Dopo circa
un’ora, i due chef riemersero dalla cucina con in mano pentole e piatti.
I loro amici erano già riuniti nella sala da pranzo, ansiosi di gustare
quanto era stato cucinato.
“Oh ecco i famosi cuochi! Vediamo un po’ cosa ci offrite!” disse Philia.
“Avanti fustacchioni, mostrateci la vostra opera! Sono proprio curiosa…”
Naga sorrise maliziosa, provando ancora una volta a conquistare il cuore dei
due ragazzi.
I suoi tentativi furono premiati da uno sguardo idiota di Gourry e
dall’indifferenza totale di Zel. A quel punto lei desistette e si mise a
meditare per tutta la sera su cosa ci fosse di sbagliato nelle sue tecniche di
corteggiamento, giungendo alla conclusione che erano i suoi bersagli ad essere
sbagliati, perché non capivano la fortuna che era loro capitata quando
avevano conosciuto una come lei.
I ragazzi, intanto, piuttosto imbarazzati, si scambiavano occhiate eloquenti e
gomitatine per cercare di convincere l’altro a prendere coraggio e parlare
all’assemblea.
Alla fine la spuntò Gourry e Zelgadiss fu costretto ad avvicinarsi ad Amelia
per porgerle il piatto.
Lo fece con gesti goffi, balbettando a stento qualche parola di spiegazione,
mentre le guance gli si imporporavano violentemente per l’imbarazzo dovuto
alla sua eccessiva timidezza.
Gourry fu invece più disinvolto e sfruttò quel coraggio che spontaneamente
nasce dall’ingenuità e dal non aver paura di essere presi per fessi.
Però, al momento di spiegare a Lina il perché di quel gesto, si scontrò col
problema di trovare le parole adatte ad esprimere i suoi pensieri che, per la
verità, erano piuttosto confusi.
Notando le difficoltà dell’amico, Valgarv pensò bene di risolvere
l’intoppo parlando per lui. “Su Gourry, cosa aspetti a dichiararti? E’
chiaro come il sole che le vuoi bene! Diglielo e basta!”
“Beh, insomma… ecco… io…” Gourry era interdetto.
Invece Lina non disse nulla. Si limitò ad alzare le mani, poi chiuse gli
occhi e iniziò a recitare una cantilena ben nota.
“E’ più oscuro del crepuscolo…è più rosso del sangue…è sepolto
sotto la marea del tempo…”
Appena Valgarv sentì, si avvide del pericolo che correva per via della
catastrofe che stava per abbattersi su di lui e si affrettò a porre rimedio
al danno.
Si avvicinò alla maga e, prendendole un braccio, cominciò a supplicarla.
“Lina, ti prego, non punirmi, sono stato cattivo, lo so, ma non lo faccio più…
promesso!”
“E va bene, ti perdono. Ma ormai non posso più interrompere
l’incantesimo… la magia è compiuta, quindi…” Lina, aprendo gli occhi,
guardò dritta davanti a sé, mentre la grossa sfera splendente quasi sfuggiva
al suo controllo.
Immediatamente tutti, comprendendo le sue intenzioni, si spostarono dal suo
campo visivo.
“…DRAGON SLAVE!!” urlò Lina.
E subito l’energia si liberò, concentrandosi in un raggio rosso che si
diresse contro la parete, aprendovi un foro immenso.
“Uff! Non è stato facile trattenere quel Dragon Slave! Però, in fin dei
conti, ci abbiamo guadagnato tutti: io ho tenuto in esercizio i miei poteri
magici, Philia e Valgarv non soffriranno più il caldo nelle giornate estive e
voi avete imparato a non provocarmi… Ok, dopo questa bella lezioncina
collettiva direi che è ora di mettersi a tavola!” disse la rossa ridendo.
Allora gli altri, pur essendo ancora allibiti, la seguirono senza fiatare e il
gruppo si riunì intorno alla grande tavolata.
Il pranzo, più succulento di quello del
mezzogiorno, fu apprezzato da tutti, specialmente da coloro per cui era stato
preparato.
Lina e Amelia non risparmiarono i complimenti ai due ragazzi, che cercavano
inutilmente di nascondere l’emozione e la vergogna, tradite però dal colore
paonazzo dei loro visi.
Fu soprattutto la principessa a sommergere di lodi il suo Zel, tentando
perfino di baciarlo, cosa che però lui rifiutò decisamente, con grande
disappunto della fanciulla.
La rossa, invece, si concentrava maggiormente sul cibo, ma quando non era
impegnata a mangiare, più di una volta Naga la sorprese a guardare Gourry
mentre sul volto si notava un soffuso rossore e negli occhi qualcosa di
diverso dalla semplice amicizia.
Al termine del prima portata, ci fu un momento di pausa che Gourry giustificò
come - problemi tecnici all’attrezzatura -.
In realtà né lui, né tantomeno Zelgadiss, erano in grado di preparare una
grigliata adatta a cuocere la carne nel modo in cui veniva servita nei
migliori ristoranti di Zefiela.
Lina, alla quale il piatto era destinato, ci rimase piuttosto male, ma
dissimulò il dispiacere per non ferire i cuochi.
Mentre Zel armeggiava ancora attorno alla griglia, gli si accostò Xelloss e
gli mormorò qualcosa all’orecchio.
“Senti un po’, se vuoi ti do una mano io con la grigliata… Mi basta
schioccare le dita e PUFF! La magia risolve tutto. Ti va? Non ti chiederei
molto in cambio del favore…”
La chimera non rispose; si limitò a guardarlo di sbieco con fare non troppo
pacifico.
Il demone, comprendendo l’antifona, si ritirò in buon ordine, ma subito
Philia lo apostrofò. “Bambino cattivo! Non si disturba un artista al
lavoro! Non lo sapevi?”
Xelloss sbattè gli occhi e le disse, con un’espressione da santarellino:
“No, non lo sapevo… Però… seguendo questo ragionamento… io non dovrei
mai essere disturbato!”
“E perché mai, scusa?” gli chiese Valgarv.
“Elementare Watson! Io sono un artista e sono sempre al lavoro! Siete
d’accordo?” fu la risposta del monaco.
Philia alzò lo sguardo al cielo sospirando con aria di commiserazione; Lina,
che sedeva proprio accanto a lui, cominciò a tirargli dei sonori pugnoni
sulla testa, mentre Amelia stava per dare il via ad un’altra infinita tirata
sulla giustizia, la modestia e su quanto queste virtù fossero importanti.
Fortunatamente Naga, avendo intuito cosa stava per succedere, memore delle
parole di Lina, -Amelia è innocua finchè non si parla di giustizia e di
Zelgadiss -, distrasse la principessa, chiedendole la prima cosa che le
saltava in mente.
Intanto Zel, che non aveva smesso di occuparsi della grigliata, era riuscito
nel suo intento: ora un bel fuoco crepitava allegramente nel barbecue.
“Ragazzi, fatemi un bell’applauso! Ta-dah! La grigliata è pronta! Si
mangia!” proclamò esultante.
Alla fine la carne fu cotta e risultò ottima. La cena si concluse così nel
migliore dei modi, tra dolci e vini squisiti.
Tutti erano allegri, anche se negli animi pesava il pensiero che quella
bellissima festa fosse ormai finita e che presto si sarebbero separati,
andando ognuno per la propria strada.
Dopo il caffè, si pose il problema di come
dividere i letti per la notte: infatti per riuscire a dare un posto a tutti
era necessario formare delle coppie.
“Sentite amici…” iniziò Philia “… in casa ci sono due camere, la
mia e quella di Val, più la mansarda per gli ospiti. In tutto, se in ogni
stanza mettiamo due letti fanno sei posti. altri due di voi dovrebbero dormire
qui in salotto nel divano-letto e saremmo a cavallo”
“Ok Philia, fino qui ci siamo. Sei di noi vanno nelle stanze e due restano
qua. Ma, emh… come le formiamo queste coppie?” chiese Zelgadiss.
“Oh tesoro, per noi non c’è alcun problema! Dormo io con te!” gli disse
Amelia, stingendosi a lui.
“Eh… ah… beh… forse… non credo che sia una buona idea… in fin dei
conti… “ il ragazzo era piuttosto imbarazzato.
“Ma certo!” esultò Valgarv. “Brava Amy, hai trovato la soluzione al
problema! Formeremo le coppie in base… ai sentimenti che ci legano l’uno
all’altro! D’accordo?”
Lina lo squadrò dubbiosa. “No, non ti seguo. In pratica dovrei dormire…
“
“…con la persona che ti piace” completò il demone. “Umh… si
potrebbe fare…”
La rossa deglutì e il suo viso assunse una tonalità rosso scuro. Philia tossì
imbarazzata, mentre il drago perduto osservava incuriosito le reazioni delle
due.
“Ottimo Xelloss! per una volta vedi le cose come me!” si complimentò
Valgarv.
“Beh, pensandoci bene può funzionare. Ma… se non mi piace nessuno che si
fa?” si informò Gourry
Gli ideatori del progetto si guardarono intorno smarriti, cercando qualcosa da
dire. Per loro fortuna, Naga rispose al posto loro. “Scusami Gourry, ma che
razza di domande fai? Tanto tu ami Lina, no? E non negarlo! L’abbiamo capito
tutti!”
“NAGA TACI!!!!!” le urlò Lina, con un’espressione risentita sul volto
acceso.
“Su, state calmi. Non litighiamo. Abbiamo trascorso una giornata stupenda,
perché rovinarla proprio ora?” intervenne la principessina.
“Sai Amelia, mi scoccia ammetterlo, ma hai ragione” disse il demone.
Philia sorrise. ”Sono felice che anche tu sia d’accordo con Amy, Xelloss.
e non mi pento più di averti invitato. Anzi, vorrei chiederti di dormire con
me stanotte. Sempre che tu non abbia qualcosa in contrario…”
Il monaco, sorpreso, aprì gli occhi viola, chinò la testa da un lato e fissò
dubbioso la ragazza, considerando la sua proposta.
“Confesso che questa tua richiesta mi ha colto alla sprovvista. Non me
l’aspettavo assolutamente, comunque… accetto” rispose infine.
“Benone!” esclamò Naga. “Ora che anche voi due siete a posto, abbiamo
finito”
“Rallenta un attimo e fammi ragionare Naga” disse Valgarv. “Dunque, se
Zel sta con Amelia, Lina con Gourry e Xelloss con Philia, per esclusione… io
dormirò con te”
Il drago perduto si fregò le mani. “Fantastico! Sono pienamente favorevole
a questa divisione!”
“Non farti strane idee, brutto maniaco!” gridarono insieme Naga e Philia.
Valgarv, davanti alla reazione delle ragazze e vedendo che Philia aveva
sfoderato la mazza e lo guardava con aria minacciosa, alzò le mani in segno
di resa e indietreggiò di qualche passo.
“No, no, no, no! Stavo scherzando! Non ci avrete mica creduto, vero?”
“Voglio provare a fidarmi di lui. Non sembra pericoloso” affermò Naga.
“Dai Philia, lascialo stare! Al limite lo farai fuori domattina…
Piuttosto, perché non ci beviamo tutti una buona tisana e poi ce ne andiamo a
letto?”
La proposta fu accettata e, mezz’ora dopo, le coppie si erano stabilite
nelle rispettive camere.
Stava per cominciare una lunga notte, che alcuni di loro avrebbero ricordato
per tutto il resto della loro vita.
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