| UNDERNEATH THE SURFACE | |||
| surface 02 | layer 2.2 Le cascate di Kaifuku GUADANDO LE ACQUE |
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Era tutta una questione di schemi. Ogni cosa ne aveva uno e con un pò di fortuna se guardavi abbastanza a lungo, con sufficente attenzione potevi trovarlo. E fu così nel caso di Gourry quando raccontò a Zelgadiss come lo schema di un sigillo mistico nel libro di Kaifuku gli aveva fatto vedere che lo schema delle apparizioni della cascata era identico. Aveva dovuto soltanto unire i luoghi, come nel gioco per bambini in cui dovevi unire i puntini. Alla fine mancava soltanto un punto e ne conclusero che quello fosse il luogo in cui Kaifuku sarebbe apparsa. Il problema successivo era arrivarci. C'erano voluti mesi per raggiungere il santuario di Filia tempo addietro e adesso avevano soltanto una settimana per coprire la stessa distanza. Il mercenario disse che aveva avuto un'idea e che aveva bisogno di un giorno per organizzare tutto in modo che potessero partire la mattina successiva. Questo era quello che Zegaldiss stava pensando, seduto nel salotto debolmente illuminato della sua casa sul lago. Prepararsi fisicamente non era un problema, ma prepararsi mentalmente era tutt'altra cosa. La notizia aveva ben presto raggiunto tutti gli altri che percepivano il crescente entusiasmo e non vedevano loro di scoprire qual'era stata l'idea di Gourry per il viaggio. Zelgadiss stava cercando di rilassarsi dalla sera prima, quando Gourry era venuto a dargli la notizia. Il principe gli aveva permesso di stare un pò di tempo da solo a pensare, cosa per la quale era grato. Aveva lasciato all'uomo degli appunti dettaglati su Lebon da leggere così che non rimanessero indietro col lavoro. Non aveva visto Amelia, ma immaginò che sarebbe passata a trovarlo più tardi. Sebbene fosse appena iniziata l'estate, la giornata era più fredda di quanto ci si sarebbe aspettato e un piccolo fuoco nel camino illuminava la stanza e regolava la temperatura mitigando il freddo. Era seduto sul soffice tessuto del tappeto di fronte al camino, gli occhi chiusi. Respirava profondamente. La meditazione sembrava sempre suggerirgli la giusta prospettiva delle cose. Inspira. Domani grazie ad un qualche miracolo partiremo alla ricerca di Kaifuku. Espira. Inspira. La prossima settimana a questa stessa ora io potrei benissimo essere di nuovo umano oppure no. Espira. Inspira. Devo smettere di pensare in questo modo. Se la cosa funziona allora sì, la mia vita cambierà completamente per la seconda volta, se non funziona non sarà la fine del mondo. Espira. Inspira. E' come ha detto Amelia. Ciò che conta è chi sono dentro. Non ha importanza il mio aspetto esteriore, qualunque esso sia. Espira. Inspira. Amelia, per Cephied mi chiedo come ho fatto senza di lei prima d'ora. Espira. Aprì gli occhi, i suoi ultimi pensieri gli avevano dato conforto per gli eventi incerti che si prospettavano. "Come ho fatto senza di lei?" Pensò. Lei gli aveva aperto gli occhi prima che decidessero di uscire e ancora di più lo stava facendo adesso che stavano insieme. Tutto ciò che lei aveva detto, aveva senso. Erano tutte cose che lui sapeva già ma che non riusciva da solo a capire. Lei lo aveva guidato lungo il cammino e le era grato per questo. E sembrò che fosse arrivata per lui l'occasione di dimostrarlo quando sentì la porta d'entrata aprirsi. Poi dal foyer giunse il rumore di passi leggeri. "Zelgadis?" Chiamò Amelia, entrando nel soggiorno. Vedendola arrivare, Zelgadiss si alzò per andarle incontro. Indossava pantaloni neri con un cappotto in tinta e una maglia chiara che s'intravedeva appena. La aiutò a togliersi il cappotto e lo appoggiò su una sedia lì vicino, poi la baciò all'improvviso. La profondità e l'entusiasmo del bacio sorpresero ma non infastidirono la principessa, che ricambiò. Ben presto il loro bisogno d'aria vinse quello di intimità e si separarono. "Grazie" mormorò lui, continuando ad abbracciarla. "Per cosa?" "Tutto" Amelia lo condusse gentilmente sul divano, dove si sedettero rimanendo abbracciati a guardare le fiamme morenti danzare nel camino. Gli aveva concesso quasi tutto il giorno in solitudine per riprendere il controllo di sè stesso prima del viaggio e immaginò che avesse passato gran parte del tempo in meditazione. Ad ogni modo aveva deciso di fargli visita per aiutarlo a fare le valige o per parlare se ne aveva bisogno. Era chiaro dal modo in cui l'aveva accolta che voleva dimostrarle quanto apprezzasse il suo interesse e il suo supporto, cosa che la portò a chiedersi fin dove sarebbe arrivato quell'apprezzamento. La maliziose direzione presa dai suoi pensieri la fecero ridacchiare. "Cosa c'è da ridere?" Mormorò lui. "Mi stavo solo chiedendo fin dove si spingerà il tuo apprezzamento uno di questi giorni" rispose, facendolo arrossire. Si chinò in avanti e lo baciò. Le mani di Zelgadiss raggiunsero le sue guance, accarezzando la pelle morbida e i suoi capelli di seta. Lei lo strinsè di più a sè, le mani trovarono strada sotto l'orlo della sua maglia. Le dita della principessa tracciarono i contorni dei muscoli cesellati mentre Zelgadiss le avvolgeva l'altro braccio intorno alla vita. Zelgadiss mugolò piano quando lei interruppe il bacio per stuzzicargli la pelle del collo che sembrava sempre attrarla. Quando lo baciò in un punto particolarmente sensibile, il ragazzo lasciò andare un altro lieve gemito e lei sospirò in risposta alle sue carezze. Amelia sorrise contenta del piacere che le sue carezze gli stavano dando e fece per riprendere le proprie attenzioni quando qualcuno bussò vigorosamente alla porta facendoli trasalire. Zelgadiss mormorò di nuovo, questa volta per la frustrazione. "Proprio quando le cose si stavano facendo interessanti" pensò. "Quanto volevi farle diventare interessanti?" Chiese Amelia. Lui arrossì di nuovo, diventando ancora più rosso di prima. "Non mi ero accorto di averlo detto ad alta voce" rispose, conoscendo l'implicazione di quei pensieri. "E' qualcosa di cui possiamo parlare quando sarai pronto" lei sorrise. "Ora sistemati i vestiti mentre io vado alla porta" Si sedette, sistemando i propri vestiti mentre lui faceva lo stesso. Gli dette un bacio veloce e poi raggiunse la porta. "Hey Zel? Sei in casa?" urlò qualcuno. E Amelia sapeva che quel qualcuno era Lina. Amelia aprì la porta e trovò Lina che oscillava avanti e indietro sui propri talloni. "Ciao Lina" "Hey Amelia" Lina osservò i capelli leggermente spettinati di Amelia e ghignò ampiamente. "Ho interrotto qualcosa?" la punzecchiò. "A dire il vero sì" "Oh" "Non importa comunque" Amelia rise. "Entra" Lina entrò e si guardò intorno per un pò. Era stata a casa di Zel altre volte ma si era sempre meravigliata di quanto fosse grande e quanto buon gusto avesse avuto Zelgadiss nell'arredarla. "Allora dov'è il tuo piccioncino?" "In soggiorno e non chiamarmi piccioncino!" "Pronto per domani?" chiese la Rossa, entrando nella stanza. "Come se potessi esserlo" rispose lui, alzandosi per andarle incontro. I suoi vestiti erano solo leggermente in disordine, ma l'impronta lasciata sui cuscini era ancora là a testimoniare che aveva veramente interrotto qualcosa. Le guance di Lina si colorarono leggermente quando realizzò la situazione e fu grata che la stanza non fosse ben illuminata. "Bè, sono passata soltanto per vedere come te la cavavi" continuò. "Grazie" "Ora me ne vado e vi lascio tornare a fare quello che stavate facendo, d'accordo?" "Dove vai?" chiese Amelia. "Torno a palazzo. Filia viene con noi e vuole chiedere a Phil se può occuparsi di Val" "Vengo con te. Devo ancora mettere alcune cose in ordine prima di partire" esclamò l'altra, afferrando il proprio cappotto. "Ti aspetto fuori" annuì Lina, lasciando poi la stanza. Zelgadiss osservò Lina uscire mentre aiutava Amelia con il cappotto. "Devo andare sul serio. Ci sono ancora delle scartoffie da smaltire e altre cose che devo sistemare prima che ce ne andiamo" "Capisco. Riguardo a prima, non volevo insinuare che mi aspettassi..." "Lo so" disse lei, abbracciandolo. "Quando sarai pronto perchè le cose diventino così interessanti....lo sarò anche io" Lui la guardò sorpreso mentre lei lo baciava. "Ti amo" sussurrò la principessa e poi se ne andò. Lina osservò Amelia uscire, tutta un sorriso e inalando l'aria fresca. "Scusa se vi ho interrotti" la maga sorrise. "Non ti preoccupare" rispose Amelia. Poi le due iniziarono a camminare. Amelia notò che Lina sembrava stranamente tranquilla e pensierosa e iniziò a preoccuparsi. "C'è qualcosa che non va?" La maga la guardò chiedendosi se dovesse dirle qualcosa. "E' successa una cosa ieri sera e non so cosa pensarne" "Cos'è successo?" "Niente di cui preoccuparsi, ci stavo solo pensando" rispose Lina in fretta. "Quando ne vuoi parlare, fammelo sapere" Amelia capiva che c'era qualcosa di più ma rispettò i sentimenti di Lina. Zelgadiss si comportava allo stesso modo a volte e sapeva che la pazienza era il miglior modo di affrontare la cosa. Mentre camminavano Lina pensò all'avvenimento che la faceva sentire così strana: il bacio di Gourry. Era stato un breve contatto fra le loro labbra dovuto a troppo entusiasmo. Questo l'aveva shockata ma non sapeva se essere arrabbiata o meno. Agli inizi della loro amicizia l'avrebbe immediatamente incenerito con una fireball. L'unica cosa di cui si rendeva conto era che aveva iniziato a pensare a tutto quello che era successo fra loro negli ultimi mesi, cercando di capire i suoi sentimenti al riguardo. Aveva sempre dato per scontato che quel cambiamento nella loro amicizia fosse dovuto al fatto che si erano avvicinati come amici e nient'altro, una sorta di attrazione costruita. Eppure c'erano stati momenti....scosse la testa per chiarire i pensieri e concentrarsi. Dopo quello che era successo non era sicura, specialmente quando momenti di quella notte continuavano a tornarle in mente. Il modo in cui l'aveva abbracciata, fatta girare e.... "Cosa devo fare adesso?" pensò, mentre l'aria si faceva un pò più fredda. C'era una fireball in arrivo e lui lo sapeva. Quel pensiero si ripeteva nella sua testa in continuazione da quando l'entusiasmo per il ritrovamento di Kaifuku era svanito. Era andato da Zelgadiss a dargli la notizia; poi si era tranquillizzato e aveva realizzato esattamente che cos'aveva fatto. Aveva baciato Lina. L'aveva fatta girare, l'aveva abbracciata stretta e l'aveva baciata. E sapeva che sarebbe stato fatto a pezzi per questo. Si chiese perchè Lina non lo avesse fatto immediatamente ma immaginò che avrebbe aspettato di sentire cosa aveva da dire e poi lo avrebbe arrostito con una fireball. Generalmente erano quelle del peggior tipo. Aveva sempre saputo di tenere a Lina. Aveva approfittato della vicinanza che gli veniva offerta dalla loro amicizia. E gli faceva piacere anche poterla abbracciare amichevolmente di tanto in tanto. Non era stata sua intenzione baciarla ma sapeva che si sarebbe imbufalita di più quando gli avrebbe detto che gli era piaciuto. Era stato breve, un secondo, forse due ma era stato piacevole. Bello come l'abbraccio che avevano condiviso sulla fontana qualche giorno prima. Gourry sorrise e quasi si mise a ridere all'idea di non vedere l'ora di essere arrostito vivo. Passò in rassegna tutte le cose che aveva preparato per il viaggio. Aveva passato l'intera giornata a sistemare ogni cosa e sapeva che tutti sarebbero stati contenti il mattino successivo. Rimise la spada nel fodero e ne studiò l'impugnatura. Dopo aver perso la spada di luce, aveva scritto alla sua famiglia spiegando cos'era successo, con il risultato che gli avevano spedito una nuova spada. L'impugnatura era d'argento, modellata come la testa di un drago con una pietra preziosa al posto di un occhio. Le fauci erano aperte e da esse usciva la lama della spada. Veniva dalla collezione speciale di suo nonno e lui si sentiva onorato di averla ricevuta. Gourry mise la spada con le altre cose, felice di avere l'opportunità di portarsela dietro. Poi sentì dei passi e il suono di una porta poco distante. Immaginò che Lina fosse tornata. "Meglio che vada da lei adesso. Forse posso chiedere ad Amelia di curarmi subito dopo" pensò, entrando nel corridoio. Lina strinse la fascia del suo vestito e scosse i capelli mentre attraversava la stanza in cerca del pettine. Continuava a pensare a quello che era successo con Gourry da quando era in strada con Amelia. "Forse avrei dovuto dirle cosa stava succedendo?" pensò. Ricordò di quando Amelia le aveva detto dei suoi sentimenti per Zelgadiss e di come le cose fra loro si fossero evolute nei giorni che avevano preceduto la loro relazione e pensò che forse lei poteva darle qualche consiglio. "Potrei parlarle dopo il viaggio o una volta che avrò capito cosa devo pensarne" sospirò e iniziò a pettinarsi i capelli con vigore. Mentre era seduta alla sua toeletta, qualcuno bussò piano alla porta e lei si alzò per andare ad aprire. Quando aprì la porta trovò il motivo della sua indecisione che aspettava nel corridoio. "Gourry" mormorò. "Lina, hai un minuto per caso?" "Uh, certo" sussurrò lei e si fece da parte per farlo passare. Lui la superò e si sedette sul divano osservandola mentre chiudeva la porta e attraversava la stanza. Lina indossava un abito verde smeraldo che illuminava il colore dei suoi capelli e l'abbronzatura estiva della sua pelle. L'orlo del vestito le sfiorava le caviglie, nascondendo e scoprendo i suoi piedi ad ogni passo. Strinse a sè il vestito e si sedette di fronte a lui. "Volevi parlarmi?" iniziò. "Già" annuì lui. "Riguardo a cosa?" Chiese lei con disinvoltura. "Cos'è successo ieri?" "Oh" mormorò lei, ben sapendo cosa sarebbe arrivato dopo. "Ero eccitato per il ritrovamento di Kaifuku e mi sono lasciato trasportare. E' stato un incidente e-" "Ascolta, non hai bisogno di scusarti" "Non mi dispiace" concluse Gourry, come se lei non avesse detto una parola. "Cosa?!" "Ho detto che non mi dispiace" ripetè. "So che mi aspetta una fireball, specialmente adesso, ma siamo amici Lina e io non credo che dovremmo lasciare che questo cambi le cose. E' stato un incidente ma non m'importa; è stato piacevole" "Non gli dispiace" pensò, osservandolo mentre aspettava la sua risposta. Quel pensiero continuò a ripetersi nella sua testa. "Non gli dispiace ed è stato piacevole" "Non ti dispiace" ripetè ad alta voce. "No" rispose lui, con fermezza. "E questo cosa dovrebbe significare?" "Siamo amici che si sono baciati per caso" si strinse nelle spalle. "Non credo che dovresti arrabbiarti e arrostirmi per questo" "Continui a dare per scontanto che ti lancerò una fireball. Ho forse nominato le fireballs?" "No, ma ho pensato..." "..di sapere già in che modo avrei reagito?" esclamò lei, riacquistando il suo caratterino. "Ma tu mi lanci sempre fireball o mi fai a pezzi se dico o faccio qualcosa, sopratutto qualcosa di simile" "Quand'è stata l'ultima volta che ti ho lanciato una fireball?" "Un bel pò di tempo fa" le concesse lui. "Esattamente" annuì la ragazza. "E cos'altro hai detto?" "Il fatto che era stato piacevole?" Chiese Gourry. Lei annuì. "E' vero" insistette lui, cominciando ad alzarsi. "Sono venuto qui solo per dirti come mi sentivo. Mi fa piacere che tu non mi voglia abbrustolire, è stato un incidente" "Un incidente per cui non sei dispiaciuto?" "Un incidente per cui non sono dispiaciuto" annuì lui, prima di andarsene. Il suono ovattato del pettine che cadeva sul divano fu l'unico rumore udibile dopo che lui fu uscito dalla stanza. Lina fissò la porta, la sua mente passò in rassegna ogni dettaglio di quella conversazione. Gourry aveva dato per scontanto che lo avrebbe incenerito con una fireball ma gli andava bene, specificando oltretutto che non si sarebbe scusato. Quasi sfidandola a reagire, ma Lina non aveva idea di quale reazione si trattasse. |
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