SLAYERS IN DREAMLAND
capitolo 16
L'ALBA DI UN NUOVO GIORNO

Aya era seduta nel suo solito ufficio e leggeva alcuni appunti e cartelle degli altri pazienti di cui si occupava, quando qualcuno entrò nella stanza. Alzò lo sguardo e trovò Lina nel vano della porta, che sorrideva.

"Hey Aya, al campo abbiamo finito per oggi" esclamò la Rossa.

"Quanto siete riusciti a tirarne fuori?" Chiese Aya.

"Vieni fuori e guarda"

Aya seguì la maga fuori dal Centro e poi fin sul retro dell'edificio. Quando giunse a destinazione i suoi occhi si spalancarono per la sopresa.

"Oh mio dio" sussurrò lentamente.

Davanti a lei c'erano due carrelli stracolmi di vari pezzi di Trialcon di varie forme e misure, impilate in alte piramidi.

"Non abbiamo potuto pesarlo per ovvie ragioni"

"E' grandioso" esultà Aya "Ora potremo concentrarci completamente sulle cure di Amelia e voi potrete prendervi un pò di riposo"

"Ma adesso tocca a te il lavoro più duro" intervenì Bubbles.

"Cioè?"

"Dirlo a Zelgadiss" rise.

Zelgadiss era disteso sul letto, l'oscurità serale cominciava a filtrare attraverso la sua finestra a mezzaluna. Accanto a lui sul comodino c'era del cibo appena toccato e una tazza da caffè vuota.

Voltò la testa, osservando la porta di collegamento fra la sua stanza e quella di Amelia e sospirò.

"Mi chiedo cosa sta succedendo al campo" pensò. Era come se il tempo stesse strisciando a passo di lumaca. La mattina, quando avrebbero ricevuto notizie sul nuovo metodo di cercare Trialcon, sembrava non arrivare mai. Quel pensiero continuò a girargli per la testa fino a che sentì un bussare leggero e la porta si aprì lentamente, rivelando la presenza di Aya.

"Stai facendo un sonnellino?" Chiese.

"Una specie, che succede?"

"Lina e gli altri sono passati di qui" sorrise. Zelgadiss si alzò istantaneamente.

"E?"

"Abbiamo due carrelli stracolmi di Trialcon" gridò "Più che abbastanza per curare Amelia"

"E'....meraviglioso" sussurrò lui.

"Cosa c'è che non va? Tutto sta andando a meraviglia. Amelia sta migliorando e noi non abbiamo più il problema di rimanere senza Trialcon!"

"Lo so, ma è anche il momento perfetto perchè le cose precipitino" disse lui, solennemente.

"Oh" Aya divenne seria. "Bè potresti avere ragione oppure di nuovo torto, ma per adesso le cose sono cambiate meritatamente in meglio e io ho tutta l'intenzione di farle rimanere così"

"E anch'io" annuì Zelgadiss. "E credimi lo voglio veramente è solo che sono.."

"Spaventato? Cauto?"

"Più preoccupato e cauto che mai"

"Sono d'accordo, ma adesso abbiamo i nostri compiti" esclamò lei, sedendosi.

"Le medicine?" Chiese lui. Aya annuì.

"Posso triplicare i dosaggi di Trialcon nella flebo e raddoppiare le iniezioni di siero come avevi detto tu. Ma non riuscirò a preparare tutto in tempo per domattina senza il tuo aiuto"

"Cosa vuoi che faccia?"

"Polverizza il Trialcon"

"D'accordo" sorrise lui.

"Due barili pieni da cima a fondo mi servono in laboratorio per calcolare di quanto ne ho bisogno. Il resto vedremo di sistemarlo da qualche parte finchè non ci serve. Ma immagino che la Gilda dei Maghi sia interessata a polverizzarne un pò e a tenerla sottomano"

"Bè la Gilda dovrà aspettare un pò" borbottò Zelgadiss "Il motivo per cui ne abbiamo bisogno qui è molto più importante"

"Su questo non ci piove" esclamò Aya.

Zelgadiss si infilò scarpe e la giacca. Lanciò una breve occhiata nella stanza di Amelia e poi tornò a guardare Aya.

"Allora prepariamo questo Trialcon. Voglio vedere con i miei occhi quanto ne hanno portato" annunciò uscendo dalla stanza, con Aya che lo precedeva.

Quando giunsero finalmente fuori, Zelgadiss vide i carrelli e potè solo mettersi a fissarli.

"Perchè è tutto verde smeraldo?" Chiese.

"Non l'ho chiesto" rise Aya. "Andiamo" disse poi, iniziando a lavorare.

Quando finalmente Zelgadiss tornò nella stanza di Amelia era molto tardi e lui era esausto. Invece di due barili di polvere ne avevano fatti quattro e li avevano fatti levitare fino al laboratorio di Aya. Aya se n'era andata a passare il resto della notte con Joliet dopo aver preparato la soluzione per la flebo della mattina.

La chimera si tolse la giacca e si sedette sulla poltrona accanto a letto. Mentre studiava il viso della principessa scivolò lentamente nel sonno.

Il mattino sembrò essere arrivato presto quando Zelgadiss fu svegliato da deboli segnali di movimento nella stanza. Aprì gli occhi per un attimo e vide che Odayaka stava controllando Amelia e aggiornando la cartella. Richiuse gli occhi stanchi fino a che qualcuno, più tardi, non gli battè gentilmente su una spalla.


"Zelgadiss svegliati" sussurrò Aya, scuotendolo un altro pò. La Chimera si mosse e cambiò posizione ma continuò a dormire profondamente.

Aya odiava l'idea di doverlo svegliare, specialmente quando dormiva così profondamente. Lo scosse di nuovo e poi si fermò.

"Lo lascerò dormire un altro pò" pensò. Poi andò nell'altra stanza e tornò con una coperta in più in cui lo avvolse.

"Ci sono cose che posso anche fare da sola" esclamò.

Cambiò la flebo di Amelia e colse l'occasione per cambiarle anche le federe e le lenzuola. Mentre lo faceva, Aya notò un pò del miasma concentrato intorno alle ferite e ai tagli.

"Devo vedere se c'è qualcos'altro che possiamo fare per quelle ferite" sussurrò, adocchiandone una particolarmente infettata. Quand'ebbe finito decise che il suo prossimo compito era quello di andare a far visita a Bubbles e agli altri.

Lina era avvolta nel caldo bozzolo delle sue coperte, mezza addormentata. Sospirò.

"E' una bella sensazione avere la possibilità di dormire un pò"

Tutti quanti si erano guadagnati un pò di tempo extra nel letto, in verità tutto il villaggio se l'era meritato con tutto l'aiuto che gli abitanti avevano dato loro nelle ultime due settimane. La maga sospirò di nuovo e affondò ancora più profondamente nelle coperte, abbracciando il cuscino.

"Questo è il paradiso" mormorò.

La porta della sua stanza si aprì e la testa di Gourry fece capolino. Il mercenario si guardò intorno e scovò la Rossa ancora nel letto. Sbadigliò e si stiracchiò, per poi entrare silenziosamente nella stanza con le sue ciabatte e il suo pigiama blu.

"Hey Lina?" Sussurrò.

"Mmmmmm"

"Possiamo parlare?"

"Mmmmmm"

Il mercenario lo prese come un sì e, arrampicatosi sul letto, si distese accanto a Lina fissando il soffitto. Il graduale scricchiolio del letto sotto il peso del ragazzo, svegliò la maga completamente. Lanciò un'occhiata intorno e vide i lunghi capelli biondi di Gourry accanto alle sue fiere ciocche rosse sul cuscino, poi si rese conto che c'era anche tutto il resto di lui, disteso sopra la sua trapunta. Prendeva gran parte dell'altra estremità del letto, non la toccava, ma era comunque molto vicino. Lina arrossì vistosamente e si ritrovò a decidere se, per farlo uscire dal letto, doveva urlargli o carbonizzarlo con una fireball.

"Che cosa crede di fare?" Si chiese.

"Lina, oggi dovremo scavare?" Chiese Gourry.

"No...Gourry, non scaveremo" rispose lei, lentamente, ancora sotto l'effetto del sonno e dell'imbarazzo. "Ad ogni modo vuoi spiegarmi cosa ci fai qui disteso sul mio letto?"

"Volevo parlare, tu hai detto che andava bene...bè, più o meno.."

"Immagino di sì, ma perchè ti sei disteso?"

"Perchè è un letto e io sono ancora piuttosto assonnato, è questo che fa la gente nel letto, Lina"

Lina scosse la testa rassegnata, decidendo di non urlargli e di non carbonizzarlo. Era una bella mattina, non c'era motivo di rovinarla.

"Di cosa volevi parlare?" Chiese.

Il mercenario si girò di lato per guardarla in faccia e sorrise leggermente, come se avesse intuito che non voleva rimproverarlo.

"Pensi che le cose si sistemeranno adesso? Con Amelia, voglio dire."

"Hanno Trialcon più che sufficente. Adesso è solo una questione di tempo" rispose lei "Eri tu quello che dicevi che eravamo prossimi ad un miglioramento, ricordi?"

"Lo so Lina, ma sono ancora un pò preoccupato. E se succedesse qualcosa? Se Amelia....lo sai no, chi lo direbbe a Philionel? A volte è un pò chiassoso, ma vuole così bene ad Amelia, ne rimarrebbe veramente sconvolto se..hai capito"

"Anch'io all'inizio c'ho pensato. Ma adesso è solo un ricordo lontano. Odayaka e Aya hanno lavorato veramente sodo per aiutare Amelia e il loro sforzi stanno funzionando, quindi non c'è bisogno di preoccuparsi per ...quello"

"Tu pensi mai alla.....morte?"

"Sì e no. Ci penso quando combattiamo. Ma più di ogni altra cosa penso alla vita, al mio futuro. A come sarà. Non penso che m'importerà di morire se avrò fatto tutto ciò che volevo fare in vita."

"Io voglio che le cose tornino come prima, tutto qui" sussurrò il ragazzo.

"Tutti lo vogliamo. Dobbiamo solo aspettare che Amelia si riprenda" rispose lei e qualcuno bussò alla porta.

"Vuoi che vada io?" Chiese Gourry.

"No, ci penso io" rispose lei, strisciando fuori dal letto. Quando aprì la porta, trovò Daisy che stava aspettando.

"Aya è al piano di sotto, vuole parlarci" disse.

"Non devo vestirmi, vero?" sbadigliò Lina.

"No" rise Daisy "Basteranno vestaglia e pantofole"

"Okay allora"

"Ora vado a bussare alla porta di Gourry"

"Sono già qui" esclamò Gourry dal letto, sentendosi chiamare per nome"

Daisy guardò Lina, poi oltre la porta e, visto Gourry, iniziò ad arrossire.

"Non volevo interrompervi, ragazzi. Non immaginavo che voi foste..." balbettò.

Lina notò il rossore e immediatamente capì che la ragazza si stava facendo l'idea sbagliata.

"Gourry è venuto qui pochi minuti fa per parlare" disse con nonchalance. "E ha deciso di accomodarsi sul mio letto mentre parlava. Non è così dormiglione?"

"Esatto" rispose Gourry, allegramente.

"Perchè? Cosa credevi di aver interrotto?" Cinguettò Lina.

"Oh niente" Daisy rise nervosamente. "Pensavo solo....oh non è niente. Ci vediamo al piano di sotto fra un pò" borbottò e poi si precipitò via. Lina chiuse la porta e sospirò di sollievo.

"Hey Lina, cosa voleva Daisy?"

"Um, niente. Aya è venuta qui per parlarci" rispose. L'espressione di Gourry cambiò velocemente. "Non credo si tratti di brutte notizie" aggiunse gentilmente, infilandosi vestaglia e pantofole. Gourry si sedette e anche lui infilò i piedi nelle proprie pantofole. Poi entrambi uscirono fuori dalla stanza.

"Mi dispiace di averti svegliato stamattina, Lina"

"Okay non fa niente, ma non puoi distenderti sul mio letto così come se niente fosse. Finirai col dare l'idea sbagliata alla gente"

"L'idea sbagliata su cosa?"

"Te lo spiegherò più tardi quando avremo più tempo" concluse Lina, mentre raggiungevano la fine delle scale. Aya, Daisy e Bubbles erano già seduti. Daisy guardò Lina con ansia, mentre la maga si sedeva.

"Mi dispiace per stamattina. Ho frainteso" sussurrò Daisy.

"Lascia perdere" sussurrò Lina in risposta, poi si voltò verso la loro ospite. "Allora Aya, che succede?"

"Volevo solo dirvi che siamo riusciti a preparare un pò di Trialcon ieri sera. Grazie all'aiuto di Zelgadiss"

"Come sta?" Chiese Daisy.

"Continua a non mangiare come dovrebbe" rispose Aya.

"Sta bevendo il suo caffè?" Domandò Bubbles comprensivo.

"Naturalmente" rise la ragazza. "Comunque sta dormendo di più, infatti è quello che sta facendo adesso...dopo tutto il lavoro che ha fatto aiutandomi ieri sera. Credo che il fatto di aiutare Amelia abbia migliorato il suo stato d'animo notevolmente" disse.

"Questa è una bella notizia" sorrise Daisy.

"Ti abbiamo portato abbastanza Trialcon?" s'informò Gourry.

"Parecchio" rispose Aya. "Non dovremo più preoccuparci di rimanere senza. Adesso dipende tutto da Amelia"

"Potremo vederla presto?" Domandò Lina.

"Dovrete aspettare ancora un pò. La quantità di Liquid Nightmare si è ridotta ma è ancora pericoloso. L'ultima cosa che vogliamo è che infetti qualcun altro nel suo tentativo di sopravvivere"

"Da come ne parli sembra che sia qualcosa di vivo?!"

"Per certi versi lo sembra. Si comporta in un modo che noi definiamo istintivo, un pò come farebbe un animale insomma" spiegò Aya.

"C'è qualcos'altro che possiamo fare per aiutare?" Domandò il mercenario.

"Riposarvi. So che tutti voi avete fatto gli straordinari e potreste non aver pensato a voi stessi quanto avreste dovuto. Non come Zelgadiss, ma avete comunque tutti un'aria stanca"

"E lo siamo" sospirò Daisy.

"E allora prendetevi un giorno di relax e di pigrizia. Va bene. Siamo arrivati al momento in cui potete tirare il fiato"

"Non credo che saremo in grado di rilassarci completamente fino a che non potremo vedere Amelia" esclamò Bubbles.

"Capisco che attendere possa essere difficile ma con un pò di fortuna non dovrete farlo ancora per molto"

"Colazione. Penso che tutti quanti potremmo fare una ricca colazione" esclamò Lina ad alta voce.

"Sì, questa è una buona idea. Non ho ancora mangiato" concordò Aya.

"Hai abbastanza tempo?" Chiese Bubbles.

"Sì. Non ho altri impegni per un pò"

"Ottimo, potrai dirci di più su Zelgadiss" aggiunse Gourry.

"Okay, ordiniamo"

"Non ce n'è bisogno. Dovrebbero portarci ogni cosa fra poco"

"Cos'avete ordinato?"

"Triple porzioni di tutto quello che c'è sul menù" rispose Daisy. Sul viso di Lina e Gourry comparve un sorrisetto felice. Aya fissò ad occhi sbarrati la porta delle cucine mentre una cameriera arrivava con il primo carico di cibo.



Zelgadiss si svegliò di nuovo in tarda mattinata. Scoprì che era stata appesa una nuova flebo così come erano state cambiate le bende della Principessa.

"Devono aver iniziato senza di me" pensò, alzandosi. Si avvicinò al letto della Principessa e notò che i Liquid Nightmare stava vorticando un pù più intensamente di prima.

"Che sta succedendo?" Si chese, allarmato.

Controllò immediatamente i tubi della flebo e il misuratore di Liquid Nightmare per scoprire, però, che tutti i valori sembravano normali. Allora tastò il viso e il collo della principessa e notò che stava sudando. Non c'era febbre ma poteva sentire il suo cuore battere forte e il suo respiro più veloce del solito.

Corse nella sua stanza e afferrò il cubo che Odayaka gli aveva consegnato la prima notte dopo il crollo e premette il piccolo pulsante in cima. Si portò dietro il cubo mentre tornava nella stanza di Amelia e si arrotolava le maniche per prendere un pò d'acqua dalla bacinella accanto al letto.

"Tranquilla, Amelia, devi stare tranquilla" sussurrò piano, stringendole la testa fra le mani. Le passò l'acqua sul viso e ne lasciò cadere un pò tra le labbra della principessa, non sapendo cos'altro avrebbe potuto farle bene. Qualche secondo più tardi Odayaka entrò nella stanza seguito a ruota da Aya.

"Che succede?" Chiese il medico.

"Non lo so. Mi sono svegliato e il Liquid Nightmare era più attivo del solito. Il cuore cuore e il respiro sono più veloci e sta sudando"

"Da quanto è in questo stato?" chiese Aya, passandosi sulle mani un pò di crema di Trialcon e poi guardando Amelia più da vicino.

"Mi sono svegliato meno di cinque minuti fa. Non so da quanto stesse così" rispose Zelgadiss.

"Pensavo che non sarebbe venuta qui fino a stasera" disse Odayaka rivolto ad Aya mentre controllava Amelia.

"Sono passata alla taverna per salutare gli altri. Sono venuta qui non appena una delle infermiere mi ha detto della chiamata" spiegò Aya. "Che cosa ne pensa?"

"Il Liquid Nightmare sta combattendo la nuova flebo" sentenziò Odaya. "I suoi muscoli sono tesi come sotto l'effetto dell'adrenalina"

"Quindi lei sta combattendo il Liquid Nightmare che combatte l'aumento di Trialcon?" Domandò Zelgadiss.

"Esatto" annuì Aya.

"E come facciamo?"

"Possiamo iniziare dalla flebo" rispose Aya.

"Sta pensando di fermare o rallentare la soluzione?" S'informò Odayaka.

"Rallentarla. Farla fluire più gradualmente potrebbe migliorare la situazione" spiegò mentre armeggiava con la flebo.

"Quando sapremo se ha funzionato?" Chiese subito Zelgadiss.

"Presto. Dovrebbe tornare normale in un paio di minuti. Nel frattempo parla con lei" rispose Odayaka. "La aiuterà"

Zelgadiss iniziò a sussurrarle dolcemente, accarezzandole i capelli nel tentativo di calmare l'agitazione della ragazza. Aya e Odayaka rimasero lì accanto per monitorare lei e il Liquid Nightmare. Col passare dei minuti Zelgadiss potè sentire il respiro e il cuore di Amelia tornare normali, mentre la dose più bassa si inseriva nel suo organismo. Potè anche notare che era visibilmente più rilassata e lo prese come un ulteriore segno di miglioramento.

"Il suo cuore batte di nuovo normalmente" esclamò alla fine.

"Ottimo" esclamò Odayaka mentre lo ascoltava con le proprie orecchie. Aya sospirò sollevata. "Da ora in poi lzeremo gradualmente la dose ogni volta che la controlleremo. Penso che l'aumento rispetto alla dose precedente è stato troppo improvviso"

"Perchè non vi è venuto in mente prima?" Chiese Zelgadiss a bassa voce.

"Pensavamo che, essendo il siero..."

"Avreste potuto peggiorare le cose! Lo sapete questo?" La interruppe lui, urlando. Si diresse verso la sua stanza ed Aya lo seguì mentre Odayaka si preoccupava di fare altri controlli sulla Principessa.

"Stavo per dire che la flebo è allo stesso grado del siero. Non avevamo avuto nessun effetto collaterale con quella e quindi non immaginavano altri problemi" spiegò Aya.

"Non volevamo spaventarti" s'intromise Odayaka dal vano della porta. "Questa è una cosa nuova per noi così come lo è per te, ma con tutti i dati che avevano ottenuto dagli esami e dalle cartelle eravamo sicuri che non sarebbe successo niente e..."

"Non dovete scusarvi. I-io capisco" esclamò Zelgadiss, piano. "E' soltanto che ho pensato a cosa sarebbe potuto succedere e, bè...."

"Avrebbe avuto un esaurimento alla fine di quel passaggio di adrenalina. La sua circolazione è più veloce per colpa di questo passaggio, appunto, ecco perchè una dose minore è stata in grado di sistemare le cose così velocemente. La sua vita non era assolutamente in pericolo, ha superato quel punto da un pò" continuò Odayaka.

"Farò più attenzione la prossima volta. E' stato un cambiamento inaspettato" esclamò Aya.

"Immagino che ne abbiate visti a decine"

"Sì, è vero" ammise Aya.

"Nel frattempo, teniamoci occupati come al solito e ricordiamoci di avere un occhio di riguardo per lei" sorrise Odayaka.

Aya e il medico tornarono nella stanza di Amelia e fecero un altro controllo sul misuratore di Liquid Nightmare e scrissero i livelli che indicava. Dopo essersi assicurati che ogni cosa sembrava tornata normale, Odayaka se ne andò per occuparsi degli altri pazienti ma Aya rimase con Zelgadiss.

"Stai bene?" Chiese.

"Sono appena tornato alla realtà dopo essere rimasto troppo fra le nuvole" rispose lui.

"E questo cosa vorrebbe dire?"

"Non pensavate che potesse succedere qualcosa di male, ma sapevate quanto me com'erano delicate le sue condizioni. Noi, anzi no, Io mi ero un pò tranquillizzato. Non siamo stati così cauti come lo eravamo prima ed è stata solo lei a soffrirne. Non sto dicendo che l'avete trascurata. Ma vi siete basati solo sulle cartelle e sugli altri esami per fare le vostre diagnosi"

"Ma credi che dobbiamo ricordarci che le cose non vanno necessariamente nel verso in cui abbiamo programmato" concluse Aya.

"E' quello che stavo tentando di dire" annuì il ragazzo.

Aya annuì in risposta, intuendo che la Chimera era ancora in preda al panico.

"Sono andata dagli altri stamattina" esclamò lei, cambiando argomento. "Ho detto loro di riposarsi un pò e che adesso Trialcon più che sufficente su cui lavorare"

"Come stanno?"

"Bene, stanchi ma felici dopo il duro lavoro" rispose Aya, ma notò che lo sguardo della Chimera era fisso sulla Principessa.

Lina e Daisy erano sedute sul letto nella stanza della mazoku, mangiando frutta e cahiccherando animatamente fra un morso e l'altro.

"E' stato carino da parte di Aya passare di qui stamattina" sorrise Daisy.

"Ed è bello sapere che Zelgadiss sta dormendo un pò, anche se continua a non mangiare molto" replicò Lina. "Ad ogni modo non ha mai mangiato un granchè neanche prima"

"Hmmm" Daisy annuì, mangiato un pezzo di frutta. "Si proccupa molto per Amelia..."

"Ma non si è ancora reso conto di quanto, quel idiota testardo che non è altro"

"Lina!"

"Bè, è vero. Si è preoccupato come un pazzo ma non ammetterà mai che l'ha fatto perchè lei gli interessa, molto più che come amica" si giustificò la rossa, senza riferire nessuno dei dettagil che l'amica le aveva riferito.

"Credo che le cose cambieranno quando Amelia si sveglierà, finalmente" esclamò Daisy. "Ha avuto molto tempo per pensare e forse, in quel tempo, ha capito qualcosa"

"Dove sono Gourry e Bubbles?"

"Non ti ricordi? Sono andati ad avvertire che non c'è più bisogno di scavare. Io e Bubbles stavamo pensando che forse dovremmo fare qualcosa a quella gente, per ringraziarla del loro duro lavoro"

"Ad essere sinceri, non me la sento ancora di festeggiare fino a che Amelia non si sveglia" sospirò Lina.

"Nemmeno io"

"Spero di poterle parlare di nuovo. Lo abbiamo fatto spesso in questi ultimi tempi, parlare come tiamo facendo io e te adesso. Ho provato ad affrontare un pò meglio queste cose"

"Un pò meglio?"

"Feci uno strano sogno prima che arrivassimo a Briseral e Gourry mi chiese se lo odiassi. Poi iniziò a comportarsi in maniera strana per il concorso e io e Amelia ci chiarimmo alle terme in quanto al fatto che la prendessi in giro riguardo a Zel. Ogni tanto mi capita di infastidire un pò ma quella volta capii che ero andata un pò troppo oltre. Capii di avere dei buoni amici e che per mantenerli tali avrei dovuto essere una buona amica a mia volta. Sembra un discorso impegnato, credo..." sorrise tra sè e sè.

"No, sembra un bel discorso invece, molto bello" Daisy sorrise.

"Anche io la penso così e Gourry mi ha dato questa collanina come segno del suo apprezzamento" Lina sorrise, estraendo la catenina d'oro per mostrare la piccola spada. "Nessuno mi aveva mai dato una cosa simile prima d'ora. Lui ha detto che è un regalo per tutto il lavoro che ho fatto per lui, aiutandolo al concorso"

"Sembra che questa tua nuova perla di saggezza abbia iniziato a dare i suoi frutti"

"Infatti" la rossa annuì. "Ad ogni modo continuo a sperare di poter parlare di nuovo con Amelia, senza offesa"

"Non preoccuparti"

"Il fatto è che abbiamo parlato un pò durante il festival e ci sono un paio di cose che voglio dirle riguardo a ciò di cui abbiamo discusso e sulle quali non avevo avuto ancora modo di pensare"

"Potresti scriverle una lettera e fargliela leggere da Zelgadiss" suggerì Diasy. "A meno che non sia strettamente personale, in quel caso allora non sarebbe una grande idea"

"In effetti" Lina sorrise "Questa potrebbe essere esattamente la medicina che ci vuole"

C'erano pensieri che indugiavano nel profondo della sua testa. Quelli che aveva messo da parte per fare ciò di cui c'era bisogno, ma che adesso vedeva pronti a riemergere nell'agitazione di quella mattina. Il pensiero che la salute della principessa potesse peggiorare o della possibilità che potesse morire tra il dolore e altre forme di agonia aveva offuscato la mente di Zelgadiss mentre, come al solito, le parlava e le massaggiava gli arti. Le melodie lente che suonò con la chitarra raccontavano di perdite, di tristezza e di paura. Ogni parte di lui era piena di dubbi e di paure, le stesse che aveva avuto all'inizio. Non mangiò niente e rimase nella stanza di Amelia, accanto al suo letto, guardandola da vicino. Parlava lentamente e facendo lunghe pause, in modo da avere il tempo di ascoltare il battito del suo cuore e assicurarsi che stesse ancora bene.

Aya passò nella stanza di Amelia nel primo pomeriggio e lanciò un'occhiata all'interno attraverso la porta leggermente aperta per controllare i due all'interno. Trovò Zelgadiss vicino al letto, intento a parlare lentamente ad Amelia con i toni pacati di chi vuole rassicurare qualcuno. Potè sentire la tristezza e la preoccupazione racchiuse nella voce del ragazzo e vide i suoi occhi pieni di emozione mentre cercava di darle un conforto che neanche lui sentiva veramente. E Aya iniziò a preoccuparsi.

Bubbles e Gourry passarono il pomeriggio a diffondere la notizia che non c'era più bisogno di scavare e a ringraziare i volontari per il loro aiuto. Si misero d'accordo anche con i negozianti per la restituzione degli attrezzi che avevano donato.

Gourry si fermò alla libreria e prese un paio di libri che aveva catturato la sua attenzione durante i suoi viaggi di ricerca. Il libraio sorrise e si congratulò con lui per il successo ottenuto al campo di scavi. Quando uscì dal negozio, si incontrò con Bubbles che si era occupato dei particolari della restituzione di alcuni oggetti ai loro legittimi proprietari.

"Dobbiamo riportare i picconi e le pale insieme ad altre cose domattina. E' stata una grande idea fare una lista di chi ha donato cosa" lo informò Bubbles.

"Ma tutto ciò che è stato usato potrà essere usato di nuovo o venduto nei negozi?" Domandò Gourry.

"Penso che quest dipenda dalle condizioni in cui si trovano gli oggetti" il mazoku si strinse nelle spalle. "Cos'è quel libro?"

"Oh, è 'Logistica della Magia nel Mondo Antico'" il mercenario lesse dalla costola del libro. "Parla di tutto ciò che riguarda le città antiche e l'evoluzione della magia. Lo trovai durante le ricerche sul Liqud Nightmare e ho pensato che potevo leggerlo adesso visto che non dobbiamo più scavare"

"Sei stato molto col naso fra i libri in queste ultime settimane"

"Lo so, ma contengono un sacco di cose forti da leggere e, cosa ancora più importante, mi ricordo esattamente tutto ciò che leggo. Anche se continuo ad avere un pò di problemi a volte. Sono una frana con i nomi" rise.

"Quanti libri hai letto fin'ora?"

"Non lo so, più o meno cinque libri completi. Degli altri ho letto solo alcuni capitoli. Ma ho controllato parecchi libri in quel modo. Ora capisco perchè alla gente piace studiare magia, è molto semplice"

"Quindi stai pensando di occuparti di magia?"

"Nah. Mi piacciono più le spade. Sono più solide. Penso solo che questa roba sia interessante da leggere" Gourry sorrise.

"Se non altro hai qualcosa da fare per il resto della giornata"

"Certo, a meno che Lina non voglia fare qualcosa prima di cena" il mercenario si strinse nelle spalle. "Oltre a questo volevo passare al Centro per vedere come stava Amelia ma visto che Aya è venuta di non ce n'è più bisogno"

"E' stato carino da parte sua farci un ragguaglio sulla situazione, specialmente sulle condizioni di Zelgadiss" esclamò Bubbles, mentre raggiungevano la taverna.

"Hey, andiamo a vedere cosa stanno facendo le ragazze" suggerì Gourry entrando, seguito da Bubbles.


Il pomeriggio lasciò lentamente il posto alla sera e lasciò Zelgadiss esattamente nello stesso posto in cui era rimasto tutto il giorno, all'interno della stanza di Amelia. Suonava la chitarra vicino al letto, la stessa melodia con cui si era esibito alla prova di talento. Le condizioni di Amelia erano rimaste stabili dopo che la flebo era stata aggiustata. Questo aveva un pò alleggerito le preoccupazioni della Chimera anche se non erano scomparse del tutto.

Appoggiò la chitarra per poter sistemare le coperte e il cuscino di Amelia. Il Liquid Nightmare lo ignorò anche quando le spostò i capelli dalla fronte e, senza rendersene conto, la baciò leggermente sopra gli occhi.

"A volte mi sembra di star seduto qui a guardarti morire invece che migliorare" sospirò leggermente. "Tante cose mi sono.....piaciute durante il festival, nonostante tutto ciò che che ci è successo. E' stato bello per me. Ho imparato molte cose su di me e anche tu e se morissi per causa mia non potrei mai perdonarmelo. Voglio dirti che mi dispiace per tutti i problemi che ho causato, per tutto il dolore. Staresti sicuramente meglio se io non fossi stato qui"

"Io credo che lei non sia d'accordo"

Zelgadiss alzò lo sguardo e vide Aya, nel vano della porta, con un vassoio di cibo in mano.

"Da quanto sei qui?"

"Non molto a dire il vero, ma abbastanza per sentirti biasimare te stesso e maledire la tua esistenza" rispose lei sbrigativa, appoggiando il vassoio. "Ti ho portato qualcosa da mangiare"

"Non ho fame"

"Sicuro che ce l'hai. E' solo che non stai pensando a te stesso, in questo momento"

"E' il motivo per cui siamo in questo casino! Ho pensato soltanto a me stesso dimenticando che c'erano altre persone intorno a me!"

"Per come la vedo io, questa situazione non è colpa tua ma delle azioni di una donna ossessionata"

"Da me. La sua fissazione ero io. Sono responsabile quanto lei" si lamentò lui.

"Non starò qui a dirti che so come ti senti perchè, francamente, non lo so. Ma so per certo che tutti quanti adesso sono in questa situazione perchè hanno scelto di esserlo. Hanno scelto di aiutare i loro amici!"

"Nessuno dovrebbe passare ciò che sta passando Amelia solo per il bene di un amico"

"Ma non è stata solo l'amicizia a farle combattere Nephillo, o che costringe te a stare qui giorno e notte"

A quel punto Zelgadiss la guardò con un'espressione indecifrabile.

"In ogni caso, mangia la tua cena anche se non vuoi e bevi il tuo caffè" ordinò Aya.

"Ti ho detto che non ho fame"

"Mangia lo stesso. Se vuoi continuare a fare la veglia, hai bisogno di mantenerti in forze. Le parti di compatimento richiedono un sacco di energie" disse, uscendo.

"Che cosa ne sa lei di come mi sento?" brontolò lui, in risposta all'ultima affermazione di Aya. Poi volse nuovamente la sua attenzione sulla principessa addormentata.

"Ho promesso di non lasciarti andare e non lo farò" disse. "Continuano a dirmi di dormire e di mangiare e altre idiozie, ma come posso dargli ascolto?" pensò, appoggiandosi al muro di schiena.

Lina era seduta a gambe incrociate sul letto e si batteva la penna su un ginocchio, pensierosa. Davanti a lei c'era un foglio di carta immacolato, il cui candore brillava sotto la luce della lampada posta in fondo alla stanza.

Il battito della penna aumentò mentre Lina fissava il foglio di carta, come se guardarlo più profondamente avrebbe fatto apparire le parole. Sapeva bene cosa voleva scrivere, il problema era decidere da dove cominciare e come dirlo.

C'erano così tante cose nella sua testa e altrettante c'erano entrate dopo la conversazione sulla morte che lei e Gourry avevano fatto quella mattina. Fino ad allora non aveva compreso quanto tutto questo avesse avuto effetto su di lui.

"Immagino che sia stato un bene non averlo arrostito con una fireball" sospirò, allentando leggermente lo sguardo sul foglio.

"Forse dovrei semplicemente scrivere quello che mi viene in mente per primo" pensò. Subito dopo appoggiò la penna sul foglio e scrisse.

Trasformare i suoi pensieri in parole da scrivere sul foglio divenne più facile del previsto, ogni frase tirava l'altra. Per dare più forza ai movimenti della sua penna, pensò a tutto ciò che era successo fino a quel momento e a quello che era stato più importante per Amelia in quel periodo di tempo.

Mentre la luce della lanterna andava a scemare, Lina sbadigliò e sentì le sue palpebre combattere per rimanere aperte mentre continuava a scrivere.

Si svegliò un pò prima il mattino dopo, spinta da una certa urgenza e da un pò di entusiasmo mentre si muoveva per la stanza, preparandosi come al solito. La lettera era ancora sul letto, ma il suo contenuto era molto aumentato rispetto al foglio bianco dal quale era partita.

La ragazza afferrò le pagine, controllò che fossero nell'ordine giusto e poi le sistemò ordinatamente. Lasciò la stanza, con la sensazione di aver dimenticato qualcosa ma decidendo che qualsiasi cosa fosse poteva aspettare.....quando andò a sbattere contro Bubbles.

"Ooow. Guarda dove vai!"

"Scusa Lina"

Dopo aver riconosciuto la voce del Mazoku, Lina si calmò leggermente.

"Tutto ok" rispose massaggiandosi la fronte. "E' stato come sbattere contro un muro o qualcosa di simile. Ma di cosa sei fatto? Di mattoni!??!?!"

"Un muro, eh?" ridacchiò. "Dove stai andando così presto?"

"Ho qualcosa che Zel deve leggere ad Amelia per me. L'ho scritta stanotte, ma non posso aspettare oltre"

"Questo è ovvio" rise di nuovo, fissando la sua figura minuta.

"Cosa vorresti dire?" Chiese lei, fissandolo a sua volta.

"Ti sei scordata qualcosa, non è così?" rispose lui.

Lina guardò in basso e si rese conto di avere ancora addosso la sua camicia da notte. Si lasciò scappare un 'eeep' mentre tentava di allungare la stoffa nel tentativo di coprirsi.

"Hai delle belle gambe" commentò lui mentre la rossa si precipitava in camera sua, chiudendo la porta con un tonfo sordo.

"Perchè non me l'hai detto prima??!" Chiese lei da dietro la porta.

"Ho pensato che forse volevi iniziare una nuova moda. E poi, come ho detto prima, hai delle belle gambe" rise per poi continuare a camminare lungo il corridoio.

All'interno della sua stanza, Lina si era seduta contro la porta e mormorava qualcosa su un mazoku con gli occhi troppo lunghi e la fissa di flirtare con lei.

Zelgadiss si mosse a fatica dalla sua posizione contro il muro. Ogni muscolo del suo corpo era indolenzito dalla posizione innaturale in cui aveva dormito così iniziò a muoversi lentamente per rimetterli a lavoro. Lanciò un'occhiata ad Amelia e vide che il suo viso era rilassato.

Avevano gradualmente aumentato la quantità di soluzione ad intervalli regolari, in modo che il suo sistema si abituasse. Quell'approccio più lento stava funzionando perfettamente e quella nuova soluzione era stata senz'altro un'ottima idea, nonostante l'incidente avvenuto la mattina prima. Zelgadiss poteva vedere chiaramente che la quantità di Liquid Nightmare intorno alla principessa era diminuita, cosa che aveva fatto sparire le sue preoccupazioni.

Aveva pensato molto riguardo a ciò che Aya gli aveva detto sulle vere motivazioni che lo spingevano a prendersi cura della principessa. La questione dei suoi sentimenti sembrava saltar fuori molto più spesso, sia dagli altri che da lui, da quando era stato rapito da Nephillo.

Aveva ricacciato indietro la questione, concentrandosi sulle cose presenti, sull'aiuto da portare ad Amelia. Ma quei pensieri, le domande sui suoi sentimenti erano sempre lì vicino a lui, non importava cosa stesse facendo. Erano sempre lì e facevano capolino, così che si rendesse dolorosemnte conto di quanto lo stessero consumando.

"Sono diventato così irrazionale in questi giorni. Bè, pi o meno.." pensò.

Si alzò e si diresse nella sua camera per indossare qualcosa di più confortevole. Tornò indietro giusto in tempo per trovare Aya che faceva i soliti controlli.

"Hai dormito?" Chiese lei.

"Un pò"

"Ancora a compatirti?"

"No" brontolò lui.

"Bene" tagliò corto lei. "Perchè non mi piace proprio lavorare con la gente che guarda solo i lati negativi delle cose. Ad ogni modo credo che ciò che è successo ieri l'abbia aiutata molto"

"Cosa?"

"Ricordi quando ti dissi che la sua circolazione lavorava molto più in fretta a causa dell'adrenalina?" Zelgadiss annuì. "Bè, una gran parte della soluzione di Trialcon si è così inserita nel suo organismo in breve tempo, distruggendo buona parte del Liquid Nightmare"

"Dici sul serio?"

"Dai un'occhiata" rispose lei, passandogli la cartella della principessa. "Tra tutti gli abbassamenti di Liquid Nightmare, questo è stato il maggiore"

"Incredibile. E io che avevo paura che le cose si stessero mettendo peggio" mormorò la chimera.

"Possiamo rallegrarcene dopo, ora abbiamo del lavoro da fare" commentò Aya.

"Di cosa hai bisogno?"

"Devo controllare l'ago della flebo e tutte le altre solito cose, ma credo che possiamo anche rinfrescarle il viso e il collo con un pò di acqua fresca"

Zelgadiss prese una pezza e la bagnò, per poi iniziare a lavare delicatamente il viso di Amelia. In quel momento sentirono il suono di un campanello.

"Che cos'è?" Chiese Zelgadiss.

"Vado a vedere" rispose Aya, poggiando le cartelle. "Tu continua lì"

Aya lasciò la stanza e Zelgadiss tornò al suo lavoro. La chimera quasi giurò di aver visto l'espressione del viso di Amelia rilassarsi, mentre le passava la stoffa fresca sul viso.

Quando Aya tornò, stava sorridendo.

"Lina è qui, vuole vederti"

"Mi chiedo cosa voglia" rispose lui, alzandosi.

"Assicurati di esserti pulito prima di scendere" gli ricordò Aya.

Il ragazzo lasciò la stanza e si diresse verso il laboratorio di Aya, afferrando immediatamente le sue parole. Afferrò una pietra di Trialcon e se la passò addosso, per essere sicuro che il Liquid Nightmare non si stesse nascondendo, dopodichè uscì.

Uscito dal reparto, Zelgadiss trovò ad attnderlo una Lina piuttosto ansiosa.

"Lina, che succede?"

"Ho scritto una lettera ad Amelia e voglio che tu gliela legga" rispose, pasandogli una manciata di fogli ordinati.

"Sei sicura?"

"Non te lo chiederei se non lo fossi. Leggigliela e basta, okay?"

La chimera annuì e tornò alle scale. Sentì Aya nel proprio laboratorio mentre si dirigeva nella stanza di Amelia. Una volta dentro si sedette al capezzale della principessa e aprì la lettera.

Amelia,
questa lettera l'ho scritta io, Lina, ma visto che non posso entrare nella tua camera, sarà Zelgadiss a leggertela al posto mio. E' passata una settimana e mezzo da quando ti abbiamo trovata nella fortezza di Nephillo. Tutti speriamo che ti svegli. Tutte le persone in città stanno lavorando sodo per aiutarti. Probabilmente vederlo con i tuoi occhi ti renderebbe felice. Ma non è questo il motivo per cui ti scrivo, in realtà si tratta di Zelgadiss.

Ricordo quando mi hai raccontato di cosa è successo fra voi due la sera della prova di talento. Sono felice che tu l'abbia detto a me, specialmente dopo ciò che è successo a Tradewinds. Adesso, questa riga è per Zel, visto che sta leggendo: non ti arrabbiare e non sentirti in imbarazzo solo perchè so che vi siete baciati.

Ad ogni modo, ricordi cosa dicesti riguardo a ciò che era successo? Di come lo trovavi incredibile? E la conversazione che tu e Zel avete avuto dopo? Dicesti che sentivi di non poter lasciar perdere e permettere che tutto finisse così, che avevi questo nuovo senso di determinazione e che ti piaceva baciarlo.

Bene, voglio che trovi un pò di quel senso di determinazione che avevi per Zelgadiss e che lo usi per svegliarti. Prima ti svegli e prima potrai baciarlo di nuovo. E so che lo vuoi. Dovresti vedere Zel, è una completa rovina, perfino peggio della fortezza. Dovrai dirci cosa è successo non appena starai meglio. So che ce la stai mettendo tutta e voglio che tu sappia che tutti noi qui stiamo facendo il possibile per aiutarti. Il punto è che tu vuoi bene a Zelgadiss e, che lui sia pronto a dirlo oppure no, anche lui ti vuole bene e bè......e una faccenda grossa. Quindi devi svegliarti. E poi come potrebbe avverarsi la mia predizione se non lo fai? E, cosa ancora più importante, mi piacerebbe veramente avere di nuovo con me la mia amica.

la tua amica,
Lina

(p.s. Possiamo parlare più tardi, se vuoi, Zel)

Zelgadiss ripiegò la lettera e guardò Amelia. Si piegò su di lei e le scansò un paio di ciuffi neri.

"Non posso credere che tu le abbia raccontato di quella sera, ma immagino che tu avessi bisogno di parlarne con qualcuno. Sembra che Lina abbia pensato molto" sospirò e si avvicinò al letto della principessa ancora un pò.

"Ho così tante cose da dirti, ci sono tante cose di cui dobbiamo parlare" le sussurrò nell'orecchio. "Ho avuto molto tempo per pensare, per tirare fuori le cose che avevo dentro. Io voglio, anzi no, ho bisogno di dividerle con te. So che sei migliorata, ma..."

"Si rimetterà" s'intromise Odayaka, etrando per il check-up di routine. "Le cose vanno bene, si sveglierà presto"

"Lina è sempre stata spensierata, ma Amelia...lei ha questa specie di solare ottimismo che fà sembrare tutto più luminoso. Da quando è successo, tutte le cose sembrano nere"

"Mi chiedo che cosa sta sognando adesso"

"Bei sogni, spero"



Le era sembrato di scivolare e fluttuare attraverso qualcosa di strano ed etereo per quello che sembrava un tempo finito. Aveva sentito sussurri che parlavano di lei, uno in particolare. Uno che era sempre presente, gli altri andavano e venivano ma quello rimaneva sempre lì, vicino a lei. Era basso e triste, così triste che colpiva qualcosa nel profondo della sua anima. Aveva cercato di afferrarlo, ma non ci riusciva. C'era qualcosa intorno a lei che non riusciva a trapassare. Cosa che, oltretutto, le avrebbe procurato dolore. Non sapeva come ne era a conoscenza, ma sapeva che non era pronta a tornare indietro, non ancora.

Si mosse attraverso quello che lei chiamava altro che "niente", fino a che non si ritrovò su un piano e non potè scivolare oltre.

"Dove sono?"

"Sospesa tra le cose, potresti definirlo così.." disse qualcuno.

Le apparve davanti una donna dai lunghi e folti capelli rosso-dorati e dagli occhi brillanti. Sorrideva.

"Sospesa tra le cose?" Chiese Amelia confusa.

"Si. Non sei nella realtà eppure non stai sognando, nonostante tu abbia passato molto tempo nel mondo dei sogni ultimamente, non è così?"

"Sono morta, allora?"

"No, solo..."

"Sospesa fra le cose" annuì Amelia.

"Esattamente"

"Lei chi è esattamente, signorina..."

"Scusami, mi sono scordata di presentarmi. Io sono Lord of Nightmares" rispose lei, come se nulla fosse.

"Lord of Nightmares" sussurrò Amelia schoccata. "Signorina Lord of Nightmares....Signora.....perchè ci troviamo qui?"

"Perchè? Hai qualche altro posto dove andare?"

"N-no Signora" si affrettò a rispondere l'altra, scuotendo la testa.

"E smettila di chiamarmi Signora, Ni andrà benissimo"

"Okay, Ni" esclamò Amelia, sentendosi un pò meglio. "Senza offesa, ma per qualche ragione ho sempre pensato che fosse bionda"

A quella frase Lon rise. "Oh quello era diversi millenni fa. Ho deciso di apportare qualche cambiamento"

"Sta molto bene" disse Amelia.

"Lo penso anche io, prego siediti" Furono circondate all'istante da un salotto completamente arradato. "Ho case un pò dovunque, una casa per le vacanze nel Piano Astrale, un cottage invernale nella Realtà e la cosa più bella è che posso muoverle dove mi pare"

"Pensavo che ti piacesse Lina" iniziò la principessa, sedendosi su una poltrona imbottita accanto a lei. "Le lasci usare il tuo potere, non avresti preferito parlare con lei piuttosto?"

"Lina è carina. Mi ricorda un pò me stessa alla sua età, così caotica e inafferrabile. Ma Lina non è la persona con cui ho bisogno di parlare, quella sei tu"

"Io?"

"Si, riguardo a tutto questo disastro di Evette/Nephillo. Devo ammettere che sono impressionata. E pensare che ti ho sempre trovata un pò irritante"

"Hey, io non sono irritante" saltò su Amelia.

"Non volevo offenderti" Ni ridacchiò. "Ma c'è una cosa che dovevo chiederti: lo ami davvero così tanto?"

"Zelgadiss? Si, lo amo"

"Tanto da morire per lui?"

"No, tanto da vivere per lui" rispose la ragazzina con convinzione. "E' facile stare fermi ad aspettare che avvenga l'inevitabile. Il difficile è combattere per chi ami e trovare la forza per continuare a farlo, anche quando pensi di non avere possibilità. Lo amo così tanto"

"Sei molto idealista. Glielo hai già detto?"

"Già altre volte gli ho detto di amarlo, ma non in modo che lui potesse prendermi seriamente. E adesso probabilmente non ne avrò più la possibilità"

"Ascolta, te l'ho già detto, non sei morta. Solo che ci vorrà ancora un pò di tempo prima che tu possa tornare nel tuo corpo. Ho solo pensato di tenerti un pò di compagnia" Ni si strinse nelle spalle. "E di chiederti qualcosa riguardo a quell'incantesimo che hai usato contro come-si-chiama. Cosa ti ha fatto pensare ad una cosa del genere?"

"Non potevo lasciare che Nephillo vincesse. Disse che voleva Zelgadiss e che era pronta ad uccidermi per averlo. Chi mi diceva che si sarebbe fermata con me? Avrebbe potuto riversare la sua rabbia anche su Briseral"

"Capisco" riflettè Lon. "Hai fatto qualcosa di molto raro, come sapevi che avrebbe funzionato?"

"Non lo sapevo, ho solo immaginato che se combinavo la magia nera con il mio Ra-Tilt, lei avrebbe assorbito l'incantesimo, invece di defletterlo, come faceva con il suo Liquid Nightmare. E mentre assorbiva l'incantesimo, avrebbe assorbito anche il Ra-Tilt. Che l'ha poi distrutta dall'interno, come io speravo che accadesse."

"E' impressionante come tu abbia elaborato tutto questo in termine di pochi secondi. I tuoi calcoli erano rozzi ma alla fin fine hanno avuto effetto."

Amelia arrossì al complimento che Lon le aveva fatto. "La ringrazio"

"Vorrei che tu facessi una cosa per me"

"Che cosa?"

"In realtà si tratta di un paio di cose. Primo, non dire niente a nessuno di questo incantesimo, nemmeno ai tuoi amici. Sebbeno non penso che nessuno di loro sarebbe in grado di rifarlo"

"E poi?" Chiese Amelia.

"Continua a lavorarci su, perfeziona i calcoli. Immagino che se tu avessi avuto più tempo sarebbe stato ancora più devastante e non ti avrebbe sfinito così tanto, dico bene?"

"Penso di si. Hai detto che si è trattato di una cosa rara, quante altre volte è stata fatta?"

"Mai" rispose secca Lon e per la prima volta principessa capì completamente quanto fosse seria la situazione.

"Ad ogni modo è tempo che tu torni dai tuoi amici" continuò Ni e Amelia iniziò a svanire.

"ASPETTI! Ho altre domande!" urlò la principessa, mentre scompariva.

"Sono sicura che ne hai, e anche io ne ho" disse Lon tra sè e sè.


Amelia aprì gli occhi e si ritrovò distesa su un letto con una sensazione pulsante che sembrava attraversarla dalla testa ai piedi. In un angolo potè vedere qualcuno seduto sul pavimento, che si stringeva le gambe al petto. La pulsazione nella sua testa tornò ai ritmi precedenti mentre cercava di mettere a fuoco il suo ospite.

"Zelgadiss" disse, con una voce così fievole da essere a malapena sufficente ad attirare la sua attenzione.

La Chimera alzò lo sguardo e fu accolto da un paio di grandi occhi azzurri che lo fissavano un pò confusi. "Amelia" mormorò, sentendo un senso di sollievo attraversare il suo corpo. Con la sua velocità di Chimera attraversò la stanza e fu accanto al suo letto in pochi istanti.

"Amelia, stai bene?"

"Abbassa la voce..." disse lei con voce stridula.

"Così va meglio?" riprovò lui, con voce più bassa e dolce. Lei annuì come potè.

"Cos'è succ-" chiese, tentado di alzarsi seduta. Ma Zelgadiss la fermò con una mano.

"Piano! Avremo tempo per le spiegazioni! Per adesso, rimani distesa e guarisci" sorrise.

Lei si distese di nuovo e sorrise debolmente mentre lui le sistemava un'altra pezza bagnata sulla fronte, le faceva bere un pò di medicina e un pò della zuppa della sua razione di cibo lasciata intatta ancora una volta.

"Guarire" pensò, mentre Zelgadiss le riordinava le coperte. "Devo guarire così posso raccontare" disse a sè stessa, mentre il sonno sembrava prendere il sopravvento su di lei.

Zelgadiss osservò i suoi occhi chiudersi e il suo respiro prendere un ritmo regolare. Quando Aya entrò nella stanza alcuni minuti più tardi, lo trovò seduto sul pavimento in schock, con le mani tremanti e un sorriso sul viso.

"Zelgadiss? Che c'è? Cos'è successo?"

La Chimera guardò Aya, saltò in piedi e l'abbracciò.

"Si è svegliata" pianse "Si è svegliata"

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