| SLAYERS IN DREAMLAND | |||
| capitolo 09 (prima parte) AND THE WINNER IS... |
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Quando Amelia entrò nel camerino, trovò Zelgadiss che camminava avanti e indietro, muovendo le braccia in su e in giù. Faceva grandi passi, così che la stoffa dei suoi pantaloni si contraeva e allentava contro le sue gambe, creando un soffice fruscio. "Smettila di camminare o inizierai a sudare" esclamò lei, fermandosi di fronte a lui e attirando la sua attenzione. Lui si fermò e la fissò per qualche secondo, osservando il suo aspetto e come le stesse bene quel vestitino nero che indossava. "Piantala" urlò mentalmente a se stesso, girandosi per sedersi. "So che sei nervoso per la Cerimonia d'Incoronazione ma agitarsi non migliorerà le cose." "Suppongo tu abbia ragione" rispose e sorrise leggermente, fissando il pavimento. "E' solo che una volta che avremo scoperto cos'è accaduto le cose potranno tornare alla normalità, niente deve cambiare." "Zelgadiss, tutto è cambiato" sussurrò Amelia. Lui lo sapeva già, ma aveva ancora quella testarda speranza che non fosse vero. Non riusciva a dirlo, ad ammettere che la solitudine e il costante controllo dei sentimenti non erano più soddisfacenti, che dentro di lui era iniziata una ribellione. Guardò la principessa che sedeva accanto a lui, aspettando pazientemente in quel vestito, che le risaltava il fine colorito olivastro della pelle e si modellava sulle sue curve; la sensazione che lo aveva colto la sera prima iniziò a scorrere nuovamente in lui e, questa volta, la contrastò violentemente. "Amelia, io credo che tu dovresti-" "Andare? No, non ti lascerò qui seduto in preda allo stupore." "Non sono stupito, solo un pò nervoso, tutto qui, e mi piacerebbe stare da solo per qualche minuto" "No" ripetè lei. "Amelia!" "Sta succedendo qualcosa dentro di te, non so cosa sia ma tu non devi affrontarla da solo. Perchè sei così ansioso che me ne vada?" Lui non rispose, fissò semplicemente il soffitto tentando di raccogliere i sensi. "Voglio che te ne vai perchè mi sto trasformando in una specie di pervertito. Ecco cosa c'è che non va in me" pensò rabbiosamente. "Certe volte una sensazione può essere così forte, così intensa che ti sommerge come un'onda gigantesca e qualche volta reagiamo ad essa in modo sbagliato tanto siamo stati sommersi" gli sussurrò una voce dolce. "Ma solo perchè ti ha sommerso non vuol dire che quella sensazione sia sbagliata, può condurre a meravigliose possibilità. Affrontare una cosa nuova non è mai semplice, qualche volta i risultati sono buoni, altre volte no ma affrontarla è molto meglio che scappare da essa." Zelgadiss si girò e guardò meravigliato la principessa. Aveva riassunto il concetto principale delle sue emozioni in modo eloquente quando lui le aveva considerate indescrivibili. "Che tu ci creda o no, io capisco quanto incerto e spaventato ti possa rendere tutta questa situazione" sorrise, spostandosi una ciocca di capelli dal viso. "E so anche che una volta affrontate queste sensazioni, non sembreranno così avverse." Zel sentì la parte inferiore del palmo della sua mano sfiorargli leggermente le labbra mentre lei gli toccava il viso. La sensazione gli fece chiudere gli occhi e sospirare piano mentre il suo momentaneo impulso affondava nuovamente là nel profondo da cui era salito e veniva sostituito dalla gratitudine per la sua compassione e dalla tristezza per il fatto che lui sembrasse riceverne molta ultimamente. "Occhi tristi non appartengono ad un viso tanto affascinante" sussurrò Amelia mentre le lacrime iniziavano a scendere. "Ti prego non essere triste, ogni cosa si sistemerà, te lo prometto". Quello sguardo sul suo viso, quell'espressione di solitudine l'aveva addolorata così tanto che non aveva saputo fermare le lacrime. "Non è così io -, ti prego Amelia non piangere" esclamò Zel, asciugandole le lacrime. "Sono solo confuso riguardo alla situazione e questo mi prende molto" si strinse nelle spalle, chiarendo le cose. "Non devi preoccuparti per me". "Ma io mi preoccupo, non posso farci niente" sospirò come per scusarsi della sua prossima azione mentre lo baciava leggermente sulla guancia. "Questo è il motivo per cui volevo che tu te ne andassi, perchè non volevo che succedesse questo" spiegò mentre lei si ritraeva. "Capisco" rispose lei, piano. "Non avevo intuito che i miei baci ti dessero così fastidio" disse, ricordano la suo precedente ritirata e come lui avesse quasi tremato leggermente. "Non era questo che intendevo. E' solo che tu....tu e OH" Zel sospirò per la mancanza di parole. "I tuoi baci non mi danno fastidio" disse finalmente. "E' solo che con tutto quello che è...successo tra noi ultimamente, noi non siamo noi stessi e non voglio che le cose si complichino più di quanto non siano già" "Più di quanto io non le abbia già complicate" pensò Zel. "Tu puoi se ne hai ancora voglia" sussurrò Amelia e lui la guardò confuso. "Non mi aspetto niente, capisco che tu abbia bisogno di tempo per pensare ma se tu.." balbettò arrossendo. "QUESTO E' ESATTAMENTE CIO' CHE NON VOGLIO" esclamò Zel alzandosi in piedi. "Non ho bisogno della tua pietà, che ti senta dispiaciuta per lo scherzo della natura. Non ho bisogno della tua carità" "CARITA'" gridò Amelia "mi chiami così, mentre me ne sto seduta qui ad implorarti di baciarmi e tu cosa dici? Che è a questo che pensavi: carità!" disse, afferrandolo per un braccio e costringendolo con forza a sedersi sul divano. "Se è come dici allora sono io che mi sento come una che chiede la carità, E QUANTE VOLTE DEVO DIRTELO: TU NON SEI UNO SCHERZO DELLA NATURA! Perchè dovevo innamorarmi di qualcuno così testardo." "Perchè non capisci che io non sono ciò che vuoi?" "Perchè tu non capisci che tu sei tutto ciò che voglio" replicò lei, avvicinandosi ancora di più a lui, finchè non fu intrappolato fra lei e il bracciolo del divano. "Io non sono ciò che vuoi, Amelia. Non posso essere ciò che ti aspetti, un grande e valoroso campione di giustizia o un affascinante principe del regno vicino." "Cosa voglio è che tu sia felice, vederti sorridere e non spaventato di ciò che provi. Voglio solo che tu sia te stesso e nessun altro" gridò lei. "Tu dici di volere il meglio per me, che vuoi che io sia me stesso e che sia felice, ma c'è qualcos'altro che non dici. Cosa? Cos'altro vuoi da me?" Le chiese, fissandola direttamente. "Non vorresti sapere la risposta a questo" rispose lei con voce rotta. Lui sapeva che, in fondo, lei aveva solo buone intenzioni, aveva anche capito che lei, come lui, stava lottando con le proprie emozioni e che i suoi limiti si stavano rompendo proprio davanti ai suoi occhi. "Certo che lo voglio, o non te lo avrei chiesto." Amelia lo guardò e lui potè vedere i suoi occhi velarsi profondamente di quelle emozioni che non aveva mai visto in lei. Non era la rabbiosa, vivida passione di vivere che aveva visto la notte prima, questo era qualcosa che non aveva parole per descrivere, che lo colpiva con la sua intensità. Amelia gli si avvicinò e gli toccò il viso ancora una volta, stuzzicando le sue labbra con il pollice mentre si avvicinava ancora di più. Un secondo dopo le labbra di Amelia erano sulle sue, e lo baciavano appassionatamente, con fervore. Lui non potè far altro che sottomettersi a lei. Lei si ritrasse e fissò l'espressione allibita sul viso della Chimera. Erano ancora distanti pochi centimetri, il respiro irregolare di Zel era caldo e umido sul collo di Amelia mentre lei si avvicinava al suo orecchio. "Cosa voglio da te e che tu mi baci finchè non delirio, che tu mi stringa, che tu mi voglia e ti preoccupi per me quanto io mi preoccupo per te" iniziò con una voce bassa e impregnata di tutte quelle emozioni e frustrazioni represse che provava. "Deve dispiacerti ogni notte per quello che è successo ieri sera e non per le ragioni che pensi tu. Per tanto tempo ho immaginato come sarebbe stato baciarti, essere toccata da te e poi ieri sera....diciamo che la realtà è migliore di qualsiasi cosa io abbia mai immaginato. Da quando abbiamo scoperto del sogno sto combattendo il bisogno di saltarti addosso e di baciarti fino all'oblio. Tu non hai idea di cosa provo, non sai nemmeno lontanamente cosa desidero o quanto soffrirei solo per avere un tuo sguardo" finì con foga. "Io lo so cosa significa venire travolti da ondate di emozioni. Il giorno che ho capito cosa provavo per te ho iniziato ad annegare in quelle onde. L'ultima cosa che avrai da me è la carità" concluse alla fine, ritraendosi rabbiosamente e fissandolo. "Posso capire molto più di quanto immagini, come il motivo per cui combatti tutto ciò così tanto. Ma una parte di me vorrebbe picchiarti in testa nella speranza di farti entrare un pò di senso." Questa era una parte di lei che non mostrava di fronte agli altri e saperlo lo faceva sentire testimone di qualcosa di intimo e speciale. Invece di una principessa che si preoccupava della giustizia e della compassione per gli altri, lì c'era una donna che aveva a che fare con le proprie emozioni e con ciò che ne conseguiva dopo averle assecondate. Una donna la cui passione aveva un'aria primitiva e animalesca che una parte di lui trovava attraente quanto temibile. Sentiva che aveva sbagliato a considerarla una ragazzina e negli ultimi giorni aveva iniziato a vederla come la donna che era e ora vedeva che era anche una complessa. "Tu sei l'ultima persona che ha bisogno di carità quando vuoi che qualcuno ti baci" iniziò Zel. "Non volevo farti arrabbiare o portarti a questo punto. Mi dispiace di essere esploso in questo modo, tu hai dei sentimenti riguardo all'intera situazione così come li ho io e avrei dovuto capirlo. Mi dispiace Amelia. Puoi accettare le mie scuse?" "Accetto le tue scuse" sorrise lei. "Cerca solo di tenere un pò sotto controllo il malumore e le reazioni esagerate, d'accordo?" "Okay" Zel annuì. "Siamo a posto adesso, voglio dire non stiamo più combattendo?" Chiese, non completamente sicuro. L'unica cosa che Amelia sapeva per certo dopo tutto questo era che a lui non piaceva discutere con lei, anche se sembrava che finissero sempre per baciarsi. "Sì, ora è ok" Amelia sorrise debolmente. "Capiremo il resto una volta che tutto questo sarà finito e avremo ottenuto delle risposte." "C'è ancora qualcosa che ti turba, non è vero?" Chiese Zel. "Mi dispiace" mormorò. "Mi dispiace averti costretto a baciarmi" aggiunse velocemente. "Mi avevi chiesto di non farlo e io ho approfittato della situazione. "Mi dispiace davvero, è solo che ogni cosa mi è venuta fuori e io-io" "Non potevi pensare?" "Sì" sospirò lei. "Non eri tu quella che mi diceva di non scusarmi per le mie emozioni?" "Sì, ma questo è differente. Tu non mi hai costretta a baciarti e a me e piaciuto" rispose lei. "Chi dice che questo sia diverso da cosa è successo ieri sera" sussurrò Zel e lei lo fissò confusa. Amelia stava per chiedergli cosa intendesse quando qualcuno bussò alla porta. "Sig. Greywords, manca un'ora allo spettacolo. Desidera qualcosa, caffè o thè per esempio?" Chiese l'assistente di studio. "No, grazie" rispose la Chimera. "D'accordo" esclamò l'assistente di studio e se ne andò. "Devi ancora finire di vestirti, quindi ci vediamo allo spettacolo" la Principessa sorrise e si alzò per andarsene. Zelgadiss la seguì e le aprì la porta. La guardò mentre se ne andava e si chiese cosa fosse appena saltato fuori tra loro due. Si chiese anche dove Amelia stesse andando e se avrebbe avuto o no quel momento privato di stupore che lei gli aveva citato poco prima. Decise velocemente che aveva un sacco di tempo per finire di prepararsi e con questo mormorò un incantesimo di invisibilità e seguì silenziosamente la Principessa. Amelia camminò finchè non raggiunse le scale e si diresse verso la Stanza delle Conferenze. Una volta dentro, chiuse la porta, si stese sul tavolo delle conferenze, chiuse gli occhi e respirò profondamente. Inspira. "Forse avresti dovuto ascoltarlo quando ti ha chiesto di andartene, spingerlo avrebbe potuto far si che si allontanasse. Ma alla fine non l'ha fatto, questa è una buona cosa". Espira. Inspira. "Non posso credere che l'ho costretto a baciarmi." "Forse gli è piaciuto" mormorò una vocina dentro di lei. "Non mi piace essere costretta a fare qualcosa, perchè dovrebbe piacere a lui?" Espira. "Sembra uno di quei dipinti che mia madre mi faceva vedere quando ero piccolo" pensò Zel, guardandola in silenzio. Il tavolo di legno di ciliegio faceva sì che la sua pelle sembrasse brillare sotto le superfici ricche di colore, e creava anche un interessante contrasto con la sua forma minuta, con i capelli sparsi tutt'intorno alla sua testa. L'aveva seguita solo per assicurarsi che stesse bene, continuò a ripetersi mentre si sedeva pochi metri più in là e la guardava. Inspira. "Ma non sembra arrabbiato al riguardo. Questo è totalmente controproducente. Le uniche volte che mi avvicino a lui è nella foga del momento durante una discussione. Non voglio che le cose vadano così". Espira. Inspira. "Prima sogno di legarlo e adesso lo costringo a baciarmi. Oh no, forse...forse mi sto trasformando in una maniaca pervertita". Espira. Inspira. "Okay, non sono una maniaca pervertita. Cioè, potrei essere maniaca, nel senso buono della parola se..PIANTALA!!" Espira. Inspira. "Sto solo provando tante emozioni tutte insieme e non riesco a controllarle e non c'è nessuno con cui parlarne. Sebbene aver parlato con Lina questo pomeriggio mi è stato di grande aiuto". Espira. Inspira. "Controllo, forse era questo che intendeva dicendo che ieri sera non è stato diverso da cosa è appena successo. Ha capito che ho perso il controllo perchè anche lui sta passando la stessa cosa." Espira. Inspira. "Lui si preoccupa per me come un amico, ha detto così, ma potrebbe esserci realmente qualcosa di più o mi sto solo rendendo ridicola? Non avrebbe potuto baciarmi in quel modo o essere preoccupato di ferirmi se non provasse qualcosa. Era così caldo e tenero e....*sigh* Non credo di poter resistere se non posso avere un altro momento come quello." Espira. Inspira. "Mi sono scusata, lui ha accettato, le cose andranno meglio, saremo ancora amici e alla fine è questo che conta di più, la nostra amicizia." Espira. Dopo alcuni minuti Amelia aprì gli occhi e fissò il soffitto, sospirò poi volse la testa verso l'invisibile Chimera. "Probabilmente pensa che io sia una pervertita. Forse non proprio una pervertita ma insomma..." sorrise al pensiero. Zelgadiss vide il suo sorriso e i suoi occhi brillare leggermente, e si sentì sollevato alla vista di quel segno positivo. Amelia rimase distesa in silenzio per alcuni istanti finchè la porta si aprì. "Amelia?" "Oh, ciao Lina" la Principessa sorrise, alzandosi a sedere. Zelgadiss osservò l'espressione sul viso di Amelia cambiare, senza lasciare traccia delle emozioni che erano scaturite da lei poco prima e con le quali stava ancora avendo a che fare prima dell'entrata della maga. "Che succede?" Chiese la rossa, raggiungendo Amelia sul tavolo. "Oh niente, Zelgadiss è nel suo camerino a prepararsi, quindi non posso far altro che aspettare." "So cosa intendi, Bubbles e Daisy stanno aiutando Gourry a scegliere quale abito indossare. Io mi sono arresa dopo che non sapevano decidersi sui calzini e me ne sono andata" Lina si strinse nelle spalle. "Come sono andate le cose fra te e Zel oggi?" "Tutto ok" rispose Amelia. "Mi dispiace veramente averti presa in giro, sai, e dicevo sul serio ieri e oggi pomeriggio, se vuoi parlare" Zelgadiss sapeva che Lina aveva i suoi momenti di comprensione, ma era interessante vederli senza che lei cercasse di coprirli con la sua solita spensieratezza verso qualsiasi cosa. "Mi chiedo di cos'abbiano parlato" pensò, continuando ad ascoltare. "Lo so, c'è così tanto in gioco e io - certe volte sembrerebbe più semplice lasciar perdere e rimanere solo amici. Poi penso all'alternativa, senza provare quello che provo o rinnegare i miei sentimenti ed è impensabile Lina" sospirò. "Continuo a pensare a quello che mi hai detto, sul fatto che tutto si metterà nel migliore dei modi ed è questo ciò che spero succeda." "Le cose andranno bene. Ho visto il futuro e penso che ti piacerà come si metteranno le cose" esclamò Lina in tono melodrammatico. "Si presume che anche tu sia una medium, giusto? Quindi, naturalmente, l'avrai visto anche tu" "No, raccontami" sorrise Amelia, decidendo di stare al gioco. "Bè" disse Lina alzandosi in piedi. "Dopo che Zelgadiss avrà superato questa fase, voi due inizierete ad uscire insieme, lui ti porterà fiori e cioccolatini. Una volta tenterà di farti la serenata da sotto il balcone, purtroppo però sarà quello di tuo padre e non il tuo." Amelia si portò una mano alla bocca per cercare di frenare la risata. "Dopo un pò lo sposerai ed avrai una grandiosa luna di miele perchè quell'articolo uscito sul Babblers vi darà un paio di idee..." "LINA" Amelia arrossì. "Poi avrete dei bambini" continuò la rossa. "La prima sarà una bambina con la pelle blu, grandi occhi e lunghi capelli neri e ondulati. Io, naturalmente, sarò Zia Lina, la sua preferita che la vizierà, le farà mangiare caramelle e le racconterà di come suo padre fosse agitato e ansioso nei tuoi confronti mentre eri incinta perchè era così eccitato di essere padre, di come avesse anche lui le nausee mattutine e strane voglie e fosse preoccupato di mettere su peso nei posti sbagliati." Amelia non resistette più e scoppiò a ridere mentre Lina le mostrava come Zelgadiss sarebbe andato in giro buttando a l'aria in qua e in là. "Avrete altri figli e questi a loro volto avranno altri figli che vi considereranno nonni grandiosi. Ora, con un futuro come questo, come puoi essere preoccupata" esclamò Lina, scoppiando a ridere. Amelia si chinò in avanti e abbracciò l'amica. "Grazie Lina per avermi risollevato il morale, sei una vera amica" "Quando vuoi" sorrise Lina e poi le due continuarono a parlare di altre cose, come della città e della gente mentre il loro ospite invisibile scivolava fuori dalla stanza silenziosamente. Una volta che fu rientrato nel suo camerino, Zelgadiss si sedette e scosse la testa mentre rideva, pensando alla predizione di Lina. La sua piccola escursione gli aveva fatto capire anche una cosa. Una delle ragioni per le quali non aveva mai considerato la possibilità di una relazione con la Principessa era il fatto che, secondo lui, non avevano niente in comune, i loro background erano così diversi che lei non avrebbe mai potuto capirlo. Ora aveva capito che quando lei aveva detto di poter capire molto più di quanto lui immaginasse, aveva ragione e in qualche modo loro due erano molto simili. Sapere questo lo spaventò molto più di qualsiasi cosa che era successa fra loro perchè significava che qualcosa era veramente cambiata e che lui non poteva più negarlo. "Donne, questo è il momento che tutte stavate aspettando. Dopo giorni di competizioni tra i due partecipanti, questa è la sera in cui annunceremo i vincitori del Concorso per Mr. Briseral e del People Choice Award." Il pubblico esultò mentre Gourry e Zelgadiss facevano il loro ingresso sul palco accompagnati da Amelia e Lina. Bubbles e Daisy osservavano da dietro le quinte, con le code intrecciate mentre l'applauso si affievoliva e il presentatore continuava. "Prima di passare agli eventi principali della serata, abbiamo qualcosa di speciale per le Image Coordinator dei nostri partecipanti" Lina e Amelia si guardarono l'un l'altra sorprese. "I responsabili del concorso hanno ricevuto molte lettere e commenti riguardo a queste due giovani signorine. Quindi abbiamo deciso di premiarle con il People's Choice of Stlye Award creato appositamente per ringraziarle del lavoro fatto con il Sig. Gabriev e il Sig. Greywords. "Oh wow" dissero all'unisono mentre venivano consegnate loro due piccole statuine e dei fiori. "Che cosa carina" sorrise Amelia. "Yeah, grandiosa" concordò Lina mentre salutavano i pubblico. "E adesso ecco arrivato il momento che voi tutte aspettavate" esclamò il presentatore mentre gli applausi scemavano. "Il primo è il vincitore del People Choice Award". Il presentatore aprì la busta che la valletta gli aveva consegnato, poi guardò il pubblico sorpreso "Signore, questa è la prima volta che succede una cosa del genere, sono lieto di annunciarvi che il People Choice Award va ad entrambi i partecipanti: il Sig. Gabriev e il Sig. Greywords." "Abbiamo vinto entrambi" dissero all'unisono la Chimera e il mercenario. "Ma come?" "Perchè noi tutti pensiamo che siate entrambi grandiosi" urlò qualcuna fra il pubblico. "Quindi vi abbiamo scelti entrambi" gridò un'altra. "Wow, ragazzi avete fatto un'ottima impressione su di loro" mormorò Lina. "Questa è la prima volta che succede in tutta la storia del Festival di Briseral" sorrise il presentatore. "E quale momento migliore per capitare se non durante il centenario del Festival?" Altre vallette salirono sul palco e consegnarono ai ragazzi bouquet di rose bianche a stelo lungo e fasce satinate, baciandoli leggermente sulla guancia. "E ora, il vincitore del concorso per Mr. Briseral è..." il presentatore aprì un'altra busta "Zelgadiss Greywords" urlò. Zelgadiss fissò tutti quanti scioccato nel sentire le parole del presentatore. "Ho vinto" pensò "Io....ho vinto un.....un concorso di bellezza" balbettò mentalmente, incredulo. Le vallette tornarono sul palco e gli misero in testa una corona, uno scettro fra le mani tremanti e gli misero addosso un'altra fascia satinata. Zelgadiss si muoveva stordito, osservando la folla che lo applaudiva e Lina e Gourry che sventolavano delle bandierine di vittoria che sembravano apparse dal nulla. Amelia sorrise caldamente mentre una delle vallette prendeva a Zel i fiori così da permettergli di fare la sfilata di vittoria lungo il palco. La musica suonava per lui e dal soffitto cadevano petali di ciliegio che si spargevano nell'aria. "Signore, il nostro nuovo Mr. Briseral, Zelgadiss Greywords" disse con entusiasmo il presentatore mentre la Chimera tornava sul palco principale. "Domani sera lei e la sua Image Coordinator, La signorina Seillune, potrete cenare con il presidente del Festival di Briseral: Big Kahuna" La cerimonia si concluse velocemente con più applausi e fanfare di quando era iniziata, le quinte si trasformarono in un manicomio, la stampa era riuscita ad oltrepassare la sicurezza. Lina e Amelia ci stavano parlando mentre Zelgadiss e Gourry aspettavano nella sala dei Vip dov'erano stati portati tutti i fiori e i giocattolini regalati dalle fans. Bubbles e Daisy aspettavano con loro, fluttuando in giro per la stanza eccitati. "Tutti sono molto eccitati, congratulazioni Zel" sorrise il mercenario. Daisy si avvicinò a Zelgadiss e si congratulò con un abbraccio, facendolo arrossire. "Grazie Daisy" sorrise, rispondendo al piccolo e timido abbraccio del drago. "E grazie, Gourry. Congratulazioni anche a te. Non pensavo davvero di vincere." "Bè, tutto è finito come doveva" "Cosa vuoi dire?" "Bè, avevo pensato di darti il Laboratorio Magico se avessi vinto, ma visto che hai vinto tu il Laboratorio Magico è tuo. Quindi ogni cosa è andata a meraviglia" spiegò il mercenario. "Ma l'Arena per Gladiatori? Non l'avresti scelta?" "Naaa, non ho bisogno di un'intera arena per allenarmi, e poi ho pensato che un laboratorio magico ti avrebbe aiutato a trovare la tua cura" Gourry si strinse nelle spalle. "Grazie Gourry, lo apprezzo molto" disse Zelgadiss. "Altrimenti a cosa servono gli amici?" Sorrise Gourry, dandogli una pacca sulla schiena. "Non posso ancora credere di aver vinto" sussurrò Zelgadiss mentre il Sig. Divine entrava nella stanza. "Okay ragazzi e piccoli draghetti" a sentir questo Bubbles e Daisy emisero dei versetti. "La stampa è nell'edificio, ma Lina e Amelia ci stanno ancora parlando. Domani dovrete fare dichiarazioni e foto ma per adesso vi portiamo via da qui e di nuovo alla taverna. "Ma sarà sicuro lasciare le ragazze qui a vedersela con quella gente?" Chiese Gourry. "Va tutto bene, loro torneranno alla taverna poco dopo di voi" spiegò il produttore. "Okay" annuì il mercenario, accettando la spiegazione. "Oltretutto credo che Zel non sia ancora pronto per la stampa" mormorò il Sig. Divine, osservando la Chimera che fissava con aria assente il suo scettro, totalmente scioccato. Lina si sedette nella buia sala da pranzo della taverna che era stata preparata per loro e sospirò. "Accidenti, quelli della stampa sono spietati. Non ricordo di aver ricevuto così tante domande in tutta la mia vita." "Sono molto ansiosi, questo deve essere un grosso evento per loro, suppongo" esclamò la Principessa, bevendo un sorso di thè. "E' stato molto carino da parte dei ragazzi farci trovare qualcosa di caldo da bere al nostro ritorno" Amelia sorrise mentre appoggiava la tazza, ricordando come la tavola fosse stata graziosamente sistemata con una lanterna, una teiera di acqua calda, tazze e qualche biscotto quando erano tornate. "Tutto quel parlare con i giornalisti mi aveva effettivamente seccato la gola, mi chiedo cosa li abbia fatti pensare a questo" disse Lina, mangiando un biscotto. "Il Sig. Divine mi ha detto che ai ragazzi non piaceva l'idea di lasciarci con la stampa" rispose Amelia, pensierosa. "Zel non sembrava molto pronto per il pubblico, ancora. Non avevo mai visto niente sotto schock quanto lui" esclamò la rossa, bevendo un sorso di thè. "Dici che dovrei andare a parlargli, a vedere se è a posto?" Chiese la principessa a voce alta. "Credo di sì. Mi sorprende che i ragazzi non ci siano venuti in contro quando siamo tornate." "Forse sono entrambi sotto schock" ragionò la Principessa. "Allora, com'è andata con la stampa?" Chiese Gourry mentre scendeva le scale per raggiungerle. "Bene tutto sommato" Lina si strinse nelle spalle. "Hey, congratulazioni per aver vinto il People's Choice. Cosa stanno facendo Daisy e Bubbles?" "Grazie. Congratulazioni anche per i vostri premi, ragazze" sorrise il mercenario. "Grazie Gourry" sorrise Amelia. "Già. Oh, Bubbles e Daisy stanno dormendo nella mia stanza" "E Zelgadiss cosa sta facendo?" "Ho parlato con lui poco dopo lo spettacolo. E' ancora molto sorpreso di aver vinto, ma sta bene. Vi è piaciuto il thè?" "E' ottimo, grazie per avercelo lasciato" rispose Lina. "Se vuoi dare un'occhiata a Zel, è nella sua stanza Amelia" la informò Gourry. "Mi congratulerò con lui e poi andrò a letto" esclamò la Principessa, salendo le scale. Gourry si versò una tazza di thè e lo bevve lì con Lina per qualche istante. "Forse questo farà sentire Zel meglio con se stesso" mormorò alla fine Gourry. "Cos'hai detto Gourry?" "Stavo solo pensando che forse questo risolleverà il morale di Zel, il fatto di aver vinto e tutto quanto" spiegò Gourry. "Anch'io la penso così" annuì la rossa e si versò un'altra tazza. Zelgadiss era disteso sul letto e teneva la corona sollevata sopra di lui, ammirandone compiaciuto la forma. "Non posso credere di aver vinto" pensò per l'ennesima volta quella sera. Dopo che erano tornati alla taverna, Zelgadiss aeva passato diversi minuti di fronte allo speccho ad ammirare la sua corona e lo scettro, mettendosi in posa e poi scoppiando a ridere per la sua stupidaggine. La sua corona era bella e decorata e lui non poteva evitare di ammirarne la fattura. Lo aveva colpito il fatto che fosse elegante così come lo scettro che era appoggiato al suo fianco. Quando Amelia entrò nella stanza di Zelgadiss, trovò la Chimera disteso sul letto che studiava in silenzio la sua corona, quando ad un certo punto alzò lo sguardo. "Allora, come ci si sente ad essere il nuovo Mr. Briseral" Amelia sorrise, chiudendo la porta. "Piuttosto bene" sorrise il ragazzo. "Congratulazioni" "Anche a te. Dove sono i tuoi fiori?" "Li ho messi nella mia stanza prima di fermarmi qui" spiegò, sedendosi ai piedi del letto mentre Zelgadiss si alzava a sedere e appoggiava la corona sul cassettone vicino alla finestra. "Com'è andata con la stampa?" "Bene, ci sarà una parata domani, tu e Gourry siete gli ospiti d'onore. Dovrete dare un intervista in mattinata durante la conferenza stampa" si strinse nelle spalle. "Allora, come ci si sente ad aver vinto il People Choice for Style?" Sorrise Zel. "Molto bene" Amelia sorrise timidamente. "C'è qualcosa che vorrei farti vedere" disse la Chimera. Spense la luce sul comodino, afferrò Amelia per la vita e la tirò giù distesa sul letto accanto a lui. "Ze-Zelgadiss?" sussurrò lei, arrossendo mentre il cuore iniziava a batterle più forte. "Guarda" Zel indicò un raggio di luna che era entrato nella stanza e si rifletteva sulla sua corona, creando sul soffitto piccoli punti di luce che danzavano e brillavano. "E' adorabile" sussultò la Principessa, osservando l'arcobaleno di colori che la luce creava in ogni puntino. "Quando sono venuto qui, l'ho notato prima di accendere la luce" "Il tuo personale cielo serale" sospirò lei. "Non posso ancora credere di aver vinto" sussurrò Zel. "E' naturale che tu abbia vinto, sei bellissimo" mormorò Amelia. "Sia dentro che fuori, le giudici l'hanno visto e così anche tutte le altre persone. Questo è il motivo per cui sia tu che Gourry avete vinto il People's Choice, perchè hanno visto tutte quelle svariate, meravigliose cose che vi rendono entrambi speciali." "Non avrei mai avuto quella corona se non fosse stato per te. Sei stata tu ad assicurarti che avessi i vestiti giusti e che mi presentassi nei posti giusti. Ti sei davvero meritata quel premio stasera." "Credo che avresti vinto anche con addosso un sacco di patate" ridacchiò lei. "Posso averti aiutato a scegliere i vestiti ma sei stato tu a parlare con la gente e a partecipare a tutti gli eventi. Non fare il modesto, hai fatto un ottimo lavoro" concluse, continuando a guardare il brillio delle luci. Fu allora che Zelgadiss realizzò che il suo braccio era ancora intorno ad Amelia, ma decise di non muoverlo. Quella era una notte speciale e lui non avrebbe riportato a galla tutte le difficoltà e la confusione che stavano attraversando, rovinando così quel momento tranquillo che stavano condividendo da amici. Amelia era distesa tranquillamente accanto a Zelgadiss e fissava le luci che danzavano sul soffito, godendosi felicemente la sensazione del braccio di Zel intorno a lei. Allungò un braccio a sua volta e provò a metterlo intorno a lui. Aspettò un momento, dandogli la possibilità di allontanarsi e, quando non lo fece, lo strinse un pò di più. "Questo è meraviglioso, grazie per averlo diviso con me" esclamò. "Prego" rispose la Chimera arrossendo nel buio, mentre la Princpessa si stringeva un pò di più contro il suo petto. "Sei molto comodo" esclamò Amelia, sognante. "La mia pelle è di pietra...e la pietra non è comoda" senteziò lui, arrossendo ancora di più. "Questa è una bugia, sei come....un cuscino" "Un cuscino?" "Sì, all'iniziò sei freddo, poi ti riscaldi ed è come se ti modellassi perfettamente, proprio come un cuscino" esclamò sbadigliando mentre tentava di tenere gli occhi aperti. "Si sta facendo tardi" Zelgadiss sbadigliò a sua volta. "Penso che dovremmo fare una bella dormita tutti e due." "Faremo una colazione di vittoria domattina, d'accordo?!" Amelia sorrise, sedendosi e stirandosi. "Okay" annuì lui e si alzò per accompagnarla alla porta. "Dormi bene" Amelia sorrise e poi se ne andò. Zelgadiss chiuse la porta, si mise il pigiama e si distese sul letto sorridendo. Pochi minuti dopo scivolò nel sonno, pensando che quello era il giorno più bello di tutta la sua vita di Chimera e di come una certa principessa lo aveva aiutato ad ottenerlo. |
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