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Drammatico
Amelia - Zelgadiss - Xellos
Il testo in lilla indica i flashback.

SACRIFICE

Zelgadiss era come al solito in viaggio quando sentì in un piccolo villaggio della scomparsa della principessa di Saylun; alcune voci affermavano che dei banditi l'avevano uccisa, altre parlavano di un rapimento. Decise di andare a Saylun per scoprire la verità e vendicarla se necessario: non le aveva mentito, non nutriva per lei i sentimenti di un innamorato ma era la sua migliore amica e l'unica che conoscesse i suoi sentimenti per Lina.

Scortò Amelia fino a Saylun, poi: "Beh devo andare!"

"Di già?" i tristi occhi blu di Amelia lo pregavano di rispondere di no.

Lui annuì chiedendosi per la milionesima volta perché non l'amava e trovando la risposta in due occhi di rubino che scintillavano solamente per Gourry.

"Amelia, voglio ritornare un essere umano ed è impossibile ottenere quel risultato lì!"

"Potrei venire con te?"

Lei lo guardò curiosa.

"I luoghi dove penso di andare non sono amichevoli per gli umani e hai un regno che ti aspetta!"

"Zel, potrei rinunciare a Saylun per te!"

"Non dire una cosa del genere neanche per scherzo!", la scosse: "Sarebbe un sacrificio inutile… Io non ti amo!"

Gli occhi di lei lo guardarono disperati e sussurrò: "Lei non ama te."

Annuì bruscamente e partì ma sentì le sue ultime parole: "Zel, troverò la tua cura! Te lo prometto! Ciao!"

Mentre correva verso Saylun la sua mente continuava a correre non è morta, non può essere morta, Io non voglio che sia morta. Improvvisamente si accorse di star piangendo per la prima volta in molti anni, Mi sento così male, forse se fossi restato sarebbe salva. No, lei sta bene! Hai capito Zelgadiss Greywers!? Non è morta!

"Zelgadiss", una voce conosciuta lo strappò dai suoi cupi pensieri, girò la sguardo e da dietro un albero apparve Amelia.

Fu al tempo stesso scosso e sollevato: "Avevo sentito che eri morta!"

Amelia sorrise ma niente scintillò nei suoi occhi: "Ho trovato la tua cura, Zel!"

"COSA?"

"Partii da Saylun per cercare la tua cura e l'ho trovata!" poi sussurrò: "Vorrei che mio padre mi perdonasse ma è chiedere troppo…"

Zel non registrò le sue ultime parole, sconvolto dalla sua rivelazione e dall'improvvisa sensazione che gli avesse mentito in qualche modo. Era anche stupefatto dai suoi cambiamenti di carattere, era calma e controllata e non più allegra e vivace, una persona può davvero cambiare tanto in un anno?

Lui spense il suo sesto senso che urlava pericolo, era la sua migliore amica e non gli avrebbe mai fatto del mal, annuì.

La ragazza sospirò leggermente: "L'accetterai come dono d'amore?"

Esitò: "Sei la mia migliore amica ma non ti amo in quel modo."

Sul viso della principessa apparve un leggero sorriso, poi recitò una lunga litania che la chimera non comprese ed alcuni bianchi raggi partirono dalla fanciulla verso di lui. Dove toccavano la sua pelle, questa ritornava morbida ma svenne prima di vedere l'effetto completo dell'incantesimo.

Quando si svegliò in una camera da letto sconosciuta era di nuovo completamente umano. I suoi occhi scintillarono di gioia ora posso finalmente provare a conquistare il cuore di Lina ma prima devo ringraziare Amelia. Si vestì e si precipitò fuori dalla stanza e scoprì di trovarsi in un locanda, non la vide da nessuna parte, così si diresse verso il locandiere per conoscere la sua stanza: "Mi spiace, signore, ma non ci sono clienti corrispondenti a questa descrizione."

Zel s'infuriò: "Ma non è possibile! Solo quella ragazza potrebbe avermi portato qui!"

L'uomo ebbe un gocciolone ma riuscì a sorridere: "Potrebbe essere stata lei! Non ho visto la persona che ti ha portato dentro. Lui o lei lasciò dei soldi per il letto e la colazione."

Zel era sul punto di saltare la colazione quando il suo stomaco brontolò costringendolo a ritornare sulla sua decisione, aveva fame, molta fame, così si mise a mangiare.

Quattro piatti più tardi, uscì per cercarla ma comprese molto presto che non era rimasto alcun indizio del suo passaggio. L'euforia della cura era passata ed era incupito. Credo sia meglio rinunciare, per ora ma ho un brutto presentimento. Temo scoprirò che la cura è peggiore della malattia.

Amelia era nella foresta dove l'aveva curato vicino a una polla d'acqua, non era stato difficile trasportare Zel nella locanda senza che nessuno la notasse. Si avvicinò al laghetto, sospirò e si osservò: era ancora esile ed i suoi occhi erano dello stesso azzurro ma i suoi capelli erano ora blu scuro e duri come spine e pietre coprivano la sua pelle.

Una voce divertita interruppe la sua ispezione: "Il mio incantesimo ha funzionato mia piccola Amelia!"

S'imbronciò notando quanto lui avesse enfatizzato la parola 'mia': "Sì, Xelloss! Ha funzionato come tu dicesti che avrebbe funzionato!"

Apparve di fronte a lei, fluttuando sul laghetto: "Sei una chimera davvero amabile!"

"Perché mi hai fatto quella offerta?"

Sorrise e allungò una mano per sfiorarle la guancia: "Perché ora sei forte, potente e mia!" ed ho estinto quella tua luce così potente che feriva, aggiunse nella sua mente.

"Ciao Amelia"

Lei si girò e vide Xelloss: "Ciao, che stai facendo qui?"

Sorrise: "Sono venuto a trovare un'amica!"

"Sì, e ci credo anche."

Lui s'imbronciò: Sei stata troppo tempo con Lina, lo sai"

Amelia precisò: "Una vera paladina della giustizia non crede ad… una creatura imbrogliona come te!"

Il sorriso di Xelloss riapparve: "Oh, una vera paladina della giustizia non fa molte cose! Non viaggia coi mazoku, non s'innamora di un parte mazoku che ama un'altra persona e non ha patti coi mazoku mia piccola Amelia."

Lo guardò sorpresa, poi s'infuriò: "Questo è sleale, non potevo lasciare il gruppo solo perché eri là, Zel non ha colpa se è parte mazoku. Io non ho e non avrò patti coi demoni e SOPRATTUTTO io non sono TUA!"

Xelloss chinò di lato la testa: "Sei certa?"

Non esitò più di un istante prima di annuire.

"Saresti altrettanto convinta se affermassi di conoscere la cura di Zel e volessi dividere con te questa conoscenza?"

"COSA?… È dov'è il trucco?"

"Ah, non preoccuparti, il trucco esiste!" Aprì i suoi occhi ed Amelia indietreggiò involontariamente: "Se vuoi la cura, devi accettare due cose…una legata a me e l'altra legata all'incantesimo." Gli occhi violetti del demone erano divertiti.

"Sei interessata, mia principessina?" attese una risposta

Dopo quella che sembrava un eternità ebbe un cenno d'assenso, rise: "E' così semplice persuaderti ad abbandonare i tuoi principi. L'incantesimo trasferirà su di tè la maledizione. Dal momento in cui lo usi mi appartieni! Accetti?"

Amelia sudò freddo forse è la mia sola possibilità ma ne cercherò altre, dopotutto finche non uso l'incantesimo…: "Accetto".

Rise di nuovo: "Quello che cerchi è qui, buona fortuna!" poi scomparve lasciando un piccolo libro sul pavimento.

Gli occhi di lei divennero più tristi quando ricordò il suo patto demoniaco. Aveva cercato altre strade per risolvere il problema della chimera ma senza successo.

"Oh, lo so! Speravi così tanto di trovare un'altra soluzione e non dover usare quello che ti ho dato". Xelloss si posò a terra di fianco a lei.

S'infuriò: "Come fai a saperlo? Stai leggendo nei miei pensieri? Smettila subito!"

Le braccia del demone l'avvolsero ed il suo viso si fece pericolosamente vicino: "Non hai alcun diritto di dare ordini a me, mia graziosa chimera. Tu sei mia!" poi la baciò.

La principessa provò a lottare ma era molto più forte di lei e mentre il bacio diventava più intimo sentì Xelloss nella sua mente …Sono proprio curioso di sapere cosa farebbe tuo padre se sapesse che non sei morta…

…non dirgli la verità, ti prego…

…Oh, non preoccuparti, credo sia più divertente per me se pensa che tu sia morta. Tuo padre è sfortunatamente una di quelle persone che pensano 'finche c'è vita, c'è speranza'… maaaaa dirò a Zel il prezzo della sua cura. Sono sicuro che la sua espressione sarà senza prezzo…

…Perché sei così crudele con noi?…

Il sogghigno mentale del prete la fece tremare.

…Io sono il general-priest della greater Beast Xelas Metallium e stanne certa non ho avuto quel titolo per la mia bontà d'animo…

…perfavore, lascia Zel solo…

…Sto facendo del mio meglio, l'ho separato da te, bene possiamo passare a cose più… interessanti ora.

Il demone prese il suo corpo più di una volta violentemente, quando finì Amelia piangeva debolmente sentendosi distrutta e purtroppo non solo fisicamente, le sembrava che qualcuno le avesse strappato l'anima più volte e non sapeva se avrebbe mai potuto guardare ancora in faccia qualcuno, voleva solo nascondersi da qualche parte…

Xelloss sorrise con arroganza, negli occhi violetti scintillava uno sguardo di puro piacere mentre guardava la sua forma piangente, la prese fra le braccia e si teletrasportò su una strada. Amelia la riconobbe, portava al villaggio dove aveva lasciato Zelgadiss, in distanza si vedeva un uomo, improvvisamente si ricordò di essere nuda ma non aveva vestiti con lei e comunque Xelloss non diminuì la sua stretta. L'uomo si avvicinò.

Gli occhi di lei divennero impossibilmente larghi e pieni di disperazione, sussurrò: "Zel!" e chinò la testa come se tentasse di nascondersi.

Zel lo vide, posò la mano sulla spada e urlò: "XELLOSS!", poi la notò. Sembrava sorpreso, Xel sorrise: "Ciao Zel, come stai? Io molto bene. Ricordi Amelia? È diventata così carina, non trovi?"

L'ex chimera l'aggredì: "Cosa le hai fatto, maledetto mazoku?!"

Il suo sorriso si ampliò: "Non le ho fatto niente di quello che pensi, ha scelto lei!"

Si fermò intontito e la fissò per qualche secondo per girare lo sguardo arrossito, poi le passò il mantello che indossava e lei se lo avvolse grata, Xelloss l'aveva lasciata andare ma non poteva parlare o guardarlo.

"Cosa intendi?", non si capiva se parlava a lei o al demone.

"Mi riferivo alla tua cura. Ha usato un potentissimo incantesimo che ha trasferito da te a lei la tua maledizione. Beh, vi lascio soli. Amelia, sei mia! Non cercare altri… amanti e vedi di essere a Wolf Pack Island entro dieci giorni o ti punirò severamente, e mi divertirò a farlo! Ciao!". Scomparve.

"Aspetta Xelloss! Quell'isola è distante almeno due settimane!"

La sua voce echeggiò nell'aria: "Peccato! Immagino che ti convenga cominciare a correre allora!"

Zel osservò l'ultimo scambio, sconvolto. Non comprendeva il significato delle parole del demone. Non voleva capirle.

"Amelia, è un incubo, ho ragione?", la sua voce la pregava di mentirle, ma lei sapeva che era meglio non farlo.

"No, sei salvo, Zel! E se non vuoi far felice Xelloss, devi essere felice e non pensare a me o dimenticarmi!", le ultime parole quasi la soffocarono.

"Non posso fare questo! La mia cura non valeva COSI' tanto e mi sono sbagliato per tutto questo tempo, non amo Lina!"

Amelia lo interruppe, non voleva sentire il resto: "Credo sia ora di andare, addio.", corse via.

Zel sussurrò: "Amo te!" ma lei apparteneva a Xelloss per colpa sua, era maledetta per colpa sua e non poteva neanche provare a salvarla. Xelloss era un avversario di gran lunga troppo potente per un comune essere umano quale lui era.

Zel cadde a terra piangente e urlante, quasi impazzito. Aveva desiderato ritornare umano per non essere solo ed ora era solo perché era diventato umano grazie a quel demone.


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