THE ANCIENT LEGEND
capitolo 04
THE GREAT PRIESTESS
Erano passati due giorni da quando aveva ritrovato quella lapide, adesso Milgazia stava camminando lungo la strada che portava alla grande città di Sailarg. Intorno al viottolo ciottoloso che si snodava fra le montagne c'era la foresta. Era piuttosto fitta e rigogliosa. Lassù, l'intricato groviglio di rami e foglie permetteva a malapena alla luce di filtrare rischiarando leggermente il terreno sottostante. Per questo motivo non c'era molto sottobosco, solo qualche felce alla base degli alti pini che componevano la foresta. Tutt'intorno era silenzio. Solo ogni tanto si sentiva il breve canto di un usignolo o il suono degli zoccoli di un cerbiatto...poi di nuovo più nulla.
Il giovane Drago camminava spedito, un pò per la fretta di arrivare a destinazione per porre fine alla missione assegnatali e un pò perchè quel posto lo inquietava parecchio. Non c'era nessuno e c'era troppo silenzio. Non gli piaceva. Adesso Milgazia aveva assunto una forma umana. Era alto più o meno un metro e ottanta e aveva una folta capigliatura bionda che gli scendeva fin sotto le spalle. Ogni tanto la coda gli faceva capolino da sotto la tunica bianca che indossava. Non era abituato a trasformarsi. Fortunatamente se ne accorgeva in tempo e faceva sparire la coda.
Calciò un sasso che rotolò alcuni metri più avanti finendo per incagliarsi nella grossa e bitorzoluta radice di un albero.
Milgazia non aveva bagagli con sè. Solo quella piccola e incomprensibile lapide rettangolare che teneva nascosta nel risvolto interno dell'abito. D'un tratto alzò lo sguardo e si accorse di essere arrivato. Davanti a lui si apriva un immenso prato segno che la foresta era finita e laggiù, già si vedevano le mura di Sailarg. Iniziò a correre e siccome correva ad una velocità doppia di quella umana arrivò alle porte in meno di un quarto d'ora.
Sailarg era una città immensa e si trovava a sud di Homlock, un pò più giù dell'HeadLand dove vivevano i draghi. Non era molto lontana, quindi, ma arrivarci a piedi era comunque molto faticoso, sopratutto per un giovane drago che era abituato a volare.
La città era circondata da alte mura di mattoni e aveva quattro porte: una per ogni punto cardinale. Milgazia si trovava di fronte alla porta Sud o, come la chiamavano nel dialetto di Sailarg, Dew Door: ossia Porta della Rugiada. Era una porta bellissima, molto spessa e di legno; era intarsiata finemente in tutte e quattro le sezioni in cui era divisa. Le immagini raffigurate erano scene mattutine, dove compariva l'alba o dove si potevano ammirare foglie piene di rugiada, da qui poi il nome in dialetto della porta. Milgazia passò sotto quell'enorme opera d'arte ed entrò.
C'era un enorme piazza sulla quale si affacciavano ammassate case di tutti i tipi: povere dal tetto di paglia o un pò più ricche coi muri di mattoni, davanti ad esse si stava svolgendo il mercato. C'era gente ovunque, povera gente vestita semplicemente: là c'era la massaia con un cencio azzurro sporco in capo che trattava con il fruttivendolo e laggiù c'era uno stalliere a lavoro con le sue vesti sporche e bisunte, ma là in fondo, lontano come se non facesse parte di tutta quella plebe c'era un enorme palazzo, bellissimo e ricco, ossia la dimora del re. Milgazia pensò che non doveva essere un buon re se lasciava che il suo popolo vivesse nella misera in questo modo, ma poi un problema più grosso gli si presentò alla mente: come avrebbe trovato la grande sacerdotessa?? Aveva sentito parlare molto di lei, ma non l'aveva mai vista!!! Alcuni dicevano che fosse bellissima e mora, altri che fosse bionda, altri ancora che fosse trasparente e contornata da una aurea chiara come le fate nelle leggende, a chi avrebbe dovuto credere??? Pensò di chiedere a qualcuno del luogo, ma se provava a rivolgere la parola ai passanti questi si scostavano quasi infastiditi dalla sua presenza, così alla fine si convinse che avrebbe dovuto cercarla da solo e così s'incamminò per il labirinto di stradine che formavano Sailarg....

...Intanto nell'ombra di un vicoletto seminascosto due occhi brillavano nel buio, c'era qualcuno...o qualcosa......che stava sogghignando.....

Invece Milgazia si scervellava per trovare quella Sacerdotessa. Possibile che fosse così introvabile, così nascosta, così.......all'improvviso qualcosa attirò la sua attenzione e interruppe il flusso dei suoi pensieri. Davanti a lui, in mezzo ad un gruppo di bambini cenciosi, c'era una ragazza. Aveva qualcosa di strano, era avvolta in una tunica lilla che le scendeva morbidamente fino alle caviglie. Sopra di essa aveva un mantello bianco fornito di un cappuccio molto ampio e lungo che adesso le scendeva a metà schiena lasciandole scoperti i lucenti capelli neri. Sorrideva mentre i bambini le saltellavano intorno chiedendole del cibo. E lei distribuiva pezzetti di pane o di frutta. Era lei. Milgazia l'ho capì subito. Lei doveva essere la Grande Sacerdotessa Shilfiel. Esitò. Stava tremando, infondo si trattava quasi di una santa, mentre prendeva coraggio, nell'ombra del vicolo alle sue spalle si materializzò una figura, la stessa di prima......

FIGURA (Sottovoce quasi sibilando): Bene. E così sei riuscito a trovarla.....

Milgazia fece qualche passo, ma prima che potesse dire qualsiasi altra cosa la Sacerdotessa si girò verso di lui. Aveva le mani nelle tasche frontali della tunica, ora.

SHILF: Salve. Ti stavo aspettando.
MILG: C-C-osa???
SHILF (sorridendo): Si. Sapevo che sarebbe arrivato qualcuno con una notizia importante. L'ho sognato. Immagino che tu sia quel qualcuno.
MILG: C-Credo di si.....io..cioè..mi manda il Re dei Draghi di fuoco....devo mostrarle una lapide..sono Milgazia...
SHILF: Piacere Milgazia.
MILG: ..il piacere è mio (inchinandosi) Grande Sacerdotessa...è un onore per me....

VOCE: OK OK BASTA CON LE PRESENTAZIONI.

La sacerdotessa e Milgazia si voltarono. Davanti a loro era comparsa una ragazza bionda. Era vestita in modo molto strano: aveva una gonna corta di pelle tagliata asimmetricamente e sopra di essa aveva una cintura di cuoio al quale erano appesi un coltello e una spada dalla lama sottile. Sopra aveva una magliettina di stoffa grezza, ornata di due coprispalle neri dai quali spuntava un lunghissimo mantello scuro che le arrivava alle caviglie. La ragazza era in piedi di fronte a loro e li guardava con occhi strani. Di nuovo quegli occhi, quelli che erano comparsi nel vicolo. Sulla testa aveva un diadema con una grossa gemma scura che pulsava ad ogni suo movimento......

RAG: Bene ragazzo, consegnami quella lapide!
MILG: MAI!!!
RAG: Oh andiamom, non fare tanto il coraggioso.....so che hai paura di me!

Milgazia digrignò i denti e la coda ricomparve di nuovo. Shilfiel lo fermò prima che potesse compiere qualche sciocchezza, fece cenno ai bambini di allontanarsi, poi fece qualche passo e si fermò...

SHILF: Non so chi tu sia, ma ti chiedo di lasciarci in pace....
RAGA: Io sono Zelas, se ti interessa saperlo. Sono al servizio del grande Xellos Metallium e prenderò quella lapide, che tu lo voglia o no!!!

Zelas schioccò le dita e dall'ombra apparvero quattro uomini vestiti tutti di nero. Uno di loro formò una sfera di energia e la lanciò verso la sacerdotessa che venne colpita. Milgazia era nel panico, lui non sapeva usare la magia, era circondato dai quattro uomini e ai suoi piedi c'era la sacerdotessa che si stava rialzando a fatica. Quando si fu ripresa gli disse sottovoce:

SHILF: Quando te lo dirò scappa verso Est e porta in salvo la lapide, io ti raggiungerò...
MILG: Ma..
SHILF: Fa come ti ho detto!!!!..(Milgazia annuì)...

La Sacerdotessa congiunse le mani, preparandosi a sferrare un attacco. Dopo pochi istanti un lampo di luce fortissimo investì i quattro uomini. "Scappa!!!!" gridò la sacerdotessa e Milgazia iniziò a correre. Sentiva dietro di lui il rumore della battaglia che aumentava, i colpi dei vari incantesimi che si schiantavano l'uno contro l'altro, le grida di dolore e le invocazioni. Inziò a piangere, aveva paura. E se la Sacerdotessa non ce l'avesse fatta??? Lui dove sarebbe andato??? Sapevano che lui aveva la lapide, l'avrebbero fatto fuori. Poi sentì uno scoppio....grande.....poi il silenzio....si fermò. Riprese fiato e guardò indietro, aspettandosi di veder comparire la Sacerdotessa, ma c'era solo una nuvola di polvere. "Scappa!!!" la voce di Shilfiel gli rieccheggiava nella mente e ricominciò a correre, ma qualcuno gli si parò davanti comparendo all'improvviso da un vicolo laterale. Era Zelas...

ZELAS: Bene Bene, dove credevi di scappare?? Eh??
MILG: Dov'è La Sacerdotessa??
ZELAS:.....oh..sai ..i miei uomini erano 4 e lei una sola....quante probabilità ha di essersi salvata????
MILG: Non è vero!!! Lei è molto forte...
ZELAS: Piantala adesso!! E dammi quella lapide...
MILG: No!!!

Milgazia aveva sfilato la lapide dal risvolto interno del vestito e adesso la teneva stretta a se mentre le lacrime gli rigavano il volto.

MILG: Non l'avrai mai!!!!
ZELAS: Questo è da vedersi...

Zelas sfilò la spada dal fodero ed iniziò ad avanzare verso il giovane Drago. Milgazia fece qualche passo indietro....

ZELAS: Dammi quella lapide!!
MILG: No!!
ZELAS: La Lapide!!!
MILG: NOOOOO!!!

Con un gesto veloce Zelas prese Milgazia per il collo e appoggiò la lama della spada al braccio del ragazzo. Iniziò a premere leggermente sulla carne, un filo di sangue uscì dalla ferita. Milgazia fece una smorfia di dolore...

ZELAS: Fa male vero?? Se vuoi che smetta devi darmi la lapide..
MILG: Mai!!

Zelas premette ancora di più e la ferita divenne più grande. Milgazia gridò...

ZELAS: Allora???
MILG: No!!!

Zelas fece per passare di nuovo la lama della spada sulla ferita aperta, ma Milgazia gridò prima che lei potesse fare qualcosa..

MILG: E va bene...va bene: eccola! Ma lasciami andare....

Zelas lasciò andare il collo del ragazzo. Milgazia si girò verso di lei.

MILG: Eccoti la lapide..

....ma mentre gliela passava sorrise e con un gesto improvviso la buttò a terra frantumandola in una marea di pezzi illeggibili...

MILG: Se non l'avrò io, non l'avrai nemmeno tu!

Zelas guardò spaesata i resti della lapide, poi dopo qualche attimo sollevò la testa e un sorriso sinistro si formò sulle sue labbra.

ZELAS:...Ma bravo, mi hai risparmiato un bel pò di lavoro!! Con questo gesto ti sei dato la zappa sui piedi: adesso non potrai più risolvere la profezia, perchè sono sicura che non te la ricordi..

MILG (bluffando): Questo è quello che pensi tu!!

Zelas non se ne preoccupò molto. "Ci rivedremo" disse e poi sparì nel vicolo così com'era arrivata. Milgazia si mise una mano sulla ferita che sanguinava, cavoli che male!!!! Sorrise felice di avercela fatta, ma poi considerò la sua situazione e iniziò a preoccuparsi: la lapide era in frantumi e lui si ricordava solo alcune frasi sconnesse della profezia, non poteva certo tornare dai suoi simili, lo avrebbero punito.......no, di tornare indietro proprio non se ne parlava. Ma adesso era solo, in una città che non conosceva e forse l'unica persona che poteva aiutarlo era morta prima ancora di sapere il suo problema. Si sedette sconsolato su un masso e si prese le ginocchia fra le braccia. Guardava il posto da cui era scappato, la nube di polvere sollevata dai 5 maghi non si era ancora completamente diradata, doveva essere stata una lotta terribile. Poi gli sembrò che qualcosa uscisse da quella nube. Milgazia aguzzò la vista: era una persona....una ragazza.....Cavoli!! Era sopravvissuta!! Era la Grande Sacerdotessa Shilfell. La ragazza avanzò ancora di qualche passo poi cadde in ginocchio, stremata.....ma sorrideva....e anche Milgazia sorrise...
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