THE ANCIENT LEGEND
capitolo 08
THE MAGICIANS KIDNAPPING
Stava calando la sera su Homlock e c'era qualcuno, nel buio del suo castello, che ribolliva di rabbia per la sconfitta appena subita. Xellos era in piedi dietro all'ampia finestra che si apriva nella stanza della biblioteca.
Il suo volto, contratto dall'ira, si rifletteva sui vetri scuri e i suoi occhi, di un viola più acceso del solito, risaltavano il suo sguardo demoniaco. Osservava la landa desolata che circondava la sua dimora e poi laggiù, verso la fine di quella foresta spettrale. Sembrava volesse arrivare fino a Windward....vedere quello che succedeva laggiù adesso....ma i suoi occhi riuscivano solo a percepire le forme sfocate delle montagne.
Qualcuno bussò alla porta.

XEL: Avanti.

La porta si aprì lentamente e nella stanza entrò un uomo esitante. Indossava un paio di pantaloni scuri e una casacca nera. Era privo di mantello ed era piuttosto anziano. Era, in pratica, il maggiordomo di Xellos.

MAG: Mio Signore.....Sono tutti qui...
XEL (senza voltarsi): Bene....Adesso vai...

...Il maggiordomo annuì poi si dileguò velocemente chiudendosi la porta alle spalle. Le labbra di Xellos si aprirono in un sorriso maligno, si girò di scatto scostando violentemente le pesanti tende di raso che ornavano le finestre. Attraversò a grandi passi la stanza e poi uscì. Il suo castello era formato da una serie di corridoi lunghissimi che si intrecciavano fra loro in infinite combinazioni. Xellos ne imboccò uno. Camminava velocemente e il mantello gli svolazzava dietro la schiena. I suoi passi veloci rimbombavano tutt'intorno. Appese al muro c'erano delle fiaccole che illuminavano appena appena il corridoio. Un vento gelido soffiava in quello spazio angusto e c'era un aria macabra aumentata dai disegni che correvano lungo tutte le pareti. Erano affreschi che rappresentavano gente terrorizzata. Da una parte c'era un uomo agonizzante su di una macchina di tortura, là una ragazza riversa sul proprio sangue e un uomo dietro di lei con un coltello sporco in mano. Ma sul muro vi erano anche disegni di mostri leggendari......draghi dalle ali enormi e dai denti aguzzi che divoravano interi eserciti. Xellos passava indifferente davanti ad ognuno di loro guardando davanti a se. Svoltò in un altro corridoio. Giunse su un ballatoio. Era abbastanza piccolo e provvisto di una ringhiera di ferro battuto. Tra le sbarre vi erano figure in ferro raffiguranti dei lupi dagli occhi cattivi. Bisognava attraversare il ballatoio per raggiungere un altro corridoio sulla destra. Inginocchiate sul pavimento vi erano due ragazze more...indossavano un corta tunica bianca e avevano braccialetti sia alle caviglie che ai polsi. Dovevano essere schiave. Erano appoggiate alla ringhiera e parlottavano fra loro...quando passò il padrone si inchinarono impaurite...ma Xellos non le degnò di uno sguardo...oltrepassò il ballatoio e s'incamminò nel corridoio. Giunto alla fine si ritrovò su una balconata. Era ampia e lunga e si affacciava su di un salone enorme che si trovava circa 3 metri più in basso. Aveva enormi finestre ed era quasi privo di mobilia a parte un lungo tavolo nero nel centro e un caminetto sulla destra. In quella stanza erano radunate decine e decine di persone. Si trattava perlopiù di maghi, maghe e qualsiasi persona avesse a che fare con la magia. Erano legati l'uno a l'altro con pesanti catene di ferro. Xellos si fermò nel centro della balaustra e guardò la marmaglia umana raccolta nella sala centrale. Avevano tutti uno sguardo spaventato ed erano silenziosi. Il Signore del Caos stava di fronte a loro con aria affabile, tipico di un essere subdolo come lui. Sembrava che tutta quella situazione fosse perfettamente normale. Si schiarì la voce e poi sorrise inarcando leggermete le sopracciglia.

XEL: Benvenuti Signori. Immagino che voi non sappiate perchè siete stati così "gentilmente" convocati qui....non è vero???

Xellos osservò per un attimo quelle persone per scrutarne la reazione, ma senza aspettarsi una risposta. Poi continuò a parlare.

XEL: Bè, ve lo spiegherò io. Voi provenite tutti da Sailarg, non è così??? Bene..allora conoscerete senz'altro la Grande Sacerdotessa....NON E' VERO???

Aveva volutamente pronunciato le ultime parole a voce alta per far paura. La gente lo guardava con uno sguardo supplichevole ma non osava aprir bocca. Poi il sorriso scomparve dal volto di Xellos e il suo sguardo riprese quell'aria così malvagia che tanto lo caratterizzava. Era spietato, è vero, ma quel volto aveva qualcosa di affascinante....

XEL: Essere taciturni non vi salverà la vita ma, se mi aiuterete, bè......vedrò di lasciarvi liberi.....Allora????

Un uomo piuttosto anziano si staccò dal gruppo: indossava una lunga tonaca di stoffa pregiata e su di essa un lunghissimo mantello di raso che gli strascicava dietro per 50 centimetri buoni e uno strano copricapo piatto e rotondo. Fece qualche passo e avanti e si rivolse al mago....

VECCH: Come potremmo aiutarla noi??? Siamo solo dei semplici maghi....

Xellos volse lentamente la testa verso l'uomo che si trovava un pò decentrato rispetto a lui. Si spostò un ciuffo di capelli corvini dietro l'orecchio, osservò con aria indifferente il vecchio e poi sorrise malignamente preparandosi a rispondere...

XEL: Ben detto vecchio, ben detto! Voi siete solo dei semplici maghi, ma potete molto per me...
VECCH: ???? (il vecchio cominciò a impaurirsi, quel fare affabile e mellifluo di Xellos non era affatto un buon segno)...
XEL: E' semplice.....mio caro amico....possibile che tu non capisca??Eppure hai l'aria di essere intelligente. O mi sbaglio?? Oh ma vabbè, ti renderò il compito più facile: dovete svelarmi i segreti della sacerdotessa! Dove ha intenzione di andare a cercare i "Custodi dei 4 elementi" ?? Chi sono i quattro custodi??.....e qualsiasi altra cosa voi sappiate sul conto di quella donna.....voi DOVETE DIRMELA....

Xellos si era spostato in avanti e adesso si sporgeva dalla balaustra poggiando le mani sulla ringhiera. I suoi occhi si erano pericolosamente illuminati e la sua faccia non aveva più nulla di cordiale, solo quell'aria così misteriosamente maligna e affascinante allo stesso tempo. Il vecchio aveva fatto istintivamente un passo indietro...

VECH: Ma noi non ne sappiamo niente!!! Sono scelte personali della Sacerdotessa, non è tenuta a rivelarle alla comunità!!!

Xellos si ricompose, si tirò indietro e si massaggiò le tempie...

XEL (inumidendosi le labbra): Volete prendermi in giro?? Non è così?? So benissimo che voi conoscete i suoi piani!! (Lui non si mosse ma i suoi occhi si illuminarono di nuovo) PERCIO' PARLATE, O SARA' PEGGIO PER VOI!!!

Il vecchio abbassò la testa, gli altri si limitarono a guardare Xellos in silenzio. Xellos aspettò qualche minuto poi guardò una ad una tutte le persone che erano lì mentre gridava:

XEL: E VA BENE!!! NON VOLETE PARLARE?? D'ACCORDO!! PADRONI DI NON FARLO!! Ma vi avverto, finchè non avrò saputo ciò che ho chiesto....NESSUNO, RIPETO NESSUNO USCIRA' DA QUESTO CASTELLO!!!!!!

Xellos si girò di scatto e il suo mantello volteggiò nell'aria. Prima di uscire mormorò al maggiordomo..

XEL: Prepara la mia stanza....sono stanco....
MAG: Subito Signore.....

Il mago quasi svanì nel buio del corridoio e il maggiordomo si affrettò a dar ordini perchè la stanza fosse pronta.
Xellos camminava furioso per i corridoi, poi mentre attraversava una stanza due occhi apparvero dal buio: erano quelli di Zelas. Appena lo vide la ragazza si ranicchiò in un angolo prendendosi le ginocchia fra le braccia, da dietro le sue gambe spuntavano gli occhi: grandi e impauriti, si chiusero per un attimo e l'ombra nera di Xellos si fermò proprio sopra di lei. La osservò. La ragazza aprì gli occhi e si strinse ancor più in se stessa vedendo l'uomo fermo di fronte a lei, tremava. Xellos alzò un braccio, Zelas chiuse gli occhi in previsione del colpo in arrivo ma la mano non si abbassò su di lei. "Non ho tempo" disse il mago e sparì di nuovo nell'ombra. Zelas si affrettò a sgattaiolare dietro la tenda di una finestra gattonando per terra. Mentre si nascondeva le passò accanto il maggiordomo, andava di fretta ma si inginocchiò comunque accanto a lei e le accarezzò i capelli...

MAG: Oh è qui Signorina, la stavamo cercando per la cena. Non dovrebbe nascondersi così....(sorrise)

Zelas gli sorrise un pò meno impaurita...

MAG (tendendogli la mano): Vuole uscire da lì ora??

Zelas scosse la testa e indicò il corridoio dove si era diretto Xellos...

MAG: Oh vuol dire il Signore?? Non è qui ora, può stare tranquilla Signorina...

Zelas scosse di nuovo la testa e si nascose ancora di più. L'uomo la guardò impietosito poi si alzò e si diresse verso la stanza del padrone perchè già sentiva le sue grida irate...

MAGG (pensando) Povera Signorina, non è cattiva. Oh, se solo il Padrone non se ne servisse! Sotto il suo comando anche una creatura come lei può diventare così malvagia! Eh, povera Signorina! Il Padrone riesce a trasformare in male anche ciò che non lo è...

L'uomo scosse la testa e sparì nel buio dei corridoi...
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