A STRANGE REUNION
CAPITOLO SESTO
Dopo circa un’ora, i due chef riemersero dalla cucina con in mano pentole e piatti.

I loro amici erano già riuniti nella sala da pranzo, ansiosi di gustare quanto era stato cucinato.

“Oh ecco i famosi cuochi! Vediamo un po’ cosa ci offrite!” disse Philia.

“Avanti fustacchioni, mostrateci la vostra opera! Sono proprio curiosa…” Naga sorrise maliziosa, provando ancora una volta a conquistare il cuore dei due ragazzi.

I suoi tentativi furono premiati da uno sguardo idiota di Gourry e dall’indifferenza totale di Zel. A quel punto lei desistette e si mise a meditare per tutta la sera su cosa ci fosse di sbagliato nelle sue tecniche di corteggiamento, giungendo alla conclusione che erano i suoi bersagli ad essere sbagliati, perché non capivano la fortuna che era loro capitata quando avevano conosciuto una come lei.

I ragazzi, intanto, piuttosto imbarazzati, si scambiavano occhiate eloquenti e gomitatine per cercare di convincere l’altro a prendere coraggio e parlare all’assemblea.

Alla fine la spuntò Gourry e Zelgadiss fu costretto ad avvicinarsi ad Amelia per porgerle il piatto.

Lo fece con gesti goffi, balbettando a stento qualche parola di spiegazione, mentre le guance gli si imporporavano violentemente per l’imbarazzo dovuto alla sua eccessiva timidezza.

Gourry fu invece più disinvolto e sfruttò quel coraggio che spontaneamente nasce dall’ingenuità e dal non aver paura di essere presi per fessi.

Però, al momento di spiegare a Lina il perché di quel gesto, si scontrò col problema di trovare le parole adatte ad esprimere i suoi pensieri che, per la verità, erano piuttosto confusi.

Notando le difficoltà dell’amico, Valgarv pensò bene di risolvere l’intoppo parlando per lui. “Su Gourry, cosa aspetti a dichiararti? E’ chiaro come il sole che le vuoi bene! Diglielo e basta!”

“Beh, insomma… ecco… io…” Gourry era interdetto.

Invece Lina non disse nulla. Si limitò ad alzare le mani, poi chiuse gli occhi e iniziò a recitare una cantilena ben nota.
“E’ più oscuro del crepuscolo…è più rosso del sangue…è sepolto sotto la marea del tempo…”

Appena Valgarv sentì, si avvide del pericolo che correva per via della catastrofe che stava per abbattersi su di lui e si affrettò a porre rimedio al danno.

Si avvicinò alla maga e, prendendole un braccio, cominciò a supplicarla. “Lina, ti prego, non punirmi, sono stato cattivo, lo so, ma non lo faccio più… promesso!”

“E va bene, ti perdono. Ma ormai non posso più interrompere l’incantesimo… la magia è compiuta, quindi…” Lina, aprendo gli occhi, guardò dritta davanti a sé, mentre la grossa sfera splendente quasi sfuggiva al suo controllo.

Immediatamente tutti, comprendendo le sue intenzioni, si spostarono dal suo campo visivo.

“…DRAGON SLAVE!!” urlò Lina.

E subito l’energia si liberò, concentrandosi in un raggio rosso che si diresse contro la parete, aprendovi un foro immenso.

“Uff! Non è stato facile trattenere quel Dragon Slave! Però, in fin dei conti, ci abbiamo guadagnato tutti: io ho tenuto in esercizio i miei poteri magici, Philia e Valgarv non soffriranno più il caldo nelle giornate estive e voi avete imparato a non provocarmi… Ok, dopo questa bella lezioncina collettiva direi che è ora di mettersi a tavola!” disse la rossa ridendo.

Allora gli altri, pur essendo ancora allibiti, la seguirono senza fiatare e il gruppo si riunì intorno alla grande tavolata.

Il pranzo, più succulento di quello del mezzogiorno, fu apprezzato da tutti, specialmente da coloro per cui era stato preparato.

Lina e Amelia non risparmiarono i complimenti ai due ragazzi, che cercavano inutilmente di nascondere l’emozione e la vergogna, tradite però dal colore paonazzo dei loro visi.

Fu soprattutto la principessa a sommergere di lodi il suo Zel, tentando perfino di baciarlo, cosa che però lui rifiutò decisamente, con grande disappunto della fanciulla.

La rossa, invece, si concentrava maggiormente sul cibo, ma quando non era impegnata a mangiare, più di una volta Naga la sorprese a guardare Gourry mentre sul volto si notava un soffuso rossore e negli occhi qualcosa di diverso dalla semplice amicizia.

Al termine del prima portata, ci fu un momento di pausa che Gourry giustificò come - problemi tecnici all’attrezzatura -.
In realtà né lui, né tantomeno Zelgadiss, erano in grado di preparare una grigliata adatta a cuocere la carne nel modo in cui veniva servita nei migliori ristoranti di Zefiela.

Lina, alla quale il piatto era destinato, ci rimase piuttosto male, ma dissimulò il dispiacere per non ferire i cuochi.

Mentre Zel armeggiava ancora attorno alla griglia, gli si accostò Xelloss e gli mormorò qualcosa all’orecchio.

“Senti un po’, se vuoi ti do una mano io con la grigliata… Mi basta schioccare le dita e PUFF! La magia risolve tutto. Ti va? Non ti chiederei molto in cambio del favore…”

La chimera non rispose; si limitò a guardarlo di sbieco con fare non troppo pacifico.

Il demone, comprendendo l’antifona, si ritirò in buon ordine, ma subito Philia lo apostrofò. “Bambino cattivo! Non si disturba un artista al lavoro! Non lo sapevi?”

Xelloss sbattè gli occhi e le disse, con un’espressione da santarellino: “No, non lo sapevo… Però… seguendo questo ragionamento… io non dovrei mai essere disturbato!”

“E perché mai, scusa?” gli chiese Valgarv.

“Elementare Watson! Io sono un artista e sono sempre al lavoro! Siete d’accordo?” fu la risposta del monaco.

Philia alzò lo sguardo al cielo sospirando con aria di commiserazione; Lina, che sedeva proprio accanto a lui, cominciò a tirargli dei sonori pugnoni sulla testa, mentre Amelia stava per dare il via ad un’altra infinita tirata sulla giustizia, la modestia e su quanto queste virtù fossero importanti.

Fortunatamente Naga, avendo intuito cosa stava per succedere, memore delle parole di Lina, -Amelia è innocua finchè non si parla di giustizia e di Zelgadiss -, distrasse la principessa, chiedendole la prima cosa che le saltava in mente.

Intanto Zel, che non aveva smesso di occuparsi della grigliata, era riuscito nel suo intento: ora un bel fuoco crepitava allegramente nel barbecue.

“Ragazzi, fatemi un bell’applauso! Ta-dah! La grigliata è pronta! Si mangia!” proclamò esultante.

Alla fine la carne fu cotta e risultò ottima. La cena si concluse così nel migliore dei modi, tra dolci e vini squisiti.

Tutti erano allegri, anche se negli animi pesava il pensiero che quella bellissima festa fosse ormai finita e che presto si sarebbero separati, andando ognuno per la propria strada.

Dopo il caffè, si pose il problema di come dividere i letti per la notte: infatti per riuscire a dare un posto a tutti era necessario formare delle coppie.

“Sentite amici…” iniziò Philia “… in casa ci sono due camere, la mia e quella di Val, più la mansarda per gli ospiti. In tutto, se in ogni stanza mettiamo due letti fanno sei posti. altri due di voi dovrebbero dormire qui in salotto nel divano-letto e saremmo a cavallo”

“Ok Philia, fino qui ci siamo. Sei di noi vanno nelle stanze e due restano qua. Ma, emh… come le formiamo queste coppie?” chiese Zelgadiss.

“Oh tesoro, per noi non c’è alcun problema! Dormo io con te!” gli disse Amelia, stingendosi a lui.

“Eh… ah… beh… forse… non credo che sia una buona idea… in fin dei conti… “ il ragazzo era piuttosto imbarazzato.

“Ma certo!” esultò Valgarv. “Brava Amy, hai trovato la soluzione al problema! Formeremo le coppie in base… ai sentimenti che ci legano l’uno all’altro! D’accordo?”

Lina lo squadrò dubbiosa. “No, non ti seguo. In pratica dovrei dormire… “

“…con la persona che ti piace” completò il demone. “Umh… si potrebbe fare…”

La rossa deglutì e il suo viso assunse una tonalità rosso scuro. Philia tossì imbarazzata, mentre il drago perduto osservava incuriosito le reazioni delle due.

“Ottimo Xelloss! per una volta vedi le cose come me!” si complimentò Valgarv.

“Beh, pensandoci bene può funzionare. Ma… se non mi piace nessuno che si fa?” si informò Gourry
Gli ideatori del progetto si guardarono intorno smarriti, cercando qualcosa da dire. Per loro fortuna, Naga rispose al posto loro. “Scusami Gourry, ma che razza di domande fai? Tanto tu ami Lina, no? E non negarlo! L’abbiamo capito tutti!”

“NAGA TACI!!!!!” le urlò Lina, con un’espressione risentita sul volto acceso.

“Su, state calmi. Non litighiamo. Abbiamo trascorso una giornata stupenda, perché rovinarla proprio ora?” intervenne la principessina.

“Sai Amelia, mi scoccia ammetterlo, ma hai ragione” disse il demone.

Philia sorrise. ”Sono felice che anche tu sia d’accordo con Amy, Xelloss. e non mi pento più di averti invitato. Anzi, vorrei chiederti di dormire con me stanotte. Sempre che tu non abbia qualcosa in contrario…”

Il monaco, sorpreso, aprì gli occhi viola, chinò la testa da un lato e fissò dubbioso la ragazza, considerando la sua proposta.

“Confesso che questa tua richiesta mi ha colto alla sprovvista. Non me l’aspettavo assolutamente, comunque… accetto” rispose infine.

“Benone!” esclamò Naga. “Ora che anche voi due siete a posto, abbiamo finito”

“Rallenta un attimo e fammi ragionare Naga” disse Valgarv. “Dunque, se Zel sta con Amelia, Lina con Gourry e Xelloss con Philia, per esclusione… io dormirò con te”
Il drago perduto si fregò le mani. “Fantastico! Sono pienamente favorevole a questa divisione!”

“Non farti strane idee, brutto maniaco!” gridarono insieme Naga e Philia.

Valgarv, davanti alla reazione delle ragazze e vedendo che Philia aveva sfoderato la mazza e lo guardava con aria minacciosa, alzò le mani in segno di resa e indietreggiò di qualche passo.

“No, no, no, no! Stavo scherzando! Non ci avrete mica creduto, vero?”

“Voglio provare a fidarmi di lui. Non sembra pericoloso” affermò Naga. “Dai Philia, lascialo stare! Al limite lo farai fuori domattina… Piuttosto, perché non ci beviamo tutti una buona tisana e poi ce ne andiamo a letto?”

La proposta fu accettata e, mezz’ora dopo, le coppie si erano stabilite nelle rispettive camere.

Stava per cominciare una lunga notte, che alcuni di loro avrebbero ricordato per tutto il resto della loro vita.

<< capitolo precedente >> capitolo successivo

<< HOME