa Gourry, cosa hai detto? Pensavo ad altro e non ti ho sentito"

"Beh, niente di importante... Ma poi chi è di noi due che non capisce quando gli si parla?"

"Maleducato!" strillò subito lei, punta sul vivo. "Non si dicono queste cose ad una signorina per bene come me!"

"Prego, puoi ripetere? Credo di non aver afferrato il concetto..." intervenne Valgarv "Chi sarebbe la signorina per bene?"

"Di che ti impicci tu?!? Questa è una questione tra me e lui! Tu non devi intrometterti!" gli urlò stizzita la ragazza.

"Ecco! Ora ci sono arrivato! Finalmente ho capito!" disse Zelgadiss, trionfante.

"Che cosa hai capito? Che cosa? Dai, diccelo che siamo curiosi!" chiesero in coro Xelloss, Amelia, Valgarv e Naga.

"Ho capito... come stanno le cose tra Lina e Gourry!"

I diretti interessati smisero all'istante di litigare e si voltarono verso la chimera. Philia scosse la testa: cosa mai le toccava vedere!

"Non c'è altra spiegazione possibile..." iniziò Zelgadiss solennemente, come se stesse per annunciare la scoperta di una verità assoluta, "Se volete risolvere le cose tra voi senza intromissioni dovete per forza essere... FIDANZATI!!!"

A quelle parole, Lina strabuzzò gli occhi, li fissò su Zel e assunse un'espressione che si sarebbe potuta definire soltanto come shockata, ma non proferì parola.
Gourry, invece, guardò prima la chimera poi la rossa alternativamente, con una faccia stupita.

Alla fine disse: "Scusa Zelgadiss, io so di non essere molto sveglio certe volte, ma adesso mi sembra proprio che tu non abbia elementi che ti garantiscano che ciò che dici è vero. O sbaglio?"

Lina al sentire quelle parole, che lasciarono allibito anche il povero Zel, sembrò improvvisamente svegliarsi, e, alzandosi in piedi, iniziò a battere le mani euforica.

"Bravo Gourry! Questo sì che si chiama parlare! Quel rocciosetto impertinente non ha il diritto di fare supposizioni così orripilanti sul mio conto! Dico bene Xelloss?"

"Beh, in effetti... non è che come tuo futuro marito Gourry sia il massimo... andrei decisamente meglio io, non trovi?"

"Eh? No, credo di non aver capito bene quello che hai detto... Andresti meglio tu di Gourry?" Lina osservò il demone con la coda dell'occhio. "Per tua norme e regola, caro il mio prete misterioso, io non ho intenzione di sposarmi almeno per i prossimi vent'anni! E fattelo entrare in quella zucca vuota che ti ritrovi come testa, se vuoi vivere ancora a lungo. Ci siamo intesi?"

Xelloss, per tutta risposta, accavallò le gambe, incrociò le braccia dietro la testa e sorrise. "Come vuoi, mia cara Lina. Ma sappi che così sei solo tu quella che ci perde..."

Philia, capendo che l'atmosfera si stava facendo tesa e che la conversazione stava entrando in un terreno pericoloso quanto delicato, decise di sviare il discorso dal tema 'fidanzati'.

"Ok ragazzi, perché ora non parliamo d'altro?... Oh, vedo che abbiamo finito tutti... allora che ne direste di mangiare il secondo? Naga, Amelia, per favore, mi aiutate a servire il pollo?"

E così, davanti ad un piatto succulento, venne dimenticato quello scottante discorso
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