SLAYERS IN DREAMLAND
capitolo 14
STANCO E DI GUARDIA, MA PER LUI NON C'E' RIPOSO

Zelgadiss aveva fatto i calcoli sulla mappa e restrinto l'area indicata da Daisy ad un paio di miglia. Il gruppo aveva iniziato a scavare nella sezione negli ultimi tre giorni mentre i volontari di Briseral continuavano i loro lavoro nelle zone circostanti. Tutti avevano mantenuto un ritmo serrato durante le lunghe giornate e le notti, sperando in un qualche evento che ribaltasse la situazione.

"Non riesco a credere che siano già passati tre giorni da quando abbiamo iniziato" esclamò Gourry, fermandosi per riprendere fiato.

"Ho come la sensazione che non arriveremo da nessuna parte così" commentò Lina, sedendosi su un vaglio.

"Bè a qualcosa siamo arrivati. Stiamo trovando il Trialcon che Odayaka usa per aiutare Amelia"

"Certo, ma non nè stiamo trovando abbastanza. Sono soltanto piccoli pezzi e la zona calcolata da Zelgadiss è quasi del tutto svuotata"

"Le cose cambieranno" sentenziò Gourry "Ho un buon presentimento". Poi si alzò e riprese a scavare.

Dall'altra parte del campo, Zelgadiss e Bubbles lavoravano fianco a fianco su di una roccia particolarmente testarda.

"Non mi hai ancora spiegato perchè Amelia è entrata nel mio Piano Astrale" esclamò Zelgadiss, dando un altro colpo alla roccia.

"L'incantesimo che Nephillo usò su di te e su Amelia doveva servire a farla entrate nei tuoi sogni" iniziò Bubbles. "Ma in qualche modo ha invece creato un corridoio fra il tuo Piano Astrale e quello di Amelia. Noi lo abbbiamo usato per capire dov'eri"

"Come?"

"Amelia ha usato il corridoio per entrare nei tuoi sogni e divenire parte di essi. Il suo scopo era quello di vedere se c'era qualcosa che potesse aiutarci senza che Nephillo potesse scoprirlo". Zelgadiss smise di scavare e si voltò verso il mazoku.

"Allora il sogno che ho fatto non era un sogno?"

"Per te lo era, per lei no. Non le avrei chiesto di farlo ma era l'unico modo per..."

"Capisco" rispose Zelgadiss, allucinato.

"Che succede?"

"Stavo solo pensando al sogno" rispose e poi tornò a scavare.

Mentre scavava fra le rocce i suoi pensieri iniziarono a lavorare freneticamente. Quel sogno, era stata l'ultima volta in cui le aveva parlato, in cui l'aveva abbracciata. Ricordò il suo sorriso e il modo in cui aveva sussurrato "E' adorabile" quando le aveva mostrato le sue mani umane. Quei pensieri lo portarono a colpire più forte la roccia. Non solo lei era stata lì ma lui le aveva anche espresso ciò che provava per i baci che si erano scambiati.

"Quella potrebbe essere stata l'ultima volta che abbiamo avuto l'occasione di parlare come abbiamo fatto durante tutta la settimana" disse a sè stesso. Le parole di Amelia nel sogno erano servite a dargli la soluzione, a fargli trovare un motivo per combattere. "E' venuta ad aiutarmi e per questo Nephillo l'ha quasi uccisa. Il mio egoismo l'ha quasi uccisa"

Bubbles osservò Zelgadiss che scavava con cattiveria. Poteva vedere il miscuglio di rabbia e angoscia sul volto della Chimera mentre concentrava tutti i suoi sentimenti sulle rocce circostanti e iniziò a preoccuparsi.


Lavoravano per tutto il giorno, fermandosi solo per mangiare e per riposarsi un pò. Tutti tranne Zelgadiss. Lui lavorava dalla mattina alla sera e poi andava al Centro e passava la notte nella sala d'aspetto. Lo staff del Centro aveva un cuscino e una coperta pronti per lui, anche se dormiva a malapena.

Quando la sera si avvicinò, Zelgadiss smise di scavare, portò il piccone nella tenda degli attrezzi e si sciacquò il viso con l'acqua fresca contenuta in un secchio. Osservò i volontari che iniziavano ad andarsene, consegnando gli ultimi pezzi di Trialcon che avevano trovato.

"Farò meglio ad andare alla tenda a prendere il carico di oggi" pensò.

All'interno trovò Bubbles e Daisy davanti ad una bilancia, intenti a misurare le pile di piccole pietre rosa-beije.

"Quanto ne abbiamo fatto oggi?"

"Più o meno un chilo" sospirò Daisy.

"E' il massimo che abbiamo raggiunto fin'ora" esclamò Bubbles.

"Lo so, ma non è ancora abbastanza" rispose sua sorella.

"E' già tutto pronto e impacchettato?" Chiese Zelgadiss.

"Sicuro" rispose Daisy, infilando le ultime pietre in un sacco e passandogliele.

"Ci vediamo domattina" esclamò ed uscì.

"Non pensa ad altro che a scavare e al Centro Medico" disse Daisy, guardando l'entrata della tenda e sospirando.

Bubbles annuì, poi uscì dalla tenda e raggiunse Zelgadiss.

"Dobbiamo parlare prima che te ne vada"

"Sono d'accordo" rispose l'altro e riprese a camminare; Bubbles prese a camminare accanto a lui. "Il corridoio fra me e Amelia, forse posso attraversarlo, scoprire come sta mentalmente"

"Non credo che funzionerebbe"

"Perchè no?"

"Il Liquid Nightmare" rispose lui semplicemente. "Il corridoio potrebbe ancora essere lì, ma Amelia è stata infettata nel Piano Astrale, quindi anche il suo Spazio Astrale potrebbe essere infettato"

"Allora assicuratene" commentò bruscamente Zelgadiss e continuò a camminare un pò più velocemente.

"Dormirai al Centro anche stanotte?" Domandò Bubbles.

"Dove altro dovrei dormire?"

"Che ne dici del tuo letto, alla taverna, dove potresti farti una bella dormita come si deve?"

Zelgadiss guardò Bubbles e strinse gli occhi.

"Starò bene anche al Centro" commentò e poi iniziò a correre verso la città.

Durante gli ultimi tre giorni Aya aveva imparato ad organizzare il suo turno con quello della Chimera. Ogni sera, alla stessa ora, lui arrivava con un sacco di Trialcon per lei e occupava il suo solito posto su di una sedia fuori dalla stanza di Amelia.

Aveva provato a farlo tornare alla tavera o a condurlo in una delle stanze libere come aveva fatto prima, ma lui continuava a rifiutare e a dormire seduto.

"Abbiamo fatto più di ieri, quasi un chilo" la informò Zelgadiss.

"Fantastico" Aya sorrise, prendendo la borsa. Poi si avviarono come al solito verso la stanza della Principessa. Aya gli lanciò un'occhiata e vide tutti quei segni che indicavano il suo lavoro al sito.

"Hai bisogno di una doccia" sentenziò.

"Non è necessario"

Aya annusò l'aria e arricciò il naso in maniera esagerata.

"Oh si che lo è" esclamò, conducendolo lungo un altro corridoio, verso lo spogliatoio dello staff.

Zelgadiss si fece una doccia veloce ed indossò gli abiti che la ragazza gli aveva lasciato, senza ulteriori discussioni. Uscì dallo spogliatoio e trovò Aya ad attenderlo.

"Ecco, questo è un miglioramento" esclamò la ragazza. Lui si limitò a fissarla apatico. "Stavo solo scherzando prima, lo sai vero? Emanavi un odore, ma non così cattivo"

"Se lo dici tu" commentò lui e poi si diresse verso la stanza di Amelia. Fuori dalla sua porta, al posto della solita sedia, trovò un divano imbottito fornito di cuscino e coperte del Centro.

"Abbiamo riorganizzato l'arredamento di due piani, spero che ti piaccia il divano"

"Dovrà piacermi" rispose, spostando le coperte e sedendosi.

"Vuoi del caffè?"

"Sì"

"Ho dei giri da fare, ma ti manderò qualcuno a portartelo" poi se ne andò. Dopo alcuni passi si voltò e vide Zelgadiss che fissava la porta di Amelia, poi riprese a camminare.

Bubbles entrò nel Centro e quasi si scontrò con Aya che stava controllando i suoi turni notturni.

"Ciao Bubbles, che ci fai qui?"

"Sono venuto a parlare con te"

"Di Amelia?"

"Veramente no. Di Zelgadiss"

"Il mio ufficio è da questa parte, seguimi" rispose, prendendogli un braccio. Lo condusse per un pò, lungo il corridoio.

L'ufficio era ben arredato, con libri e tabelle sparsi ovunque.

"Scusa il disordine" rise e gli mostrò dove sedersi. "Allora, di cosa volevi parlarmi?"

"Zelgadiss ci sta un pò preoccupando"

"Preoccupa anche me. Soffre di insonnia a quanto vedo ed è hai primi stadi di un esaurimento"

"C'è qualcosa che puoi fare per lui? Gli abbiamo suggerito di tutto ma non ci ha dato ascolto. Durante il giorno non l'abbiamo nemmeno visto mangiare"

"In effetti ho già iniziato a fare qualcosa"

"Cosa?"

"Gli dò il caffè" Bubbles la guardò confuso.

"Questo non è il momento di scherzare, Aya"

"Infatti non scherzo. Gli preparo una miscela speciale, che funziona anche come integratore alimentare" spiegò "L'ho visto sin dal primo giorno che non mangiava abbastanza. Gli piace il caffè, così ho preparato qualcosa di particolare per la sua tazza notturna"

Bubbles guardò Aya e sorrise.

"Lei è una donna veramente furba Signorina Bressman"

"Troppo buono. Il fatto che è una chimera, significa anche che ha un diverso metabolismo. Gli integratori nel caffè possono evitargli la malnutrizione o la disidratazione, ma i suoi problemi non sono soltanto fisici"

"Lo so" disse Bubbles, tornando ad appoggiarsi alla sedia.

"Il suo comportamento è dovuto alla mancanza di sonno. Dargli una particolare miscela di caffè è un conto, dargli qualcosa per dormire un altro. Non mi sento sicura a dargli sonniferi, soprattutto considerando che non l'abbiamo mai esaminato"

"Comprendo. Almeno ho qualcosa da dire agli altri quando tornerò alla taverna"

"E non vi entusiasmate troppo. Il caffè può andar bene per ora, ma non è niente in confronto ad un pasto normale e, considerando tutta l'attività che fà durante il giorno..."

"Non mangia abbastanza" Aya annuì. "Vuole che trovi un modo per contattare Amelia tramite il Piano Astrale"

"E' possibile?"

"Prima del disastro, Amelia ha esplorato il suo Piano Astrale per aiutarci a capire dove si trovasse e lui vuole fare qualcosa di simile"

"E tu non sei sicuro che funzioni?"

"Il Liquid Nightmare potrebbe aver reso la cosa impossibile. Gliel'ho detto quando me l'ha chiesto poco fa e si è irritato con me"

"Penso che se riuscisse a contattare Amelia astralmente, il suo morale migliorerebbe molto"

"Allora credo proprio che farò meglio a pensare a come renderla un'opzione possibile" mormorò lui, alzandosi.

"E io farò meglio a controllare che Zelgadiss stia prendendo il suo caffè" sorrise lei.



Zelgadiss era seduto con le gambe distese davanti a sè, sul divano nuovo, sorseggiando il caffè che gli era stato dato. Aveva notato facilmente che si trattava della stessa miscela che aveva bevuto negli ultimi giorni; ricca, con un'aroma dolce. L'unico vizio che continuava a permettersi.

Era indeciso se chiedere a Odayaka di potersi trasferire nella stanza accanto a quella di Amelia, così da avere un posto in cui mettere la sua roba e risparmiare così un pò di tempo la mattina, invece di dover tornare sempre alla taverna per cambiarsi, ma alla fine mise da parte quel pensiero e bevve un altro sorso.

"Com'è il caffè?" Chiese Aya, sedendosi.

"Buono. Pensavo avessi il giro da fare"

"Infatti, mi stavo solo assicurando che non avessi bisogno di niente"

"Tutto ok. Dov'è Odayaka?"

"A casa presumo. Il suo turno non inizierà fino a domattina presto"

"Qualche cambiamento in Amelia?" Chiese, sorseggiando altro caffè.

Quella domanda arrivava sempre in un modo o nell'altro. Aya, così come gli altri, aveva notato che durante gli ultimi tre giorni la Chimera non aveva pensato altro che a scavare Trialcon e ai ragguagli medici.

"Alcuni" iniziò la ragazza "Le medicine hanno stabilizzato la sua temperatura. E' ancora superiore alla norma ma non è più febbricitante. Anche alcune delle contusioni stanno migliorando. Oltretutto il misuratore di Liquid Nightmare ci sta fornendo ottime indicazioni"

"Quindi, in pratica, non è cambiato niente"

"Grazie al misuratore sappiamo che il livello di Liquid Nightmare non è aumentato. E questo significa molto per noi"

"Stai forse dicendo che a me non importa cosa le succede là dentro?"

"No, Zelgadiss, so che t'importa. Deve starti molto a cuore altrimenti non saresti qui adesso"

"Se a lei non fosse importato adesso non sarebbe qui" mormorò lui sottovoce.

"Non ti ho sentito" esclamò Aya.

"Niente, lascia stare"

"Tornerò più tardi allora" disse lei, alzandosi per andare a lavoro.

Zelgadiss continuò a sorseggiare il suo caffè e a fissare la porta al centro del corridoio.


Lina era seduta nella sala da pranzo della taverna e stava mangiando la sua cena. Masticava lentamente mentre ripercorreva mentalmente gli eventi degli ultimi giorni. "Gli scavi sono diventati più redditizi" pensò. I gruppi di scavo lavoravano giorno e notte, facendo dei turni, e riuscivano ad estrarre un chilo di pietra al giorno. Stamattina era stata la loro miglior giornata e sperava che il turno di notte riuscisse ad estrarne ancora.

Poi c'era Amelia. La principessa era ancora priva di sensi, ancora in uno stato piuttosto grave ma al Centro non la consideravano più in condizioni critiche. Il Trialcon che avevano trovato fin'ora aveva aiutato ad ottenere leggeri miglioramenti, ma il Liquid Nightmare continuava a rimanerle attaccato e questo era un male.

Lina sospirò e continuò a mangiare, mentre Gourry si sedeva accanto a lei.

"Il gruppo notturno ha già iniziato. E' il turno di Daisy stanotte" la informò, mentre gli portavano il piatto.

"Dov'è Bubbles?"

"E' andato al Centro a parlare con Aya, mi pare"

"Oh"

Gourry alzò il viso dal piatto e notò l'espressione della rossa.

"Stai bene?"

"Certo. Ho finito, quindi vado a letto" rispose e lasciò la tavola. Gourry guardò il piatto della ragazza e vide che era ancora mezzo pieno, così si alzò e la seguì.

"Signor Gabriev, cosa devo fare con la cena?" Chiese una cameriera.

"Uh, la tenga in caldo" rispose lui dalle scale.

Quando raggiunse la stanza di Lina trovò la porta non completamente chiusa ed entrò lentamente. Lina era seduta sul letto, con le ginocchia strette al petto e fissava la parete di fronte a sè, persa nei suoi pensieri.

"Lina?"

"E' tre giorni che è in quel Centro......non stiamo andando da nessuna parte così" mormorò.

"Odayaka e Aya stanno lavorando duramente per aiutarla e anche noi" rispose lui, sedendole accanto.

"Lo so, ma ho come la sensazione che nonostante tutto, il lavoro che facciamo non sia abbastanza e che Nephillo se la stia ridendo da qualche parte"

"Nephillo è morta, Lina. Bubbles dice che se non lo fosse si sarebbe già fatta vedere"

"Lo so, ma c'è ancora la possibilità..."

"Niente ma, le cose cambieranno, per questo devi tenere il corale alto!"

"Forse volevi dire morale?"

"Quello che è! Ad ogni modo, devi rimanere concentrata e non devi lasciare che Nephillo o il suoi diabolici piani indeboliscano la tua decisione"

"Sembri proprio Amelia"

"Bè, lei ti starebbe accanto adesso. Che Nephillo sia morta o no, la lasci vincere se ti comporti così, nutrendo quell'enorme ego che tu sostieni che abbia" questo attirò l'attenzione di Lina.

"Nephillo voleva uccidere Amelia, giusto?" Lina annuì "E voleva far fuori anche noi, Amelia è ferita ma non morta e noi siamo sconvolti per questo. Nessuno è morto e nessuno si arrenderà, che era quello che lei voleva. Quindi dobbiamo continuare a lavorare perchè è ciò che Amelia vorrebbe che facessimo, non solo aiutarla ma dimostrare a Nephillo che non ha assolutamente vinto"

"Esatto, hai ragione!" Lina rise "Oddio, non so proprio che cosa mi era preso"

"Eri preoccupata, tutto qui. Ora vieni di sotto e finisci la tua cena" rispose e le prese la mano, portandola fuori dalla stanza.

Mentre veniva trascinata, la catenina che il mercenario le aveva regalato saltò fuori dalla sua maglietta. Lei la guardò e sorrise, mentre tornavano a sedersi al tavolo.

Daisy sedeva ad un tavolo all'interno della tenda, circondata da bottigliette piene di polveri dai colori diversi. Davanti a lei c'era un piccolo pezzo di Trialcon. Lo osservò attraverso gli occhi stretti poi lo cosparse di una polvere blu e attese. Niente. Daisy si rabbuiò davanti alla piccola e insolente pietra, poi borbottò qualcosa fra i denti.

"E' da tre giorni che lavoro con te" disse alla pietra "e non mi hai dato niente, assolutamente niente. Ti diverti a rendermi la vita difficile?" gridò.

"Daisy, con chi stai parlando?" Chiese Bubbles, entrando.

"Con quella stupida pietra, sembra tanto carina, vero?"

"Ha qualcosa a che fare con la chiaccherata che hai fatto con quel ragazzo che ha inventato il misuratore di Liquid Nightmare?"

"Sì. Hindin ha scoperto come misurare il miasma basandosi sul peso di Amelia. Solo quando il miasma è sotto forma di nebbia perchè non la appesantisce. Questo l'aveva scoperto anche Odayaka, ma Hindin ha trovato la densità del Liquid Nightmare attraverso alcuni test con dei campioni"

"E tu stavi provando a fare la stessa cosa con quella pietra a cui stavi strillando?"

"Hindin è arrivato al fattore densità comparando alcuni studi su altri elementi. Sto cercando di scoprire a quali altri elementi reagisce oltre che a far evaporare il Liquid Nightmare. Così sono andata nel mio laboratorio a prendere delle cose per lavorarci su, ma questa pietra non vuole collaborare!"

"Sono sicuro che troverai l'elemento che stai cercando" disse Bubbles, mentre la sorella ringhiava contro l'innocente pietruzza. "Allora, come sta andando il gruppo notturno?"

"Bene, ho chiesto loro di iniziare a scavare in un altro settore più interno del campo. Ti ho visto parlare con Zelgadiss prima, va tutto bene?"

"No, il nostro amico blu non mangia e non si riposa e, detto fra noi, sta diventando una vera spina nel fianco" rispose Bubbles. "Capisco che sia preoccupato, ma torturarsi non è un buon modo per dimostrarlo"

"Non si comporta così solo perchè è preoccupato. Lui si sente responsabile per ciò che è successo"

"Ma non ha fatto niente"

"Ed è questo il problema" esclamò Daisy "Non era là e quindi non ha potuto far niente per aiutarla"

"Si preoccupa, d'accordo. Si sente responsabile, okay. Ma non può andare avanti così"

"Per ora è l'unico modo che conosce per gestire la situazione. Dobbiamo solo stargli vicino" Daisy sorrise e tornò a dedicarsi alla pietra sul tavolo. Bubbles scosse la testa e sorrise quando la sorella lanciò un'occhiata sulfurea alla pietra.


Zelgadiss aprì gli occhi di scatto e istantaneamente si ricordò di essere nella sala d'aspetto del Centro Medico. Guardò un orologio lì vicino e vide che aveva sonnecchiato per almeno un'ora.

"Addormentarsi non è nel programma" si rimproverò. Stava per tirarsi su quando si accorse del peso che aveva sullo stomaco. Abbassò lo sguardo e notò un fagottino con i capelli mossi avvolto in una coperta e ranicchiato contro di lui. Dopo un'ispezione più attenta riconobbe l'identità della piccola figura.

"Joliet?" sussurrò, spostandole i capelli di lato e rivelando la sua faccina da cherubino. La bambina aprì gli occhi, sbadigliò e gli si ranicchiò ancora più vicina. Appogiò la testa sul suo petto e avvolse entrambi nella coperta.

"Joliet che stai facendo qui?"

La bambina guardò la Chimera e poi indicò la porta di Amelia.

"Per Amelia?" Chiese lui. Lei annuì, poi gesticolò con le mani. Indicò se stessa, poi lui ed infine agitò un pò la mano.

"Sei venuta a tenermi compagnia?" Lei annuì di nuovo, poi gli avvolse le piccole braccia intorno al collo e si avvicinò al suo orecchio.

"Sei triste?"

Lui la guardò, sorpreso che avesse parlato.

"Sì, sono triste Joliet" rispose lentamente.

"Anche io" mormorò lei "Vorrei giocare ancora con te e Amelia. Vorrei poter pranzare con voi come abbiamo fatto l'altra volta"

"Giocheremo di nuovo insieme molto presto. Amelia sarà contenta di sapere che hai deciso di parlare. Ad ogni modo, perchè hai cambiato idea?"

"Tu non hai cercato di farmi dire niente e ci siamo divertiti, molto. Ci eravamo appena trasferite qui e io ero spaventata all'inizio. Poi ho conosciuto Amelia, Bubbles e te e non mi faceva più paura stare qui. Così ho pensato che forse mi sarei divertita di più con le persone se avessi provato a parlarci, ma volevo parlare con te prima" sorrise.

"I tuoi genitori sanno che sei qui?"

"La mia mamma lavora qui" rispose, tornando a ranicchiarsi nella coperta "Ha promesso che aiuterà Amelia a guarire..."

"Sul serio?"

"Sì e sai cos'ho promesso io?"

"Cos'hai promesso, Joliet?"

"Di essere sicura che tu stessi bene" sbadigliò e abbracciò la Chimera.

"Non devi preoccuparti per me" sospirò, mentre la bambina scivolava di nuovo nel suo pacifico sonnellino "Non sono io quello importante"

In un'altra area del Centro, Aya ed Odayaka erano sommersi da fogli, note e libri. Aya si appoggiò allo schienale della propria sedia e inclinò la testa verso la massa di lavoro che c'era di fronte a lei.

"E' la notte più lunga che abbiamo passato su questa roba" sospirò.

"Lo so" disse Odayaka "Mi dispiace averti fatto fare così tardi. Pensi che siamo pronti per cominciare?" Aya annuì.

"O adesso o mai più. Lo attaccheremo da due fronti. Non mi piace che sia in bilico in questo modo. Si è stabilizzata ma è pur sempre seriamente ferita"

"Hai perfettamente ragione" annuì l'uomo "Dobbiamo iniziare per forza domani"


Come al solito Zelgadiss passò la notte dormendo a brevi e discontinui intervalli. La mattina scoprì che il piccolo fagottino se n'era andato, così si alzò per prepararsi alla giornata che gli si presentava davanti.

Camminò lungo i corridoi del Centro e raggiunse la stanza dove si cambiava di solito, riprendendo i suoi abiti macchiati. I suoi pensieri stavano ancora orbitando intorno alla visita di Joliet. Era rimasta con lui per buona parte della nottata a fargli compagnia. Il fatto che aveva parlato era stato ancora più inaspettato della sua visita. Ma più di qualsiasi cosa, nella sua mente era rimasta impressa l'espressione preoccupata che quella bambina aveva avuto parlando del futuro di Amelia. Ricordava anche quanto fosse importante aiutare Amelia a guarire.

Dopo aver preso i vestiti, corse verso la taverna, si cambiò e corse altrettanto veloce verso il sito degli scavi. Quando arrivò, il gruppo della notte aveva appena staccato. Zelgadiss prese il suo piccone e si diresse alla tenda principale per un ragguaglio.

Dentro ci trovò Daisy che stava bevendo il caffè e saltellava leggerment sul posto.

"Che stai facendo?" Chiese.

"Cerco di rimanere sveglia" fu la riposta.

"Quanto ha fatto il gruppo notturno?"

"Un chilo. E i pezzi sono anche un pò più grandi del solito"

"Bene"

"Vado a dormire qualche ora, tornerò nel pomeriggio. Gli altri dovrebbero essere qui fra poco"

"Darò un'occhiata io qui finchè non arrivano"

"Bene, allora ci vediamo oggi pomeriggio" esclamò Daisy prima di andarsene.

Zelgadiss si mise ad osservare la mappa della fortezza. Erano stati aggiunti nuovi segni ad indicare le zone in cui si stava scavando.

"Daisy ha iniziato nuove sezioni" pensò "Speriamo di tirarne fuori più Trialcon che dalle altre" si disse, pensando alla teoria dell'esplosione.

Uscì dalla tenda e notò che c'erano altri volontari insieme a Lina, Gourry e Bubbles.

"Visto che sono arrivati, potrei raggiungere la mia parte di macerie"


Fu durante il pomeriggio che Lina iniziò il suo turno di supervisore agli scavi. La ragazza sedeva all'ombra, studiando la mappa degli scavi e i rapporti del gruppo giornaliero e notturno, sperando che saltasse fuori qualcosa.

Alzò lo sguardo sulle rovine e notò che Zelgadiss stava scavando.

"Per quanto potrà tenere quel passo?"

Lina si accorse che Daisy stava prendendo posto accanto a lei. La mazoku osservò la Chimera muoversi verso un altro punto tra le macerie, il piccone aveva sostituito la spada e ora gli pendeva da un fianco.

"Non lo so" rispose Lina, scuotendo la testa. "Passa la notte nella sala d'aspetto del Centro e a malapena dorme"

"Non l'ho visto nemmeno mangiare, e tu?"

"No"

"Potrebbe collassare da un momento all'altro"

"Dovremmo costringerlo a calmarsi e mangiare, per la miseria guardalo!"

Lo osservarono mentre attaccava con un altro gruppo di rocce. I suoi occhi erano cerchiati di scuro e la pelle era diventata di un blu pallido.

"Dobbiamo parlare con Odayaka, forse lui potrebbe aiutarci" propose Daisy.

"Bè a dire il vero l'ho fatto ieri sera" le informò Bubbles, unendosi alle ragazze.

"E?" Chiese Lina.

"Ho parlato con Aya e lei si sta assicurando che prenda il necessario per il suo organismo"

"Ma dorme?" s'informò Daisy.

Bubbles scosse la testa. "Aya dice che soffre di una grave insonnia. Ogni tanto dorme, ma è un sonno leggero e non molto lungo. Aya non vuole dargli niente per dormire perchè non è stato ancora esaminato a dovere"

Rimasero in silenzio a riflettere, finchè non videro una fata raggiungere in volo il luogo in cui si trovava Zelgadiss.

"Sembra che abbia un messaggio da recapitargli" esclamò Daisy, alzandosi.

Zelgadiss stava per scavare quando si accorse della messaggera. Lasciò andare il piccone e prese il messaggio mentre Daisy e gli altri si avvicinavano.

"Che cos'è?" Chiese Lina.

"Non lo so ancora" rispose Zelgadiss, aprendo la nota.

Zelgadiss,
per favore venga al Centro non appena le è possibile

Odayaka

"Odayaka vuole che vada al Centro" disse.

"Ti ha detto il perchè?" Chiese Bubbles.

"No, ma potrebbe essere successo qualcosa ad Amelia"

"Odayaka l'avrebbe detto nella nota" lo rassicurò Lina.

"Devo andare" la Chimera iniziò a camminare e poi a correre verso la città.

"Odayaka l'avrebbe detto se c'era qualcosa che non andava, vero?" s'informò Daisy.

"Certo, lo avrebbe detto" ripetè Lina. "Bubbles, vai al Centro e vedi cos'è successo"

Bubbles annuì e seguì Zelgadiss.



Zelgadiss entrò come una furia attraverso le porte del Centro e corse come un pazzo non appena vide Aya.

"Cos'è successo, lei sta bene, cosa..."

"Calmati, non è cambiato niente nelle condizioni di Amelia" rispose Aya, guidando la Chimera agitata lontano dagli sguardi dei suoi colleghi. Qualche minuto più tardi Bubbles entrò nel Centro e trovò Zelgadiss e Aya seduti nella sala d'aspetto vicino alla stanza di Amelia.

"Non avevo intenzione di spaventarti" la sentì dire "Mi dispiace"

"Che sta succedendo?"

"Zelgadiss è venuto qui, pensava che fosse successo qualcosa" spiegò Aya.

"Al campo abbiamo ricevuto un messaggio di Odayaka che gli diceva di venire qui" disse Bubbles.

"Volevamo parlare con voi di alcuni cambiamenti nelle cure di Amelia. Vado a chiamare il dottore" esclamò Aya.

Bubbles guardò Zelgadiss e vide un uomo visibilmente scosso e più pallido di prima.

"Pensava veramente che fosse successo qualcosa" si disse Bubbles "Non sa più che pesci prendere"

"Va tutto bene adesso?" Chiese.

La chimera annuì. "Ho solo pensato al peggio" sospirò, passandosi una mano sulla fronte, asciugandosi il sudore.

"Scopriremo presto cosa c'è, quindi respira profondamente e calmati"

Zelgadiss guardò Bubbles con aria annoiata.

"Ti piace fare il saputello noioso eh?"

"Se devi per forza farti piacere qualcosa" si strinse lui nelle spalle.

Odayaka e Aya tornarono nella stanza e presero posto di fronte ai due.

"Che sta succedendo?" Chiese Zelgadiss, concentrando tutta la sua attenzione sui due medici.

"Volevo informarla che Amelia è stata messa in isolamento per via del Liquid Nightmare" rispose Odayaka.

"Isolamento?"

"Sapete già che il Liquid Nightmare si propraga fin da quando abbiamo portato qui Amelia per la prima volta. Ho ridotto il mio personale al minimo ma ci sono anche gli altri pazienti e..."

"Gli incidenti capitano anche nelle migliori condizioni" concluse Bubbles.

"In realtà abbiamo già avuto alcuni casi minori ed è per questo che ho reso ancor più rigide le regole. Inoltre, in questo momento Amelia è molto vulnerabile alle malattie"

"Questo significa che non possiamo ancora vederla?"

"Per il momento no, mi dispiace ma ogni piccolo cambiamento potrebbe interrompere il delicato equilibrio che siamo riusciti a raggiungere" spiegò Odayaka.

"E poi c'è la questione della sua energia vitale" aggiunse Aya.

"Che cosa le è successo?" Domandò Zelgadiss.

"E' molto debole" iniziò Aya "Eravamo preoccupati del fatto che le sue condizioni non fossero migliorate da quando l'avevamo portata qui, così abbiamo fatto ulteriori analisi, compresa una scansione astrale"

"Pensavo che la magia non avesse effetto su di lei" disse Bubbles.

"Difatti non funziona molto bene. Ma visto che qui non c'è così tanto Liquid Nightmare come al campo abbiamo avuto una finestra di qualche secondo prima che l'incantesimo s'interrompesse completamente. Abbiamo castato l'incantesimo più volte in modo da ottenere informazioni sufficenti da confermare la situazione."

"Dev'essere stato spossante per il mago che ha lanciato l'incantesimo"

"Mi ci è voluta gran parte della mattinata" sorrise Odayaka "ma ne è valsa la pena.

"Vogliamo raddoppiare i nostri sforzi nel trattamento di Amelia, ma abbiamo bisogno del tuo aiuto" disse Aya, guardando la Chimera.

"In che modo?" Chiese Zelgadiss confuso.

"Siamo io ed Aya ad occuparci principalmente di Amelia, insieme ad un'infermiera e ad un inserviente. Ci sono anche altre persone con le quali ci consultiamo ma non hanno mai avuto contatti con Amelia fin da quando è stata portata qui. Abbiamo passato gli ultimi quattro giorni a lavorare ad un programma radicale per Amelia e per la sua cura"

"Ed è qui che entra in gioco la vostra nuova strategia?" Chiese Bubbles.

"Sì" annuì Aya "Usando il Trialcon all'interno del suo corpo insieme ai pezzi che mettiamo all'esterno e introducendo qualcuno che si prenda cura di lei ad orari determinati. Quel qualcuno potrebbe essere Zelgadiss, se lui è d'accordo"

"Non sarebbe più adatta una delle infermiere?" Chiese la Chimera.

"Nessuna di loro è immune" spiegò Odayaka.

"Io lo sono?"

"Quand'è successo?"

"Abbiamo notato che non avevi tracce di Liquid Nightmare nè quando sei venuto qui la prima volta, nè dopo che sei rimasto con Amelia tutta la notte. Allora abbiamo capito che per via della tua pelle il miasma non si può attaccare nè entrare nel tuo corpo. Inoltre hai ottimi occhi e ottime orecchie, a volte migliori di alcuni nostri strumenti. Tu sei la persona perfetta per aiutarci a curarla"

"E poi la sua energia vitale ha bisogno di essere rinforzata" aggiunse Aya. "Quell'energia non deriva soltanto dalla vita, ma anche dai sentimenti e dalle esperienze che capitano nella vita di una persona. Voi due sembrate molto vicini, la tua presenza potrebbe aiutare in questa parte della cura"

"Come?"

"Parlandole, magari della vita che ha e degli amici che si stanno prendendo cura di lei. Si dice che le persone in coma siano in grado di sentire cosa succede intorno a loro ma non possano rispondere. Rinforzando tutte quelle cose che le riempiono la vita e integrano la sua energia vitale la guideranno sulla via della guarigione"

Zelgadiss osservò Odayaka e Aya ad occhi sgranati, dopo aver sentito quelle parole. Le abilità che gli derivavano da quel corpo che aveva così tante volte maledetto erano esattamente gli strumenti che servivano per aiutare Amelia.

"Che cosa devo fare?" mormorò.

"Cambiarle le fasciature e tenerla sotto controllo durante la notte. Abbiamo un piano di cure molto più dettagliato che ci stiamo preparando a compilare e del quale fai parte anche tu. La cosa più importante che devi fare è parlarle come se fosse sveglia. Aya ed io saremo a disposizione per le fasciature e per i check-up quando sarai da solo. Abbiamo deciso di spostarla più tardi, nella serata"

"E tu ci aiuterai anche a controllare i livelli di Liquid Nightmare nel suo organismo" aggiunse Aya.

"E cosa sarebbero queste medicine di cui avete parlato? Come farete a mettere il Trialcon dentro di lei?" Chiese Bubbles.

"Una parte del Trialcon è stato ridotto in polvere finissima e mescolato ad una soluzione liquida che verrà iniettata nel sangue di Amelia per via endovenosa. Sarà usata anche nelle pomate che useremo sui suoi tagli, le quali contengono altre medicine oltre al Trialcon" spiegò Odayaka. "Aya sta lavorando alla formula da due giorni, insieme alla roba più dettagliata di cui parlavamo prima. Pensiamo che così saremo in grado di ridurre definitivamente il miasma presente nel suo organismo e aumentare le naturali abilità di guarigione del suo corpo"

"E queste sono alcune delle cose in cui dovrei aiutarvi?" S'informò Zelgadiss.

"Sì" annuì Aya "La stanza in cui la sposteremo ne ha un'altra comunicante, nella quale potrai dormire e passare un pò di tempo vicino a lei fra un esame e l'altro"

"Le lasciamo un pò di tempo per pensarci su" disse Odayaka e poi lui e Aya si alzarono, diretti nel gabbiotto delle infermiere poco più giù, lungo il corridoio.

"Davvero pensano che io abbia bisogno di pensarci su?" Chiese Zelgadiss, senza rivolgersi a nessuno in particolare.

"Ti hanno appena chiesto di isolarti dal mondo per chissà quanto e di prenderti cura di qualcuno giorno e notte; quindi, sì, ti hanno dato del tempo per pensarci" esclamò Bubbles "Potrebbero volerci settimane prima che si riprenda"

"Non ha importanza. Qualsiasi cosa debba fare, io la farò. Tu e gli altri avete gli scavi e i turni dei volontari da organizzare. Se so di poter essere più utile qui, allora devo rimanere. A che servirà tutto quel Trialcon che abbiamo trovato se Amelia non sarà viva per usarlo?" Bubbles annuì comprensivo e sospirò.

"La tua mente è rimasta qui da quando hanno portato Amelia al Centro, immagino che anche il resto di te debba raggiungerla. Avrai bisogno di fare un salto alla taverna. Dirò agli altri del cambio di programma" Bubbles si trasformò nel cucciolo di drago e volò via.

Zelgadiss si guardò intorno, notando a malapena lo staff che si apprestava a fare i propri turni.

"Posso farlo per lei, è il minimo che possa fare considerando quello che è successo" pensò. Nei pochi giorni dopo il ritrovamento di Amelia, aveva sentito di non fare abbastanza nonostante tutto quel lavoro al campo e le notti che passava al Centro. Niente era abbastanza per guarirla. Ora sentiva che gli si presentava l'opportunità di dedicarsi completamente ad aiutarla, proprio come aveva promesso la prima notte.

"Hai la faccia di uno che ha già preso la sua decisione"

Zelgadiss alzò lo sguardo e trovò Aya seduta accanto a lui. Annuì.

"Ho bisogno di prendere alcune cose giù alla taverna. Tornerò qui entro un'ora"

"In verità vorrei che tu riposassi qualche ora e ti facessi una doccia prima di tornare. So che hai dei problemi a dormire. E so anche che non t'importa di riposare, ma un occhio riposato è un occhio vigile e questa non sarà un'impresa facile"

"Non ho mai pensato che lo sarebbe stata. Prendersi cura dei malati è una cosa difficile"

"Specialmente se si tratta di qualcuno che ti sta molto a cuore. E' fortunata ad avere qualcuno come te"

"No, io sono fortunato a conoscere qualcuno come lei. Se lei non avesse avuto qualcuno come me, non sarebbe qui adesso" mormorò, diretto alla taverna.

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