>> XELLOS METALLIUM >>

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Pubblicata il: 13.08.2001
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Xellos - Gourry

L'ULTIMO TRAMONTO

Il vento frusciava fra le fronde di una imponente quercia che dominava un colle. La tenue ombra maculata sull’erba ai piedi della collina ondeggiava e scattava con l’aumento intermittente della brezza.
Era il tramonto, il sole gettava i suoi ultimi raggi arrossati sulla terra, mentre scompariva lento e inesorabile all’orizzonte. Poche sporadiche nuvole avevano assunto colori indistinguibili fra il rosa e il viola, mentre in cielo dal lato opposto scintillava già la prima stella della sera.Un ragazzo dalla lunga chioma bionda liscia, se ne stava seduto sotto la quercia, le braccia appoggiate sulle ginocchia, il volto chino a fissare il terreno sotto di lui.
Una spada dall’elsa stravagante, se ne stava infissa nel terreno ad un braccio di distanza dal ragazzo.
… il sole affondò ancora di più nell’orizzonte fino a quasi scomparire del tutto… stancamente Gourry Gabriev alzò il capo e fece correre lo sguardo alla sfera infuocata.
Il tenue rossore si riflesse nei suoi occhi azzurri tersi, aveva un’espressione che poco aveva a vedere con il suo solito modo di essere. Era un’espressione abbattuta, stanca e triste. Le sopracciglia lievemente incurvate verso l’alto, un sorriso spento sulle labbra. L’ultimo raggio al tramonto, di tonalità verde lasciò il suo volto nella penombra della sera.
"Già…" pensò, "il primo tramonto…"
Il vento aumentò lievemente di intensità per poi sopirsi nuovamente, le ciocche bionde svolazzarono leggere per poi ricadere nuovamente, morte sul suo viso.
" …o forse l’ultimo… ormai…"
Serrò i denti.
" …non ha importanza vederne altri."
Come a sottolineare i suoi pensieri le fronde della quercia cominciarono a frusciare impazzite sotto la brezza serale.
Strinse i pugni… inavvertitamente strinse a se gambe con le braccia poste intorno… i guanti cominciarono a tingersi di rosso ma non ci fece caso.
" Sono inutile."
L’armatura emise qualche freddo suono metallico di assestamento sotto i movimenti del ragazzo.
" Lina?"
Si ritrovò un’espressione di dolore sulla faccia senza che l’avesse in realtà voluto, cercò in qualche modo di tornare normale, ma era la parodia di un sorriso quello che cercava di ostentare sul suo viso stravolto. Chinò nuovamente il capo.
Ebbe un fremito, e il vento cessò improvvisamente. Una foglia staccatasi da un ramo, descrisse numerose spirali mentre scendeva lentamente a terra. Quando toccò l’erba il suono fu impercettibile. Una figura si materializzò a qualche metro dal guerriero con un suono che superò impercettibilmente quello della foglia.
" E’ qui."
Il ragazzo si voltò verso la spada, guardando dove era infissa, il suolo. La sua mano accarezzò l’impugnatura per poi stringersi attorno ad essa.
<< Scusami Lina, anche se ora è tua, te la rubo per un attimo…>>
Si alzò in piedi sfilando la lama dalla terra smossa.
Con un gesto secco sfilò dall’elsa la lama che si piantò a qualche metro di distanza da lui.
<< Xellos! >> Urlò con tutto il fiato che aveva in corpo, il tono della sua voce un misto di rabbia e frustrazione.
Il demone apparso lo guardò col solito sorriso enigmatico, fra le mani aveva una tazza su di un piattino ripiena di un liquido scuro… probabilmente cioccolata calda.
Dalla Gorn Nova puntata verso il basso, esplose con un suono innaturale una lama di luce, la lama era più lunga del normale… talmente carica di energia che l’erba sotto di essa bruciò sotto l’intermittente sfrigolio dell’arma.
<< Si dice che un mio antenato abbia abbattuto Zanaffar con quest’arma. >> Disse afferrandola con entrambe le mani e portandola all’altezza del volto.
Xellos fece sparire distrattamente la tazza e comparire il bastone nella mano destra, << Già…un tuo antenato.

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