| SLAYERS IN DREAMLAND | |||
| capitolo 15 (prima parte) DEBOLI SUSSURRI E LACRIME DI GIOIA |
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Zelgadiss era disteso sul suo letto alla taverna e fissava il soffitto. "So che Aya vuole che mi riposi ma non credevo che sarebbe arrivata addirittura a prendere dei provvedimenti" pensò, ricordando la scena di quando era entrato nella taverna. Era arrivato ed aveva trovato Bubbles e Gourry ad aspettarlo. "Cosa ci fate qui?" Aveva chiesto. "Ci assicuriamo che tu segua gli ordini del dottore" avevano risposto. Lo avevano accompagnato alla sua stanza e gli avevano detto di andare a letto. "Quando Aya ti ha detto di riposarti un pò, diceva sul serio" aveva esclamato Bubbles. "Questo è per il tuo bene" Quindi se n'erano andati e avevano chiuso dentro la Chimera. "Mi hanno chiuso dentro. Non posso credere che mi abbiano davvero chiuso dentro" borbottò Zelgadiss. Anche se sapeva di poter far saltare la porta, sapeva anche che ad attenderlo al piano di sotto c'erano due mazoku, un mercenario e una maga alla quale piaceva arrostire la gente con le fireball per divertimento. Risistemò il cuscino e si girò su un lato, pensando. Non voleva stare lì. Se non avesse avuto bisogno di cambiarsi i vestiti non sarebbe nemmeno tornato. Non poteva spiegarlo agli altri. Non poteva spiegare che per lui in quella taverna, la Hideway Inn, con quel suo nome adesso ironico (Hide = nascosto. Way = strada), c'erano così tante cose nascoste che parlavano di lei; Era venuta ogni mattina nella sua stanza a parlargli. Avevano avuto così tante conversazioni lì dentro. Doveva guardare per forza la stanza di lei ogni volta che si recava nella sua. La stanza di Amelia, dove si nascondeva un numero maggiore di ricordi capaci di ossessionarlo. "Ma loro non ci arrivano" sospirò. La taverna gridava il suo nome in ogni modo, come poteva dormire? Lanciò un'occhiata alla metà vuota sul suo letto e lasciò riaffiorare un altro ricordo. Immagini della notte in cui aveva vinto la corona s'insinuarono nella sua mente. Si erano distesi lì e avevano guardato la luce della luna che giocava tra i cristalli della corona illuminando la parete. "Disse che anche quello era adorabile" mormorò. Forse c'era qualcosa nel modo in cui diceva la parola 'adorabile'. Per entrambe le volte in cui l'aveva detto, poteva ricordare il modo in cui le sue labbre si erano mosse e il delicato stupore che le riempiva la voce. Notò che succedeva la stessa cosa quando Amelia pronunciava la parola 'bello', e questo quasi lo fece piangere. Sembravano soltanto dei semplici momenti, ma per lui significavano molto di più. Potè solo chiudere gli occhi e lasciarsi invadere da quei ricordi dolce-amari fino a che non cadde in un sonno senza sogni.
Si stava già facendo buio quando, finalmente, Zelgadiss si svegliò. Si mosse lentamente dal letto, sentendo su di sè il miscuglio di sonno e stanchezza. Si alzò, si stirò e iniziò a raggruppare alcune cose per poi infilarle dentro ad una borsa. Controllò la porta e scoprì che era aperta. Afferrò la borsa e scese le scale, diretto al Centro. Quando arrivò, Lina, Aya e gli altri erano lì ad aspettarlo. "Abbiamo già spostato Amelia" disse Aya, avvicinadoglisi. "Era proprio necessario ordinargli di chiudermi in camera?" "Chiuderti in camera?" Chiese Aya, guardando gli altri, i quali sorrisero nervosi, muovendo leggermente le punte dei piedi. "Volevamo solo essere sicuri che seguisse gli ordini" esclamò Gourry. "Capisco" annuì Aya. "E voi cosa ci fate qui?" Domandò Zelgadiss. "Volevamo vederti prima che entrassi" rispose Daisy. "Proprio così" aggiunse Gourry. "Ti terremo aggiornato sulle cose al campo" lo rassicurò Lina. "Okay" annuì Zelgadiss. "Andiamo ragazzi, questo è l'addio più lacrimoso che riceveremo da lui" sorrise Bubbles. "Passerò domattina a vedere come state, okay?" Chiese Gourry. "Ti aspettiamo" Aya sorrise mentre il gruppo si allontanava. "Vieni, ti mostro dove starai" aggiunse poi verso la Chimera, iniziando a camminare. Si diressero lungo una sezione del Centro attraverso la quale non ricordava di essere passato durante la sua visita precedente, diretti ad una rampa di scale. Ad un paio di metri dalla scala vide Joliet su una sedia, che muoveva i piedi agitata. Si fermò quando vide Aya e Zelgadiss. "Zelgadiss" lo salutò correndogli incontro e saltando per abbracciarlo. "Mamma ha detto che potevo vederti prima che andassi a stare con Amelia, vero mamma?" Chiese la bambina, sorridendo ad Aya. "Mamma?" Zelgadiss guardò la ragazza. "Joliet è mia figlia" spiegò lei. Zelgadiss guardò le due e per la prima volta notò la somiglianza: gli stessi capelli neri e mossi e gli stessi grandi occhi grigi. "Dirò ad Amelia che ti ho vista" disse, sollevando la bimba. "Spero di vedere Amy presto" disse Joliet "E anche Bubbles. Voglio dargli queste" esclamò, tornando a terra e afferrando un mazzo di fiori a gambo lungo. "Li ho coltivati io" sorrise. "Sono molto belli. Sono sicuro che Bubbles sarà molto felice di ricevere dei fiori da te. E anche Amelia" "Ne ho presi anche alcuni blu" disse, indicando un altro mazzo appoggiato accanto all'altro. "Guarda sono del tuo stesso bellissimo blu" Zelgadiss si inginocchiò e accettò il regalo della bimba dagli occhi brillanti. "Joliet..." "Adesso non dovrai più essere triste" sussurrò. "Hai dei bei fiori e potrai vedere Amelia tutto il giorno, e presto si sveglierà" Joliet abbracciò la Chimera e gli dette un bacio sulla guancia. "Basta essere triste, ok?" "Ci proverò" annuì lui e Joliet sorrise. "Mamma posso andare a trovare le infermiere? Ho portato dei fiori anche a loro" "Certo tesoro. Vai al gabbiotto delle infermiere in fondo al corridoio. La signora Crane ti porterà in giro al posto mio" Joliet lasciò andare Zelgadiss e prese una borsa da dietro la sedia, poi si allontanò lungo il corridoio sotto lo sguardo di Aya e Zelgadiss. "Volevo ringraziarti" esclamò Aya, guardando Zelgadiss. "Per cosa?" "Per aver aiutato Joliet. Era sempre stata timida in pubblico ma quando siamo arrivate qui è...peggiorata. E' diventata nervosa e agitata e poi ha smesso addirittura di parlare. Quel pomeriggio che hai passato con lei alla scuola l'ha davvero aiutata. Adesso non riesco a farla smettere di chiaccherare" "Hai una figlia molto carina" "E adesso ho una bambina veramente molto vivace e non la vorrei in nessun altro modo" sorrise. "E ora vieni, abbiamo molto da fare" Zelgadiss seguì Aya per le scale, fino ad un nuovo piano del Centro. "Questo reparto è chiuso fino a che non sarà finito completamente, ad ogni modo non può caderci addosso. Ti faremo un esame completo e ti daremo tutti i dettagli di ciò che succederà prima di farti entrare, d'accordo?" Zelgadiss annuì mentre lei apriva la porta di quello che sembrava un ufficio improvvisato. "Puoi mettere la borsa dove vuoi" gli disse Aya, facendogli segno di sedersi. "Vedo che hai spostato altre cose" notò Zelgadiss, sedendosi. "Avevamo bisogno di più spazio per pianificare e cordinare questo nuovo progetto" rispose Aya. "Odayaka ti farà una visita medica più tardi, adesso io ti spiegherò il trattamento che abbiamo ideato" "Quando potrò vedere Amelia?" "Tra un pò, prima finiamo col ragguaglio e prima potrai vederla" Zelgadiss le dedicò tutta la sua attenzione, mentre lei spiegava i dettagli. "Le abbiamo già fatto l'endovena così potremo vedere di quanto scendono i livelli del miasma. Le cambiamo fasciature periodicamente, per via delle infezioni che ha sviluppato. Sono riuscita a creare un siero di Trialcon concentrato che le verrà iniettato nelle gambe e nelle braccia in punti diversi. Una delle cose più importanti che dovrai fare sarà quella di aiutarla ad esercitare le braccia e le gambe" "Vuoi dire muoverle per lei?" "Sì, per aiutare la circolazione. Così il Trialcon si muoverà meglio attraverso il corpo" "Ogni quanto lo devo fare?" "Quando le faccio le iniezioni. Diciamo, due volte al giorno" Aya andò avanti a spiegare le tabelle dei trattamenti e delle medicine. Zelgadiss ascoltò attentamente, meravigliato di quanto avessero lavorato sui cambiamenti e di quanto poco tempo avessero avuto per farlo. Quando Aya ebbe finito, raggiunse Odayaka e dopo l'esame ricevette un certificato di perfetta salute. "Ma hai bisogno di mangiare e di riposare di più, con un pò di fortuna riusciremo a sistemare queste cose mentre sei qui" disse il medico. "Sono molto determinati a farmi mangiare" pensò, mentre sistemava le sue cose. La sua stanza era larga e spaziosa con una grande letto soffice. L'unica finestra era un grande mezzaluna alla testata del letto, intarsiata con mattonelle decorative. La stanza aveva anche un bagno, con una vasca piuttosto grande. Zelgadiss mise a posto i suoi vestiti e poi si sedette sul letto, dove gli venne l'idea di cambiarsi e di farsi un bagno. L'acqua calda sulla pelle di pietra era veramente rilassante mentre se ne stava a mollo, osservando i vapori caldi che lo circondavano. Inspirò profondamente per poi espirare mentre scivolava ancora di più nella vasca. "I miei compiti saranno fatti a posta per me" pensò. "Sembra che tu ti sia sistemato" notò Odayaka, entrando nella stanza di Zelgadiss. Adesso la Chimera indossava un paio di pantaloni e una maglia larga ed era occupato ad asciugarsi gli ultimi residui d'acqua dai capelli. "Posso entrare nella stanza adesso?" Chiese Zelgadiss, appoggiando l'asciugamano sul letto. Odayaka annuì. Zelgadiss si alzò dal letto non appena il medico raggiunse la porta di comunicazione tra le due stanze e la aprì. Una volta dentro, Zelgadiss vide che la stanza era simile alla sua, salvo alcune eccezioni. Una era una strana scatola che era collegata alla principessa tramite una serie di tubi che andavano da lei alla macchina. "Cos'è quella cosa?" Chiese Zelgadiss. "E' il misuratore di Liquid Nightmare. E' in parte meccanico e in parte magico. La magia funziona perchè Hindin ha usato sottili pannelli di Trialcon per rivestire il congegno" Zelgadiss si voltò verso la principessa e notò che vicino al letto c'era anche una sacca di liquido rosa che tramite un piccolo tubo era collegata direttamente dentro il braccio di Amelia. "Quello è il liquido per endovena di cui parlavate?" "Sì, lo abbiamo iniziato subito dopo i controlli notturni" "Ci sono stati dei cambiamenti?" "Un leggero abbassamento" Odayaka sorrise "Ce l'ha solo da poche ore. Fino a domattina non possiamo sapere con esattezza di quanto caleranno i livelli. Ma questo è veramente un buon segno" "Dovrò fare qualcosa stanotte?" "No, le rimanga accanto se vuole, le parli ogni tanto, ma i suoi compiti veri e propri inizieranno solo domani mattina. Oltertutto penso che l'abbiamo bombardata con molte informazioni oggi e deve ancora assimilarle" rispose il dottore. Zelgadiss si avvicinò al letto e si sedette, fissando il viso addormentato della principessa. Odayaka capì che era il momento di andarsene, così scivolò fuori dalla stanza senza farsi notare. "Staro qui con te da qui in avanti. E aiuterò Aya ed Odayaka a guarirti" disse lentamente, accarezzandole i capelli mentre pensava. Vide il Liquid Nightmare alzarsi volteggiando dalla sua mano e venire in avanti verso di lui, cercando di trovare un passaggio per attaccarsi alla sua pelle. Osservò il miasma, lasciando che gli salisse dalla mano fino al viso. Era come se volesse annusarlo come un animale. Per qualche attimo il braccio di Amelia fu completamente libero e per la prima volta Zelgadiss fu in grado di vedere chiaramente le ferite che Amelia aveva riportato dalla battaglia contro Nephillo. Non avendo avuto fortuna sulla pelle di Zelgadiss, il Liquid Nightmare si ritrasse, tornando dalla principessa. L'intera esperienza lasciò la Chimera senza parole, facendogli capire completamente la sua immunità agli effetti del miasma. "E' per questo che serviva loro il mio aiuto, posso avere contatti prolungati con lei" pensò. Si alzò dal letto e sistemò gentilmente le coperte intorno ad Amelia, facendo attenzione agli strumenti che erano attaccati al suo braccio. Le sfiorò la fronte con una mano, osservando i suoi lineamenti, grato che la sua pelle non scottasse più. Si sedette su una poltrona nell'angolo opposto della stanza e si preparò per la notte. Lina era seduta sul suo letto al buio, comodamente ranicchiata sotto le coperte. La sua mente continuava a tornare alla discussione che aveva avuto con Gourry e ai recenti cambiamenti nella situazione di Amelia. "Gourry aveva ragione quando diceva che le cose sarebbero cambiate" sospirò, meravigliandosi di quante cose stavano venendo fuori dal mercenario ultimamente. Nello stesso momento Bubbles era nella sua stanza, ripetendo lo stesso rituale notturno di cui si stava occupando dal giorno in cui Amelia era stata trovata. Seduto sul pavimento, gli occhi chiusi e un debole alone di luce a circondarlo, scannerizzava il Piano Astrale. Aveva pensato di perlustrarlo in volo, come aveva fatto con Daisy. Ma l'area interessata era più grande e il metodo che stava usando sembrava più adatto a quel tipo di lavoro. Rimase seduto in quel modo per molto tempo cercando segni di Nephillo, temendo ciò che avrebbe potuto trovare. Dopo un pò aprì gli occhi e sospirò profondamente, avendo ottenuto gli stessi risultati che andava ottenendo da parecchi giorni. "Laggiù non c'è niente" sussurrò. Poi decise di andare a letto, prendendo il 'niente' con un buon segno.
Il mattino accolse Zelgadiss all'alba e così fece Aya, pronta per il primo check-up della mattina. Daisy era seduta nella sua stanza e continuava a lavorare con la sua dispettosa pietruzza di Trialcon mentre il mattino si avvicinava. I colori dei minerali e delle polveri che usava per fare i test erano diventati più sgargianti e stravaganti mentre continuava a lavorarci sopra alla taverna oppure al sito di scavi. "Qualcosa deve funzionare" borbottava fra sè "Devo esserci vicina" Aveva trasferito tutto quello che poteva dal suo laboratorio nella casa sua e di Bubbles, così da poter lavorare in prossimità degli scavi. Daisy si fermò per qualche istante e osservò quel laboratorio improvvisato quando qualcuno bussò alla porta. "Avanti" rispose e Gourry entrò nella stanza. "Ciao Daisy! Che fai con tutte quelle bottiglie?" "Sto facendo degli esperimenti con un pezzo di Trialcon trovato al sito" spiegò, pulendo la pietra. "Hai avuto fortuna?" "Ho paura di no" "Che cosa stai cercando?" "Sto cercando di trovare qualcosa che reagisca quando viene in contatto col Trialcon" "Come quando il Liquid Nightmare si dissolve a contatto con il Trialcon?" Daisy annuì. "Il problema è trovare qualcosa che funzioni" "Che pietre hai usato?" "Principalmente minerali: Maxinile, Cadaron..." "Io non me ne intendo molto di minerali, ma forse appartiene ad un gruppo, come ad una famiglia di rocce ad esempio" suggerì il mercenario. L'attenzione di Daisy fu immediatamente stimolata. "Una famiglia di rocce, uh?" "Sì, come i libri. Ci sono diversi tipi di libri, ma rimangono sempre libri quindi hanno qualità simili. Alcuni libri parlano di magia, altri di cibo, altri di altre cose ancora, giusto? Allora magari il Trialcon ha qualcosa in comune con qualche altra pietra" "E le differenze si scontreranno quando le due specie verranno in contatto" finì Daisy eccitata. "Suppongo di sì" Gourry sorrise. "Gourry grazie, mi hai appena aiutata a trovare un modo per restringere molto le mie ricerche" sorrise lei. "Uh sicuro. Hey, ero venuto qui a chiederti se ti andava di fare colazioni prima di andare al campo" "Credo di essere dell'umore adatto adesso" sorrise, mentre uscivano.
Il sole del primo pomeriggio filtrava attraverso le finestre della stanza di Amelia, mentre Zelgadiss si tirava su le maniche. Erano passate ore dal controllo mattutino e la Chimera aveva iniziato la sua lezione sulle particolari cure di Amelia. Arrotolò i pantaloni del pigiama di Amelia, così come le maniche della sua maglietta. Aya era venuta a somministrare la prima iniziezione di siero e aveva lasciato Zelgadiss ad aiutare la circolazione di Amelia. Mentre si preoccupava di assicurare i risvolti del pigiama, il Liquid Nightmare si avventò su di lui, annusandolo ancora una volta come un cane annusa un estraneo. Zelgadiss non gli prestò attenzione mentre apriva il barattolo di Crema di Trialcon e si sedeva sul letto. Prese in mano un pò di crema, iniziando poi a massaggiare la gamba della principessa, osservando come parti del miasma evaporassero o si ritirassero più in alto. Applicò la crema lungo la gamba, stando attento alle fasciature e osservando come altro miasma evaporava. Poi si alzò e le sollevò la gamba lentamente. Le fece piegare il ginocchio e lentamente la piegò verso di lei. Continuò a ripetere il movimento mentre muoveva le mani su e giù per la gamba, in modo che la crema le penetrasse sotto la pelle. "E' bello fuori" esclamò. "Sono arrivate informazioni dal campo. Dicono che il gruppo di notte ha estratto un chilo e mezzo di Trialcon. E' stato Gourry a portare qui la borsa. Lui e gli altri stanno lavorando sodo" concluse, cambiando gamba e prendendo un'altro pò di crema per poi ripetere gli stessi movimenti. "Aya dice che devo parlarti, ma è difficile trovare qualcosa da dire. Ho dimenticato di dirti che Aya è la mamma di Joliet. Quando ti sveglierai devi conoscerla" continuò, appoggiando di nuovo la gamba sul letto. Dopodichè prese a lavorare sulle braccia, evitando l'ago della flebo e i tubi del misuratore di Liquid Nightmare. Continuò a parlarle del tempo, del Centro e di qualsiasi altra cosa gli venisse in mente. Quando ebbe finito di massaggiarle gli arti, le rimise apposto il pigiama e si stirò le braccia e si mise a sedere, pensando. Mentre ruotava il collo, la porta si aprì, annunciando l'entrata di Odayaka. "Come stanno andando le cose?" s'informò il medico. "Ho appena finito di massaggiarle braccia e gambe. Le ho anche parlato un pò" "Ho incontrato Aya e mi ha detto del chilo e mezzo di Trialcon. E' stato senza dubbio un ottimo turno" Zelgadiss annuì. "Questo permetterà ad Aya di creare un altro pò di quelle medicine" "Penso che si trovi proprio al laboratorio lungo il corridoio a preparare il Trialcon" esclamò Odayaka, controllando il misuratore di Liquid Nightmare. "Sembra che i numeri si siano abbassati un altro pò da stamattina" "Allora il trattamento sta facendo il suo dovere" commentò Zelgadiss. "Niente potrebbe rendermi più felice" esclamò il dottore. "Tornerò più tardi per controllarla di nuovo e per controllare anche lei" sorrise ed uscì per finire il suo giro. Zelgadiss si alzò ed uscì dalla stanza, per rimanere in piedi nel corridoio. Sentì dei rumori non lontano da lì e li seguì, fino a raggiungere una porta semiaperta. All'internò trovo Aya, alle prese con un pestello che lavorava faticosamente. "Aya, che stai facendo?" "Polverizzando il Trialcon, a te cosa sembra?" Rispose, fermandosi per asciugarsi la fronte. "Un modo come un altro per sprecare tempo a fare una cosa che puoi fare con la magia" "Sarebbe bello se ne conoscessi qualcuna" "Tu non sei una maga?" Chiese Zelgadiss, sorpreso. "No. Conosco la magia ma non casto incantesimi e non perderei tempo qui se il mio assistente non fosse fuori oggi" sospirò. Zelgadiss si avvicinò al tavolo e studiò il suo lavoro. "Che ne dici se ti mostro un incantesimo per polverizzare al posto tuo?" "Dico che sarebbe meraviglioso" sorrise Aya. Zelgadiss prese un gruppo di pietre, pronunciò una breve invocazione e poi con un lampo le pietre divennero polvere che ricadde in un mucchietto sul tavolo. "E' abbastanza fine?" Chiese il ragazzo. Aya infilò due dita nel mucchietto e si passò la polvere fra le dita. Annuì. "D'accordo, prendi un mucchietto di pietre, ripeti l'incantesimo che ho recitato e concentrati" Aya afferrò un pò di pietre e Zelgadiss fece lo stesso, iniziando di nuovo l'incantesimo con Aya che lo seguiva parola per parola. Il risultato furono due lampi di luce e due conseguenti mucchietti di polvere di Trialcon. Aya guardò il suo mucchietto e sorrise. "Non posso credere di averlo fatto. Come ci sono riuscita?" "Bene, hai un ottimo controllo" esclamò Zelgadiss, testando la consistenza della polvere di fronte a lei. "Questo ridurrà i tempi di preparazione in modo considerevole" "Crei le medicine con un solo assistente per le creme e i liquidi?" Chiese Zelgadiss, leggermente sorpreso. "La maggior parte. Anche Odayaka se ne occupa, probabilmente usando l'incantesimo che mi hai appena insegnato" "Se ne portassero ancora di più, polverizzarlo a mano sarebbe impossibile" "Per adesso voglio solo preparare questo che abbiamo, al resto penserò dopo" "Ti aiuto a finire" si offrì Zelgadiss. Afferrarono altre pietre, polverizzandole magicamente mentre il pomeriggio andava avanti. Dall'altra parte della città Daisy lavorava diligentemente, spulciando ogni libro della Biblioteca della Gilda dei Maghi. "Avrei dovuto portarmi dietro Gourry" pensò "Ha passato molto più tempo di noi qui dentro" Guardò i libri, mettendo da parte quelli che potevano servirle fino a che non trovò quello che le serviva e cominciò a leggere. Dopo qualche minuto cominciò a sorridere. "Sembra proprio che abbia trovato la tua famiglia, pietra testarda che non sei altro" rise, chiudendo il libro con un tonfo. Afferrò gli altri libri che aveva trovato sull'argomento e corse fuori dalla biblioteca in cerca del suo nuovo amico Hidin per prendere ciò che le serviva. Nel frattempo Lina e Bubbles stavano pranzando nella tenda del cibo al sito di scavi mentre Gourry stava nella tenda principale a dare un'occhio a tutta l'operazione. "Sei sicura a lasciare Gourry a guardia dello scavo oggi pomeriggio?" Chiese Bubbles tra un morso e l'altro. "Positivo. Alla gente piace e lui sa come stanno le cose, esattamente come ognuno di noi" rispose Lina. "E poi è il suo turno" "Vero" annuì Bubbles. "I volontari stanno lavorando ancora più di prima. Le cose sono diventate un pò più esigenti da quando abbiamo cominciato" "Bè ci sono arrivate due notizie buone, prima il chilo e mezzo del turno di notte e poi la notizia che Amelia sta migliorando. Tutti stanno constatando che il loro lavoro sta dando i suoi frutti. Quindi penso che sia una buona cosa che le cose si siano fatte più esigenti" "Mi chiedo come se la stia cavando Zelgadiss" mormorò improvvisamente Bubbles. Anche io. Zelgadiss era seduto sul pavimento accanto al letto della principessa e le accarezzava lentamente i capelli. "Joliet era veramente contenta quando l'ho vista prima di venire qui. Aveva anche dei fiori da dare a me e ad altre persone che lavorano qui. Dovresti vedere questo posto. Aiutano un sacco di gente. Ti ho detto della gente della citta che si è offerta volontaria per scavare fra le macerie della fortezza. Sono quasi trenta volontari, più altre persone che hanno offerto cibo e attrezzature. Dovresti vederlo, davvero. Ne saresti felice" sussurrò, sorridendo. Guardò il tardo sole del pomeriggio attraverso la finestra. Da quando si era occupato delle sue braccia e delle sue gambe aveva passato il pomeriggio a parlarle piano. All'inizio si era sentito un pò strano, visto che non si era mai considerato un gran conversatore. Ma con l'andare del tempo gli era sembrato un pochino più semplice. Zelgadiss si alzò e si recò nella sua stanza per prendere la sua chitarra che Bubbles aveva portato al Centro per lui. Poi tornò nella stanza di Amelia e si sedette di nuovo, iniziando a suonare. Il ritmo era melodico e leggero. Zelgadiss sfiorava gentilmente le corde, suonando qualsiasi nota gli sembrasse più adatta in quel momento. Mentre continua a suonare, ripensava alla giornata che aveva passato. Prendersi cura di Amelia era impegnativo, sopratutto ora che sapeva tutto il lavoro che comportava. "Avrei dovuto rimanere qui ad aiutarli molto prima" pensò, cambiando tonalità. "Non ti ho mai chiesto che musica ti piace" esclamò improvvisamente, smettendo di suonare a caso. "Ci conosciamo da tanti anni e non ti ho mai chiesto che musica ti piace, nè che genere di libri......o nient'altro. Immagino che non si pensi a cose simili quando si è troppo presi da sè stessi" sospirò, riprendendo a suonare.
Daisy era seduta col suo pezzo di Trialcon nella tenda che aveva preparato accanto a quella principale. Intorno a lei c'era una schiera di barattoli e bottiglie. Era molto impegnata a prelevare campioni dai barattoli e polverizzarli finemente. Usava un pestello e un mortaio al posto della magia, non volendo corrompere i campioni.
Il giorno dopo fu lo stesso per Zelgadiss. Mangiò molto poco, ma dormì un pò più a lungo rispetto al giorno precedente. Aiutò Aya a cambiare le fasciature e a controllare il livelli di Liquid Nightmare. "Sono scesi ancora" sorrise, iniziando a cambiare la flebo ad Amelia. "Questo significa che si sveglierà presto?" "Speriamo di sì. Nel frattempo sarà in grado di ricevere maggiori cure fisiche e la sua energia vitale si rinforzerà, quindi le cose potrebbero cambiare presto. Dobbiamo solo avere pazienza. Le stai parlando?" "Sì e Bubbles ha portato la chitarra che ho usato nella gara di talento così ho anche suonato un pò" arrossì lui. "Che musica le piace?" "Non lo so.....non ne abbiamo mai parlato" sospirò "Penso che le sia piaciuto quello che ho suonato alla gara di talento così le ho suonato qualcosa che avesse lo stesso tono caldo" spiegò. "Sono sicura che ad Amelia piacerebbe qualsiasi cosa suonassi per lei" "Il problema è che a volte non so di cosa parlarle. Le ho già parlato di te e di Joliet e di cosa sta succedendo là fuori" "Parlare del tempo che avete passato insieme. Hai viaggiato tanto insieme a lei e Lina, sicuramente avrete avuto dei momenti interessanti" suggerì Aya. "Sì, abbiamo avuto delle esperienze" "Allora parlale di questo, delle cose buffe e delle avventure" "Ci proverò" "Bene" sorrise e concluse le cure della mattina. "Tornerò più tardi per l'iniezione" A quel punto Zelgadiss si voltò verso la principessa, cercando di pensare a qualcosa del passato di cui poteva parlare. "Immagino che essendo una principessa avrai un sacco di vestiti diversi per ogni occasione come quello che avevi a Zoana" mormorò, ricordando l'abito rosa che indossava. "Probabilmente questo ti mancherà, visto che viaggi così tanto con noi" Andò avanti a chiaccherare di qualsiasi cosa gli passasse per la testa e si riferisse al loro passato o che lui trovava potesse interessarle. E alla fine della mattinata si era addormentato accanto al letto.
Daisy aveva lavorato tutta la notte fino al mattino nella tenda al sito di scavi, polverizzando minerali e facendo test. Si sarebbe fermata ore prima se non fosse stata tanto sicura che quella era la volta buona. |
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