Quando Naga
giunse in mansarda, dall’interno della stanza provenivano rumori e voci che
indicavano che gli occupanti erano ormai svegli.
La ragazza bussò un paio di volte prima che Lina venisse ad aprire la porta,
anche se solo per un piccolo spiraglio.
“Oh Naga, come mai qui a quest’ora?” chiese.
“Sempre gentile, eh?” le rispose lei “Va beh, lasciamo perdere. Comunque
sia, sono venuta a dirvi che giù da basso è pronta la colazione. Se volete
onorarci della vostra presenza (anche se personalmente starei meglio senza di
te)…”
Lina sorrise. “Critichi tanto ma guarda che tu non sei da meno in quanto a
gentilezza, cara mia… Ad ogni modo, arriviamo subito. Dacci solo un momento
per finire di prepararci e siamo da voi. Dobbiamo darvi una bella notizia, che
molto probabilmente vi lascerà sbalorditi…”
“Di cosa si tratta? Dai Lina… in fondo… noi siamo amiche… sai che a me
puoi dire tutto…”
“Certo lo so e non devi pensare che io non mi fidi di te…” la rassicurò
la rossa in tono ironico “Ma in questo caso non ti dirò nulla. E’ troppo
importante. Aspetta e saprai!” concluse infine, chiudendo la porta in faccia
a Naga.
Questa, delusa per non essere riuscita a carpire all’amica il prezioso
segreto, scese dagli altri e riferì loro lo strano colloquio.
Tutti si fecero prendere dalla curiosità e cercarono di indovinare quale
potesse essere questa grande notizia.
“Secondo me” azzardò Xelloss “hanno finalmente deciso di passare dalla
parte giusta…”
Valgarv, a braccia conserte, squadrò il monaco con un’espressione molto
eloquente, poi completò il già chiarissimo significato con le parole. “E
quale sarebbe?… La tua, immagino…”
“Ma certo che sì! Mi sembra ovvio!” disse il demone, quasi scandalizzato
dall’insinuazione che esistesse un partito migliore di quello del male.
“Vorresti forse confrontare noi signori delle tenebre con… con loro?!”
Amelia, colta l’allusione alla giustizia e ai draghi, scattò come una
molla. “Guarda che schierarsi con chi difende il bene e la pace è sempre
meglio che stare con degli esseri disgustosi e ripugnanti quali siete voi, ci
siamo capiti?!?”
“Ehi piccolina, bada a come parli! Se mi fai arrabbiare posso farti secca
con un dito, chiaro il concetto?” la ammonì Xelloss.
La principessa, infuriata, stava per replicare ma Zelgadiss la fermò, temendo
che la situazione degenerasse troppo. “Buoni! Statevene zitti e fermi tutti
e due! Ognuno stia con chi vuole e basta, va bene?”
I contendenti, comprendendo che la chimera aveva ragione, tacquero e, dopo
essersi guardati in cagnesco per qualche secondo, si volsero reciprocamente le
spalle, formulando il proposito di non rivolgersi più la parola.
Philia, approfittando del momento di silenzio, buttò lì la sua teoria. “Ma
quanto siete stupidi! E’ chiaro che vogliono dirci che hanno deciso di
sposarsi!”
Tutti scoppiarono a ridere, come se avessero sentito una bella barzelletta.
“Ah ah ah ah ah… no… questa è troppo grossa Philia… ah ah… quei due
che… si sposano!… E’ semplicemente… ah ah… assurdo…” riuscì a
dire Valgarv.
Zel, quasi soffocato dalle risate, articolò a stento una frase sensata.
“No… Philia… no… non pensarlo nemmeno… se… se… Lina e Gourry…
si… diventano marito e… e moglie… allora… no… mi fa troppo
ridere…”
La ragazza-drago era offesa. “Non è giusto, mi prendete sempre in giro!
Spiegatemi un po’ perché mai non dovrebbero sposarsi!”
La principessina, ritrovata un po’ di lucidità, si avvicinò all’amica e,
posandole una mano sulla spalla, le disse: “Vedi Philia, è impossibile ciò
che pensi. Sai, Lina non ama Gourry, me lo ha detto chiaro e tondo più di una
volta, e vede in lui solo una guardia del corpo gratis: non c’è niente tra
loro e non potrà mai esserci, sono troppo diversi… stanno sempre a
litigare… E se anche Gourry le volesse bene, è talmente timido e soggiogato
da lei che non si dichiarerebbe mai, al massimo si struggerebbe d’amore per
un po’ e poi lascerebbe perdere… non arriverà mai a chiederle di
sposarlo! Perciò…”
“E invece Philia ha ragione!” interruppe una voce dalla porta.
Al sentire quelle parole, le risa si spensero all’istante e tutti si
voltarono verso chi aveva parlato.
“Cosa?!” strillò Naga “Vuoi dire che…”
“Lina, amica mia, ci stai forse dicendo…” iniziò la principessa, con
voce stentata.
“…che tu e Gourry…” proseguì Zel, senza concludere la fatidica frase.
Philia tentò di continuare. “… che tu e Gourry avete intenzione di…”
“…SPOSARVI!?!?!…” terminarono assieme Xelloss e Valgarv.
“Esatto” intervenne Gourry, con naturalezza. “Perché, c’è forse
qualcosa di sbagliato nella nostra idea?”
“Beh, in effetti no…” rispose esitante Zelgadiss “…anzi… è una
splendida notizia… è solo che…”
“Che?… Su, continua!” lo incitò Lina.
“Ecco… non ce lo aspettavamo. E siamo anche rimasti un po’ sorpresi
dalla velocità con cui avete preso questa decisione così importante… Tutto
qui!”
“Devo ammettere che hai ragione Zel, come sempre del resto” convenne la
sposa “Però, se ci pensi, ti accorgerai che il nostro rapporto è sempre
stato basato su decisioni improvvise, anche più repentine di questa, no?
Quindi… dato che, come dice un vecchio proverbio, squadra che vince non si
cambia…”
“Scusate un secondo…” si intromise Xelloss “Non so quale sia
l’usanza qua… ma da noi, quando due si sposano, si festeggia o, almeno, si
fanno gli auguri ai novelli sposi. Da voi no?”
“Sì anche da noi… “ confermò Valgarv. Poi si interruppe, assalito da
un dubbio atroce. “Ma allora… dato che Lina e Gourry si devono sposare…
perché diavolo non stiamo facendo festa?!”
Amelia e gli altri approvarono, poi la principessina disse: “Val ha ragione,
dovremmo festeggiare… è la tradizione e va rispettata… ragion per cui…
do ufficialmente il via alla sontuosa colazione in onore dei nostri
sposini!”
A tavola non si parlò d’altro che del
grande evento. La ragazza-drago era eccitatissima e anche Amelia non stava più
nella pelle per l’emozione. Lina, invece, appariva felice e serena, quasi
come se la faccenda non la riguardasse per nulla.
“Ehi Lina, dì un po’: a quando la data delle nozze?” domandò Naga.
“Beh, noi vorremmo concludere prima possibile perché…” la rossa
appariva incerta su cosa dire “…ecco… Gourry deve tornare al suo paese
al più presto, ma non può portarmi con sé soltanto in veste di amica o
compagna di viaggio e nemmeno di semplice fidanzata… la sua famiglia non ha
la possibilità di mantenere anche me… perciò, se vogliamo rimanere
assieme, bisogna che ci sposiamo subito… solo che non sappiamo assolutamente
come fare… non siamo del posto…”
“Non devi preoccuparti per questo, Lina!” la rassicurò Philia
“Organizzerò tutto io e ti assicuro che entro stasera sarete marito e
moglie. Fidati di me!”
“Allora stiamo freschi!” commentò Valgarv “Come minimo si dimenticherà
di avvisare il prete per la celebrazione…”
La giovane finse di non aver sentito e si rivolse nuovamente alla sposa.
“Penserò a tutto io, ma, per prima cosa, bisogna trovare un abito adatto
alla celebrazione, sia per te che per Gourry… Che idea! Finito di mangiare,
verrai con me nella sartoria più rinomata della città, ok?”
Lina non sembrava molto convinta. “Philia… quello che fai è davvero molto
gentile… ma non voglio che tu ti prenda tanto disturbo… anche perché non
sapremmo dove trovare i soldi per pagarli quegli abiti…”
“No problem, amica mia!” la interruppe Amelia “Gli abiti saranno il
regalo di nozze del mio regno per la sua salvatrice. D’accordo?”
“Benissimo Amy! E voi… “ fece Philia, rivolgendosi agli altri,
“…cosa regalerete agli sposi?”
Zelgadiss, Xelloss e Valgarv si guardarono perplessi. La chimera, alla fine,
tentò una risposta, ma si vedeva che non sapeva cosa dire. “Beh… non
basterebbero i nostri migliori auguri e un mazzo di fiori?…”
“Se volete ci mettiamo anche una torta… di quelle buone, fatte in
casa…” aggiunse timidamente Valgarv.
Xelloss annuì con forza. “La facciamo bella grande… tutta decorata…”
La ragazza-drago batteva ritmicamente un dito sul tavolo, mentre scrutava il
terzetto. “No, non bastano. Né gli auguri, né i fiori, né la torta…”
si interruppe minacciosa, poi proseguì, in un tono che non ammetteva
repliche. “Dovete trovare qualcosa di DIVERSO! Fate lavorare il cervello e
trovate qualcosa che sia utile ad una coppia appena sposata… chiaro?…”
I tre accennarono di sì con la testa, pur non avendo capito che cosa
dovessero cercare. Philia approvò con un sorriso e poi si rivolse verso Lina,
la prese per un braccio e la trascinò fuori.
“Andiamo sposina, la sartoria ci attende!!”
Le due ragazze rientrarono un paio di ore
dopo, con delle grandi borse e l’aria felice.
Lina, entrata in casa, annunciò ufficialmente la data delle nozze: quello
stesso giorno a mezzogiorno.
Sentendo le parole della fanciulla, subito Amelia volse lo sguardo
all’orologio. “Accidenti… sono già le dieci passate e tu Lina non hai
ancora iniziato a vestirti… Vieni subito con me, ti preparerò io! Sarai
splendida, te lo garantisco!”
“Va… va bene… mi fido, ma… per Gourry che si fa?” domandò la rossa
“Dovrebbe provare l’abito che gli abbiamo preso, così lo potremmo
sostituire se non è della giusta misura o se non gli piace…”
“Non ti preoccupare per lui!” la rassicurò Valgarv “Ci pensiamo io e
Xel a farlo bello per la cerimonia… andiamo anche a cambiare il vestito, se
serve… non c’è alcun problema, vero Gourry?”
“Ah, beh… non lo so… devo mettere qualcosa d’altro?” chiese il
ragazzo, che appariva taciturno e un po’ stralunato.
Zel lo osservò, critico. “Se devo essere completamente sincero… sì! Non
puoi sposarti con addosso quella maglietta unta e sporca. Dovresti indossare
qualcosa di pulito ed elegante…”
“Il rocciosetto ha ragione, mio bel fustacchione” rincarò la dose Naga
“Il giorno del matrimonio è il più importante di tutta la vita. Oggi
prometti solennemente che trascorrerai il resto dei tuoi giorni accanto alla
stessa persona, senza lasciarla mai… E’ un evento fondamentale e devi
presentarti con l’abito adatto!”
Il giovane sembrava incerto. “Dite davvero? Ehi Lina… fanno sul serio o mi
stanno solo prendendo in giro?”
La rossa gli si avvicinò e, posandogli una mano sul braccio, gli parlò con
dolcezza. “No Gourry, è tutto vero… stai per fare il passo che cambierà
la tua esistenza per sempre e, se non ne sei completamente convinto, devi
rinunciare… non dire di sì solamente per farmi felice, io so aspettare…
pensaci!”
Lui la guardò dritto negli occhi e, in quello sguardo si leggeva tutto
l’amore che provava per lei. “Tranquilla Lina, sono convintissimo di ciò
che sto facendo. Ti ho chiesto di sposarmi e non torno indietro. Quindi… è
meglio che vada a prepararmi, se non voglio fare tardi. Val, Xelloss, Zel vi
va di aiutarmi?”
A mezzogiorno in punto, Lina arrivò con una
carrozza scoperta alla chiesetta, accompagnata dalla chimera, che le faceva da
testimone.
Indossava un bellissimo abito bianco di pizzo, lungo fino ai piedi, che le
lasciava scoperte le spalle e stretto in vita da una cintura di raso con un
fiocco, che sottolineava il fisico snello. La profonda scollatura a cuore era
adornata da un diamante, montato in un prezioso ciondolo, dono dell’amica
Naga.
I lunghi capelli rossi, raccolti in un morbido ed elaborato chignon, erano
decorati con delle rose bianche, le stesse che componevano il bouquet.
Sulla porta della cappella la stava aspettando Gourry che, nel suo smoking
elegantissimo, appariva molto impacciato, quasi un pinguino imbalsamato.
Accanto a lui, Amelia, che era il secondo testimone.
All’interno erano già in attesa Valgarv, Xelloss, Naga e Philia, assieme al
prete, un uomo anziano, un po’ curvo, dai capelli grigi, con gli occhi verdi
e penetranti.
Lina salì i pochi gradino dell’ingresso e, dando la mano al futuro marito,
entrò in chiesa. Il sacerdote li accolse con fare amabile. “Salve ragazzi,
come siete carini… sapete, è sempre bello vedere una giovane coppia felice
che corona il suo sogno d’amore… Ma non perdiamo tempo; la vostra amica mi
ha detto che vorreste sposarvi in fretta. Va bene, userò la formula più
breve. Su, venite davanti all’altare!” Gli sposi si avvicinarono e il
religioso proseguì. “Ecco, e ora portate gli anelli”
La rossa lanciò a Gourry un sguardo interrogativo, il quale lo rivolse a
Philia.
Questa arrossì violentemente e si lasciò scappare una risatina imbarazzata.
“Eh eh eh eh… gli… anelli…certo… non… non ricordo dove gli ho
messi… un secondo…”
La ragazza-drago stava ancora fingendo di frugare nella borsa, in realtà alla
disperata ricerca di una soluzione, quando il demone porse al prete due anelli
d’oro, posati su un cuscino di velluto nero, al quale era attaccato un
biglietto: -A Lina e Gourry, con amicizia. Valgarv, Xelloss, Zelgadiss -
“Ecco qua le vostre fedi. Philia le aveva affidate a me…”
“Ah già… me ne ero completamente scordata… scusatemi tanto…” fece
lei, avvampando sempre di più in volto.
“Bene, dato che tutto si è risolto, possiamo procedere…” disse il
sacerdote “allora… vuoi tu Lina Inverse prendere il qui presente Gourry
Gabriev come tuo legittimo sposo per tutta la vita finchè morte non vi
separi?”
La ragazza, in un sussurro, pronunciò il fatidico sì. Poi il prete si
rivolse al giovane.
“E tu Gourry Gabriev vuoi prendere la qui presente Lina Inverse come tua
legittima sposa per tutta la vita finchè morte non vi separi?
Gourry lo guardò stupito, quindi si rivolse alla principessina con aria
interrogativa. “Ehi Amelia, che cosa devo rispondergli? Non ci ho capito
fuori un accidente…”
“Devi dirgli: -Sì, lo voglio-, è la formula rituale. -Sì lo voglio-,
capito?” gli suggerì la brunetta.
Lo sposo tornò a rivolgersi al celebrante. “Scusi, può ripetere quello che
ha detto un po’ più lentamente?”
Il religioso ripetè la domanda, scandendo bene le parole. E, finalmente, dopo
un altro scambio di occhiate con Amelia, Gourry rispose. “Continuo a non
capire, comunque… lo voglio!”
Lina e gli altri trassero un sospiro di sollievo. Quindi il sacerdote ordinò
lo scambio degli anelli, operazione che avvenne non senza difficoltà.
Infine, pronunciata la benedizione, il prete disse: “Vi dichiaro marito e
moglie! Gourry, ora puoi baciare la sposa”
Sentendo l’ultima parte della frase, nella chiesa cadde un silenzio di
tomba. Il ragazzo rimase perplesso, Lina, invece, si sentiva molto a disagio e
anche parecchio imbarazzata.
Mentre la rossa pensava a come comportarsi, Gourry la abbracciò con dolcezza
e, improvvisamente, sentì le labbra di lui appoggiarsi alle sue.
Vedendo il bacio, gli invitati applaudirono e Amelia non riuscì a trattenere
una lacrima. Perfino Xelloss, accanto a lei, non si mostrò insensibile alla
romantica scena, tanto da mormorarle all’orecchio: “In fondo mi fa piacere
che sia finita così… sono davvero una bella coppietta… Eh, ma io l’ho
sempre saputo che erano destinati al matrimonio…”
Una volta fuori dalla cappella, Naga urlò all’amica di lanciare il bouquet.
La sposina eseguì e il mazzo di rose cadde nelle mani dell’ignaro Zelgadiss.
“Auguri Zel!” si complimentò Philia “Hai preso al volo il bouquet della
sposa, ciò significa che sarai tu il prossimo a sposarti!”
“Ma io non... non sapevo… è stato involontario… non volevo… non
credevo…” si scusò la chimera.
“Suvvia Zelgy, non fare il timido!” gli disse Valgarv “Se si è sposata
Lina, puoi farlo anche tu, no?”
Finita la festa per le nozze e dopo che tutti
gli ospiti erano ripartiti per la propria strada, Valgarv e Philia si
ritrovarono soli nella grande casa silenziosa.
Lina e Gourry si erano diretti a nord, verso il paese di lui, per costruire là
la loro nuova famiglia, Amelia, assieme a Naga, era tornata la castello di
Sailune per riprendere il proprio posto sul trono, mentre Zel era partito,
tutto solo, in direzione del continente meridionale, per cercare la sua cura.
Xelloss, invece era sparito chissà dove.
Dopo mangiato, sedendo davanti alla finestra aperta nella calda luce del
tramonto estivo, la ragazza-drago ricordava i due giorni felici appena
trascorsi. “E’ stata proprio una bella idea organizzare questa
rimpatriata, vero Val?”
“Già, hai perfettamente ragione, mia cara…” convenne lui “Non mi sono
mai divertito tanto in tutta la mia vita come ieri e oggi…”
“Anche se, però, devi ammettere sono successe alcune cose un tantino fuori
dagli schemi…”
“Beh, in effetti… Sì, è stata una riunione decisamente insolita…”
“Sono d’accordo con te” concluse Philia, sorridendo “E’ stata
davvero… una strana riunione!”
|