THE ANCIENT LEGEND
capitolo 13
ESCAPE!
Arrivare a Seillune era semplicissimo.Trattandosi di uno dei regni più grandi di Homlock, c'erano un sacco di strade che vi giungevano direttamente e senza troppi problemi.
Solo che il percorso era lungo, considerando quant'erano lontani. Camminare avrebbe richiesto troppo tempo e troppo sforzo fisico perchè prendessero in considerazione l'idea di arrivarci a piedi. Fortunatamente, mentre discutevano sul da farsi, un tipo si era avvicinato loro, rivelandogli di essere un venditore ambulante diretto a Seillune per la grande fiera annule. L'uomo, gentilissimo, aveva offerto loro un passaggio.
Così, alla fine, erano giunti a destinazione in soli tre giorni e comodamente seduti su un carro.
Milgazia guardava incantato la città che si apriva davanti ai suoi occhi. Seillune era molto più grande di Sailarg e questo lo meravigliava tantissimo. Lui che era abituato a vivere in un piccolo villaggio come quello dei draghi nell'HeadLand, non credeva possibile che esistesse una città così grande. E lo stesso era per Lina che continuava a guardarsi intorno fermandosi per ogni cosa che vedeva. Zelgadiss invece camminava annoiato dietro la Sacerdotessa. Per lui era normale un posto del genere. Nonostante avesse passato molti anni da solo a WindWard, era nato a Zoana che in quanto a grandezza gareggiava con Seillune.

ZEL: Dove siamo diretti di preciso, qui a Seillune???

Shilfiell sorrise ed indicò una torre che si ergeva in lontananza davanti a loro.

SHILF:...Al palazzo reale!!!

Zelgadiss spalancò gli occhi e si girò stupito verso la sacerdotessa...

ZEL: COSA????
SHILF:...Hai capito benissimo.....e ora muoviti....

Zelgadiss obbedì ma continuò a fissare la torre balbettando monosillabi incomprensibili.
Aldilà delle bancarelle del mercato che si susseguivano l'un l'altra senza spazi vuoti dando l'impressione che il mercato non avesse fine, si poteva scorgere il palazzo reale. Era costruito su di un promontorio che sovrastava la città. Si trattava di una costruzione gigantesca dal vago stile orientaleggiante. C'erano quattro torri circolari, coperte da una cupola e munite di finestre sormontate da un arco a sesto acuto che ornavano i quattro lati della residenza reale. Era una costruzione quasi ovale, anch'essa coperta da una cupola. Intorno al castello c'era un fossato pieno d'acqua.
Quando Shilfiell e gli altri raggiunsero il castello, il ponte levatoio era aperto e c'erano due guardie in piedi sui bastioni sopra il portone principale. Ai due uomini bastò uno sguardo per riconoscere Shilfiell e, dopo un attimo di stupore, s'incihinarono in segno di rispetto. Zelgadiss sbuffò, odiava tutte quelle cerimonie.
Shilfiell rispose alle guardie con un cenno del capo e poi varcò il portone. Uno dei servi di corte le venne subito in contro dalla penombra. Come la vide l'uomo s'immobilizzò e aprì la bocca per esclamare qualcosa, ma non ne uscì alcun suono.

SHILF: Chiedo udienza al re...

L'uomo, tremante, s'inchinò profondamente.

UOMO: Mi perdoni, Grande Sacerdotessa, ma ho ordini precisi e non posso disturbare il Re. Questo è un giorno difficile per Sua Maestà....

SHILF: So che giorno è oggi. Per questo sono qui.

La Sacerdotessa era calma ma decisa e guardava il pover'uomo dritto negli occhi.

SHILF: Annunciatemi al sovrano. Adesso.

UOMO: Ma il Sovrano-

SHILF: Non preoccupatevi per voi stesso. Dirò chiaramente al Re che sono stata io ad insistere per entrare. Adesso vada, noi la seguiremo.

L'uomo annuì, si inchinò ancora una volta e poi camminò svelto verso la sala del trono. Shilfiell e gli altri lo seguirono subito dopo.
La Sacerdotessa avanzava a testa alta, con gli occhi fissi davanti a sè e incurante del mormorio della gente che si fermava ai lati del corridoio quando passavano.
Zelgadiss lanciava intorno occhiate fugaci, sempre più curioso di sapere cosa ci facessero lì al castello reale. Lina e Milgazia invece, scrutavano i visi delle persone, cercando di capirne quelle espressioni preoccupate e intimorite. Il giovane drago vide chiaramente una ragazza, che dagli abiti sembrava una cameriera, lasciar andare a terra il vassoio che portava, mentre la donna più anziana al suo fianco si portava le mani alla bocca per smorzare un 'Oh no, non adesso...' esclamato un pò troppo forte, mentre fissava Shilfiell con occhi quasi terrorizzati. L'uomo li accompagnò davanti alla grande porta della sala del trono e fece loro cenno di aspettare. Poi fece qualche passo all'interno e si schiarì la voce per poi mormorare:

UOMO: ahem...Maestà ci sono visite per lei....

RE (alzando lo sguardo severo): Avevo detto chiaramente di non voler essere dist-

SHILF: Sono io Re Philionel.

La Sacerdotessa si era fatta avanti e guardava il Re, sfidando il suo sguardo.

SHILF: Non incolpare quest'uomo. Sono stata io a costringerlo ad accompagnarmi qui. Egli voleva rispettare i tuoi ordini.

Philionel annuì silenziosamente e fece cenno al servo di andarsene, il quale fu ben felice di obbedire. Senza aspettare il permesso Shilfiell avanzò attraverso la stanza, seguita a ruota dai suoi ragazzi.
La stanza del trono era enorme. Il soffitto si trovava molti metri sopra le loro teste e dalla cupola fatta di un materiale quasi trasparente la luce del sole filtrava illuminando tutta la stanza. In fondo c'era il trono, ornato da figure di animali strani e posizionato su di uno scalino in modo che fosse rialzato da terra. Milgazia, Lina e Zelgadiss camminavano col naso per aria curiosissimi, mentre Shilfiell avanzava veloce lungo il tappeto rosso che portava al trono.
S'inchinò davanti alla figura seduta del Sovrano e gli altri si affrettarono ad imitarla, imbranati e goffi.

SHILF:...Salute a te Re Philionel....

L'uomo non rispose, continuando a fissare la Sacerdotessa con uno sguardo serio e triste.

PHIL: Cosa ti porta qui a Seillune?

SHILF: Sai bene perchè sono qui...

Dopo questo scambio seguirono alcuni istanti di silenzio, durante i quali nessuno dei due abbassò mai lo sguardo. La figura minuta di Shilfiell sembrava così fragile davanti a quell'uomo titanico, immobile sul trono. Ma era solo un'illusione. Il sovrano aveva quasi timore di quella donna così piccola e lo si vedeva dai suoi occhi, fissi su quelli di lei sì, ma intristiti e rassegnati. Gli occhi di qualcuno che sa già di aver perso una battaglia ancora prima di cominciarla.

SHILF: Sono venuta a prenderla, Maestà. Sono venuta a fare ciò che avrei dovuto fare 16 anni fa
PHIL: No, non te lo permetterò.

Shilfiell non sembrò turbata, al contrario degli altri ragazzi che continuavano a non capire cosa stesse succedendo. Chi era venuta a prendere? E perchè Philionel si opponeva?

SHILF: Zelgadiss, vieni avanti.

Zelgadiss sussultò, ma obbedì senza fiatare e si portò accanto alla Sacerdotessa, davanti agli occhi ora spalancati e increduli del Sovrano.

PHIL: Zelgadiss......è..i-il figlio...di Greywords?

Shilfiell annuì lentamente.

SHILF: Sì, è lui.

Zelgadiss guardò prima l'uno e poi l'altra, mentre i suoi dubbi aumentavano. Il re conosceva suo padre. E conosceva anche lui. Poi la voce di Shilfiell lo distolse ancora una volta dalle sue domande, risuonando chiara nella stanza.

SHILF: Come vedi lui è con me, per assolvere il suo compito. (fece cenno a Lina di avvicinarsi) E questa ragazza...è un altro dei guardiani. Sono venuta a prendere il terzo guardiano......

PHIL: NO!!! NON SE NE PARLA!!! NON AVRAI MIA FIGLIA!!

SHIL: Lasciala andare Philionel. Sapevi benissimo che questo giorno sarebbe arrivato. Era scritto nel suo destino....

PHIL: NON MI INTERESSA!!

SHILP: sapevi che quando tua moglie mise al mondo Amelia, lo fece solo perchè un giorno io sarei venuta a prendere la bambina....

PHIL:...TU....TU....LE DICESTI CHE SAREBBE MORTA DI PARTO........FU UNA TUA MALEDIZIONE!!!!

SHILF: No. Io le spiegai cosa sarebbe successo. Tua moglie sapeva bene a cosa andava in contro, ne era al corrente già prima che io arrivassi qui per la prima volta. Lei sapeva che dal suo grembo sarebbe nato uno dei 4 custodi...lo sapeva.....

PHIL: STAI MENTENDO!!!!.....NON CREDO AD UNA SOLA PAROLA DI QUELLO CHE DICI!!..PER COLPA TUA NON POSSO FESTEGGIARE IL COMPLEANNO DI MIA FIGLIA SENZA PENSARE CHE NELLO STESSO GIORNO MIA MOGLIE E' MORTA!!

SHILF: 'Vita e Morte in un unico corpo daranno alla luce colui che può controllare gli elementi'

PHIL: SMETTILA DI CITARE QUELLA STUPIDA LEGGENDA! AMELIA NON E' UNO DEI CUSTODI!

SHILF: Re Philionel cerca di capire, Amelia è l'anello di una catena che non possiamo spezzare. Non puoi-

PHIL: AMELIA E' MIA FIGLIA! UNA PRINCIPESSA! E TU NON TI AVVICINERAI MAI A LEI! MAI! E ADESSO FUORI..FUORI DA QUESTO CASTELLO!!!

Shilfiell tentò disperatamente di spiegare al re che sua figlia era importante in quel momento, che la vendetta di Metallium si stava avvicinando...ma il re era ormai in preda alla disperazione e non l'ascoltava, non voleva cedere. Chiamò addirittura le guardie e li fece portare fuori dal castello. Shilfiell non si oppose e non permise neanche agli altri tre di farlo. Si lasciò accompagnare fuori dal castello e poi, senza dire una parola, li condusse tutti in una locanda per poter discutere sul da farsi. Ad ogni modo Milgazia e Lina non capivano bene cosa fosse successo e Zelgadiss era ancora curioso di sapere cosa c'entrava suo padre in questa storia. E fu proprio quest'ultimo a rompere il ghiaccio...

ZEL:....ahem....Sacerdotessa.....cosa facciamo ora??

SHIL: Non lo so. Non pensavo che l'avrebbe presa così male...

MIL: Ma, ho capito bene, eravamo venuti a prendere la Principessa di Seillune???

SHILF: sì, Amelia....la figlia del re...

Tutti rimasero in silenzio per questa notizia. Tutti tranne Zeladiss che sembrava più preso da altre questioni...

ZEL: Ma cosa c'entrava mio padre in tutta questa storia??? Perchè quando mi ha visto, il re ha sgranato gli occhi??? Perchè sembra che lui ci conosca entrambi?

Shilfiell aspettò che il ragazzo avesse finito di fare domande una dietro l'altra. Fece un profondo sospiro e poi si apprestò a raccontare a Zelgadiss la storia di suo padre...

SHILF: Prima che tu nascessi, tuo padre era il primo ministro del re. Anzi, era molto di più. Era il suo miglior amico, il suo confidente, il suo consigliere. Tuo padre e il re Philionel erano sempre stati grandi amici, fin da piccoli. Dopo pochi anni dall'incoronazione di Philionel, tuo padre conobbe tua madre che era una delle dame di compagnia della Regina. Questo era una grande fortuna per chi, come me, stava cercando l'ubicazione dei guardiani poichè due delle 'Generatrici', si trovavano nello stesso posto ed erano amiche.

ZEL: E poi? Cosa successe?

SHILF: Fai silenzio. E lascia che ti spieghi senza interrompere.
Dopo la tua nascita e la conseguente morte di tua madre, tuo padre decise di dimettersi dal suo incarico e di occuparsi esclusivamente di te e della tua educazione. Philionel vi permise di rimanere entrambi al castello. Anzi era in qualche modo felice, poichè si era convinto che le previsioni che avevo fatto a lui e a sua moglie prima del matrimonio fossero errate...questo perchè aveva visto partorire e morire tua madre e pensava che il solo guardiano a nascere fossi stato tu e che sua moglie in realtà non era una delle 'Generatrici'. Due anni dopo però, nacque Amelia e la Regina morì. Il re non potè o non volle credere che la sua bambina fosse veramente una dei quattro custodi e decise che non le avrebbe mai detto niente. Tuo padre non si pronunciò al riguardo, o almeno non lo fece allora poichè capì che la morte della Regina aveva sconvolto profondamente il re. Ma due anni dopo, fu costretto a farlo poichè Amelia cominciava a dimostrare di avere una forza particolare dentro di sè, come anche tu stesso avevi dimostrati prima di lei. Gli disse che forse sarebbe stato meglio cominciare a pensare al futuro di custode della bambina. Tentò di spiegargli che se non avesse insegnato ad Amelia ad usare quella forza, probabilmente sarebbe diventata pericolosa e troppo forte per lei da controllare. Philionel non volle sentire ragioni e da quel momento il rapporto di amicizia che c'era fra lui e tuo padre iniziò ad incrinarsi. Poi il carattere brusco di Philionel e la sua ferma opposizione a questa leggenda fecero il resto. Il re cominciò ad incolpare te, dicendo che eri l'incaranzione di un demone e che eri l'artefice di quell'energia che invece partiva realmente da Amelia. E così scacciò te e tuo padre dal castello. Probabilmente sapeva di avere torto ma, l'avete visto anche voi, il solo pensiero di poter perdere la figlia lo faceva impazzire.
Credo che tu avessi sei anni quando lasciasti Seillune...

Zelgadiss rimase in silenzio per alcuni istanti, con gli occhi fissi nel vuoto. Era incredibile. Suo padre non gli aveva mai raccontato quella storia. Fino a pochi minuti fa credeva di non essere mai stato a Seillune e adesso scopriva che invece aveva vissuto al castello per ben sei anni....

ZEL: Sei anni? E allora perchè non mi ricordo niente?

Shilfiell fece un profondo sospiro prima di rispondere.

SHILF: Credo che tu abbia subito una specie di shock quando tuo padre fu costretto a portarti via dal castello. Lì avevi il tuo mondo, avevi la compagnia di una persona uguale a te...anche se lei non lo sapeva. Quando ti rendesti conto che non avresti mai più rivisto nessua di queste due cose, ti concentrasti soltanto sui tuoi allenamenti.

ZEL: Vuole dire che mi sono 'scordato' sei anni della mia vita?

SHILF: No. Probabilmente non li hai scordati. Li hai solo nascosti, sotterrati nella memoria, per non soffrire.

Zelgadiss si lasciò andare indietro sulla sedia, ancora incredulo. Lina sbuffò.

LINA: Sì, d'accordo, bella storia. Ma adesso come facciamo?? Se non riusciamo a prendere la principessa siamo senza un custode...

Shilfiell alzò lo sguardo sulla maga, mentre si mordicchiava il labbro inferiore.

SHILF: Bè, sono arrivata alla triste conclusione che ci resta solo un modo per ottenere ciò che vogliamo...

MIL: cioè??

SHILF (con un sorrisone):..Dobbiamo rapirla...

LINA: Non sarà un'impresa facile...

SHILF: Già, ci servirebbe qualcuno agile...

LINA: ...e veloce.

SHILF&LINA: ZELGADISS!!

ZEL: COSA????...Ma..ma quella è una principessa....e quello è un castello!!...

LINA: Complimenti, sei perspicace.

ZEL: Sarà pieno di guardie! Se mi scoprono mi uccideranno......e poi cosa gli dico io a quella?? "I miei omaggi principessa!! Sono venuta a rapirla!!!"...NO...NO...NO.....

SHIL: Andiamo Zel!! Non fare il bambino!

ZEL: NO!! PERCHE' NON CI MANDI MILGAZIA???

MIL: IO??? E COSA C'ENTRO IO???.....

ZEL: Sei un drago no? Vola e vai a prendere la Principessa!

MIL: Ma cosa stai dicendo!

Shilfiell bloccò Zel che stava cercando, preso dalla disperazione, di costringere Milgazia a trasformarsi. Prese il ragazzo per i polsi in modo che la guardasse negli occhi..

SHIL: Zelgadiss, credimi, solo tu puoi riuscirci.

ZEL: Ma-

SHIL: Se c'è una persona a cui Amelia darà ascolto, quello sei tu.

ZEL: Ma non ci conosciamo nemmeno! Cosa le fa pensare che-

SHIL: E' vero non si ricorda di te e tu non ti ricordi di lei. Ma fidati di me, se c'è una persona che può convincerla quello sei tu.

Zelgadiss si arrese e accettò di rapire la Principessa.....ma mentre lui si disperava e Shifiell e Lina preparavano un piano, qualcuno al castello stava preparando una fuga.
Quel qualcuno era Amelia che, senza saperlo, avrebbe facilitato il compito di Zelgadiss.
La principessa era in camera sua. Per ordine di suo padre era vestita di tutto punto, con un abito azzurro, leggero, con dei ricami più scuri sullo scollo, sui fianchi e sulle maniche. Alla vita aveva due file di perline che terminavano con un ciondolo. Tutto questo perchè, come aveva detto suo padre, 'devi essere elegante, oggi è il tuo sedicesimo compleanno e sarai la protagonista della festa'. Amelia sbuffò, ricordandosi di quella parole. Odiava i fronzoli e i vestiti eleganti. L'unica cosa che le piaceva veramente e dalla quale non si separava mai era una collanina d'oro alla quale era appesa una pietra azzurro cielo. Era l'unico ricordo di quella madre che non aveva mai potuto conoscere. Si scosse dai suoi pensieri e riprese ad occuparsi della cosa che la faceva innerovisier più di tutte: un particolare copricapo fatto a forma di ciambella che le stringeva la parte superiore della testa. Non lo sopportava e tentava di toglierselo in continuazione. Ma le sue dame di compagnia, che la conoscevano bene e non avevano voglia di essere sgridate dal Re, le avevano bloccato quel copricapo talmente bene che sembrava quasi incollato alla testa. Amelia era seduta di fronte allo specchio e tentava inutilmente di tirarsi via quel trabiccolo ma senza troppi riusultati se non il fatto che si strappava una grossa quantità di capelli. Appoggiato alla parete c'era Alfred. Il cugino della principessa indossava un abito bianco tutto fronzoli e merletti, per il quale Amelia lo aveva preso in giro dal primo momento in cui l'aveva visto.
Alfred teneva le braccia incrociate e osservava la cugina.

ALF: Sei proprio decisa a voler scappare???

Amelia si alzò rinunciando a staccarsi quel coso dal capo...

AMELIA:...Si....
ALF (scherzando): Hum!! Chissà se riceverei qualche lode se avvertissi tuo padre del tuo intento...

Amelia si girò all'improvviso verso di lui...

AMELIA: Qualche lode non lo so, ma stà sicuro che se provi a fiatare non sarai più tanto sicuro di essere maschio.....
ALF: ok..ok..ok..stavo scherzando!!!......(ride)...ma dov'è che hai imparato a parlare così??? Non dovresti sai....sei una principessa...e..
AMELIA: Piantala ok??? Da te le ramanzine proprio non le sopporto...
ALF: scusa....ma io cosa gli dico quando scopriranno che te ne sei andata??? Daranno la colpa a me..come al solito...
AMELIA: Ma no...sta tranquillo......mio padre stravede per te.....

ALF: Si certo, come no. Infatti si è visto come mi adora: quando mi hai chiesto di accompagnarti fuori dal castello due settimane fa, mi ha fatto un discorso che sembrava fosse stata tutta un'idea mia......

AMELIA: Bè, per la patria bisogna soffire...

ALF: Amelia tu non sei la patria, tu sei mia cugina...

AMELIA: Fa lo stesso.....

Amelia si legò un sacchettino di monete alla cintura...poi schioccò un bacio sulla guancia del cugino...

AMEL: Bene, spero di rivederti un giorno, Al, ma adesso vai....

AL: Ok!!...(pensa)...è già un miracolo se riesce a calarsi con la corda senza ammazzarsi figurati se questa scappa di casa......

Il ragazzo uscì dalla stanza.
Amelia diede un'occhiata fuori dalla finestra: era calata la notte ormai, una notte senza luna...che fortuna!! Perfetta per scappare. Prese la corda da sotto il cuscino, quella che aveva preso 'in prestito' dallo stalliere quella mattina.
Mentre sistemava la corda ad una colonna della stanza per calarsi, qualcuno ai piedi della torre in cui si trovava la sua stanza si preparava a salire. Era Zelgadiss. Il ragazzo era arrivato fin lì senza troppo problemi, adesso stava armeggiando con la corda. La Sacerdotessa, con l'aiuto di Lina, aveva legato ad una delle estremità un rampino. Lo lanciò e dopo una serie di innumerevoli tentativi finalmente la corda s'incastrò lassù sulla torre, non sapeva bene dove visto che era buio pesto, ma non se ne curò. Iniziò a salire.
Amelia, dal canto suo, c'aveva messo una vita a fare due nodi ma alla fine aveva bloccato la corda come si deve. Si avvicinò alla finestra e guardò di sotto. C'era l'acqua ma era terribilmente alto, almeno per lei che soffriva un pò di vertigini. Chiuse gli occhi, respirò e si lanciò nel vuoto, di schiena, stringendo la corda con tutta la forza che aveva. Puntò i piedi per fermarsi sulla superficie della torre, riaprì gli occhi: wow!! ce l'aveva fatta!! Si guardò un pò intorno poi cominciò a saltellare per scendere lentamente. Zel invece stava salendo, gli occhi fissi in basso per la paura di vedersi arrivare addosso una freccia o un qualcos'altro....inutile dire che i due si trovarono a metà strada. Zel si girò di scatto e riconoscendo una ragazza nell'ombra che aveva accanto esclamò: "Principessa!!!"
Amelia presa alla sprovvista gridò e si lasciò andare cadendo con un gran tonfo nell'acqua...

ZEL: Accidenti! Speriamo stia bene...

Zelgadiss si lasciò andare cadendo a sua volta nell'acqua. Quando riemerse si ritrovò davanti la ragazza che sputava acqua come una fontanella, aveva il copricavo di traverso e i capelli fradici scomposti sul viso...

AMELIA: Ma sei scemo o cosa??? Guarda qua, sono completamente bagnata...

Zel rimase un pò meravigliato dalla risposta ma poi scoppiò a ridere nel vedere com'era buffa con quel coso di traverso intorno al capo....

AMELIA: Si può sapere cos'hai da ridere???

ZEL: Quel...Quel....Quel ciambellone che hai sul capo!!!!..AHAHAH

Amelia si tolse il "ciambellone"..lo guardò soddisfatta perchè finalmente si era staccato e poi lo tirò dietro a Zelgadiss colpendolo in faccia...

ZEL: AHI!!!

AMELIA: Così impari a ridere di me....
ZEL:..Ma che ti prende???

AMELIA: Hey dì un pò, cosa sono tutte queste confidenze??? Chi ti ha dato il permesso di darmi del "tu"??
ZEL: E allora te??
AMELIA: Io posso, sono una principessa....
ZEL: Da come parli non si direbbe...

All'improvviso la voce delle guardie...

GUA: Chi và là???

AMELIA (a Zel): Cavoli!! Chiudi quella bocca!! E Muoviti!!

Amelia avanzò verso di lui gli premette la testa sotto l'acqua, poi s'immerse anche lei e, prendendolo per un polso, nuotò fino all'altra riva. Prima di riemergere lo lasciò andare e poi uscì dal fossato tutta grondante d'acqua. Zel spuntò dal fossato e prese una gran boccata d'aria....

ZEL: Per poco non soffocavo!!!
AMELIA: non sarebbe stata una gran perdita....

Amelia era in piedi sulla riva, il vestito, molle, era diventato quasi trasparente e le aderiva al corpo. La ragazza prese i lembi della gonna, li sollevò all'altezza dei ginocchi e strizzò la stoffa. Zelgadiss uscì dall'acqua, i capelli bagnati che gli incorniciavano il viso. Guardò Amelia e divenne completamente rosso. Amelia si girò...

AMELIA: Si può sapere cosa guardi???

ZEL: Chi io?? Niente!!

AMELIA: Si, si come no...

ZEL: Cosa stai insinuando, eh???

AMELIA: Io non insinuo..dico la verità......(lascia andare la gonna)...comunque sia ora me ne vado, spero di non rivederti....

ZEL: HEY ASPETTA!!! In caso non l'avessi notato, io ero qui per rapirti...

AMELIA: COSA?? TU VOLEVI RAPIRE ME??? GUARDA, BELLO, CHE SI DAL CASO CHE IO STESSI SCAPPANDO DI CASA....quindi..addio...

ZEL: Bè stavi scappando di casa mentre io cercavo di rapirti...

AMELIA: Ecco bravo, "cercavi", ma non ci sei riuscito...

ZEL: Guarda che sono qui per ordine della Grande Sacerdotessa...

AMELIA: Ma per favore! Non sai trovare scuse più credibili?

..Amelia fece per andarsene ma Zel la prese per un braccio e se la issò su una spalla...

ZEL: Adesso vediamo chi ha ragione....

AMELIA: Brutto scimmione deficente, non ti basta avermi buttata in acqua...

ZEL: guarda che in acqua ci sei caduta da sola!!!

AMELIA: Ma se tu non mi avessi spaventata...

ZEL:...Ci saresti caduta lo stesso!

AMELIA: Non è vero!

ZEL: Si che lo è!!!

AMELIA: No!

Zelgadiss si diresse verso il posto prefissato con la Sacerdotessa sempre tenendo Amelia su una spalla.. Probabimente, fra non molto, qualcuno si sarebbe accorto della scomparsa della giovane principessa di Seillune...
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