| SLAYERS IN DREAMLAND | |||
| capitolo 08 (prima parte) FRA LA TESTA E IL CUORE |
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Da qualche parte, nel profondo della sua mente, Amelia percepì che stava per essere avvolta dal fermo e confortevole tepore delle sue braccia. Poi venne la sensazione di mani che si muovevano, se erano le sue o quelle di Zel non avrebbe saputo dirlo, e subito dopo percepì la morbidezza del suo letto contro la sua schiena mentre il tocco delle labbra di Zel sulle sue sembrava non avere fine. Quando l'aveva baciata, la parte logica del suo cervello aveva lanciato segnali d'allarme. Quando l'aveva stretta a sè, la sua ragione aveva provato ad intervenire e quando erano caduti sul letto, aveva smesso completamente di pensare. Poteva solo sentire le labbra di Amelia contro le sue e il suo corpo fra le sue braccia. Non aveva idea di cosa lo avesse spinto a farlo, ma guardando quegli occhi blu accesi dalla rabbia e dalla gioia di vivere, aveva sentito il bisogno di far parte di quel fuoco che le bruciava dentro, e così aveva fatto. Le loro gambe s'intrecciarono mentre erano distesi una nelle braccia dell'altro, semplicemente toccandosi e baciandosi. C'erano stati dei momenti, quando erano insieme, in cui qualcosa era stato lì lì per succedere ma poi non era successo per colpa della timidizza che li aveva fatti arrossire oppure per colpa di parole esitanti. Adesso, nessuna di queste cose sembrava fermarli. Tutto ciò che importava in quel momento erano il tepore e il contatto. Il pensiero di fermarsi sembrava essere l'unica cosa proibita. La mente di Zelgadiss era un miscuglio di pensieri confusi. Stava assaporando qualcosa di dolce, toccando qualcosa di soffice. Poi qualcosa che si muoveva su per la sua gamba gli fece aprire gli occhi e le sue orecchie registrano un suono. Amelia era fra le sue braccia, una gamba sul suo fianco, una mano di lui sulla coscia e dalle sue labbra era scappato un leggero mugolio quando il cervello di Zel aveva rirpreso a funzionare. "Oh mio Dio" pensò allontanando immediatamente le sue labbra da quelle di lei. "Cosa sto facendo" mormorò, respirando pesantemente. "Si chiama baciarsi" sussurrò la principessa contro le sue labbra, riprendendo da dove si erano interrotti. Con la riconnessione delle sue labbra, Zel tornò al suo precedente stato confusionale. Avvolse le braccia intorno alla vita di Amelia ancora di più, meravigliandosi della morbidezza della sua pelle, finchè la mano di Amelia non trovò la strada sotto la sua maglietta, allora la ragione di Zel tornò con tutta la sua forza. "Amelia, dobbiamo parlare" mormorò deciso. "Posso pensare a cose migliori da fare con le nostre labbra ma se vuoi parlare, possiamo farlo" rispose lei con una calma che non rispecchiava il suo stato interiore. "Credo che dovremmo sederci e..." "No" esclamò lei e puntualizzò la parola stringendo la gamba intorno alla vita di Zel. "Così va bene" "Ma..." "Se vuoi parlare con me, rimaniamo così" "Non avrei dovuto farlo" sospirò Zel. "Fare cosa?" "Baciarti". "Perchè?" "Perchè non avrei dovuto usarti in questo modo per...per.." "Stai dicendo che mi hai baciata per colpa di una qualche frustrazione sessuale?" Chiese lei, facendo arrossire leggermente la Chimera. "Sì" rispose. "Ecco" pensò "Questa è la parte in cui mi scaraventa fuori, pensa che io sia uno stronzo e non mi parla mai più" "Non avevamo già stabilito che sei un pessimo bugiardo?" Rise leggermente e gli dette un veloce bacio sulle labbra. "E cosa ti fa pensare che sto mentendo?" "Perchè se fosse vero, non staremmo facendo questa discussione. Quindi, qual'è la vera ragione per cui non avresti dovuto fare questo?" Zel abbassò lo sguardo e sospirò. "Perchè ho completamente passato la linea della nostra amicizia. So che certe volte non lo dimostro, ma ti stimo molto" "Ti comporti come se questa fosse unicamente una tua responsabilità" "Non lo è?" "No" la Principessa scosse la testa. "Mi hai baciata e te l'ho permesso. Se non avessi voluto che tu lo facessi, avrei potuto fermarti" "Dici?" sorrise lui. "Avrei potuto lanciarti una Fireball, un Elmekia Lance, un Mega Brando o un Ra-Tilt..." "Ho afferrato il concetto" rise Zel. "Il punto è: volevo che tu mi baciassi e te l'ho lasciato fare. Sinceramente, se avessi saputo che questa sarebbe stata la conclusione di una discussione con te, avrei scatenato un litigio molto tempo prima" "Ancora non ho capito perchè lo hai fatto" "Ero arrabbiata, molto più con me stessa che con qualsiasi altro e tu sei capitato per caso mentre mi sfogavo, mi dispiace" mormorò, abbracciandolo di più. "Dopo lo spettacolo ti ho visto con Evette e bè......ero un pò gelosa e triste, avevi ragione riguardo a questo" "E questo è il motivo per cui te ne sei andata" ragionò lui e Amelia annuì. "Io non so perchè mi sono comportato così, mi.." "Non dire che ti dispiace" esclamò decisa, fissandolo negli occhi. "Hai avuto un impulso emotivo e l'hai assecondato. Non c'è niente di sbagliato in questo" "Siamo amici Amelia, è tutto ciò che possiamo essere: solo amici. Mi dispiace. Non ho chiarito le cose prima e ho fatto una gran confusione adesso" esclamò, districandosi e mettendosi a sedere. "Mi dispiace davvero". "Era di questo che mi volevi parlare dopo lo spettacolo, non è vero?" Chiese Amelia, sedendosi anche lei. "Sì" annuì lui. "Lo immaginavo" esclamò lei, piano. Rimasero seduti uno accanto all'altra in silenzio per parecchio tempo, riflettendo su questo improvviso cambio di programma. "Non posso spiegarle la situazione meglio di così" pensò Zel, rifiutando il fatto di non aver avuto il fegato di dirlo prima e sentendosi un verme per averla confusa ancora di più con quel bacio. Si dice che nei momenti di grande tristezza, se ascolti attentamente, puoi individuare il momento esatto in cui il tuo cuore si spezza. Il cuore di Amelia non era solo spezzato ma frantumato dentro di lei. Voleva piangere, urlargli qualche risposta piena di odio, ricordargli che avevano passato chissà quanto tempo presi in qualcosa che lei considerava veramente magica e che lui aveva iniziato. "Le cotte vanno e vengono, un giorno troverai qualcuno carino e t'innamorerai" lo sentì dire. Non si era aspettata che esprimesse il suo eterno amore dopo un solo bacio ma non si era aspettata neanche questo, che mettesse tutto completamente da parte come se niente fosse successo. Era così sicura che le cose stessero andando meglio fra loro in questi ultimi giorni, ed era stato questo a farle sperare che forse, solo forse... "Tu piaci ad un sacco di principi e sono sicuro che tuo padre ha già in mente qualcuno di carino per te" continuò lui. "Forse dovrei andare, ora" concluse lentamente. "Perchè ti comporti come se tu non avessi il diritto di provare qualcosa?" Chiese lei, alla fine, ottenendo uno sguardo confuso da parte della Chimera. "Per alcuni brevi istanti ti ho visto ridere o sorridere leggermente per qualcosa, poi all'improvviso torni serio e distante come se per te essere felice fosse una cosa terribile. In questi giorni, per la prima volta, ti ho visto felice e non cercare di nasconderlo" concluse, fissando il pavimento e desiderando di potervi scivolare dentro come sabbia insieme a tutto il suo dolore. Zelgadiss guardò Amelia che fissava il pavimento. Quella era una domanda inaspettata. La felicità gli era sempre sembrata un'illusione dall' 'incidente'. La felicità portava alla speranza e la speranza portava sempre alla delusione, specialmente quando aveva di fronte la prospettiva di una cura. "In caso tu non l'avessi notato, la vita non mi ha dato molte ragioni per andare sui monti a cantare canzoni di gioia" esclamò, tentando di sdrammatizzare la questione. "Dopo una buona dormita e dopo averci pensato su, capirai che ho ragione. Spero che possiamo rimanere amici" sorrise debolmente e si alzò per andarsene. "Non puoi lasciare che tutto finisca così. Non puoi e basta" gridò disperatamente una voce dentro di lei. "Zelgadiss" mormorò, i pezzi del suo cuore spezzato sembrarono in qualche modo raggrupparsi mentre lui si voltava verso di lei. "Tu hai sottovalutato due cose" dichiarò, mentre la sua voce si faceva più sicura. "Quello che provo per te, e te stesso. Se vuoi che continuiamo ad essere amici, d'accordo ma tu devi capire una cosa" esclamò, guardandolo negli occhi. "E sarebbe?" "Che mi piace baciarti" sorrise, camminò verso di lui e lo abbassò al livello del proprio viso tirandolo per il colletto. "E se si presenterà l'occasione, lo farò di nuovo" prese il viso di Zel fra le sue piccole mani e fece quello che aveva appena detto, dandogli un breve bacio sulle labbra e giocando con il suo labbro inferiore. "Amelia, sul serio, non puoi" iniziò Zel, leggermente frustrato. "Non reciterò la parte della sognante principessina innamorata che aspetta che tu capisca i tuoi sentimenti, Zelgadiss" "Quindi, inseguirai qualcuno che non vuole che tu lo faccia?" "Non esattamente" sorrise. "Allora cosa farai?" "Perchè dare la caccia a qualcosa che ho già? Sei tu quello che hai detto che sono bella quando mi arrabbio. Sei tu quello che mi ha baciata, ricordi? Tu provi qualcosa, non so se per me o altro, ma qualsiasi cosa sia, io non lascerò che tu vada via così e che ti comporti come se nulla fosse successo". Aveva pensato di vederla triste, forse urlare e perfino piangere un pò, ma questa era l'ultima cosa che si aspettava da lei. Era calma, gentile ma decisa e molto determinata quando invece, pensò Zel, le altre ragazze avrebbero spalancato gli occhi e probabilmente sarebbero diventate isteriche. "Non è decisamente come le altre ragazze" pensò. "Non ti perseguiterò nè ti starò appiccicata come la carta moschicida. Penso solo che sia il momento di smettere di dirti cosa provo per te e iniziare a dimostrartelo. Se ti piace qualcun altro, lo capirò ma, a parte tutto, io sono tua amica e voglio farti capire che anche tu hai il diritto di essere felice come qualsiasi altra persona" sorrise, baciandolo sulla punta del naso e poi lasciandolo andare. "Sembri piuttosto determinata" fu tutto quello che Zel riuscì a dire. "Non posso rinunciare a te ancora, non posso" sussurrò lei. "Capisco" lui annuì, stupefatto. "Buona notte" Quando se ne fu andato, Amelia andò verso il letto e si distese fissando lo spazio vuoto occupato dalla Chimera solo pochi minuti prima. Poteva ancora sentire il suo calore sulle lenzuola. Se le avvolse strette intorno al corpo, sperando che un pò di quel calore entrasse in lei e pregò che quella notte non fosse stata la prima e l'ultima volta in cui sarebbe stata fra le sue braccia. Dopo aver lasciato la camera di Amelia, Zelgadiss si diresse verso la sua stanza, ancora sbalordito, finchè non fu dentro, seduto sul letto. Lasciò andare il respiro che aveva trattenuto. Le sue emozioni lo avevano distrutto negli ultimi giorni, corrodendo anche le ultime vestigia del suo autocontrollo. Quindi non si stupì di scoprirsi leggermente compiaciuto per il voto di persisistenza fatto dalla Principessa, così come per il fatto che le piacesse baciarlo e per la promessa che lo avrebbe fatto di nuovo. |
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