| UNDERNEATH THE SURFACE | |||
| surface 02 | layer 2.1 Le cascate di Kaifuku CERCANDO LA CASCATA |
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"Cos'hai detto?" Chiese Zelgadiss. "Penso di aver trovato un modo per curarti" ripetè Gourry, riprendendo fiato. "Credo sia meglio che ti sieda" esclamò Filia, afferranndo una sedia. Il mercenario attraversò la stanza e si sedette, gli occhi di tutti erano puntati su di lui. "E adesso racconta, quale cura per Zel?" Domandò Lina. "C'è una cascata, chiamata Kaifuku. Si dice che sia in grado di lavare via la magia" "Lavare via la magia? Non ne avevo mai sentito parlare" "Non potevi. Le informazioni sulla cascata sono andate perdute circa mille anni fa" "E allora tu come lo sai?" S'informò Amelia. "L'Università ha rinvenuto alcuni libri da un antico tempio sotto terra. Alcuni dei libri parlavano di manifestazioni magiche spontanee" "Che cosa ti fa pensare che possa curarmi?" Chiese Zelgadiss. "Bè, ci ho riflettuto. Rezo è riuscito a trasformarti perchè aveva Shabranigdo sigillato negli occhi, dico bene? Allora è stata una parte del potere di Shabranigdo a trasformarti" "Ma fin qui c'eravamo già arrivati" commentò Lina. "Sì, ma l'unica cosa che potrebbe combattere Shabranigdo sarebbe il potere di Cephied o qualcosa di ancora più grande" questo catturò l'attenzione di tutti. "Questo libro dice che il luogo fu creato da un immenso potere che supera di gran lunga quello di Cephied" "Se questo è vero..." iniziò Amelia. "Potrebbe esserci abbastanza potere da farmi tornare umano" concluse la Chimera. "Filia, Xellos nessuno di voi due ha mai sentito parlare di questa Kaifuku?" Chiese Lina. "No" Filia scosse la testa. "Ma ci sono moltissime reliquie riguardanti Cephied che sono ancora introvabili, così come le informazioni su tante magie ancestrali" "Xellos?" Domandò la maga. "Non sono molto aggiornato sui seguaci di Cephied, o sui loro colleghi" fece spallucce. "E dov'è questo posto?" Chiese Amelia. "Non ne ho idea" fu la risposta del mercenario. "Che cosa!" sbraitò Lina. "Si muove" continuò Gourry. "La cascata appare solo una volta ogni cinquant'anni in un luogo sempre diverso. Ma i sacerdoti del tempio hanno registrato con cura tutte le apparizioni quindi credo di poterla trovare" "Se appare ogni cinquant'anni, quanto manca alla prossima apparizione?" Domandò Filia. "Approssimativamente due settimane" "Hai due settimane per scoprire dov'è questa Kaifuku? Gourry, potrebbe essere in qualsiasi parte del mondo" commentò la maga. "Questo lo so, ma sembra un'ottima occasione per Zel e io credo che valga un tentativo. Inoltre tutte le apparizioni sono avvenute nella stessa porzione di territorio. Posso tentare di trovare il posto e anche il modo di andarci" "Cosa ne pensi Zelgadiss?" chiese la principessa. L'espressione della Chimera divenne solenne mentre pensava a tutto ciò che l'amico aveva appena detto. "Sembra una buona pista, probabilmente la migliore fin'ora" pensò, in silenzio. "Se Gourry crede di farcela, allora proviamo" aggiunse poi ad alta voce. "Adesso sì che abbiamo qualcosa da festeggiare!" esclamò Phil, con entusiasmo. Gourry alzò lo sguardo vedendo tutto quel cibo e sorrise. "Hey ma è grandioso!" "Ne riparleremo più tardi, adesso sto morendo di fame!" si lamentò Lina. Tutti quanti presero posto a tavola, mangiando e chiaccherando eccitati da quel nuovo colpo di scena. Amelia lanciò un'occhiata a Zelgadiss che aveva ancora sul viso quell'espressione pensosa. Gli strinse la mano per dimostrargli il suo supporto. Zelgadiss alzò lo sguardo su di lei e si portò quella mano alle labbra, baciandola e restituendole la stretta. Dall'altra parte del tavolo Xellos osservò quello scambio di effusioni e continuò a sorseggiare il suo vino lentamente mentre la coppia arrossiva alla presenza di così tanti testimoni per poi ritornare alla cena. Filia notò Xellos esaminare la coppia e si mise a pensare almeno fino a quando non si accorse che Val stava tentando di rubare un asparago dal piatto del principe. "Allora come ti senti dopo la notizia di Gourry?" "Non lo so" sussurrò Zelgadiss ad Amelia. I due conversavano tranquillamente, seduti nel giardino del palazzo al chiaro di luna e contornati dal luccichio delle lucciole. Zelgadiss era ancora sconvolto dall'annuncio di Gourry e Amelia era preoccupata per lui. "E se fosse un buco nell'acqua come tutte le altre volte?" sussurrò. "Non pensarlo" mormorò lei. "Gourry ha detto che aveva altri dettagli da capire prima" "Ma se non funzionasse, allora..." "Allora cosa? Rimarresti blu? Si. Una chimera? Si, ma saresti sempre la stessa persona dentro non importa qual'è il tuo aspetto esteriore" "Lo so" annuì lui. "Me lo hai ficcato in testa a forza, quand'eravamo a Briseral" sogghignò. "Ti ho soltanto detto la verità. Forse l'ho fatto un pò brutalmente, ma in quel momento era l'unico modo di fartelo capire" "E adesso?" "Mi ascolti se parlo con gentilezza" rispose lei, mormorandogli sul collo. "Vorrei soltanto evitare di illudermi per poi venir deluso di nuovo" "Lo so, ma Gourry non ti direbbe mai una cosa per un'altra. Farà del suo meglio per scoprire tutto ciò che può, fino ad allora non ti esaltare nè deprimere troppo" sussurrò Amelia, mentre si abbracciavano, rilassandosi alla quiete del giardino. Lina era ferma su uno dei mezzanini che davano sul giardino e scorse la coppia che fantasticava. "Mi chiedo come Zelgadiss ha preso la notizia" pensò. "Hey Lina!" la rossa si voltò e vide Gourry poco più avanti. "Che succede?" "Dove sono Zel e Amelia?" "In giardino" Lina indicò. "Credo che Amelia lo stia aiutando a superare lo shock" "Spero solo che funzioni" esclamò Gourry, avvicinandosi. "Anche io" aggiunse Lina. "Ma so che apprezza il fatto che tu stia tentando" gli sorrise. "Vorrei davvero che funzionasse. Zel ha cercato così tanto la sua cura" "Comunque adesso le cose stanno diversamente. C'è Amelia con lui, se non dovesse funzionare" "Ma io voglio che funzioni. Mi sentirei male se dopo avergli parlato della cascata, non funzionasse" "Non fare così!" esclamò Lina, scuotendogli il braccio con gentilezza. "Non hai ancora iniziato. Raccoglieremo altre informazioni, troveremo il posto e andremo. Succeda quel che succeda, chiaro?" "Chiaro" sorrise, appoggiando la mano su quella di Lina che ancora era posata sul suo braccio. Lei sentì l'imbarazzo di un tempo arrossarle le guance e il cuore accelerare i battiti per la sorpresa. Guardò Gourry, il viso incorniciato da quei capelli biondi, resi più pallidi per il sole estivo che da poco aveva preso a splendere durante la giornata. Gourry guardò la maga, mentre luci e ombre giocavano sul suo viso illuminando i movimenti dorati dei suoi capelli. Si fissarono, gli sguardi incatenati, catturati dall'immagine che l'uno sembrava dare all'altra. Lina sbattè le ciglia e tornò in sè, leccandosi le labbra improvvisamente secche. Allontanò la mano dal braccio di lui. "Credo che dovremmo andare a dormire" suggerì, sorpresa di aver trovato la voce. "Già" Gourry annuì e poi entrambi si diressero nell'ala del palazzo che ospitava i loro appartamenti. "Cos'è successo là fuori?" Si chiese Lina dopo che ebbero raggiunto le loro rispettive stanze e si furono dati la buonanotte. Una volta entrato nella sua stanza, Gourry prese il libro su Kaifuku e si mise comodo per leggere un altro pò. O per lo meno ci provò. I suoi pensieri continuavano a scivolare sulla scena che aveva condiviso con Lina, là sul balcone che sovrastava il giardino e cosa più importante sulla bellezza della maga in quel preciso istante. "Mi chiedo se dovrei dire qualcosa" Si disse. I suoi sentimenti per la maga gli aveva dato molto da pensare ultimamente. Alla fine decise che la questione poteva essere discussa più tardi. E così si concentrò sul libro che aveva e sull'aiuto da dare all'amico. "Non è successo niente, non è successo niente.......invece qualcosa è successo ma non so cosa" pensò Lina, lasciandosi andare sul divano. Quando si era trovata lì con Gourry, le era sembrato di venir trascinata in qualche modo dallo sguardo del ragazzo, dal calore di quel braccio sotto la sua mano e dal modo in cui i suoi capelli si muovevano alla brezza notturna. "Sembro una di quelle eroine da romanzo rosa" esclamò, rivolta a nessuno in particolare. "Ci siamo solo fissati negli occhi un pò troppo a lungo" decise e iniziò a prepararsi per la notte. Xellos era seduto sul robusto ramo di un albero nel giardino del palazzo e osservava la principessa consolare la sua chimera in quell'aria notturna che profumava di fiori. Lanciò loro un'ultima occhiata e poi si teletrasportò nella stanza di Val. "E ora perchè mi sono portato qui?" mugugnò. Si sporse sulla culla e trovò il piccolo drago ancestrale profondamente addormentato con un altro di quei suoi bambolotti di pezza. Xellos guardò più da vicino e il bambino aprì gli occhi. Nel dormiveglia guardò il demone con uno sbadiglio assonnato. Si svegliò ulteriormente e dopo averlo riconosciuto cominciò ad agitarsi entusiasta. "Shhh!" sibilò Xellos e il bambino si calmò immediatamente. "Adesso rimettiti giù. Non sono in vena di sopportare l'umorismo di tua madre stanotte" Val si distese e sbadigliò un'altra volta prima di chiudere gli occhi e tornare a dormire, tremando leggermente. Xellos se ne accorse e lo coprì con la sua copertina. Val si sistemò in quel calduccio e subito dopo si addormentò. "Stai cercando di addomesticarmi, non è vero?" chiese il demone al bambino addormentato, poi ridacchiò. "Che cosa curiosa" disse e poi sparì. Quello seguente fu un giorno piuttosto impegnativo per Gourry. Doveva sostenere altri tre esami e poi aveva programmato di leggere il libro su Kaifuku e gli altri libri rinvenuti nel tempio per aiutare Zelgadiss. Gli esami passarono velocemente. Rispose alle domande con la solita facilità e sentì di essere andato bene proprio come nelle prove precedenti. Dopo l'ultimo esame raggiunse il professor Ozaki e gli parlò della scoperta fatta nel libro e della situazione in cui si trovava Zelgadiss. "E io credo che questa sia un'ottima possibilità per Zel di trovare la sua cura. Ma ho bisogno di dare un'occhiata alle altre cose che sono state trovate nel tempio" disse Gourry, concludendo la spiegazione. Era seduto nell'ufficio del professore, circondato da libri e scartoffie. Il professor Ozaki si sedette alla sua scrivania e riflettè attentamente su tutto quello che il mercenario gli aveva riferito. "Sembra che tutto ciò che ti serve sia nel libro che hai preso: mappe, date delle apparizioni e informazioni dettagliate sul potere della cascata" ragionò Ozaki. "Ma sono vecchie di mille anni e la cascata appare ogni mezzo secolo" esclamò Gourry. "Quindi ci sono venti apparizioni non documentate?" "Esatto. Sembra che ci sia un breve percorso che potrebbe aiutarci a capire quale sarà il luogo della prossima apparizione. Dalle annotazioni sul libro ho già scoperto che accadrà presto" "I sacerdoti del tempio prevedevano le apparizioni di Kaifuku? Se così fosse potremmo usare il loro stesso metodo" "Ho controllato ma non dice niente su di loro o su come facessero, è scritto solo che 'Lo spirito di Kaifuku chiamerà colui che ascolta attentamente'" lesse dal libro. "Forse i sacerdoti avevano il dono di percepire l'arrivo della cascata?" "E' un ipotesi. Dicono che la magia naturale abbia un essenza, uno spirito unico nel suo genere. Magari questi sacerdoti erano maghi con poteri in grado di trovare quell'essenza e perfino comprenderla" commentò Ozaki. "Nel libro c'è qualcosa che somiglia ad un incantesimo, parla di un passaggio e di un fluido armonico, ma il significato non è chiaro" "Una modo per richiamare l'essenza di Kaifuku?" chiese il professore. "Non lo so" rispose Gourry, scuotendo la testa. Ricordava chiaramente quel passaggio. Gli aveva fatto accapponare la pelle, non per ansia o per paura, ma per una sensazione del tutto indescrivibile. "Non ho ancora finito il libro, ma volevo dare un'occhiata alle mappe che abbiamo della zona. Credo che possa servirmi" "Vieni ti accompagno. Abbiamo trovato anche alcune mappe nel tempio, potresti fare un confronto e vedere cosa ne esce fuori" "Grazie professor Oz" Il professore lo scortò fino alla stanza e poi lo lasciò lavorare. Gourry guardò con stupore il gran numero di mappe e libri trovati nel tempio. "Sarà meglio che cominci" sussurrò, iniziando a cercare ciò di cui aveva bisogno. Lina era seduta con Amelia in un angolo tranquillo dei giardini reali, rigirandosi tra le dita fili di erba. "Gourry ti ha più detto niente?" Chiese la principessa. Lina scosse la testa. "Aveva altri esami e credo che volesse studiare ancora quel libro subito dopo" "Spero che trovi qualcosa. Non voglio vedere Zelgadiss depresso. E' bastata la notizia della cascata a renderlo ansioso" "Immagino che solo con te non indossi la sua solita espressione da giocatore di poker, giusto?" "Sa che con me non ne ha bisogno" Amelia sorrise. Da un cespuglio lì vicino arrivò un fruscio e subito dopo spuntò il viso sorridente del piccolo Val ricoperto di fiori. Il drago volò verso Lina con un paio di piccole ali nere. "Che diavolo....Val?" Chiese Lina, mentre il cucciolo svolazzava in giro lasciandosi dietro una scia di fiori e petali. Filia sbucò dal cespuglio un attimo dopo, senza fiato ma con un sorriso felice. "Preso!" gridò il drago dorato, afferrando il drago ancestrale prima che potesse volarsene via di nuovo. "Volavi così veloce che pensavo di averti perso!" "Volava?" Chiese Amelia. "E' il suo primo volo" spiegò Filia eccitata. "Stava già tentando da un pò, ma oggi è la prima volta che ci è riuscito tutto da solo" "E' meraviglioso" la principessa sorrise e Val applaudì, felice del proprio traguardo raggiunto. "Bè, almeno qualcosa di buono è successo" commentò Lina, pulendosi gli abiti dai petali. "Stavate parlando delle notizie di Gourry?" S'informò Filia, togliendo fiori dai capelli di Val. "Ci chiedevamo se Gourry avesse scoperto qualcosa di nuovo" spiegò Amelia. "Sono sicura che vi terrà aggiornate. Non credo che avrebbe detto qualcosa se non fosse stato sicuro che c'era una possibilità. Vorrei solo potervi essere più utile" "Solo perchè sei stata una vestale non significa che tu debba per forza sapere tutto sui templi di Cephied" commentò Lina. "Tua sorella, il Cavaliere di Cephied. Lei potrebbe sapere qualcosa. Dovremmo chiederle e..." "Non ti Azzardare!" urlò Lina. La principessa e il drago dorato la fissarono sconvolte. "Non abbiamo nessuno bisogno di cercarla e di chiederle nessuna dannata informazione" Val guardò le tre ragazze e poi scoppiò improvvisamente a piangere. "Oh Val, non piangere" lo coccolò Filia, cullandolo leggermente. "Mi dispiace Lina, ho dimenticato come stavano le cose tra te e Luna" "Non volevo far piangere il piccolo" esclamò Lina, guardando il cucciolo di drago che si stringeva a Filia, con il visino rigato di lacrime. "Hey Val" lo chiamò Lina e poi gli lanciò i petali di un fiore caduto davanti agli occhi. Val smise di piangere, sbattendo gli occhi quando i petali gli toccarono il viso. Sorrise, poi si sporse in avanti tentando di afferare i petali. "Immagino che questo significhi che sono perdonata" esclamò la maga, gettando altri petali. "So che tua sorella è un argomento delicato Lina, mi dispiace davvero" sussurò di nuovo Filia. "Se è per questo non mi piace nè pensare nè parlare di lei. Non andiamo d'accordo, ma se ci fosse bisogno di chiederle aiuto, fatelo. Vorrà dire che non starò nei paraggi quando succederà, d'accordo?" Amelia e Filia si scambiarono un'occhiata, poi guardarono Lina e annuirono. Zelgadiss guardò fuori dalla finestra del suo nuovo studio e vide Amelia con Filia e Lina nei giardini del palazzo. Stavano parlando e giocando col cucciolo di drago ancestrale che sembrava sbattere le ali. "Non credo di averglielo mai visto fare prima" pensò. Osservò il piccolo drago divincolarsi da Filia e andare verso Amelia. La principessa rise e si distese sull'erba per giocare col cucciolo. Si fecero il solletico a vicenda, ridendo sotto lo sguardo di Lina e Filia, che si misero a ridere pure loro. Lui sorrise a quella scena, ben sapendo quanto Amelia amasse giocare con quel piccolo drago pieno di energia. Lasciò la finestra per raggiungere la sua nuova postazione di lavoro. Sugli scaffali c'era una vasta raccolta di libri sulla magia e altri argomenti. I mobili e la scrivania erano di una scura tonalità di marrone e i tappeti intessuti con bellissimi disegni. La stanza era semplice, sobria ma molto elegante. Dimostrava ricchezza, ma non la ostentava, il che non lo faceva sentire a disagio. Il risultato finale gli piaceva ampiamente. Si sedette su una poltrona di pelle in un angolo, mettendo i piedi sull'ottomana corredata e sospirò felicemente, ispezionando di nuovo la stanza. "E' veramente bella" disse ad alta voce. Aveva il tempo di godersi la stanza grazie ai pressanti doveri reali del principe reggente che lo aveva lasciato solo. Notò che il pomeriggio volgeva al termine e il sole sarebbe calato in un paio d'ore. Si ritrovò a chiedersi se Gourry avesse fatto qualche progresso nella sua ricerca. Una cura, una possibilità consistente di trovarne una. Gli sembrava un sogno distante adesso. La sua vita era così piena e ricca e poteva apprezzare qualla ricchezza come mai prima di quel momento. La novità lo aveva entusiasmato, reso ansioso e pauroso di una delusione. Tutte sensazioni che lo attraversavano ogni volta che si prospettava una nuova possibilità. Ma per la prima volta aveva Amelia accanto a lui a calmare quelle crescenti emozioni. Si considerava una persona indipendente, ma avere qualcuno a cui appoggiarsi era una sensazione molto più bella di quanto avesse mai immaginato. Si voltò sentendo la porta aprirsi e vide Gourry che si affacciava. "Hey sembra carino, posso entrare?" "Sicuro, siediti pure" rispose Zelgadiss, alzandosi. "Sono passato perchè volevo parlarti di Kaifuku" iniziò Gourry, sedendosi. "Hai scoperto qualcosa di nuovo?" "Un paio di cose, ma avrò bisogno del tuo aiuto per capire i posti in cui Kaifuku è apparsa in passato" "I luoghi del periodo in cui il tempio è andato perduto? Perchè?" "C'è un incantesimo nel libro. All'inizio non sapevo cosa fosse poi, dopo aver letto di più, ho capito che era un modo per cercare l'essenza magica della cascata. L'essenza lascia qualcosa una volta passata e..." "Vuoi usare l'incantesimo per trovare la traccia residua delle apparizioni non registrate e calcolare quella che avverrà tra due settimane?" "Esattamente. Ho pensato che potremmo circoscrivere la zona. Le cascate rimangono per tre giorni, poi scompaiono per altri cinquant'anni. Se riuscissimo a capire almeno la zona, potremmo poi utilizzare di nuovo l'incantesimo per localizzare il punto esatto in cui si trova Kaifuku" concluse Gourry. "Sembra un'ottima idea" commentò la Chimera, visibilmente impressionato. "Ma ci sono dei sacerdoti nei templi di Cephied che potrebbero decifrare l'incantesimo meglio di me" "Ma non sono sciamani come te e visto che si tratta di una cascata, e lo sciamansimo ha a che fare con la natura, tu sei la scelta migliore" il mercenario si strinse nelle spalle. "Dov'è l'incantesimo?" "Eccolo" rispose, estraendo il grande libro da una sacca e aprendolo. Zelgadiss studiò le parole sulla pagina con attenzione, scorrendo col dito ogni riga. Sentì una strana energia irradiare dalla pagina e ritrasse la mano sorpreso. "La senti anche tu, vero?" sussurrò Gourry. Zelgadiss annuì. "Non sembra pericolosa: solo strana, è come se il suo movimento cambiasse in qualche modo e c'è uno strano senso di calore" osservò la Chimera, non sapendo come descrivere ulteriormente quella strana sensazione. "Senza dubbio è un incantesimo potente" "Se riesci a castare l'incantesimo e a mantenere un'immagine mentale della mappa" esclamò Gourry, estraendo una pergamena con diversi segni sopra. "Sarà più facile per me localizzare i luoghi mancanti" "Dov'era esattamente questo tempio?" "Nelle terre oltre il santuario dei draghi. Gli scavi vanno avanti da tempo, ormai" La chimera annuì, la risposta spiegava la poca familiarità con quel territorio. Respirò profondamente e guardò la mappa, memorizzando quanti più dettagli possibili, poi concentrò la sua attenzione sull'incantesimo. per questo ascolto Desidero vedere per questo guardo Passaggio dello spirito mostrami il fluido armonico essenza di Kaifuku svelati per me Un bagliore azzurro e argentato avvolse la coppia e Zelgadiss sentì una parte di sè sollevarsi e salire. Aprì gli occhi ed ebbe la sensazione di essere entrato in contatto con qualcosa di molto più grande. Vide minuscole scintille d'ambra brillare in posti diversi. "Pensa alla mappa" si impose. Recuperò l'immagine della mappa dalla sua mente e la distese di fronte a sè. Osservò come le scintille d'ambra si posizionassero al loro posto. Gourry guardò Zelgadiss castare l'incantesimo e concentrare il proprio potere mentre venivano circondati entrambi da quel bagliore. Lievi gocce di luce ambrata apparvero sulla mappa di fronte ai suoi occhi e il mercenario sorrise. "Funziona" pensò, sebbene non fosse andata come si era aspettato. Raggiunse una penna e iniziò a segnare i punti sulla mappa. Lentamente apparvero altre luci che Gourry segnò diligentemente. Notò lo stesso, vago percorso che aveva già visto nelle annotazioni. I luoghi mancanti sembravano dargli una forma ma non era abbastanza perchè lui riuscisse a capire. All'improvviso la luce blu-argento emanò un lampo che accecò il mercenario per qualche istante, poi scomparve. Gourry sbattè le palpebre per recuperare la vista mentre Zelgadiss apriva gli occhi, respirando pesantemente. "Ha funzionato?" Chiese la chimera. Gourry annuì, mentre qualcuno bussava alla porta. "Zelgadiss va tutto bene?" Chiese Amelia, dall'altro lato. "Devono aver visto il lampo" notò Gourry. "Lampo?" Chiese debolmente Zelgadiss. "L'incantesimo ha emanato un fortissimo bagliore prima di concludersi" spiegò il mercenario mentre Zelgadiss tentava di alzarsi. Si alzò ma ricadde subito dopo sulla poltrona non riuscendo a rimanere in equilibrio. "Quell'incantesimo mi ha prosciugato più energia di quanto credessi" constatò fra sè e sè mentre Gourry attraversava la stanza ed apriva la porta. Dall'altra parte trovò Amelia con Lina, Filia e Val. Amelia lo oltrepassò di corsa per raggiungere Zelgadiss, che si stava accomodando esausto tra i cuscini. "Cos'è successo?" Chiese la principessa, sedendosi accanto a lui sull'ottomana. "Ho castato un incantesimo del libro di Gourry per aiutarlo a trovare la cascata" rispose Zelgadiss. "Siete riusciti a scoprire qualcosa?" Domandò Filia mentre Val volava verso la chimera, osservandolo curioso. "Abbiamo usato l'incantesimo per trovare i luoghi delle passate apparizioni di Kaifuku che mancavano" intervenne Gourry. "Quindi adesso non vi rimane che scoprire dove siano le cascate e portarci là in tempo. E' fantastico" commentò Lina. "L'incantesimo era molto potente" sospirò Zelgadiss, ma non potè evitare di cacciar fuori uno sbuffo quando Val gli atterrò in grembo sorridendo. "Siamo energici, eh?" esclamò, arruffandogli i capelli. "Avrei voluto esserlo anche io prima" "Credo che tu abbia bisogno di riposo" esclamò Amelia, per poi scoprire che gli occhi di Zelgadiss erano già chiusi, così come quelli di Val. "Sembra che entrambi avessero bisogno di un sonnellino" commentò Filia. "Hai ragione" Amelia sorrise. "Quanto credi che ti ci vorrà per capire dove si trova Kaifuku?" S'informò Lina, a voce bassa. "Non ne sono sicuro, ma uno dei miei professori mi sta aiutando con le informazioni sul tempio e le altre cose" "Pensi di farcela in tempo?" "Lo spero" rispose Gourry, guardando Amelia che copriva con una coperta di lana Zelgadiss e il piccolo drago, ora profondamente addormentati. I giorni seguenti passarono velocemente. Zelgadiss fu impegnato quotidianamente col principe. Cercò di rimanere concentrato sul suo lavoro ma era maledettamente curioso di sapere i progressi di Gourry. Il mercenario finì gli ultimi esami senza problemi e fu molto soddisfatto dei risultati ottenuti quando li vide affissi, avendo raggiunto un alto grado accademico fra tutti gli studenti. Dall'inizio degli esami aveva passato tutto il suo tempo libero a cercare la cascata. Le locazioni mancanti erano state un grande aiuto così come la scoperta di altre informazioni contenute nel libro. Sentiva di essere vicino ad una risposta e sperava soltanto di trovarla in tempo per l'apparizione. Nel frattempo Lina si preparò per l'audizione finale e Amelia continuò ad occuparsi dei doveri reali del padre. Filia fu impegnata con il negozio e Xellos non si fece vivo, il che fu un sollievo per il drago dorato. Ad ogni modo, nonostante tutti fossero impegnati nelle loro faccende quotidiane, Kaifuku affiorava sempre tra i loro pensieri. Filia apparecchiò la tavola per la cena sua e di Val, canticchiando soddisfatta. Gli affari erano andati meglio del solito ed era piacevole vedere Val svolazzare per casa. E, cosa ancora più importante, non c'era traccia di Xellos. Non si era fatto vedere dalla cena in onore di Zelgadiss. Ancora non riusciva a togliersi dalla testa l'immagine del demone che fissava Zelgadiss e Amelia durante la cena e continuava a chiedersi i motivi che c'erano dietro a quel comportamento. "Probabilmente l'idea dell'amore lo infastidisce" pensò, appoggiando il proprio piatto e stringendo il biberon di Val, che si mise a ridacchiare con entusiasmo. "Oh no" "Ahhh, giusto in tempo per la cena, non è così?" Filia non ebbe bisogno di alzare lo sguardo per sapere chi le stava seduto di fronte. "Quindi sei qui per farci venire l'indigestione?" esclamò Filia, tagliando un pò di cibo per Val. Xellos agitò il dito e le rivolse un sorriso smagliante. "Ma Filia-chan mi devi una cena. Ricordi il nostro appuntamento?" "Te l'ho detto, non voglio cenare con te nè fuori nè qui" "Sei solo timida come lo sono a volte i bambini piccoli. Sai, fai finta di odiare la persona che invece ami" sorrise, sperando di averle dato lo spunto per un'altra delle sue solite repliche, come quella di pochi istanti prima. "Quindi lo ammetti, hai davvero una cotta per me?" Filia sorrise modestamente. "Dopotutto hai sempre qualcosa di sprezzante da dire, ma io credo che sia solo il modo demoniaco di dimostrare affetto" "Cioè come quando lo dimostri tu, con la tua mazza" rispose lui, sistemandosi un piatto e una tazza di the. "Ad ogni modo, ci sono novità su quella cascata magica di cui parlava Gourry?" "E perchè dovrei dirtelo?" "Quindi non ce ne sono" continuò lui, guardando Val che mangiava le sue verdure lesse. Filia osservò Xellos e Val sorridersi fra loro, come se condividessero qualche segreto speciale. "Non appena Gourry riterrà di avere informazioni sufficenti le riferirà a Zelgadiss, non a te. Almeno per una volta potresti non interferire?" "Chi dice che io stia interferendo?" "Chi mi assicura il contrario?" ribattè lei. Lui la guardò con gli occhi aperti e lei ricambiò lo sguardo sfidandolo a contraddire la sua logica. "Solo perchè tu non stai interferendo di persona non significa che qualcun altro non lo stia facendo al posto tuo. Quindi immagino che la domanda giusta sia: stai interferendo per mezzo di qualcuno che lavora per te?" Lo conosceva abbastanza bene da sapere che amava particolarmente i giochi di parole. Lui non sapeva se essere infastidito o in qualche modo impressionato. "E cosa ti fa credere che te lo direi?" "Quindi non c'è nessuno" sorrise maligna e poi riprese a dare a Val altre verdure. "Com'è che non riesci a dare una risposta precisa quando ti si fa una domanda?" "Sore wa himitsu desu" rispose Xellos e Filia scosse la testa, voltandosi verso Val che aveva osservato l'intera discussione incuriosito. "Dai, mangia ancora un pò di verdure" lo incoraggiò Filia mentre il drago ancestrale inghiottiva ancora un pò di quello che lei gli stava dando. "E se ti presenti non invitato a cena per lo meno cerca di essere educato" "E io che pensavo di essere stato gentile" Xellos stava tagliando la carne. "Sei tu quella che ha iniziato a lanciare accuse intorno a questo tavolo" Un istante dopo la poltiglia arancione che una volta erano state le carote di Val atterrò sulla guancia di Xellos, spiaccicandosi sui suoi capelli. Val rise, con il cucchiaio in mano mentre Xellos cercava di rimuovere la poltiglia senza perdere la calma. Filia gli sorrideva. "Cosa stavi dicendo sui lanci?" chiese. Dormiva scomposto sul divano, con un libro che gli copriva il viso. Era stato un lungo pomeriggio di letture e di confronti fra dati, ma la risposta sembrava ancora fuori portata. Il mercenario aveva pensato di parlare con Amelia la mattina dopo, nella speranza che guardare il problema da una nuova prospettiva potesse essere d'aiuto, quando la fatica aveva finalmente preso il sopravvento su di lui. Qualcuno bussò alla porta ma lui non sentì, un attimo dopo Lina fece capolino notando il tremolare delle candele e Gourry che sonnecchiava. Lo raggiunse e gli tolse gentilmente il libro dal viso, appoggiandolo poi sul vicino tavolo da caffè. Dal balcone aperto soffiava una brezza leggera che frusciò tra le pagine, girandone un paio. "Mi chiedo se dovrei svegliarlo" pensò Lina. Sapeva che da quando aveva finito gli esami aveva dedicato ogni momento libero a risolvere il mistero di Kaifuku. Ma concluse che saltare la cena non avrebbe aiutato granchè, così lo scosse gentilmente. "Sveglia Gourry" sussurrò. Lui borbottò e si girò di lato, col viso rivolto al tavolo. Aprì gli occhi lentamente e nel dormiveglia fissò il libro di fronte a lui. Da qualche parte nei profondi recessi della sua mente annebbiata dal sonno, i suoi pensieri si fecero stranamente più acuti quando un altro pezzo del puzzle sembrò rivelarsi. In qualche modo il quadro totale prese a formarsi, mostrandogli quello che aveva cercato ardentemente. Saltò su a sedere, spaventando Lina e afferrando il libro e altri appunti che si trovavano nelle vicinanze. "Gourry che succede?" chiese Lina, osservandolo mentre prendeva una penna e scriveva freneticamente. Sfogliò il libro come se fosse posseduto. Dopo qualche minuto rise e si girò verso Lina. "Sei stata tu a girare le pagine del libro?" "No, te l'ho solo tolto dalla faccia. E' stata la brezza a sfogliarne un paio, perchè?" "Se tu non fossi venuta a svegliarmi forse non l'avrei mai trovata" mormorò. "Trovata?" Chiese Lina confusa, poi capì. "Vuoi dire..." "Kaifuku" annuì. "L'ho trovata. Grazie Lina!" disse euforico, stringendola in un caloroso abbraccio. La fece volteggiare con allegria, poi improvvisamente la baciò sulle labbra e la posò di nuovo a terra. "Devo dirlo a Zel" esclamò il mercenario sorridente, correndo fuori dalla stanza e lasciando Lina rossa d'imbarazzo. La ragazza si portò le dita tremanti sulle labbra, ancora formicolanti per il contatto con le labbra di lui. Si guardò intorno con gli occhi spalancati e poi si lasciò andare allucinata sul divano. "Mi ha baciata" |
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