| SLAYERS IN DREAMLAND | |||
| capitolo 02 LE SPEZIE MAGICHE RENDONO TUTTO PIU' BELLO |
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La colazione finì nel modo in cui finivano tutti i pasti che consumavano insieme: con Lina e Gourry che finivano dieci piatti di cibo a testa, accarezzandosi lo stomaco e sorridendo. "Questa è la miglior colazione in assoluto" sospirò Lina. "Allora Lina, qual'è la prossima tappa per la giornata?" chiese Gourry. "Non ricordi che pensavamo di andare a Briseral?" rispose Amelia. "Oh, yeah" annuì il biondo pensosamente. "Non ti ricordi, vero?" chiese Lina, roteando gli occhi nella sua direzione. "Ho paura di no" concordò lui. "Ci andiamo perchè supponiamo che ci sia un gruppo di banditi nella zona" spiegò Zelgadiss. "Con un mucchio di tesori" interloquì Lina con gli occhi che le brillavano. "Per non parlare delle voce su di una strana attività magica" aggiunse Amelia. "Ma questo non spiega ancora..." Gourry s'interruppe quando notò lo sguardo irato negli occhi di Lina. "E' una spiegazione più che sufficente per te, adesso stai zitto" ringhiò lei, tentando di controllare la sua noia per la perpetua ignoranza del ragazzo. "Allora, quando partiamo?" chiese Amelia, tentando di distogliere l'attenzione di Lina prima che provasse a picchiare Gourry. "Prima è, meglio è" iniziò lei "Briseral non è troppo lontana da qui, quindi possiamo arrivarci prima di cena. Ho sentito che hanno in assoluto il miglior pollo arrosto in salsa di erbe" sorrise, intrecciando le mani insieme alla prospettiva di un altro pasto. "Ha appena mangiato e già pensa ad altro cibo, ma non è mai sazia?" mormorò Amelia. Zelgadiss guardò la principessa e quasi scoppiò a ridere. Lanciò un'occhiata a Lina che continuava con Gourry la sua discussione sulla cena. "E' una buona cosa che Lina non l'abbia sentita, altrimenti questo posto avrebbe una nuova uscita" pensò, lanciando un'occhiata alla principessa che stava pigramente mordicchiando l'ennesima fragola. Osservò come dava un piccolo morso, lascinado che il succo del frutto le colorasse le labbra di una scura tonalità di rosa. Un'immagine delle sue labbra, adesso al sapore di fragola, contro le sua s'insinuò nella sua mente, facendolo arrossire per l'imbarazzo. Zelgadiss spinse indietro la sedia e si preparò a lasciare il tavolo, cercando di scappare dall'oggetto dei suoi capricciosi pensieri. "Dove stai andando Zelgadiss?" chiese Amelia mentre inghiottiva l'ultimo morso del frutto. "Se partiamo presto, immagino che dovrei prendere le mie cose" disse lui con voce tesa, ancora ipnotizzato dalle sue labbra. "Questa è una buona idea. Salgo di sopra con te, è la stessa strada per la mia camera" la sua solita espressione solare scintillò mentre si alzava. L'attenzione di Lina fu allontanata dalla sua chiaccherata sui futuri pasti, nel vedere i suoi amici pronti a partire. "Se volete, che ne dite d'incontrarci qui tra un'ora, per iniziare ad incammnarci?" suggerì. "Okay" confermò Amelia. Zelgadiss annuì e si avviò verso le scale. Amelia fu in grado di raggiungerlo solo quando arrivò in cima. Era stato piuttosto tranquillo a colazione, "più del solito" pensò lei. "Zelgadiss va tutto bene?" chiese mentre lui stava per entrare nella sua stanza. Lui si voltò verso di lei e notò lo sguardo interessato. "Perchè me lo chiedi?" esclamò, rispondendo alla domanda con una delle sue. "Bè, sei stato terribilmente calmo questa mattina, più del solito voglio dire" rispose, avvicinandoglisi. Poi le venne in mente una cosa e sorrise. "So cosa c'è che non va" disse la ragazza, alzando la testa per guardarlo con gli occhi scintillanti. "Davvero?" "Certo, non hai avuto un buon riposo notturno. Sai come si dice: buoni sogni, buoni risvegli; cattivi sogni, cattivi rivegli" Zelgadiss riflettè su quelle parole e sul suo sogno. "Non direi che i miei sogni sono stati cattivi, solo inusuali" disse cautamente "Mi hanno dato solo da pensare. Sembra che tu invece abbia avuto un buon risveglio, bei sogni 'sta notte?" chiese lui, dirigendo la conversazione lontano da se stesso. L'espressione di Amelia cambiò in modo tale che Zelgadiss potè definirla solo come impertinente, vivace e perfino sexy. "Come non puoi neanche immaginare, Zelgadiss, come non puoi neanche immaginare. Ci vediamo tra un'ora" e con un sorrisetto malizioso si diresse verso la sala, lasciandolo con un'espressione curiosa sul viso. Avevano camminato per tre ore dopo aver lasciato la locanda, quando Lina iniziò a lamentarsi. "Dovremmo già aver visto qualche segno del villaggio ormai" piagnucolò. "Per non parlare di qualche bandito" concordò Gourry, ispezionando la zona solo per trovare ancora alberi e altro fogliame. "Penso che dovremmo prenderci una pausa, sembra buono lì vicino alle rocce" continuò, indicandone una conformazione più in giù lungo la strada. "Giusto, ma una breve. Ricordate che dobbiamo arrivare al villaggio prima del tramonto" ricordò loro Zelgadiss. Mentre si avvicinavano alle rocce, notarono un uomo anziano con lunghi capelli grigi e una sudicia barba arruffata che sedeva su di una roccia, leggermente tremante. I suoi vestiti erano stracciati e sporchi, il suo viso avvizzito dagli anni e mormorava continuamente frasi indecifrabili. "C'è qualcosa che possiamo fare per lei, signore?" chiese Amelia mentre gli si avvicinava. "State in guardia dal Demone dei Sogni" pianse lui. "Ha detto Demone?" chiese Lina, adesso in piedi accanto alla principessa. "Nephilo, il Demone dei Sogni" continuò il vecchio, indicando con un dito in direzione della città. "E esattamente come sa che si trova in città?" chiese Zelgadiss. "In ogni caso, cos'è un demone dei sogni?" chiese Gourry. "Un mostro che invade i sogni delle persone, trasformandoli nelle loro più sfrenate fantasie o nei loro incubi più temuti. Si dice che a volte egli porti le persone nel mondo dei sogni, in ciò che esse pensano si tratti di un sogno ma che invece è realtà" esclamò il vecchio. "La gente di Briseral è gia divenuta parte del suo parco giochi dei sogni" concluse. "Questo spiegherebbe gli strani avvenimenti di cui abbiamo avuto notizia" riflettè Zelgadiss. "E anche perchè non abbiamo visto nessun bandito" concluse Lina. "Oh, i banditi sono diventati pazzi e sono fuggiti dopo una notte di giochi di quel mostro" riuscì a dire il vecchio mentre veniva preso da un colpo di tosse. "E' tutto a posto?" chiese Amelia, inginocchiandosi accanto a lui e battendogli la schiena delicatamente. "Sto bene sign..." il vecchio si fermò e studiò la principessa da vicino. "Signore?" chiese lei mentre il vecchio si avvicinava ancora di più per ispezionarla. "Hey, cosa c'è che non và?" chiese Gourry. Il vecchio alzò lo sguardo sullo spadaccino poi passò a Zelgadiss che catturò la sua attenzione per alcuni, lunghi istanti. Poi guardò avanti e indietro da Amelia a Zelgadiss. Iniziò ad allontanrsi da entrambi, tremando di paura e puntando contro di loro un dito accusatore. "Allontanatevi voi due" gridò indicando prima Amelia e poi Zelgadiss. "Che c'è?" chiese Amelia, allungando una mano verso di lui, con l'unico risultato di vedersela allontanare con un colpo. "Voi due puzzate del potere di Nephilo. Siete già caduti nelle sue grinfie. Allontanatevi da me" si lamentò il vecchio. "Caduti nelle sue grinfie" ripetè Gourry "ma non siamo stati vicini a nessun mostro, nè in quella Briseral, giusto?" chiese agli altri che si erano voltati nella sua direzione. "No Gourry" rispose Lina. "E cosa le fa pensare che questo Demone dei Sogni abbia a che fare.....hey dov'è andato?" Tutti si girarono verso il vecchio, solo per scoprire che se n'era andato. "Questo è molto strano, mi chiedo cosa intendesse con me e Zelgadiss" riflettè Amelia, mentre un'espressione preoccupata le scuriva il viso. "Sembra che non lo scopriremo finchè non avremo raggiunto Briseral" ragionò Lina. "Il che significa che faremo meglio ad essere là il prima possibile" commentò Zelgadiss. Lina e Gourry s'incamminarono lungo la strada, mentre Amelia rimaneva inginocchiata al suolo fissando il posto precedentemente occupato dal vecchio. "Mi chiedo se il sogno che ho fatto la notte scorsa abbia qualcosa a che fare con ciò di cui stava parlando quel vecchio" pensò. "Amelia dobbiamo andare" disse Zelgadiss, interrompendo i suoi pensieri. La osservò mentre si alzava e si ripuliva dalla polvere. Poi notò l'espressione scura sul suo viso. "C'è qualcosa che non và?" le chiese mentre riprendevano a camminare. "Stavo solo pensando a cos'ha detto quell'uomo e al modo in cui ci ha guardati. Era così spaventato di avvicinarsi a noi" disse lei con voce tremante. "Una volta che saremo arrivati a Briseral avremo delle risposte, fino ad allora non tormentarti inutilmente, Amelia." "Ancora una volta hai trovato la cosa giusta da dire al momento giusto" lei sorrise, toccandogli la mano brevemente e poi andando avanti a parlare con gli altri che avevano ripreso la loro conversazione mattutina sulla cena, mettendo da parte le parole del vecchio fino a quando non avrebbero raggiunto la città. Zelgadiss guardò i suoi amici presi nella conversazione e iniziò a preoccuparsi. Se fossero caduti preda di qualche demone dei sogni, lui l'avrebbe percepito, "lo avrei fatto?" chiese a se stesso. Iniziò a rigirarsi in testa le accuse del vecchio così come i commenti che Amelia aveva fatto pochi momenti prima. "Sembrava avere una gran paura di noi" pensò "ma se siamo realmente vittime di questa creatura, perchè quell'uomo dovrebbe aver paura di noi?" Finalmente decise di seguire il suo stesso consiglio e di aspettare finchè non avessero raggiunto la città per trovare le risposte alle sue domande.
In questo mondo molti di noi hanno sentito parlare di piccoli villaggi, tranquilli villaggi dove tutti conoscono tutti e le cose accadono lente e pacifiche. Dire che Briseral era una città tranquilla sarebbe stato inadeguato. Quando finalmente Lina e gli altri raggiunsero i confini della città, scoprirono non solo che la gente era tranquilla, ma che gran parte era addormentata. La cena consisteva in quattro piatti da portata del più che discusso e ampiamente anticipato pollo arrosto in salsa di erbe, così come altri piatti riempiti di cibo fino al limite. Il tutto condito con generose porzioni delle spezie magiche di Lina, per aumentare il sapore dei cibi. Il gruppo ebbe la possibilità di discutere dei risultati delle ricerche mentre aspettava che la cena fosse servita. Secondo le informazioni di Lina, i banditi non si avventuravano mai così spesso in città, preferendo derubare i viaggiatori esclusivamente sulle varie strade nella zona e venendo in città solo quando erano necessarie delle scorte. "Penso che abbiano immaginato che terrorizzando i cittadini avrebbero diretto l'attenzione su sè stessi." Quel tipo di cacciatori di taglie e altra gente che voleva portare legge e ordine: il che, pensò Lina, era un ragionamento furbo per dei banditi. Ma questo significava anche che non erano una minaccia per la città, ma solo per i viaggiatori. Amelia aveva scoperto che la città aveva da poco concluso la sua stagione di semina e raccolta dei vegetali estivi. Questo spiegava la calma della gente così come la loro aria stanca. O almeno questo accadeva ad Amelia, a cui l'esperienza nelle fattorie dentro e intorno a Seillune insegnava quanto potessero essere movimentate le cose durante la semina e come tutti fossero esausti dopo. Zelgadiss aveva deciso di cercare informazioni sul vecchio uomo che avevano incontrato. Dopo aver ascoltato la teoria di Amelia, aveva avuto la sensazione che l'apparizione e la scomparsa del vecchio autorizzavano ulteriori ricerche. Lui non aveva trovato niente. Nessuno in città aveva sentito o visto qualcuno che corrispondesse alla descrizione del vecchio uomo. Il che aveva aumentato i suoi sospetti. Per questo motivo era arrivato anche a chiedersi quanto profondamente fosse coinvolto il vecchio nella loro situazione attuale. Gourry non sapeva esattamente cos'avrebbe dovuto cercare ma si era dato da fare per trovare qualcosa che potesse essere d'aiuto, così da non farsi picchiare di nuovo da Lina. Finora lo aveva picchiato solo due volte in tutta la giornata, che era un record, e lui non voleva darle un'altra ragione per farsi picchiare ancora. Aveva deciso che lui doveva investigare sulla faccenda, dal momento che si pensava fosse coinvolto in essa un demone dei sogni. Era venuto fuori che Briseral aveva una piccola libreria con una sezione sulla magia e i mostri. Quindi aveva passato il pomeriggio sfogliando libri e prendendo perfino appunti sulla roba che poteva essere importante. Tutti si meravigliarono quando, appena ritrovatisi nella taverna, esibì pagine e pagine di appunti. "Wow Gourry, questa roba è veramente impressionante" si stupì Lina, fissando la quantità di lavoro che aveva svolto. Gourry sorrise per la lode ricevuta. "Non sono riuscito a trovare niente su quel Nephilo, ma ho pensato che questa roba avrebbe potuto essere utile." "Cosa ti ha spinto a cercare tutto questo?" chiese Amelia mentre si sistemavano per mangiare. "Bè, ho solo pensato a cosa ci aveva detto quel vecchio riguardo a Nephilo e a quanto gli piaccia giocare con la testa della gente. Ho immaginato che avremmo dovuto saperne di più su di lui, come il suo potere o altra roba, in caso si facesse vivo per combattere" ragionò lui. "Ho anche scritto tutto, così non me ne sarei scordato" sorrise. "Questo è veramente un modo sensato di lavorare, Gourry" si rallegrò Lina, poi continuò a dilaniare il suo pollo arrosto e altre portate. Amelia era felice per Gourry. Sembrava veramente contento di aver impressionato Lina. "La sua opinione conta veramente molto per lui" pensò. Era orgoglioso del tentativo che aveva fatto e a buon diritto. Amelia aveva solo scorso gli appunti, avendo deciso di leggerli più approfonditamente dopo cena, ma ne era rimasta ugualmente impressionata. Erano molto dettagliati e ben scritti. Amelia lanciò un'occhiata a Zelgadiss che aveva smesso di mangiare per esaminare il lavoro di Gourry. "Perchè non li esamini più tardi, Zelgadiss?" Zelgadiss sollevò la testa dalle pagine, fissando lo sguardo implorante di Amelia. Il che fece sì che i suoi pensieri mattutini tornassero a combattere per rivivere. "Buona idea" disse tranquillamente, mettendo da parte gli appunti. Doveva ammettere che anche lui era impressionato. "Dev'esserci voluto un bel pò di tempo per scrivere tutto questo, specialmente considerando quanto può essere piccolo il carattere di stampa nei libri di magia" pensò, riportando alla mente alcuni libri nel laboratorio di Rezo, scritti con caratteri così piccoli che a volte si era rovinato gli occhi per leggerli. Osservò Lina che attaccava il suo secondo pollo arrosto insieme a Gourry, poichè il suo appetito non era considerevole. Durante tutta la sua ricerca si era sentito male, i suoi pensieri erano scivolati freneticamente e la lentezza si era impadronita del suo corpo. Non ne aveva parlato con gli altri considerandola nient'altro che fatica per il loro lungo viaggio. Decise che dopo cena avrebbe portato gli appunti nella sua stanza per studiarli ulteriormente poi avrebbe fatto un ben meritato riposo. Era terribilmente arrabbiato con se stesso per aver perso il controllo quando Amelia lo aveva guardato poco prima. Infatti le reazioni che aveva avuto per Amelia durante tutto il giorno lo avevano irritato. Era come se ogni grammo della riservatezza che aveva riguardo alle donne fosse stato completamente abbandonato nel momento in cui si era svegliato quella mattina. L'unico modo in cui poteva spiegarlo era che forse il suo sogno stava avendo più effetti su di lui di quanto avesse inizialmente pensato. Amelia notò un'ombra scura crescere tenacemente sul viso di Zelgadiss. Avrebbe voluto chiedergli se andava tutto bene, ma decise di non farlo. Qualcosa lo aveva consumato per tutto il giorno, da molto prima che quell'affare di Briseral saltasse fuori. "Ed è decisamente molto più che un cattivo riposo notturno" riflettè mentalmente, ricordando i suoi stessi pensieri sul comportamento del ragazzo quella mattina presto. Sapeva anche che lui non avrebbe mai detto niente, preferendo non parlare di se stesso o dei suoi problemi. " Quindi chiedere sarebbe comunque inutile." Dopo cena si ritirarono tutti nelle loro stanze per la notte. Gourry si addormentò immediatamente, merito di uno stomaco pieno e di occhi stanchi per l'aver sfogliato così tanti libri. Lina russava tranquillamente nella sua stanza, con un sorriso felice sul viso per aver mangiato un cibo così buono. Zelgadiss era seduto nella sua stanza e stava leggendo gli appunti di Gourry apprendendo ogni parola e facendosi la propria opinione quando sentì la porta aprirsi. Alzò lo sguardo per vedere Amelia sorridere timidamente. "Avrei bussato ma hai lasciato la porta aperta." "Perchè deve sempre essere così...." Zel si impose di fermarsi. "Cosa mi sta succedendo?" si rimproverò, riportando la sua attenzione su Amelia. "Lina mi ha detto che hai deciso di esaminare gli appunti. Anch'io volevo esaminarli" disse lei piano. Le fece segno di entrare e Amelia chiuse la porta. Prese posto vicino alla finestra. "Stavo leggendo il materiale sulla manipolazione dei sogni, perchè tu non prendi la parte sui demoni dei sogni?" poi le passò una parte degli appunti. "Okay" rispose lei prendeno gli appunti, le loro dita si sfiorarono delicatamente. Amelia arrossì leggermente e iniziò a leggere. Mentre leggeva si rese conto che il potere di molti demoni dei sogni era basato sul mondo dei sogni. "Ciò significa che non sono molto forti nel mondo normale, questo potrebbe essere utile" pensò. Poi si accorse di qualcosa che meritava maggior attenzione. "Qui c'è qualcosa" esclamò, voltandosi verso Zelgadiss, il quale posò i suoi appunti per darle la sua più completa attenzione. "Ricordi ciò che quell'uomo ha detto sul fatto che Nephilo porta le persone nel mondo dei sogni?" Zelgadiss annuì. "Bene. Qui dice che una delle tecniche usate è quando due persone fanno lo stesso sogno. In pratica è come se vivessero il sogno con i loro corpi fisici trasportati nel mondo dei sogni. O in rari casi si tratta del movimento dello spazio del Sogno, il che può portare più informazioni nel mondo dei sogni ma avviene raramente per ragioni sconosciute." "Non penso che le ragioni siano così sconosciute, se ci pensi su" disse Zelgadiss. "Cosa vuoi dire?" "Meno variabili ci sono, maggiore è il controllo che si ha" riflettè. "Quindi, più grande è l'oggetto o più numerosa è la quantità di corpi che sono trasporti nel mondo dei sogni, più possibilità ci sono che sopraggiungano dei problemi" disse lei, seguendo perfettamente la sua logica. Zelgadiss era sopreso da quanto velocemente avesse appreso il concetto senza ulteriori spiegazioni. "Intelligente quanto bella" disse una strana vocina nella sua testa. "Zitta" gridò lui mentalmente, tentando di allontanare il noioso, piccolo insetto nella sua testa che gli stava facendo pensare cose che sentiva di non avere il diritto di pensare. "Hai trovato qualcosa nei tuoi appunti?" chiese la principessa, ricordandogli il loro compito. "Sì, le informazioni sono perfette, ma non sono quello di cui abbiamo bisogno in questo momento" sospirò. "Non lo dire a Gourry. Ha lavorato sodo per ottenere tutto questo e Lina ne è rimasta molto impressionata" aggiunse lei, ricordando quanto Gourry fosse stato felice a cena per la lode di Lina. "Cosa c'entra Lina con questo?" chiese lui. "L'opinione di Lina su di lui conta molto per Gourry. Era molto felice che lei fosse impressionata dal suo duro lavoro. Ferirebbe i suoi sentimenti dirgli che parte del suo lavoro è inutile." disse seria. "Non ho detto che è inutile. Voglio solo dire che la cosa di cui abbiamo maggiormente bisogno sono le informazione sul demone dei sogni e poi della roba sulla manipolazione dei sogni, le due cose sono collegate. E a parte questo, perchè gli importa così tanto cosa pensa Lina?" Amelia lo fissò in un modo che lo fece sentire a disagio, ricordandogli il modo in cui Lina guardava i banditi prima che finissero col mangiare un 'panino alla fireball'. Poi Amelia mise da parte i suoi appunti e lo guardò in faccia direttamente. "Per un ragazzo che è considerato molto intelligente, puoi essere veramente.......poco osservatore" disse, scegliendo le parole in modo tale da non offenderlo. Zelgadiss aprì la bocca per controbattere ma la richiuse velocemente mentre lei continuava. "A Gourry piace Lina" spiegò. "Non so quanto gli piaccia, però è così. Quando ti piace qualcuno, l'opinione che questa persona ha di te conta molto. E' brutto quando ti piace qualcuno e vieni a sapere che ha una bassa opinione di te" sospirò, comprensiva "Immagino che tu non possa capirlo, non è vero?" sussurrò, fissando fuori dalla finestra. Zelgadiss si alzò e camminò verso la finestra, sgranchiendosi le gambe, "Cosa ti fa pensare che io non potrei capire?" "Bè, probabilmente non ti sei mai dovuto preoccupare di cosa le ragazze pensano di te, considerando come tutte ti vengono dietro." Lui si girò verso di lei per la sorpresa. "Venirmi dietro, le donne non mi vengono dietro" "Ok, allora è un insieme di adulazioni servili, complimenti e risatine insensate" si corresse lei, in tono dispettoso. Zelgadiss la guardò con aria assente. "Io sono una chimera, Amelia, lo sai: in parte demone, in parte essere umano e in parte golem, questa non è una qualità esattamente attraente per le donne." Amelia si limitò a scuotere la testa e a ridere. "Cosa c'è di divertente?" "Tu" sorrise lei. "Non dai abbastanza fiducia a te stesso o alle donne del mondo, per quel che importa. Sì, tu sei una chimera, ma una molto affascinante, che ha modi di fare migliori dei principi che ho conosciuto ai banchetti di papà e che fra l'altro è anche intelligente. Se pensi che l'unica cosa che le donne possano vedere in te è il tuo aspetto fisico, allora hai una bassa opinione della tua immagine o un serio problema interiore sulla tua bellezza." Nel sentir questo il ragazzo rise, più forte di quanto non avesse mai fatto dopo il suo incidente con Rezo. Pensò a cosa aveva detto Amelia mentre fissava il tranquillo paese illuminato dalle stelle. "Ho davvero un'opinione troppo bassa di me stesso?" pensò. "Ho sempre creduto che alle ragazze piacessero i tipi come Gourry" disse piano. "Ad alcune sì, ma ad altre donne piacciono uomini diversi. In ogni caso sembra che tu piacessi alla maggior parte delle donne che abbiamo incontrato. Penso che sia merito di tutte le altre qualità" riflettè lei. "La verità è che l'unico a cui importa di essere diventato chimera sei tu." Lui si sedette davanti ad Amelia su davanzale della finestra e la guardò in silenzio. Non aveva mai apprezzato completamente la sua opinione eccessivamente ottimistica del mondo oppure la sua natura compassionevole fino a quel momento. Per la prima volta non si sentiva così infastidito dal fatto che era una chimera, il che lo faceva sentire sia bene che turbato. "E allora quali sarebbero queste altre qualità che, secondo te, piacciono così tanto alle donne?" chiese con genuina curiosità. "Non diventerai egocentrico dopo che te l'avrò detto, vero? E' già abbastanza per noi aver a che fare con Lina" lo stuzzicò. "Naturalmente no" rise lui, incapace di trattenersi. "Bè, tu hai quest'aria romantica e misteriosa intorno a te. Penso che questo sia il miglior modo per descrivere ciò da cui molte ragazze sono attratte." "Romantico, in che modo?" "Il miglior esempio che mi viene in mente è stamattina quando mi hai fatto i complimenti per il mio vestito." "Cioè?" chiese confuso. "Non è stato il complimento in sè, ma il modo in cui l'hai fatto, spiegando la storia del colore." "Ho solo spiegato da dove veniva il nome del colore" ragionò lui. "Fondamentalmente mi hai detto che il colore viene da un raggio di luna creato magicamente che appare una volta ogni dieci anni e che questo complimenta i miei occhi. La maggior parte dei ragazzi avrebbe semplicemente detto 'quel colore complimenta davvero i tuoi occhi' oppure, come ha fatto Gourry, 'e' un colore carino', ma tu invece mi hai detto che, in pratica, i miei occhi sono complimentati da un evento che capita una volta ogni decade. Non capisci quanto suoni romantico questo per una ragazza?" "Non mi è mai venuto in mente che poteva essere inteso in quel modo" rispose lentamente, meravigliato. "Vedi, lo so che sei stato gentile per via di Lina, ma me ne sono accorta io così come una coppia di cameriere alla Taverna stamattina, le quali ti stavano facendo i complimenti per quanto sei gentleman, romantico e sexy" arrossì, realizzando le sue ultime parole. Arrossì anche Zelgadiss e girò la testa per guardar fuori dalla finestra. "Il punto è: tu piaci alle donne e se non fossi così musone per il fatto che sei stato trasformato in chimera te ne accorgeresti" sorrise rassicurante e mise la mano sopra quella di lui. "Si sta facendo tardi, forse dovresti andare a dormire un pò" disse lui, studiando la mano della ragazza sopra la sua. "Giusto" concordò lei "possiamo analizzare questa roba sulla manipolazione dei sogni domani." La principessa si alzò, pronta ad andarsene ma poi si fermò e si girò. "So che qualcosa ti ha turbato per tutto il giorno e se ne vuoi parlare volevo solo farti sapere che io, Lina e Gourry siamo tuoi amici. Siamo qui per ascoltarti se hai bisogno di un orecchio amico." disse tranquillamente. "Grazie Amelia" Amelia sorrise timidamente e uscì senza fare rumore, lasciando Zelgadiss a riflettere vicino alla finestra.
Gourry era nella libreria di Briseral, circondato da cataste di libri sulla magia, leggendo pagine e prendeno appunti. "Wow Gourry, non sapevo che tu fossi così intelligente." Gourry sollevò lo sguardo per trovare Lina in piedi accanto a lui che lo fissava per la sorpresa. "Grazie Lina." Continuarono a parlare e a sfogliare libri, leggendo cose da un testo ad un altro e segnandosele. Lina avrebbe sorriso e ascoltato senza picchiarlo nemmeno una volta sulla testa mentre continuavano il loro lavoro.
Cibo. Un grande tavolo da banchetto coperto di cibo. Tutti i piatti preferiti di Lina. La ragazza fissò la tavola ad occhi spalancati, non credendo alla sua fortuna. Dopo un momento di silenzio attaccò la tavola consumando tutto ciò che vedeva. In pochi minuti sulla tavola non c'erano nient'altro che piatti vuoti ed ossa. Ruttò e si passò la lingua sui denti soddisfatta. Andò nella stanza successiva, in quello che sembrava essere un castello, e si sedette su di una larga sedia davanti al caminetto. "Che pasto incredibile" sospirò, accomodandosi sulla sedia ricolma di cuscini. Guardò la sedia accanto alla sua e vi trovò Gourry che sedeva tranquillo, fissando il focolare. Percependo il suo sguardo su di sè, Gourry si voltò e la fissò. "Tu mi odii Lina?" chiese lui improvvisamente. Zelgadiss si sedette sotto una gigantesca quercia, fissando oltre la distesa infinita di campi verdi, puntellati di fiori e sovrastati da un cielo azzurro. L'aria era straordinariamente dolce mentre una brezza gentile accarezzava l'erba, facendola ondeggiare. Chiuse gli occhi respirando il fresco aroma della natura, riaprendoli scoprì Amelia seduta accanto a lui, che ammirava il paesaggio. "Cosa ti passa per la testa?" chiese la ragazza. "Tu, a dire il vero" rispose. "Davvero? In che modo?" "Ho sognato di noi due insieme in quella che può essere considerata una situazione compromettente." "E questo ti da noia?" "Sì" sospirò piano. "Perchè?" "Perchè siamo amici, io ti rispetto e non penso a te in quel modo e....." abbassò la testa, disperato. "Hai paura" finì lei al posto suo. "Tu pensi che i miei sentimenti per te siano una cosa insignificante e passeggera." "Ma non lo saprai mai davvero finchè non capirai come ti senti per via di quel sogno e degli effetti che questo ha su di te." Giunse una nuova voce. Zelgadiss si voltò per trovare Gourry seduto dall'altra parte, accanto a lui. "Allora come ti senti per quel sogno?" Chiese Amelia. "Bene. Spaventato. Confuso." rispose onestamente. "Bene, perchè non sembrava un sogno, qualcuno mi voleva e non era disgustato dalla maledizione che Rezo chiamava un 'regalo', non ho mai provato niente di simile. Spaventato...." "perchè si tratta di una persona che consideri un'amica e tu senti che, in qualche modo, questo sogno le manca di rispetto" concluse lei. Zelgadiss si limitò ad annuire. "Si dice che i sogni siano lo specchio dei desideri e delle volontà recondite di una persona" iniziò Gourry "forse qualcosa, nel tuo subconscio, pensa ad Amelia come a qualcosa di più che una compagnia di viaggio." Ragionò. "Perchè non parli con me dei miei sentimenti per te e vedi se possono aiutarti a esprimere i tuoi?" interloquì Amelia, stringendogli la mano. "Perchè mi tocchi sempre la mano?" dise Zel, notando che il gesto era molto frequente da parte sua. Lei lo guardò e sorrise. "Perchè non mi chiedi anche questo?" Poi la principessa scomparve. "Ricorda Zelgadiss: non puoi aver paura di cadere se non hai mai pensato di saltare" lo spadaccino sorrise. "Ed esattamente questo cosa vorrebbe dire?" "Che non puoi aver paura che il tuo cuore si spezzi fino a che non deciderai di aprire il tuo cuore ad un'altra persona. E io pensavo tu fossi quello furbo, Zel" rise e poi scomparve. Zelgadiss rimase seduto da solo, immerso nella serenità del paesaggio mentre i suoi pensieri si perdevano nel mare del chaos.
Lina si svegliò con un'espressione confusa. "Cosa significa tutto ciò?" mormorò, ripensando alle parole di Gourry: Tu mi odii Lina? |
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