SLAYERS IN DREAMLAND
capitolo 17
TENERI MOMENTI

"Come sta?" Chiese piano Lina mentre entrava nella stanza.

"Meglio, credo. Si è svegliata di nuovo ma ha parlato molto poco. Altre cure mediche e un pò di riposo dovrebbero aiutarla a riprendersi"

"Questa è una bella notizia" esclamò Lina, sedendosi alla fine del letto. "Non riesco ancora a credere a quante medicine non-magiche siano riusciti a preparare per Amelia"

"Capisco cosa vuoi dire" rispose lui, guardando i barattoli di pomate ed altre medicine che i dottori e i maghi avevano creato col Trialcon e altre erbe medicinali.

"Parlando d'altro, potresti riposarti un pò anche tu"

"No devo stare qui e..."

"Visto che la quarantena è finita, posso darti il cambio io" la Rossa guardò la Chimera scuotere la testa e sospirare. "So che ti senti responsabile, sopratutto perchè ti hanno chiesto di occuparti di lei in prima persona. Ma non aiuterai Amelia stando in questa stanza tutto il giorno, senza dormire nè mangiare"

"Se mi fossi accorto prima dei piani di Nephillo, Amelia non avrebbe dovuto affrontarla rischiando quasi di.....io sono responsabile per tutto questo, Lina"

"Ci occuperemo di lei a turni, d'accordo? Quando si sveglierà e verrà a sapere che ti sei stancato fino all'esaurimento, come credi che si sentirà lei? Te lo dico io: piuttosto male, quindi se non vuoi iniziare ad occuparti di te stesso perchè te lo suggerisco io, fallo almeno perchè lei lo vorrebbe"

Lui sapeva che quello che Lina stava dicendo aveva un senso, ma una parte di lui sentiva che sarebbe successo qualcosa nel momento in cui lui avrebbe lasciato la stanza.

"In ogni caso, se succedesse qualcosa me lo direbbero" tentò di convincersi mentalmente.
"Credo che andare a mangiare qualcosa non sia una cattiva idea" sorrise debolmente.

"Ecco, adesso stai cominciando a ragionare" Lina sorrise a sua volta. "Vai a mangiare qualcosa e fatti un sonnellino. Io rimarrò qui e la terrò sotto controllo."

La Chimera sorrise, annuì dimostrando di apprezzare il gesto dell'amica e uscì a riempirsi lo stomaco vuoto. Mentre percorreva il corridoio, la Chimera ripensò ai cambiamenti appena avvenuti nelle condizioni di Amelia.

"Magari questo è un buon momento per provare ad usare il corridoio di cui Bubbles mi ha parlato" disse fra sè e sè, mentre usciva dal Centro diretto alla taverna.

Dopo che Zelgadiss se ne fu andato, Lina scosse la testa e fissò l'amica addormentata.

"Spero che ti rimetta presto Amelia. Detto fra noi, credo che tu debba parlargli di questo suo essere così melodrammatico. Capisco che si senta responsabile, ma questo è un pò troppo"

Lina raggiunse la piccola libreria nella stanza e scelse un vecchio romanzo, poi tornò dalla principessa e iniziò a leggere.


Zelgadiss si guardò intorno e vide una radura piena di fiori e di alberi dall'intricato groviglio di rami. Seguì il distante rumore di acqua corrente, fino a raggiungere una laguna con una cascata. Ai margini della laguna c'era un gruppo di rocce, sulle quali stava seduta una piccola figura. Mentre si avvicinava, notò che la figura indossava una camicia da notte leggermente velata ed era scalza.

"Amelia?"

La ragazza si voltò e sorrise, poi saltò giù dalle rocce e corse verso di lui per abbracciarlo stretto.

"Zeladiss, sei davvero-?"

"Qui? Bubbles mi ha detto del corridoio. Non ho potuto usarlo fino ad oggi"

"Vieni" lo condusse in un lugo ombroso, coperto di muschio vicino alla cascata, dove si sedettero.

"Come ti senti?" le chiese.

"Qui sto bene, là fuori fa ancora male, credo"

"Là fuori?"

"Nella realtà. Il mio corpo è ancora ferito, giusto?"

"Si, le cose stanno migliorando e-"

"Rimarrò sveglia un pò più a lungo la prossima volta" sorrise.

"Il tuo Piano Astrale è magnifico" esclamò lui, guardando il fogliame e i colori che li circondavano.

"Anche il tuo"

"Amelia, volevo chiederti.."

"Cos'è successo con Nephillo?" lo anticipò. Lui annuì.

"Te lo dirò ma non ho voglia di parlarne adesso. Preferire godermi il tempo che stai passando qui con me"

"Ma dobbiamo sapere se è morta!"

"Lo è, non tenterà mai più di farti del male. L'ho sistemata io" rispose lei, stringendogli una mano.

"Non era questo che mi preoccupava"

"Ti prego, ho veramente bisogno di parlare di qualcos'altro" sussurrò lei.

"Mi dispiace" le sorrise. "Che ne dici se ti aggiorno sugli ultimi avvenimenti?"

"D'accordo" rispose lei, rasserenandosi visibilmente.

Iniziò a raccontarle di Joliet che aveva iniziato a parlare e di sua madre Aya. Le disse anche che tutta la gente del villaggio si era offerta di aiutarli a cercare il Trialcon per le sue medicine. Amelia lo ascoltava attentamente, guardando la Chimera che si animava di più ad ogni parola. A metà di una frase, gli passò una mano tra i capelli sorridendogli calorosamente. Zelgadiss si fermò, sorpreso da quel gesto improvviso.

"Non aveva ancora capito quanto mi mancasse parlare con te fino a questo momento" spiegò e lo abbracciò stretto.

"Anche a me......è mancato parlare con te" rispose lui, abbracciandola lentamente.

"Lo so che ci sono molte cose serie di cui dobbiamo parlare, ma ora come ora voglio solo riposarmi, d'accordo?" lo sentì annuire in risposta. Rimasero in silenzio, in quell'abbraccio confortevole, per alcuni lunghi istanti.

"Quanto puoi rimanere?" Chiese lei, piano.

"Non lo so, un pò credo. Perchè?"

Amelia si alzò e offrì la mano a Zelgadiss. "Cammina con me"

"Camminare con te?" Chiese lui, confuso.

"Sì, permettimi di farti visitare i miei sogni" sorrise.

Lui afferrò la sua mano e si alzò mentre il paesaggio si trasformava in qualcos'altro.

"Dove siamo?" chiese, vedendo una montagna in lontanza e una piccola insenatura proprio vicino a loro.

"Seguimi" gli disse lei, addentrandosi nell'acqua fino alle ginocchia, con le braccia tese verso di lui.

Lui sorrise, si lasciò prendere per mano e la seguì nei suoi sogni.


Bubbles aprì la porta lentamente ed entrò nella stanza senza fare rumore. Daisy lo seguì, con Gourry subito dietro. Il mercenario aprì la bocca per dire qualcosa ma fu immediatamente fermato dai due draghi mazoku.

"Parla a bassa voce" sussurrò Daisy, indicando il letto. Gourry annuì.

I tre guardarono la Chimera addormentato, il quale aveva un sorriso felice sul viso.

"Mi chiedo da quanto sia qui" sussurrò Bubbles.

"Andiamocene prima che si svegli" suggerì Gourry, dirigendosi verso la porta.

Una volta fuori, il trio iniziò a parlare con un tono di voce normale.

"Sono contenta che stia riposando" esclamò Daisy.

"Il risveglio di Amelia deve aver alleggerito un pò di quel peso che si era messo sulle spalle" aggiunse Bubbles.

"Credete che abbia attraversato il corridoio dei sogni per visitare Amelia?" Chiese Gourry.

"La cosa non mi sorprenderebbe"


La luce le fece male agli occhi non appena li aprì. Dopo alcuni istanti quella sensazione dolorosa svanì, rendendole più semplice mettere a fuoco le cose. Provò ad alzarsi, ma gli arti le pesavano come piombo. Solo dopo essersi concentrata riuscì a muovere un braccio, sforzo che fu accoltò con una fitta di dolore improvvisa. Amelia lasciò andare un grido secco e digrignò i denti, in attesa che il dolore si attenuasse.

La porta della sua stanza si aprì e uno strano uomo con il camice bianco si avvicinò al suo letto.

"Salve Amelia, io sono Odayaka Hinode, il tuo medico. Ti ho sentito da fuori, puoi dirmi cos'è successo?"

"Il braccio....fa male quando..." lasciò la frase in sospeso, sentiva la lingua grossa e pesante quasi quanto le braccia.

"Sei indolenzita per via delle ferite e le tue giunture potrebbero essersi irrigidite a causa dell'immobilità"

Raggiunse un armadietto e ne estrasse un barattolo pieno di unguento blu. Ne prese un pò e glielo passò sui gomiti, per poi tirare indietro le coperte e fare la stessa cosa con le ginocchia. Fatto questo, iniziò a muoverle lentamente i gomiti.

"Va meglio?" chiese. Lei annuì.

"Questa è una pomata per massaggiare le giunture e i muscoli intorpiditi, ma sono sicuro che quando sarai un pò più sveglia e imparerai a prenderla con calma il dolore si ridurrà"

"Okay" gracchiò. Le parole vennero fuori solo un pò meglio del precedente tentativo. Si sentiva sconnessa dal proprio corpo e questo la irritava notevolmente. Poteva vedere le proprie gambe e le prorie braccia me le ci voleva grande concentrazione per sentirle o muoverle. Si sentiva una bambola su una mensola, ed odiava questa situazione.

Provò a muovere di nuovo il braccio per ricollegare alcune parti del corpo. Lo alzò più lentamente e, attraverso il tessuto del pigiama, sentì il calore della pomata dare nuova mobilità alle giunture irrigidite, riducendo il dolore. Riuscì a tirarsi un pò su, prima di ricadere sul letto, ancora troppo debole per sostenersi.

"Aspetta, ti aiuto" Odayaka sorrise. La circondò con le braccia e la sollevò seduta, poi le sistemò i cuscini dietro la schiena perchè le facessero da supporto.

"Mettiamo la bambola in una altra posizione" pensò, guardando il medico che la spostava con sicurezza e si dava da fare a metterla comoda.

"Sembra un uomo gentile" pensò, sorridendogli mentre quello finiva di sistemare i cuscini.

"Grazie" disse lentamente, mentre la lingua si faceva più leggera e tornava ad aiutarla nei suoi discorsi.

"Di niente. Vuoi qualcosa da bere?" Chiese il medico. Lei annuì.

Quando uscì, Amelia si prese un istante per guardare la sua stanza. Conosceva già molti particolari, da quello che Zelgadiss le aveva raccontato, ma vederli coi propri occhi fu una sorpresa. Non troppo lontana dal suo letto, c'era una strana macchina sistemata accanto ad una lunga asta a cui era attacata una sacca di liquido verde. Entrambe erano collegate a lei tramite dei tubi infilati nel braccio. Poi c'era una poltrona dall'aspetto comodo accanto al suo letto, con una coperta chiara gettata sopra. Sul lato più lontano della stanza c'era un armadio con altre coperte e mensole piene di bottigliette e barattoli.

"Un mobiletto per i rifornimenti, immagino" ragionò. Pensare era l'unica cosa che riusciva a fare senza difficoltà, ringraziando il cielo, pensò.

Scoprì che aveva delle abrasioni e delle fasciature sui bracci. Poteva sentirne altre sulle gambe e sulla vita, e il suo stomaco era sottosopra.

"Hai le costole rotte, così abbiamo dovuto fasciarle"

Amelia alzò lo sguardo e vide Odayaka insieme ad una strana donna che assomigliava a Joliet.

"Probabilmente è Aya" ragionò, ricordava che Zelgadiss aveva detto che si trattava della madre della bambina.

Odayaka le passò una tazza d'acqua. Lei la afferrò con entrambe le mani e provò a berne un sorso.

"Tu sei....Aya" riuscì a dire alla fine.

"Si. La madre di Joliet" sorrise la donna. "Come ti senti?"

Amelia guardò la donna con un'espressione scura sul viso.

"Immagino che questa sia una risposta" rise.

"Quello che faremo oggi sarà spiegarti le ferite che hai riportato e i trattamenti a cui ti abbiamo sottoposto fino ad ora. Poi ti faremo un esame e ti chiederemo di dirci esattamente cosa senti: dolore, rigidità o qualsiasi altro tipo di disturbo. Te la senti?"

"Si" mormorò la principessa e bevve un altro pò d'acqua.

"Sei stata sottoposta ad un alto quantitativo di Liquid Nightmare" iniziò Aya. "La maggior parte del miasma che circondava il tuo corpo è evaporata ma ce n'è ancora parecchio nel tuo organismo. Per questo motivo le tue ferite non possono essere curate con la magia. Stiamo usando il Trialcon in varie forme per far evaporare il Liquid Nightmare dal tuo corpo. La sacca di liquido vicino al letto contiene una soluzione di Trialcon che ti viene iniettata per via endovenosa e vicino a te c'è il Misuratore di Liquid Nightmare che ci serve a misurare il livello di Liquid Nightmare nel tuo organismo".

"Oltre a Liquid Nightmare hai anche tagli e abrasioni sulle braccia e sulle gambe. Il polso del braccio a cui è collegata la flebo ha una frattura da urto, lo stesso vale per la gamba. Prima ti ho detto che hai le costole fratturate, sono quattro per l'esattezza." spiegò Odayaka. "Quando ti abbiamo portata qui avevi dei problemi al cuore e ai polmoni, hai delle difficoltà ha respirare?" Chiese, usando i suoi strumenti per sentirle il cuore.

"No" rispose "Sono solo stanca"

L'esame continuò con ulteriori domande su cosa la principessa provasse quando si muoveva in una certa maniera e, in generale, sulle sensazioni che provava riguardo alle braccia e alle gambe. Indicò il punto in cui per la prima volta era stata sfiorata dal Liquid Nightmare e le spiegarono che quello era il punto attraverso cui il Liquid Nigtmare era entrato in circolo nel suo organismo.

Solo quando arrivò il momento di cambiare le fasciature, Amelia si rese veramente conto di quanto fosse stata grave. Le sue gambe erano piene di graffi e tagli e quella fratturata aveva addirittura una stecca. Le braccia erano in condizioni migliori, ma non molto. I tagli furono disinfettati e bendati nuovamente mentre le venivano fatte altre domande al riguardo. Dopodichè Aya controllò le costole, applicò di nuovo la pomata e in fine le rifasciò.

Amelia fece del suo meglio per rispondere alle domande ma il suo cervello continuava a lavarore più velocemente dei suoi riflessi. Alla fine dell'esame, si sentì esausta e senza fiato a forza di venire mossa così tanto.

"Penso che tu ne abbia avute abbastanza per oggi" sentenziò Aya, vedendo il sudore che si era formato sulla fronte della principessa.

Amelia si lasciò andare sui cuscini ed emise un sospiro di sollievo. Odayaka andò a prenderle un altro bicchiere d'acqua e Aya l'aiuto a mettersi comoda.

"Dovremo continuare più tardi, ma per il momento pensa solo a riposarti" le spiegò Aya, passandole il bicchiere d'acqua.

"Questo vi sarà utile?" Chiese lei, respirando ancora a fatica.

"Molto" rispose Odayaka. "Il tuo aiuto è veramente importante per noi; riposati e chiama se hai bisogno di qualcosa" concluse, poggiando il cubo con il bottone in cima vicino a lei, sul letto. Amelia guardo il medico e Aya confusa.

"Ti basta premere il bottone là sopra per chiamare qualcuno. Io sono proprio in fondo al corridoio" Aya sorrise e poi lasciò la stanza insieme ad Odayaka.

Amelia sistemò meglio la testa sui cuscini mentre la stanchezza prendeva il sopravvento sul suo corpo e cadeva in una specie di dormiveglia.


Aya lasciò la corsia e si diresse nel suo ufficio con gli appunti raccolti durante l'esame di Amelia. Odayaka le aveva segnato alcune prescrizioni per migliorare la mobilità di Amelia e alleviare il dolore. Aya voleva anche apportare alcuni cambiamenti al regime adottato quando la principessa era ancora priva di sensi.

Quando raggiunse l'ufficio e aprì la porta trovò a fissarla gli occhi ansiosi di Lina, Gourry, Daisy e Bubbles.

"Come sta?" Chiesero tutti insieme. Aya sorrise e si sedette alla sua scrivania.

"Relativamente bene. A dire il vero ho appena finito di farle un check-up completo. Sta riposando adesso, potrete vederla più tardi se se la sente"

"E l'esame?"

"E' debole, a parte le ferite, è difficile per lei muoversi. Ma è determinata e forte; il mio lavoro è definitivamente concluso. Ma c'è una cosa della quale vorrei discutere con voi"

"E sarebbe?" chiese Lina.

"Penso di saperlo" intervenne Bubbles. "Zelgadiss, presumo"

"Si" Aya annuì. "A proposito, dov'è?"

"Penso che stia ancora riposando" rispose Daisy. "Cosa stavi dicendo di Zel?"

"Bè ultimamente ci è capitato spesso di parlare dell'aiuto che ci ha dato nel curare Amelia. E so, visto il tempo che ho passato con lui, che il suo attaccamento a lei è molto forte. E sento che la cosa vale anche per la principessa"

"Non vuoi che facciamo sapere ad Amelia quanto si sia preoccupato" indovinò Lina.

"Penso che questo la preoccuperebbe"

"Lo scoprirà prima o poi" commentò Bubbles.

"Lo so, e lei e Zel dovranno parlarne, ma immagino che avranno molte altre cose di cui discutere." concluse Aya, ricordando l'ultima conversazione che aveva avuto con la Chimera.

"Io credo che le cose stiano migliorando davvero ora che lei si è svegliata" pensò, mentre gli altri uscivano dall'ufficio e lei raccoglieva le carte necessarie per tornare nella corsia di Amelia.


Avrebbe giurato di aver fatto soltanto un pisolino dopo pranzo e invece, quando aprì gli occhi, scoprì che era già il giorno dopo. Amelia uscì dal sonno post-esame per riempire lo stomaco, i cui gorgoglii l'avevano svegliata.

Si sentiva debole e gli arti erano di nuovo pesanti e intorpiditi.

"Per quanto ancora deve andare avanti?" brontolò.

Si guardò le braccia e tentò di spostarle in una nuova posizione. Furono molto più co-operative del giorno prima e, con un piccolo sforzo, riuscì a mettersi seduta da sola.

"Bè, questo è un miglioramento" sorrise.

Si accorse che il cubo era ancora sul suo letto. Mentre cercava di prenderlo, il suo stomaco gorgogliò ancora più forte.

"Un pò di cibo è una buona idea" pensò, premendo il bottone sul cubo.

Pochi minuti dopo Aya entrò nella stanza e sorrise quando vide che Amelia si era seduta.

"Vedo che i tuoi riflessi vanno un pò meglio oggi" commentò.

"Già" rispose, la sua voce lavorò esattamente come le braccia. "Mi chiedevo se potevo..." il suo stomaco ringhiò, concludendo la frase.

Amelia guardò imbarazzata l'altra donna che tentava di reprimere una risata.

"Il tuo appetito è un ottimo segno. Ti porto qualcosa. Te la senti di ricevere visite?"

"Si, si certo!" esclamò Amelia eccitata. Si era più volte chiesta di Zelgadiss, di Lina, di Gourry e dei loro nuovi amici: Bubbles e Daisy. "Quando potrò vederli tutti?"

"Li farò entrare dopo che avrai mangiato e avrò dato un'occhiata alle tue condizioni, d'accordo?"

Amelia annuì entusiasta, sorridendo radiosamente.

"Adesso vado a prenderti qualcosa da mangiare" esclamò Aya.

Amelia guardò Aya mentre usciva e represse la voglia di saltare su e giù, ben sapendo che i suoi muscoli avrebbero protestato.

"Vedere di nuovo tutti quanti sarà fantastico" pensò, chiedendosi come stessero tutti quanti, desiderando disperatamente di vedere i loro visi. "E' stupendo poter rivedere Zelgadiss di persona" sospirò.

Una caldo senso di impazienza si impadronì di lei, la prospettiva di poterlo vedere e stare vicina a lui la fece sorridere. Specialmente il pensiero di potergli dire la profondità dei suoi sentimenti, del suo amore.

"Non vedo l'ora di vederli tutti quanti" si disse ad alta voce.

"E non dovrai aspettare a lungo" le rispose Aya, tornando con il cibo.

Si trattava di una semplice zuppa e di un panino non troppo elaborato ma ad Amelia sembrarono le cose più deliziose che avesse mai mangiato. Mangiò di gusto ma ebbe un pò di problemi con la zuppa, visto che non riusciva ad afferrare saldamente il cucchiaio. Aya trovò la soluzione, versando la zuppa in una tazza così che Amelia potesse berla.

"Non mi ero accorta di avere così tanta fame" commentò Amelia, bevendo la zuppa.

"Bè stai lavorando sodo per rimetterti in sesto, è un buon segno" Aya sorrise.

Amelia annuì e continuò a bere. Lanciò un'occhiata alla porta chiusa vicino al letto, la quale aveva catturato la sua attenzione il giorno prima.

"Cosa c'è la dentro?" chiese.

"E' la stanza attigua" fu la risposta.

"E ci sta qualcuno adesso?"

"Ci stava Zelgadiss" rispose Aya, con cautela.

"Zelgadis?!?!" Amelia la guardà sorpresa.

"Ci ha aiutati a prendersi cura di te quando eri priva di sensi. Credo che si stia riposando alla taverna ora"

"Si è preso cura di me, come?"

"Abbiamo scoperto che era immune al Liquid Nightmare"

"Per via della sua pelle?"

"Si" Aya annuì "Così gli abbiamo chiesto di dare una mano"

"Capisco" mormorò pensosamente.

"Ad ogni modo credo che tutti quanti siano alla taverna ora, visto che è piuttosto presto. Li farò venire nel pomeriggio. Prima di questo però prenderai le medicine, controlleremo i livelli e cambieremo lenzuoli e pigiama, d'accordo?"

"D'accordo" Amelia sorrise, mentre l'entusiasmo continuava a crescere.


Zelgadiss si allargava nervosamente il colletto mentre gli altri erano intenti a parlare tra di loro eccitati.

"Non vedo l'ora di vedere Amelia, è passato così tanto tempo da quando ci siamo parlate l'ultima volta" sospirò felice Daisy.

"Sì, sarà fantastico rivedere la mia adorabile principessa" le fece eco Bubbles, felice allo stesso modo. Zelgadiss gli lanciò un'occhiata torva e il mazoku sbattè le ciglia con aria innocente.

"Il solo fatto che sia in grado di riceverci mi riempie di gioia" commentò Gourry.

"Giusto. E possiamo anche chiederle cos'è successo lassù" esclamò Lina.

Zelgadiss volse la sua attenzione sulla Rossa, guardandola con espressione vigile.

"Potrebbe essere ancora troppo presto per chiederle come sono andate le cose" sibilò a denti stretti.

Lina notò quella rigidezza e colse al volo il significato nascosto dietro a quell'atteggiamento.

"La cosa lo sconvolge ancora molto" pensò e poi aggiunse ad alta voce: "Forse si o forse no, ma non lo sapremo mai finchè non proviamo a chiedere. Dobbiamo per lo meno sapere se Nephillo è-"

"Lo è" tagliò corto Zelgadiss.

"Come lo sai?" Chiese Daisy.

"Ho usato il corridoio per vedere se riuscivo a parlare con Amelia dopo che ha iniziato a sentirsi meglio. Mi disse che Nephillo era morta e che non voleva parlarne più. Ecco perchè credo che tu non debba insistere sull'accaduto, Lina"

Inoltre lui non voleva assolutamente sentire i dettagli di ciò che era accaduto. Vedere com'erano andate a finire le cose era già sufficente per lui.

"Io credo che lei sia pronta per parlarne" s'intromise Aya, entrando nella stanza. "E poi penserà che c'è qualcosa di strano se non le chiedete niente"

"Possiamo vederla adesso?" Domandò Daisy.

"Sicuro. Abbiamo appena finito di somministrarle dei medicinali e di controllare i suoi valori. Venite, vi porto da lei"

Il gruppo seguì Aya diretta alla corsia in cui si trovava Amelia, con Zelgadiss che chiudeva la fila. Era ansioso di vederla quanto tutti gli altri ma non sapeva cosa sarebbe successo o come avrebbe dovuto comportarsi quando si sarebbe trovato faccia a faccia con lei.

Nel piano dei sogni di Amelia avevano parlato e riso e lui le aveva raccontato di cosa stessero facendo gli altri, ma lei non aveva voluto parlare di cos'era successo con Nephillo.

"E adesso ha avuto tempo per pensarci" pensò, chiedendosi quale rapporto c'era veramente fra lui e la principessa.

Salirono l'ormai familiare rampa di scale che portava alla corsia di Amelia; la Chimera si ricordò di quanto fosse stato nervoso la prima volta che aveva salito quella rampa chiedendosi cosa i medici si aspettassero che facesse per aiutarla.

"Ho portato dentro due o tre sedie per farvi accomodare" esclamò Aya, riportandolo alla realtà. "Ad ogni modo fate attenzione, c'è ancora del Liquid Nightmare intorno a lei, sebbene siano solo deboli tracce" concluse quando raggiunsero il corridoio che conduceva alla stanza di Amelia.

"C'è qualcos'altro che dovremmo sapere prima di entrare?" s'informò Bubbles.

"Non toccatela troppo a lungo" rispose Aya. "So che sembra una cattiveria ma-"

"Comprendiamo" si affrettò a dire Lina. "Adesso, forza, entriamo" Gli altri la guardarono immediatamente. La risposta comprensiva della maga li aveva tutti sorpresi.

Lina li precedette e Aya la raggiunse per farle strada verso la porta che si trovava poco più giù.

"Eccoci qua" poi bussò e fece capolino.

"Avanti" rispose Amelia, sedendosi per bene sul letto, circondata da cuscini e coperte morbidissime che l'aiutavano a stare comodamente eretta.

Aya aprì del tutto la porta e uno per uno entrarono tutti.

Gourry entrò e prese posto sulla poltrona lì vicino, seguito da Lina, Bubbles e Daisy che si sistemarono sulle sedie che Aya aveva portato. L'ultima persona ad entrare fu Zelgadiss.

Amelia trattenne il respiro, guardando la Chimera entrare nella stanza. Lui si guardò intorno e non trovando altro posto dove sedersi, raggiunse il letto e si sedette lì, sorridendo leggermente con le guance rosse. Sorriso che Amelia fu felice di ricambiare.

Poi, all'improvviso, tutti iniziarono a parlare insieme, facendo domande e commenti sull'arredamento della stanza. Amelia scoppiò in una grossa risata che li fermò.

"Amelia?" Chiese cautamente Daisy.

"Non avete idea di quanto mi sia mancato parlare con voi" rise lei.

"Anche a NOI è mancato molto parlare con te" rispose Gourry, accarezzandole la testa.

"Allora, ti piace qui?" Domandò Bubbles.

"E' una bella stanza e il Dr. Odayaka e Aya sono stati molto gentili con me, anche se io non sono di grande aiuto"

"Oh, questo non è vero" esclamò Aya "Sei riuscita a sederti da sola questa mattina!"

"Hai ragione, immagino che sia un progresso" sorrise lei.

"E dimmi, com'è il cibo qui?" Chiese Lina.

"Lina è mai possibile che tu debba sempre pensare con lo stomaco?" insinuò Zelgadiss, facendo ridacchiare la principessa.

"E' un ottima domanda, invece. Come fa uno a rimettersi in sesto se non mangia per bene, huh?"

"A dire il vero, il cibo è piuttosto buono. A pranzo ho mangiato un passato di verdura e un panino molto gustoso" rispose Amelia.

"Niente dolce?" Continuò la Rossa.

"Non so se li hanno"

"Posso fartelo avere per cena" la informò Aya. "Nel frattempo ho il mio giro da fare. Niente confusione, mi raccomando!"

"Non ce lo sogneremmo mai" sorrise Bubbles.

Quando la porta si richiuse, sul viso di Lina comparve una strana espressione. Si chinò in avanti per sussurrare qualcosa soltanto a Daisy e Amelia.

"Allora, hai pizzicato qualcuno degli inservienti sul..."

"LINA!" gridò Amelia, diventando rossa quanto Daisy.

"Era solo una domanda" rise Lina.

"Lina, davvero, credo che tu sia stata troppo con mio fratello" commentò Daisy.

"Che ho fatto stavolta?" piagnucolò Bubbles.

"E poi, fino a stamattina riuscivo a malapena a muovere il braccio, come credi che potessi andarmene in giro a pizzicare ragazzi sul-" S'interruppe quando vide Zelgadiss guardarla curiosamente, così come Gourry e Bubbles.

"Pizzicare ragazzi sul che cosa?" Domandò Gourry.

"Uh....non importa" mormorò la principessa.

Lina e Bubbles scoppiarono a ridere, seguiti da Daisy. Perfino Zelgadiss si lasciò scappare una risatina. Gourry li guardò, si strinse nelle spalle e si unì alla risata anche lui.

"Sono felice che siate venuti a trovarmi" esclamò Amelia, con un leggerissimo affanno nel respiro.

Zelgadiss lo notò e iniziò immediatamente a preoccuparsi.

"Stai bene?"

"Sì" rispose lei, prendendo un grosso respiro. "Ora come ora anche le piccole cose mi stancano, anche ridere, a quanto pare. Dammi un minuto, mi passerà" sorrise, colpita dalla sua preoccupazione.

"Come sapevi che c'erano problemi, non l'abbiamo sentita ansimare o altro?" chiese Daisy.

"L'ho sentito" rispose lui, tranquillamente.

Ascoltare il battito del suo cuore e studiare il suo respiro quando le stava accanto, era diventata un'abitudine per lui.

A volte gli sembrava addirittura musica. Il suo udito era diventato tanto acuto che poteva sentirla anche attraverso il muro che divideva la sua stanza da quella di Amelia.

"Era una delle cose che facevi quando aiutavi Aya e Odayaka a prendersi cura di me?" S'informò Amelia.

Gli altri si zittirono alla domanda, non sicuri di ciò che sarebbe venuto dopo.

"Sì, è così" rispose Zelgadiss, notando il cambio di atteggiamento da parte degli altri.

"Aya mi ha detto del tuo aiuto, ti ringrazio" sorrise, cercando la sua mano sulla coperta, ma non trovando la forza di raggiungerla. La mano della Chimera incontrò la sua a metà strada. Amelia posò la propria sulla sua e la strinse leggermente. Quel gesto dette a Zelgadiss una piccola traccia di speranza.

"Volevamo chiederti della battaglia nella fortezza" Chiese Lina improvvisamente. Zelgadiss le lanciò un'occhiata di avvertimento, che lei ignorò nonostante la sua paurosa intensità. "Se non ne vuoi parlare va bene, ma-"

"No, ne voglio parlare. So che dovete avere tutti molte domande"

"Ne sei sicura?" Chiese Zelgadiss.

"Sì" annuì e poi iniziò a raccontare loro i dettagli del suo vagabondare nella fortezza e della battaglia contro Nephillo, avvenuta nell'arena. Fece molta attenzione quando venne il momento di parlare del suo attacco finale, ricordandosi la discussione avuta con Lord of Nightmares. Poi toccò a Lina spiegare come subito dopo la fortezza fosse crollata fuori da Briseral, lasciandosi alle spalle una montagna di detriti.

Zelgadiss ascoltò in silenzio, cercando di trattenersi. La rabbia che provava per Nephillo gli ribolliva dentro, così come la sua presunta responsabilità al riguardo. Ascoltare i dettagli della battaglia, la nebbia nera e la cattiveria degli attacchi di Nephillo lo facevano sentire ancora peggio, nonostante la Principessa ne fosse uscita vittoriosa.

"Sapevamo che le cose erano state dure a giudicare dalle ferite che avevi riportato, ma non avevamo idea che la battaglia fosse stata così...." Daisy s'interruppe, non trovando le parole.

"spietata, animalesca?" concluse Amelia.

"Già" commentò Gourry.

"Combatteva come un animale selvaggio senza istinti" Amelia ridacchiò, prendendoli di sorpresa. "La sua arroganza e il suo ego l'avevano portata a sopravvalutarsi e a fregarsene di tutto. Aveva dei poteri magici, ma non la forza mentale per usarli"

"E' bello sentire che la tua positività non si è affievolita" esclamò Bubbles.

"La positività è la cosa più importante che una persona possa avere, sopratutto in questi momenti" rispose la principessa, appoggiandosi con un sorriso ai cuscini. "Allora dimmi, tu che cos'hai fatto Gourry? Qualche nuovo libro per caso?"

"Sì, in biblioteca ne ho preso uno che sto leggendo da quando abbiamo smesso di scavare al campo"

Gourry andò avanti a parlare del libro e delle cose interessanti che aveva trovato tra quelle pagine. Il suo intusiasmo era un pò infantile ed entusiasta, ma Amelia era contenta che il mercenario avesse trovato un interesse che lo eccitava a tal punto.

Poi tutti quanto parlarono di ciò che avevano fatto nel tempo libero, quando non avevano dovuto scavare. Fu confortante per la principessa sapere che si erano preoccupati per lei ma che avevano pensato anche a se stessi. Mentre parlavano, i suoi occhi si fermarono per un attimo su Zelgadiss e improvvisamente capì che non tutti erano stati bene come aveva creduto.

Decise che aveva bisogno di parlare con lui. Disperatamente. Lo studiò con discrezione dal suo nido di coperte sul letto. La naturale lucidezza della sua pelle era divenuta opaca e il suo viso era tirato e stanco. Avrebbe voluto uscire dal letto e incoraggiarlo a riposarsi e mangiare un pò. Non l'aveva mai visto così consumato prima d'ora, ed era preoccupata.

Ricordò che Aya le aveva spiegato che Zelgadiss era stato un elemento importante durante gli ultimi stadi della sua cura, fino al momento in cui aveva ripreso conoscenza. Ma la donna non era mai entrata nei dettagli.

"E' così spossato perchè si è preso cura di me?" si chiese. L'idea la toccò profondamente, perchè questa era la prova di quanto fosse esteso il suo interesse nei suoi confronti, ma ebbe anche paura che lui avesse oltrepassato i propri limiti. In quel momento il primo sbadiglio le scappò dalle labbra.

"Penso che ne hai avuto abbasta di noi, per oggi" esclamò Bubbles.

"No, tranquilli. Sto bene" disse subito Amelia.

"Lo sappiamo, sei solo stanca. Torneremo" la rassicurò Daisy.

"Ti porterò anche un libro, se ti va" si offrì Gourry.

"Sicuro" sorrise la principessa.

Lentamente si alzarono e si stiracchiarono, poi la salutarono e si avviarono. Zelgadiss si guardò indietro un paio di volte, come indeciso, prima di lasciare la stanza. L'ultima ad uscire fu Lina.

"Lina, aspetta un attimo" la chiamò Amelia.

"Che c'è?"

Da dietro il cuscino, Amelia estrasse un gruppo di pagine messe in ordine, tenendole strette tra le dita.

"Hai letto la mia lettera?

"Sì Hai ragione quando dici che è una faccenda grossa e glielo dirò molto presto" disse fermamente. Lina annuì, comprensiva.

"Come ti ho detto, le cose si metteranno bene. Dopotutto ti ho letto il futuro, ricordi?"

Amelia lo ricordava e si mise a ridere. La maga l'abbracciò con affetto e poi lasciò la principessa che sorrideva alla lettera nelle sue mani.

Il resto della giornata sembrò volare dopo quella visita. Seguirono un altro controllo e un pisolino. Quando si sveglio, all'ora di cena, trovò non solo il cibo ma anche un altro visitatore.

Joliet se ne stava accanto alla gamba della madre, con le mani dietro la schiena e sballonzolando sul posto impaziente.

"Ha insistito per vederti" spiegò Aya. "Non ti dispiace avere un ospite a cena, vero?"

"No, niente affatto"

Joliet corse e saltò sul letto entusiasta.

"Non saltare sul letto in quella maniera, Amelia non sta ancora bene" la rimproverò sua madre.

"Scusa mamma, scusa Amelia" mormorò la bambina.

"E' tutto a posto. Mi fa piacere sentirti parlare. Zelgadiss mi ha detto che hai iniziato a parlare mentro ero addormentata"

"Hai visto Zelgadiss oggi?"

"Sì. Lui e i miei amici sono venuti a trovarmi prima"

"Come sta?"

"Bene" rispose Amelia, mentre Aya portava un vassoio con due coperti.

"Non mangi con noi mamma?"

"Ho mangiato qualcosa prima, ma credo che mi siederò a parlare un pò"

"Evviva" esclamò Joliet. "Oh, e ti ho portato anche dei fiori" la bambina le mostrò un mazzo di fiori che teneva nascosto dietro la schiena.

Amelia accettò il regalo e sorrise a Joliet.

"Grazie mille. Sono meravigliosi"

"Ti piacciono?"

"Moltissimo" annuì Amelia.

"Grande! Mangiamo!"

"Sembra quasi Lina" Aya e Amelia risero.

La principessa e la bambina mangiarono, parlando animatamente con Aya. Le due ebbero interessanti discussioni sulla maniera migliore per giocare nella sabbia, sull'arte di creare torte di fango, sul giardino di Joliet e su un sacco di altre cose.

Ad ogni modo, tutto finì molto presto per l'avvicinarsi inesorabile dell'ora della nanna per Joliet. Prima di andarsene, la bambina abbracciò affettusamente la principessa.

"Adesso Zelgadiss non sarà più triste" le sussurrò, lasciando Amelia a chiedersi quante erano veramente le cose che le avevano nascosto riguardo a ciò che era successo durante il suo coma.



Nel primo pomeriggio del giorno seguente, Zelgadiss si recò al Centro per parlare con Aya. Si diresse nel suo officio, ansioso di capire esattamente quanto Amelia si stesse riprendendo. Quando arrivò, trovo Aya seduta alla sua scrivania, sommersa di carte.

"Come sta?" chiese.

"Bè, credo che un massaggio le farà bene" rispose Aya, alzando gli occhi dal suo lavoro. "C'è un pò di crema nella sua stanza, al solito posto insieme alle altre cose"

"Vuoi che lo faccia io?" Chiese Zelgadiss.

"Lo hai già fatto altre volte"

"Ma era priva di sensi e serviva ad aiutare il suo organismo a far circolare le medicine"

"Serve sempre alla circolazione e in più credo che sarà felice di avere un pò di sollievo per quei muscoli atrofizzati e doloranti"

"Sente dolore? E da quando?"

"Da sempre, solo che adesso è sveglia e lo sente. Vai di sopra e dille che sono ordini del dottore. Non ci farà caso, se è questo che ti preoccupa" concluse, con voce più gentile.

Le guance di Zelgadiss si colorarono leggermente mentre usciva, diretto alla stanza di Amelia.

"Spero che Aya abbia ragione" pensò, poi bussò leggermente alla sua porta.

"E' aperto" rispose Amelia.

Zelgadiss aprì la porta e trovò Amelia che guardava le strade della città attraverso la finestra. Girò lo sguardo verso di lui e sorrise.

"Ciao"

"Ciao"

Rimasero in silenzio per qualche momento, poi finalmente Zelgadiss si decise a parlare.

"Mi manda Aya" esclamò, mentre raggiungeva l'armadio in cui era riposta la crema di Trialcon.

"Perchè?"

"Così posso farti un massaggio"

"Massaggio?" arrossì lei.

"Darà sollievo ai muscoli atrofizzati etc.." spiegò. "Ma se non vuoi che sia io a fartelo..."

"No" esclamò lei all'istante. "Puoi farlo, non c'è problema" aggiunse, con crescente entusiasmo mentre l'idea prendeva forma nella sua testa.

Zelgadiss appoggiò la crema accanto al letto e sistemò i cuscini in modo che fosse leggermente sollevata. Tirò indietro la coperta, in modo che non intralciasse, poi si sedette accanto alla principessa e si arrotolò le maniche.

Amelia lo osservò preparare ogni cosa e fu sorpresa di notare con quanta velocità e precisione aveva sistemato tutto per farsi spazio.

"L'avevi già fatto prima?" Chiese.

Lui la guardò in maniera strana a quella domanda.

"Non te l'hanno detto?" Chiese a sua volta, aprendo il barattolo.

"Detto cosa?"

"L'ho fatto per circa una settimana, due volte al giorno" rispose. "Allunga il braccio"

Amelia obbedì, ancora sorpresa per quella rivelazione.

"Ho avuto due massaggi al giorno e non lo sapevo?" Sorrise.

"Sì" Zelgadiss si passò un pò di crema sulle mani e poi le prese il braccio.

La freschezza della crema contro la pelle era una bella sensazione, così come il calore generato dalle mani di Zel che si muovevano su e giù per il suo braccio, massaggiando leggermente i muscoli.

"Adesso rilassa il braccio" sussurrò lui. Lei ubbidì e potè sentire quel tocco leggero ancora meglio di prima.

"Perchè due volte al giorno? Il massaggio intendo..." Domandò, cercando disperatamente di mantenere la voce ferma.

"Avevi due iniezioni di siero al giorno e Aya pensava che aiutare muscoli e circolazione avrebbe facilitato l'entrata in circolo della medicina nel tuo organismo" spiegò lui, prendendo un altro pò di crema e passando all'altro braccio. "Ad ogni modo ho lavorato solo sue gambe e braccia. Non volevamo muoverti troppo"

Amelia annuì vagamente mentre le mani di Zelgadiss continuavano a creare quella strana magia su e giù per il suo braccio. Chiuse gli occhi e assaporò ulteriormente quella sensazione, che però si fermò all'improvviso. Aprì gli occhi e vide Zelgadiss spostarsi e afferrarle una gamba.

"Che stai facendo?"

"Le tue gambe" sorrise lui. Si era spostato un pò più indietro e si era appoggiato una delle caviglie di Amelia sulla spalla in modo che la gamba rimanesse parzialmente sollevata. Con un altro pò di crema, iniziò a massaggiarle il polpaccio, muovendo il pollice in lenti e leggeri cerchi per sciogliere i muscoli.

Amelia ripiombò sui cuscini con un sospiro.

"Se penso che dormivo mentre lo facevi! E' una sensazione stupenda!" gongolò lei. Zelgadiss arrossì mentre saliva lungo la gamba.

"Non mangiavi, non è così?" Chiese improvvisamente lei.

"Hai parlato con gli altri, non è così?" Chiese di rimando lui.

"No, a dire il vero loro hanno deciso di rimanere sul vago. L'ho notato da sola, ma avrebbero potuto dirmi qualcosa almeno. E' perchè ti hanno chiesto di prenderti cura di me?"

"Questo non c'entra. Solo non c'ho pensato"

"E non hai pensato nemmeno a dormire?" insunò lei.

Lui scosse la testa, massaggiandole il ginocchio e la parte che lo precedeva.

"Hai detto che l'hai notato, ma come?"

Fu allora che Amelia si rese conto della mano di Zel sulla propria coscia e si lasciò scappare un breve mugolio. Lui si fermò un attimo, temendo di averle fatto male. Fece per ritirare la mano ma lei lo fermò.

"Mi piace" sussurrò "continua". Lui annuì in silenzio cercando di mantenere sotto controllo la soddisfazione nascosta che quelle parole avevano suscitato in lui.

"Per rispondere alla domanda: me ne sono accorta perchè sei magro e opaco"

"Magro e opaco?"

"Per opaco, intendo la tua pelle. Generalmente è lucida e splende un pò. E mi sembra che tu abbia perso un chilo o due" spiegò con una voce ferma che sorprese anche lei, considerando quant'erano piacevoli le mani della chimera sulle sue gambe.

"E te ne sei accorta solo guardandomi?"

"Io ti guardo parecchio" sorrise lei, mentre lui cambiava gamba.

"Come ti senti?" Chiese lui, mentre lavorava su quella gamba nella stessa maniera in cui aveva lavorato su quella prima.

"Bene. Questo aiuta parecchio" si stava aggiustando meglio sui cuscini, sorridendo, quando fece una smorfia. Zelgadiss se ne accorse e si fermò.

"Che c'è?"

"La schiena" sospirò lei.

"Ci penso io, appena ho finito con la gamba" rispose lui.

"Ma Aya non vuole che mi distenda sullo stomaco"

"Per via delle costole?" chiese lui. E lei annuì. "Non ti preoccupare, c'inventeremo qualcosa" e continuò a massaggiarle la gamba.

I minuti sembrarono passare troppo velocemente per Amelia. Si chiese come avrebbe fatto a massaggiarle la schiena se non poteva distendersi.

"hum...la mia camicia da notte ha i bottoni sulla schiena, se può servire" ipotizzò lei. "Aya dice che è più semplice, così, fare i controlli."

Zelgadiss annuì, pensieroso. Poi diventò rosso non appena un'idea gli si formò in testa. Gentilmente mosse le gambe della principessa, in modo da averne una da un lato e una dall'altro, cosa che prese alla sprovvista la principessa.

"Zelgadiss?"

"Aggrappati al mio collo e spostati su di me, mentre ti sollevo" spiegò. Lei si mosse mentre la sollevava, e pochi secondi dopo si trovò con le gambe intorno al busto della chimera, arrossendo violentemente.

"Tutto bene?" S'informò lui.

"P-più o meno"

"Puoi usare me come supporto" mormorò lui e immediatamente la principessa comprese perchè avesse scelto una posizione tanto inusuale. In questo modo lei non avrebbe dovuto sforzarsi di rimanere seduta. Distese le braccia lungo i fianchi e gli appoggiò la testa su una spalla. Sentì le mani di Zel esitare sui bottoni. Sorrise.

"Come credi di passarmi la crema sulla schiena attraverso i vestiti?" lo punzecchiò, facendolo arrossire. "Avrai già abbastanza problemi, così come stiamo in questa posizione.."

Aveva pensato che qualche battuta poteva distendere la tensione, ma non ottenne il risultato sperato. Il suo tocco era caldo e solleticante allo stesso tempo, tanto che ridacchiò quando le sfiorò la schiena.

"Cosa c'è di così divertente?" Chiese lui.

"Mi fai il solletico" gli rispose lei in un orecchio, lasciandosi scappare un'altra risatina, che coinvolse anche lui.

"Se non altro sei a tuo agio" sospirò.

Dopo averle sbottonato la camicia da notte, prese un altro pò di crema dal barattolo al suo fianco e iniziò a massaggiarle la schiena.

Amelia lasciò andare un profondo respiro quando quelle mani vennero in contatto con le sue spalle. La loro ferma levigatezza che aveva massaggiato la pelle delle sue braccia e delle sue gambe, sembrava ora danzare un lento ritmo con le sue spalle a fare da pista da ballo. Si rilassò e gongolò felice, scivolando nei suoi pensieri mentre il dolore alle spalle veniva attenuato.

Zelgadiss la sentì emettere un ovattato mormorio mentre il suo intero corpo si rilassava e si appoggiava a lui. La posizione in cui si trovavano era scomoda per un massaggio alla schiena, ma a giudicare dalla reazione della principessa non se la stava cavando poi così male. Sentì il respiro di Amelia solleticarlo sul collo mentre la masaggiava. Poteva sentire il debole profumo dei suoi capelli, arrossendo si ricordò dell'ultima volta che l'aveva sentito.

Era seducente, Amelia se ne convinse. La pelle del collo, così levigata e blu sembrava farle l'occhiolino mentre si allungava sulla clavicola e spariva sotto la sua maglietta. Per giorni aveva subito analisi e aveva risposto a domande e, nonostante sapesse che i suoi amici si stavano solo sforzando di aiutarla, si era sentita in qualche modo isolata. Nonostante la quarantena fosse terminata, nessuno l'aveva toccata quando erano venuti a trovarla. Ora, appoggiata a Zelgadiss che si occupava dei suoi poveri muscoli doloranti, si sentiva di nuovo normale e a suo agio. Si inumidì le labbra secche, sempre fissando quella pelle blu a pochi centimetri da lei. Era come un ricco dessert che, al pari di una sirena, cantava una canzone invitante, e c'era una certa ansia nell'anticipazione di poter sentire quella pelle contro le labbra. Non aveva mai potuto resistere a qualcosa che le tentasse a quel modo.

Zelgadiss sentì Amelia circondargli il busto con un braccio e accarezzargli una guancia con l'altra mano. L'attimo dopo, un bacio sul collo e poi un altro ancora, e il suo braccio avvinghiarsi con fermezza mentre i baci aumentavano.

"Amelia" esclamò lui, a voce bassa, contro il suo orecchio.

"Mmmmm" mormorò lei in risposta, spostandosi sull'altro lato del collo. Zelgadiss si lasciò scappare un sonoro mugolio, sentendo la lingua di Amelia sulla pelle, poco sotto l'orecchio.

"Amelia" ripetè, questa volta tirandosi indietro per guardarla.

"Sì?" Chiese lei, sorridendo dolcemente.

"Che cosa stavi-?"

"Il tuo collo mi tentava" mormorò, avvicinandosi leggermente.

Con cautela, ma velocemente, Zelgadiss le riabbottonò la camicia da notte, cogliendola di sorpresa.

"Potrebbe succedere.... *ahem* succederti improvvisamente qualcosa" disse "E tu sei ancora molto debole"

"E baciarti mi dà più energia" sorrise lei, baciandolo un paio di volte sulle guance per poi tornare al suo precedente assaggio del collo.

Zelgadiss chiuse gli occhi e inconsciamente, perso nella morbidezza della labbra di Amelia sulla sua pelle, la strinse più vicina a sè. Fu lei stavolta a scostarsi, sfiorandogli leggermente le labbra con le proprie mentre lui spalancava gli occhi ancora una volta.

"Cena con me stasera" gli sussurrò. "Mi piace avere compagnia, e poi abbiamo bisogno di parlare"

Zelgadiss non fu in grado di ritrovare la voce e si limitò ad annuire, ben sapendo che questo momento doveva arrivare prima o poi.

"Quindi verrai?"

"Sì" ripetè ad alta voce. "Un pò dopo il tramonto, che ne dici?"

"Okay" lei annuì e lo strinse a sè. "E' così bello sentirsi normali"

"E prima non lo eri?"

"E tutta colpa di queste analisi" sospirò lei "E quando qualcuno viene a trovarmi, nessuno si avvicina. Qui, con te, adesso....è stata la prima volta in settimane che stavo così vicino a qualcuno.."

"Non immaginavo. Volevamo solo essere d'aiuto. Quelle analisi erano necessarie e adesso che sei sveglia, per loro è più semplice farsi un'idea di come ti senti"

"Lo so. E' solo un pò dura, a volte. Mi sento sola, anche se ci sono così tante persone intorno a me" esclamò, lasciando andare un sospiro.

"Sei stanca?" Chiese Zelgadiss.

"Un pò. Tutti quei massaggi mi fanno sentire veramente rilassata. Viene da pensare che avendo dormito due settimane ho fatto il pieno di riposo per un bel pò.." rise.

Zelgadiss l'aiutò a tornare distesa e la coprì. Poi si chinò verso di lei per rimboccarle le coperte.

"Tornerò stasera per la cena e quella chiaccherata, ok?"

"D'accordo. E riposati" mormorò lei.

"Lo farò" Zelgadiss sorrise e la baciò leggermente sul naso.

Amelia lo osservò mentre usciva, chiudendosi silenziosamente la porta alle spalle. Fissò il sole che si rifletteva sul soffitto e sospirò, toccandosi il naso.

Qualche minuto dopo, Aya entrò nella stanza, trovando la principessa che sorrideva con aria sognante.

"Amelia?" la chiamò.

"Ciao Aya. Come sta Joliet?"

"Molto bene. E anche tu mi sembri in forma"

"Zelgadiss è stato qui. Mi ha fatto un massaggio.......Oh!" saltò su a sedere. "L'ho invitato a cena"

"Ottimo. Ma sbaglio o c'è qualcosa che non va?"

"No, è solo.." Amelia s'interruppe e lanciò un'occhiata al semplice pigiama che indossava e al letto disfatto. Sospirò pesantemente. "Sono un disastro"

"E invece vuoi che tutto sia speciale?" Chiese Aya. Amelia annuì.

"Abbiamo molte cose di cui parlare"

"Non preoccuparti. Per te renderemo le cose speciali" Aya sorrise.

"In che modo?"

"Lascia fare a me"



Mentre il sole tramontava in lontananza, Amelia osservò la stanza, meravigliandosi del cambiamento.

"Aya ha fatto davvero un miracolo" sorrise.

Il letto era stato rifatto con coperte nuove di zecca, color verde smeraldo, e cuscini in tinta. La taverna aveva gentilmente preparato per lei una gustosa cenetta, ma ciò che più faceva felice la principessa era la sua nuova camicia da notte. Somigliava più ad un vestito da sera e le avolgeva le forme in un materiale simile a seta che ricordava quello delle lenzuola. Era color pesca brillante, che cangiava dal pallido fino ad un tono più scuro all'orlo della camicia da notte.

Si sedette sul bordo del letto, vicino al quale era stato sistemato il carrello, e attese l'arrivo del suo ospite.

"Prima ceneremo" pensò "Poi parleremo e allora glielo dirò"

In quel momento la porta scricchiolò leggermente. Amelia alzò lo sguardo e vide Zelgadiss.

Zelgadiss la osservò, seduta sul letto, notando la bellezza delle lenzuola che la circondavano. Le avevano cambiate, così come aveva fatto indossare alla principessa una nuova camicia da notte. I capelli, lasciati sciolti, le sfioravano le spalle in delicate ciocche che le giravano appena appena dietro l'orecchio. L'intera scena gli sembrò la rappresentazione della dolcezza, mentre si avvicinava.

"Allora dimmi, cos'hai ordinato per cena?" Chiese, avvicinando una sedia al carrello.

"Pasta condita con un ottimo sugo di verdura e carne" rispose lei, sollevando il coperchio posato sopra un grande piatto da portata e liberando così l'invitante odore del cibo. "Seguita da molte altre pietanze"

"Sembra ottimo, come sei riuscita ad organizzare tutto questo?"

"Aya sostiene che avere qualcosa di gustoso per cena mi stuzzicherà l'appetito. Il cibo qui è buono ma mi mancano le grandi cene giù alla taverna. Tutti quei sapori diversi e cose così"

"Non ti piace proprio stare qui, eh?" mormorò lui, fissando prima il piatto di Amelia e poi il suo.

"Non è questo" esclamò lei. "E' solo che non sono abituata a sentirmi così debole e indifesa. Riesco a malapena a muovermi, qualsiasi movimento in più mi rende esausta. Camminare, poi, quello è un concetto alieno. Per non parlare di queste quattro mura che mi stanno facendo impazziare. Non mi sento..."

"Normale" concluse lui. E lei annuì. "Parlerò con Aya, vediamo se riusciamo a fare qualcosa al riguardo"

"Sarebbe meraviglioso se ci riuscissi" esclamò lei, prendendo un pò di pasta. "Vorrei uscire fuori e magari cogliere fiori o giocare nel fango.." rise, mangiando ancora un pò.

"Giocare nel fango?"

"Adoravo sporcarmi facendo torte di fango nel giardino quand'ero a casa. Le facevo a strati e usavo i fiori come decorazioni. Ieri sera io e Joliet abbiamo avuto un'interessante discussione sulle torte di fango"

"Non mi dire" rise lui. "Presto sarai in grado di uscire, te lo prometto" esclamò, occhi negli occhi con lei. Amelia arrossì.

"Assaggia, è buonissimo" sorrise Amelia. Zelgadiss ubbidì e, dopo aver assaggiato, concordò all'istante con la principessa. Il cibo era molto saporito e per qualche strana ragione sembrava più gustoso di qualsiasi altra cosa avesse mangiato nelle ultime due settimane.

"Magari è la compagnia" ragionò.

La principessa continuò a mangiare, assaporando ogni singolo boccone.

"Questo è veramente buono" sospirò. "Chissà cos'altro c'è?"

Amelia sollevò i coperchi degli altri piatti rimasti, liberando altri buonissimi odori.

"Oh, ci sono le patate!" esclamò. "Assaggia" nè porse una forchettata a Zelgadiss con entusiasmo. Lui masticò lentamente, assaporando il sapore del cibo.

"Com'è?"

"Ottimo, prova" rispose lui, offrendosi di imboccarla a sua volta.

Le sue labbra dolci si chiusero intorno alla forchetta, estraendone delicatamente il boccone saporito. Masticò con lentezza, lasciando poi andare un piccolo mormorio soddisfatto mentre Zelgadiss la guardava rapito.

"E' buonissima!" ridacchiò lei. "Mi sento come se non mangiassi così bene da una vita"

"Conosco la sensazione" commentò Zelgadiss, tornando al suo piatto.

Continuarono a mangiare e ad intrattenere una discussione più che futile sul cibo e sul momento in cui Amelia avrebbe potuto realizzare il suoi desiderio di uscire all'aperto. Ben presto il pasto finì, però, e i due si ritrovarono uno di fronte all'altra in un imbarazzante silenzio.

"Sono piena" riuscì finalmente a dire Amelia.

"Idem" concordò Zelgadiss. "Porto il carrello nel corridoio, così più tardi qualcuno passerà a portarlo via"

Si alzò velocemente e lo portò fuori. Nel frattempo, Amelia trovò una posizione più comoda sul letto, aspettando il suo ritorno.

"Rilassati" si disse, facendo un ampio respiro per distendere i nervi tesi.

Quando Zelgadiss tornò indietro, la trovò seduta su letto in un'altra posizione e deglutì a fatica.

Amelia lo guardò sedersi di fronte a lei.

"Volevo solo dirti che-" iniziarono entrambi contemporaneamente, per poi fermarsi all'improvviso.

"Ti amo" confessò lei, a voce bassa.

"Cosa?"

"Dopo tutto ciò che è successo durante il nostro soggiorno a Briseral non puoi negare la mia serietà, che i miei sentimenti sono reali. Te lo avevo già detto in passato ma non in un modo che tu potessi prendere seriamente, ma te lo ripeto adesso. Tutto ciò che desidero è riconoscimento e un'opportunità: Che tu riconosca che sta succedendo qualcosa fra noi e l'opportunità di esplorarlo. Se tu non puoi o non provi lo stesso allora...capirò" concluse, con voce tremante.

"Come puoi dire questo dopo ciò che ti ho fatto?" sussurrò lui, sorpreso.

"Cosa mi hai fatto tu?" Ripetè lei, confusa.

"Sei stata ferita per colpa mia. Tu sei.....quasi morta. Come puoi startene lì seduta e dirmi che mi ami?"

E lei gli tirò uno schiaffo. Zelgadiss si posò una mano sulla guancia, fissandola ad occhi sgranati mentre lei ansimava pesantemente per lo sforzo di colpirlo. Il suo voltò si scurì e i suoi occhi fissarono arrabbiati quelli di Zelgadiss.

"Non farlo; non trovare scuse" gridò. "Che io t'interessi, oppure no; che tu voglia stare con me oppure no...... non ti nascondere!"

"Io non mi nascondo" rispose lui. "Tu sei qui perchè Evette ha visto quello che io ero ancora troppo cieco per vedere. O forse troppo spaventato, non so bene. Il punto è che è spaventoso mettere qualcuno a cui vuoi bene e che ti vuole bene in una situazione quasi mortale. Chiunque altro avrebbe-"

"Io non sono chiunque altro" sbottò la principessa. "Ti ho già detto una volta che tu mi sottovaluti troppo. E' così difficile per te credermi?"

"Non voglio ferirti" rispose lui a bassa voce.

Trovando nuova energia, Amelia riuscì a prenderlo per le spalle e a bloccarlo disteso sul letto. Zelgadiss la fissò dal basso in alto, sorpreso come quando pochi istanti prima lo aveva schiaffeggiato.

"E se fosse stato l'inverso? Se fossi finito tu qui, perchè Evette voleva me? Mi avresti odiata?"

"No"

"E allora pechè pensi che io ti odi? E per quanto riguarda la convinzione di essere la causa di ogni pericolo in cui mi trovo? Potrebbe benissimo essere l'inverso!"

"Questo non sarebbe mai successo se io non fossi stato qui e tu lo sai"

"Io non so niente del genere. Io so che prendersi cura l'uno dell'altro si fa alla pari. Ognuno si prende cura dell'altro, Ognuno protegge l'altro. Non è unilaterale. E so anche che hai iniziato a parlare con me" sorrise. "Anche se ti voglio bene da tanto tempo e siamo stati presenti l'uno per l'altra ben più di una volta, so che non mi ero mai sentita così vicina a te come qui a Briseral. E non voglio perdere tutto questo..."

"Neanche io lo voglio Amelia, ma non posso dimenticare in che stato eri quando ti abbiamo trovata, o i giorni in cui eri qui e pensavo che sarebbero venuti a dirmi che eri morta, ben sapendo che Evette aveva capito tutto prima di me e che era ormai troppo tardi per dirtelo! Sembravi così fragile e ferita e-" ormai senza controllo, le lacrime gli si formarono negli occhi mentre la fissava in viso. Il silenzio in cui piangeva era frastornante quanto il dolore che Amelia gli leggeva negli occhi. Quegli occhi tremavano, brillando per le lacrime non piante e per i ricordi di tutto ciò che era successo durante il suo coma. Lo stato mentale di Zelgadiss sembrava rispecchiare quello fisico di Amelia, e improvvisamente la principessa si senti una persona orribile per aver pensato che lui stesse ancora evitando i suoi sentimenti, quando invece la sofferenza gli veniva solo dal confronto.

"Che significa che eri troppo cieco per vedere ciò che Evette aveva già visto? Lo hai detto due volte"

"L'idea di poter essere felice in questo corpo era una cosa che non aveo mai considerato, perchè era come abbondanore la ricerca di una cura. La felicità mi appariva come una prerogativa della gente normale, perchè per me conduceva soltanto alla delusione. ma in questo periodo con te, qui a Briseral, tutte queste sensazioni sembravano sparite. Hai detto tante cose che prima non mi sarei mai permesso di pensare. Cose che sapevo nel profondo del mio cuore, ma che avevo paura di raggiungere e di guardare più da vicino. Ho avuto tanto a cui pensare"

"E a che cosa hai pensato?"

"Quando parlai con Bubbles per scoprire cosa fosse successo durante il nostro sogno, sai cosa mi disse? Mi disse che non era importante ciò che era successo, considerando. All'inizio non avevo capito cosa volesse dire, ma quando ero con Evette ho pensato molto e gran parte dei miei pensieri erano su di te. E' stato allora che ho capito cosa volesse dire 'considerando'".

S'interruppe, guardando davanti a sè con espressione sognante.

"Cosa significa 'considerando'?" chiese allora lei.

"'considerando' cos'avevo iniziato a provare. Stavo crescendo, stavo iniziando a vivere e nonostante cercassi di negarlo, lei lo aveva capito" si chinò in avanti e le prese il viso fra le mani, accarezzandole gentilmente le guance con i pollici. "Tu sei la donna che ho descritto il primo giorno del concorso. Sei stata più comprensiva e paziente con me di chiunque altro. E io quasi......mi dispiace così tanto" tremò, scuotendo la testa e lasciandola andare. "Mi dispiace così tanto"

Girò la testa, lasciando che le lacrime bagnassero le coperte.

"Non è colpa tua" sussurrò lei abbracciandolo e baciando le lacrime che gli scorrevano sulle guance. "Nessuna di noi sapeva chi fosse Evette"

Lui l'abbracciò e la tenne stretta. Amelia appoggiò la testa alla sua, guancia a guancia e Zelgadiss sospirò mentre la vicinanza e la forza della principessa riportavano la calma in quel mare in tempesta che devastava la sua mente.

"Puoi perdonarmi?" mormorò lui, girando la testa per guardarla in viso.

"Non c'è niente da perdonare" sussurrò lei, sorridendo. "Non hai fatto niente di male"

Zelgadiss sentì le proprie labbra aprirsi in un sorriso mentre si sollevava per poterla baciare per bene. La strinse ancora di più mentre esploravano ognuno le labbra dell'altra e quella nuova emozione che c'era fra loro.

"Zelgadiss.." sussurrò Amelia, mentre si dividevano per prendere aria.
"Si?"

"Mi fanno ancora male le costole, ti dispiace..." iniziò timidamente.

La situazione lo colpì improvvisamente e allora allentò la stretta.

"Non avevo intenzione di......stai bene?"

"Sì, dobbiamo solo stare attenti la prossima volta" sorrise lei.

"Lo credo anche io" arrossì l'altro.

"Ad ogni modo" continuò la principessa ranicchiandosi contro la chimera. "Le coccolone andranno bene lo stesso"

Lui la abbracciò di nuovo e la tenne a sè mentre se ne stavano distesi fianco a fianco sul letto. Zelgadiss fissò il blu di quegli occhi e vagamente si chiese come poteva essere stato così stupido da sottovalutare la forza di Amelia.

"Questo significa che stiamo insieme, adesso?"

"Credo di si" rispose lei, accarezzandogli leggermente la guancia.

"Ad essere sinceri, questo è un territorio piuttosto nuovo per me. Non ho avuto molte esperienze prima......e dopo sembrava impossibile. Ma prometto che ci proverò"

"Questa è l'unica cosa che ho sempre voluto, che tu provassi" poi gli afferrò una mano e si mise a giocare con le sue dita.

"Mi sono sempre chiesto perchè lo fai?"

"Faccio cosa?"

"Mi tocchi sempre le mani"

"Vuoi davvero saperlo?" Chiese lei.

"Sicuro"

"Prometti di non ridere?"

"Promesso" rispose lui, diventando ancora più curioso.

"Quando ero piccola, mia madre aveva un vestito che le piaceva più degli altri. Era giallo chiaro e fatto di un qualche tipo di seta. Era anche il mio preferito perchè era liscio e caldo quando lo toccavi. Mi piaceva nascondermi sotto quel vestito, nell'armadio, quando giocavamo a nascondino" la principessa rise di quel lontano ricordo. "Ricordo di aver pensato a quanto la tua pelle somigliasse a a quel vestito una delle prime volte che ti ho toccato."

Zelgadiss si guardò le mani come se fosse la prima volta che le vedeva.

"Credo che sia il più bel complimento che qualcuno mi abbia mai fatto" commentò piano e la baciò di nuovo. Poi si scostò e scosse la testa, in un misto di stupore e meraviglia.

"Nonostante io sia una chimera tu....voglio dire sono blu e..."

"E luccicante, come uno scrigno di zaffiri. Tu sei.......il mio principe di zaffiro, il più grande tesoro esistente." sussurrò contro le sue labbra. Lo baciò in maniera lenta e pigra, assaporando ogni brivido delle labbra di Zelgadiss sulle sue.

Zelgadiss la guardò, le toccò il viso e lei sospirò.

"Perchè dici cose del genere?" mormorò.

"Quali cose?"

"Su di me, sugli zaffiri, e sui vestiti della tua infanzia? Perchè mi paragoni a cose così preziose?"

"Perchè tu sei prezioso per me" sorrise lei. "E poi, non è certo più lusinghiero di ciò che hai detto sul mio vestito e sul festival di Cersia"

"Immagino sia così" rise lui, una risatina a mezza gola che rese il sorriso di Amelia ancor più brillante.

"Perchè non ho mai capito che avevi così tanta forza, prima?" Chiese Zelgadiss, prendendola tra le braccia mentre si sedeva di nuovo. "Così tanta forza che sei riuscita a portarmi, letteralmente, attraverso quest'avventura fin dall'inizio" sussurrò fra i suoi capelli.

Le piaceva il calore del suo respiro sulla testa e lo abbracciò un pò più stretto, nonostante le incessanti proteste delle sue costole.

"Parli come se tu non avessi alcuna forza"

"E' così che mi sento, specialmente se mi paragono a te in queste ultime settimane"

Lo baciò sulla curva del mento e raggiunse con la mano il groviglio metallico dei suoi cappelli, che si passò tra le dita.

"Hai dimostrato molta forza, sopratutto mentre io ero qui. Hai messo da parte le tue limitazioni fisiche e hai tenuto sotto controllo le emozioni così da concentrarti soltanto su ciò che Odayaka e Aya ti chiedevano. E nonostante non mi piaccia l'idea che tu non ti sia preso cura di te stesso, penso comunque che ci sia voluta molta forza per andare avanti, considerando anche che ti sentivi responsabile"

"Vorrei che ti sentissi meglio, vorrei poter fare di più"

"Da ora in poi tocca a me e anche io spero di rimettermi presto" rise lei.

"Ma io credo che le mie motivazioni siano leggermente egoistiche" sorrise mefistofelico, piantandole un bacio sul collo per chiarire il concetto.

"E credi che le mie non lo siano? Lo sempre saputo che ti piaceva baciarmi" sorrise, appoggiandosi a lui di colpo.

"Ti senti bene?" Chiese Zelgadiss, guardandola.

"Mi sento leggermente spossata" fu la risposta.

"Se vuoi dormire un pò, torno un'altra volta"

"No, non andartene" rispose lei velocemente. "Puoi stare qui con me" e Zelgadiss arrossì.

"Amelia io non credo che.....questa sia" balbettò, diventando ancora più rosso. "Non dovremmo....voglio dire..."

"Voglio solo che tu rimanga qui con me finchè non mi addormento" Amelia sorrise e lui sospirò di sollievo. "E ti prometto che non mi approfitterò di te" lo prese in giro, arrossendo.

"D'accordo" commentò lui, ancora rosso. Si alzò la coprì con le coperte e poi si sedette di nuovo, abbracciandola comodamente.

"Così va bene?"

"Meravigliosamente" la principessa sospirò e chiuse gli occhi. Pochi minuti dopo erano entrambi addormentati, e così li trovò Lina quando sbirciò nella stanza di Amelia.

La maga chiuse la porta silenziosamente e si voltò verso Gourry che aspettava al suo fianco.

"Dormono. Torneremo un'altra volta" bisbigliò.

"D'acordo" sussurrò in risposta Gourry e poi entrambi si avviarono lungo il corridoio. "C'era anche Zelgadiss?"

Lina annuì. "Dovevano parlare"

"Sono una coppia, finalmente?" Chiese Gourry, mentre scendevano le scale.

"Come sarebbe a dire 'finalmente'? Parli come se fosse una cosa prevista"

"Bè quando dividiamo la camera, a volte Zel mormora cose nel sonno"

"Cose?"

"Sì, su Amelia. Bè, in realtà solo il suo nome. Le è sempre piaciuta, solo che fin'ora non aveva mai trovato il coraggio di ammetterlo, penso."

"Sembra proprio così" annuì Lina.

"Credo che lo chiamino 'trasferimento emozionale inconscio durante il sonno'" esclamò Gourry, pensando ad alta voce.

"Come lo sai?"

"Era su uno dei libri che ho consultato quando abbiamo cercato informazioni. Si dice che i sogni nascano dai pensieri inconsci e dalle sensazioni, quindi dovevano per forza esserci molte informazioni sull'argomento"

"Hai letto veramente molto" sorrise Lina.

"Già. Leggendo tutte quelle cose, mi venivano tante domande e così leggevo ancora per trovare risposte"

"Ti eri proprio appassionato all'argomento"

"Era molto interessante a anche piuttosto divertente" sorrise. "Mi sarebbe piaciuto trovare altre informazioni"

"Perchè non ti iscrivi all'Università?" suggerì Lina.

"Vuoi dire come quella in cui insegnava il padre di Zel?"

"Sicuro! Se ti è piaciuto quello che hai letto e ne vuoi sapere di più..."

"Oh, sì!" esclamò lui entusiasta.

"...bè allora forse andare a scuola non è una cattiva idea!"

"Pensi davvero che posso fare una cosa del genere? Voglio dire, facevo tutti i compiti a scuola quand'ero piccolo ma non ero il più bravo"

"Se te la senti di provare, dovresti farlo. E poi, come hai detto tu stesso, sei bravo in certe cose, come ad usare la spada ad esempio. Esistono un sacco di persone che si sono allenate più di te ma che non raggiungeranno mai i tuoi livelli"

"Questo perchè mi piacciono tantissimo le spade e voglio sempre saperne di più" commentò Gourry.

"Bè potresti provare le stesse cose anche su questo argomento" ribattè Lina, mentre si avvicinavano alla porta del Centro. Si fermò e si voltò verso Gourry.

"Potremmo prendere dei libri, e vedere se ti piacciono. Non devi andare a scuola se non vuoi. Ma potremmo pur sempre trovare un buon negozio di magia che vende libri, o addirittura una libreria, in ogni città che visitiamo e..." Lina s'interruppe quando Gourry la sollevò da terra, abbracciandola.

"Grazie Lina"

"Per cosa?" Chiese lei, arrossendo, mentre un paio di infermiere e un medico osservavano la scena.

"Per essere una buona amica"

"Grazie Gourry" disse lei, abbracciandolo a sua volta anche se non così stretto.

Lui la rimise giù velocemente così come l'aveva presa in braccio, e poi entrambi uscirono dal Centro.

"Le cose stanno andando benissimo ora, dobbiamo festeggiare mangiando qualcosa" esclamò Lina, mentre s'incamminavano lungo la strada.

"Ottima idea. Hey Lina, guarda!" la chiamò Gourry, indicando una catasta di giornali sulla veranda di un negozio di fronte a loro. "E' l'ultimo numero di Bubbler, quel giornale di cui tu e Amelia parlavate al concorso"

"Oh, quell'immondizia" sibilò Lina "Cos'hanno messo in copertina stavolta?" Chiese, afferrando un giornale dalla catasta.

Lina lesse la prima pagina e divenne rossa, in un misto di imbarazzo e rabbia feroce.

"Che dice, Lina?" S'informò Gourry, guardando oltre la sua spalla. "Inverse-Gabriev: un romantico idillio" lesse ad alta voce. Sotto il titolo c'era una foto di Gourry e Lina distesi sul letto a parlare, scattata la mattina in cui lui aveva bussato alla sua porta.

"Gourry" sibilò Lina a dentri stretti.

"Sì, Lina?" rispose lui, nervoso.

"Dobbiamo fare una visita prima di mangiare" sorrise mefistofelica.

Pochi minuti più tardi, un'enorme esplosione scosse l'intera Briseral, svegliando una principessa addormentata e la sua chimera.

"Che cos'era?" chiese Amelia.

"Credo che Lina stia insegnando a certa gente a non inventarsi storie" rispose Zelgadiss, ripensando al giornale della sera che aveva visto andando a cena.

Tra il Caleidoscopio Cafè e l'emporio Nick-Knack c'era ora un cratere, che una volta era stata la sede del Briseral Blabber.
Inutile dire che nessuno si lamentò, ma anzi ci furono persone che in segreto esultarono anche.

Appena fuori dalla città, un anziano signore sedeva su una roccia e fissava Briseral, le rughe delle guance rese ancor più profonde da un sorriso.

"Bè, sembra che alla fine tutto sia andato per il meglio" mormorò.

"Allora adesso che cosa farai?" Chiese una seconda voce.

"Riposare. Posso finalmente riposare. Sono solo l'ombra di ciò che ero un tempo, prima di incontrare Nephillo. Ora lei se n'è andata. Vorrei solo aver potuto fare di più per loro, a parte avvertirli"

"E' stato sufficente, il resto è venuto da sè"

"Adesso, si, tutto è risolto" disse il vecchio, con l'aria di chi la sa lunga. Si voltò per guardare l'altro in faccia ma fu accolto solo dalla strada deserta e dalle tracce lontane di una risata.

"Forse, o forse no" la voce rise, e poi sparì completamente.

"Già, d'altra parte" il vecchio sorrise, lanciò un'altra occhiata a Briseral e poi scomparve anche lui. "Credo che dovranno aspettare e vedere"

Fine...o quasi

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