ZELGADISS ON THE COUCH
PRIMO CAPITOLO

       "Adesso, Mr. Greywers" iniziò la psichiatra, con una calma voce da contralto "Inizi col dirmi qualcosa sulla sua infanzia. Qual'è il ricordo più lontano che ha?"
       Zelgadiss si spostò sulla grande poltrona imbottita, disincrociò le gambe e poi le accavallò di nuovo infine iniziò a tamburellare con le dite sul bracciolo della poltrona. "Durante un Solstizio - Penso di aver avuto quattro anni all'epoca - mia madre mi regalò un vecchio libro di astrologia che apparteneva alla sua famiglia da molti anni. Aveva illustrazioni bellissime all'interno e una fantastica calligrafia. Ai margini c'erano molte note, tutte molto precise ed ordinate, scritte a mano da generazioni di maghi nella mia famiglia e lasciate, ovviamente, per essere lette da chi in futuro avrebbe usato il libro. Poichè non avevo sorelle e mio fratello non aveva alcun interesse per la magia, mia madre mi passò quel libro. Da allora lo porto sempre con me."
       La psichiatra annuì e si aggiustò sul piccolo naso i tondi occhiali dalla montatura di ferro mentre prendeva nota. "Spera di passarlo ad uno dei suoi figli, un giorno?"
       Zelgadiss sospirò. Non gli piaceva per nulla la piega che la questione aveva preso, ma si era ripromesso di andare fino in fondo alla terapia, qualsiasi cosa implicasse. Anche le domande più personali. "Se avrò dei figli, sì. Come lei sa, non sono sposato."
       La psichiatra sorrise pensosamente. I suoi occhi, di un verde scuro, brillarono per l'interesse. "Qualche prospettiva?"
       "Dipende da cosa intende per *prospettiva*" Rispose evasivamente Zelgadiss, pensando ad Amelia "La Principessa di Seillune dice di essere innamorata di me, ma io non provo lo stesso per lei. Non è quello che sto cercando. Francamente, penso che la sua sia solo una cotta. E' veramente molto giovane."
       "Cosa cerca in una compagna?"
       Lui ci pensò su, osservando il piccolo ufficio. Le pareti erano ricoperte con pannelli di quercia e rivestite con arazzi consunti. Alcun tappeti vecchi, ma ancora in buono stato, decorati con disegni esotici erano distesi sul pavimento, sotto un arredamento palesemente antico formato da mobili di molti stili ed epoche differenti. C'erano delle librerie appoggiate al muro dietro di lei, piene di libri e piccole statuette di Dei. Il piccolo tavolo alla destra della psichiatra era ricoperto con un drappo di seta ornato di frange e colorato vivacemente. Sopra vi era una sfera di cristallo, una fila di tarocchi e un gruppo di candele variopinte che provvedevano a illuminare il luogo dov'erano seduti. In fin dei conti, un'atmosfera rilassante.
       Zelgadiss guardò il fumo salire dall'incensiere mentre parlava. "Mi piacerebbe una ragazza intelligente e matura. Qualcuno con cui poter avere una conversazione decente. Sarebbe bello se praticasse la magia, che è una parte piuttosto importante della mia vita." Il suo sguardo si spostò dall'incensiere alle costole dei libri, leggendo distrattamente i titoli, alcuni familiari, altri no. Erano tutti testi classici di magia, scienze e letteratura. "Viaggio spesso per trovare una cura alla mia trasformazione" Si passò un dito sul collo come per ricordarle che aveva la pelle di pietra "e se lei non volesse viaggiare con me - che sarebbe la cosa ideale - dovrebbe per lo meno poter rimanere per lunghi periodi da sola senza la mia compagnia."
       La psichiatra annuì e annotò di nuovo. Un ciuffo di capelli biondi le scivolò sull'orecchio per la dodicesima volta e lei, con un sospiro rassegnato, si tolse il fermaglio d'argento, lasciando che i capelli le ricadessero sulle spalle in una miriade di riccioli. Osservò per un attimo alcuni ciuffi che le bloccavano la vista, poi li scansò dal viso e gli sorrise maliziosamente. Quando lui si fu limitato a sorriderle appena, lei si schiarì la voce e fece un'altra domanda. "Ha mai incontrato qualcuna così nei suoi viaggi?"
       "Una, ma si è rivelata essere un uomo."
       Lei soffocò velocemente una risatina, vedendo che lui era rimasto serio. "Un uomo? Dev'essere stato spiacevole."
       "Molto." Passò un dito sul bracciolo della sedia, muovendo il raso rosso avanti e indietro. C'era una bruciatura di sigaretta vicino alla fine della stoffa e Zelgadiss pensò a quanto l'avrebbe fatto arrabbiare e che lui avrebbe sostituito il raso immediatamente. La sua terapista era una persona molto meno pignola.
       "Mi ha detto di avere un fratello" Chiese quella, cambiando improvvisamente argomento "Passa molto tempo con lui?"
       Zel scosse la testa. "No. E' un mercenario. Ho perso le sue tracce molto tempo fa."
       "E i suoi genitori?"
       "Morti."
       Mentre aspettava che sviluppasse l'argomento la donna pensò ad una domanda più specifica da fargli, ma poi, vista l'espressione sul suo volto, decise di rimandare ad un'altra seduta. Accavallò le gambe ancora una volta, aggiustò la lunga gonna e in fine sistemò gli occhiali di nuovo. Zelgadiss pensò che se avesse continuato ad aggiustarsi quegli occhiali sul naso ogni due minuti, sarebbe diventato pazzo. Con suo grande sollievo, si stufò anche lei e li appoggiò sul tavolo lì accanto. "Mi parli di Rezo, l'uomo con cui ha studiato magia per molti anni. So che è morto in circostanze piuttosto drammatiche."
       Zel annuì, felice che l'attenzione fosse passata da lui all'uomo che maggiormente aveva amato odiare. "Era consumato da uno dei Dark Lords, Shabranigdo, che era sigillato nei suoi occhi ciechi. Lina Inverse uccise il Dark Lord e Rezo morì con lui. Comunque, Rezo aveva creato una copia di sè stesso, che io ho incontrato nel corso di uno dei miei viaggi. Lina Inverse uccise anche quello. Adesso è tornato, con una copia creata dalla copia dell'originale. Ma la versione 3.0 è molto debole, è poco più di un apprendista mago" Zel sorrise affettatamente "Mi piace l'ironia di tutto ciò."
       Lei sollevò un sopracciglio. "Copie? E sono cieche, come Rezo?"
       "No."
"E non c'è nessun Dark Lord che si nasconde in loro?"
       Zelgadiss iniziò a sentirsi preso in giro. "Lei non mi crede."
       O forse no. Lei lo guardò leggermente confusa. "Perchè dice così?"
Zelgadiss si guardò le punte degli stivali. "Mi perdoni. Pensavo stesse scherzando. E no, non c'era nessuno Dark Lord nascosto nella prima copia di Rezo, però lui risvegliò Zanafer che ebbe lo stesso effetto. La seconda copia, come le ho detto, probabilmente non ha abbastanza potere per risvegliare uno dei Dark Lords."
       Lei si appoggiò nuovamente allo schienale della sedia e mordicchiò la penna. "Ti piacciono le copie?"
       "No."
       "Le copie sono molto differenti dal Rezo originale?"
       Zelgadiss si accomodò meglio sulla poltrona, senza riuscire ancora a incontrare il suo sguardo. "La prima copia era più crudele. E molto più eloquente, sebbene non abbia mai avuto niente di così particolarmente importante da dire. Non ho mai incontrato la seconda."
       [Scribble - Scribble] Mentre scriveva la luce delle candele brillava nei suoi occhi scuri e Zelgadiss la fissò affascinato finchè lei non alzò di nuovo lo sguardo. Velocemente lui tornò a guardare da un'altra parte. Senza dubbio la donna stava annotando mentalmente quel comportamento, pensò lui chiedendosi quale significato vi avrebbe trovato.
       "Perchè Rezo le ha fatto questo?" Chiese "Era arrabbiato con lei?"
       Zel scosse la testa. "Non penso" Soppesò mentalmente le risposte decidendo quale avrebbe potuto dirle e quale no. In fine decise di essere onesto. Sospirò. "Io ero avido. Volevo la sua stessa forza ma non volevo lavorare per lui. Mi disse che mi avrebbe dato qualsiasi cosa volessi, se lo avessi aiutato a trovare la Pietra Filosofale. Mi disse che sarei stato completamente trasformato, ma tutto ciò che sentii fu la parte riguardante la forza che volevo e che lui mi avrebbe dato. Ciò che seppi dopo era che io ero diventato così e che lui si rifiutava di farmi tornare com'ero prima."
       La sua domanda successiva lo prese alla sprovvista. "Zelgadiss, perchè lei è qui?"
       "Cosa?" Disse incredulo e la guardò in faccia per la prima volta da quando si era seduto nel suo ufficio, quasi un'ora prima. Carina. "Cosa vuol dire?"
       Lei si prese il mento con una mano, sistemò il gomito sul bracciolo della sedia e ripetè la domanda. "Cosa spera di raggiungere con queste sedute? Qual'è la sua meta? Perchè è qui?"
       Zelgadiss giocò con la bruciatura sulla sua poltrona per alcuni minuti mentre pensava. L'incenso riempiva la stanza con un buon odore. Attraverso la nebbiolina creata dal fumo guizzavano e sobbalzavano le fiamme delle candele sul tavolo, che si riflettevano negli occhiali della psichiatra e nella sfera di vetro. Si domandò se lei sapesse usare la sfera di cristallo o se la tenesse lì per decorazione come la maggior parte delle persone. I tarocchi sembravano ben disposti, pensò, e le costole dei libri davano l'impressione che fossero stati sfogliati parecchio. Dopotutto, forse sapeva come usare la sfera. La sua spada e il pugnale erano appoggiati al muro vicino alla porta, appena fuori dal cono di luce creato dalle candele. Erano un pò troppo al buio anche per la sua vista acuta. Il suo mantello era appeso ad un gancio d'ottone sul muro lì vicino, quello di lei sul gancio accanto. Il suo sguardo sembrava vagare spontaneamente da questi oggetti ai suo stivali di consunta pelle marrone, alla sua gonna nera di raso e seta, alla sua camicetta slacciata, anch'essa di seta nera, ai suoi capelli leggermente spettinati e in fine ai suoi occhi penetranti.
Quella donna voleva una risposta da lui e sembrava molto decisa ad ottenerla.
       Meglio cedere, pensò lui. "Non voglio più sentirmi in questo modo. Sono stanco di vivere in quest'opprimente nube di depressione, rabbia e solitudine. Ho dei buoni amici che s'interessano molto a me - e dei quali anche io m'interesso - ma, nonostante questo, mi sento solo. Speravo di analizzare queste sensazioni con l'aiuto di un professionista."
       "E' stata una sua idea cercare un aiuto professionale?" Chiese lei in tono calmo, la sua voce indicava che stava sospettando il contrario.
       Aveva ragione. "No. Io - " Zel esitò e smise di giocare con la bruciatura sul bracciolo della poltrona, pensando improvvisamente che forse lei non voleva che qualcuno peggiorasse lo strappo. Allora iniziò a tormentare il raso. Una donna furba, che faceva sedere i suoi pazienti su poltrone ricoperte da tessuto tattile; ottimo per i gesti nervosi. Dovette sforzarsi di sostenere il suo sguardo fisso. "I miei amici pensavano che mi avrebbe aiutato." Strinse i pugni "Ho cercato il contro-incantesimo per questa trasformazione per più di tre anni e ancora non ho trovato nessuna pista. E' possibile che non ci sia nessuna cura e in quel caso dovrei imparare a convivere con il mio aspetto. Non riuscendo più a sopportare tutto ciò da solo, o con l'aiuto dei miei amici, la Principessa Amelia mi ha suggerito di provare la terapia. Con una professionista, come lei."
       "Sembra dubbioso."
       Zel alzò le sopracciglia. "Credo di esserlo. Non mi piace parlare di me, come avrà notato."
       Lei mise da parte la penna e il blocchetto degli appunti, concentrando su di lui la sua totale attenzione. "Devo conoscere lei, la sua vita e i suoi sentimenti se vuole che io le sia d'aiuto, Zelgadiss. Penso che sia stato molto aperto con me poco fà. Voglio solo essere sicura che lei sia qui perchè è ciò che vuole e perchè pensa che possa aiutarla non perchè i suoi amici l'hanno spinta qui senza sentire il suo parere."
       Zelgadiss non rispose. Avrebbe dovuto pensarci seriamente. Lei aveva ragione, naturalmente: se si trovava lì perchè gli altri pensavano che doveva esserci, non c'era niente che lei potesse fare per lui. Doveva lavorare con lei perchè questo era ciò che voleva. "Non mi sento a mio agio qui" le disse alla fine, ma poi si affrettò ad aggiungere "Non che questo sembri un ufficio, però lo è. Ci sono cose che mi mettono a mio agio: Oggetti e libri magici, che fanno parte del suo gusto personale. Penso che questo sia il motivo per cui Amelia mi ha raccomandato lei così caldamente, s'interessa di magia."
       Lei alzò un sopracciglio. "Sono lusingata. E' una mia amica: questo la disturba?"
       "No, non del tutto." Le rispose velocemente Zelgadiss. Avrebbe preferito parlare di Rezo. "Mi stavo solo chiedendo se - se potremmo incontrarci da un'altra parte. Un posto che non sia un ufficio."
       Ci volle un momento prima che realizzasse cosa aveva appena detto e come poteva essere frainteso dalla donna. Quando se ne accorse, divenne completamente rosso. "Volevo dire.." balbettò "Mi scusi. Non volevo dire niente di sconveniente. Forse, invece di venire qui, da lei, potremmo trovarci --" Stava per suggerirgli di trovarsi in casa sua quando si ricordò di non averne una. Amelia insisteva che la sua porta era sempre aperta per lui e, naturalmente, l'idea di portare una donna attraente con lui nella *porta aperta* di Amelia era piuttosto invitante.. sopratutto per l'effetto psicologico che avrebbe avuto sulla Principessa. Ma Zelgadiss scartò l'idea. Amelia avrebbe pensato che lui volesse coinvolgere anche lei nelle sedute se fosse andato sotto il suo tetto. E poi la Principessa e la sua terapista erano amiche. No, semplicemente non si poteva fare.
       "In posti in cui si ferma quando viaggia?" Suggerì lei "Penso che si possa fare"
       "Si può?"
       "A meno che lei non voglia."
       Il viso di Zelgadiss s'illuminò. "No - voglio dire, sì! Sì, sarebbe perfetto. Sono sicuro che mi sentirò molto più a mio agio." Esitò "Almeno che non sia di disturbo per lei."
       "No, affatto" Lo rassicurò sorridendo "Mi piace viaggiare."
       [Thumpa-thumpa] "Davvero? Viaggia spesso?"
       Lei si strinse nelle spalle e si passò una mano fra i capelli. Incontrò un nodo che iniziò a sciogliere con le dita. "Non così spesso come vorrei. Dove e quando ci incontreremo la prossima volta?"
       Questo era semplice. Così semplice, infatti, che Zelgadiss dovette prima passare in rassegna i suoi pensieri e ripescare dal fondo, dove giaceva, il suo itinerario. Di solito non era così organizzato riguardo alle sue destinazioni, lasciava che fossero le varie cure possibili a decidere il suo percorso. Così, sparò il primo nome di villaggio che gli venne in mente, il quale, con suo grande imbarazzo, risultò essere quello in cui si trovavano. Cercò faticosamente il nome di un altro villaggio e questa volta ne disse uno che era ad una distanza ragionevole.
       Lei fu immediatamente d'accordo. Decisero di iniziare con la cena e di continuare con la seduta *ufficiale* nella stanza di lui (o di lei). "Bene, ci vediamo tra una settimana."
       Con un sorriso, Zelgadiss si alzò e lasciò un pezzo d'oro sul tavolino vicino agli occhiali della ragazza. "Alla prossima settimana, allora. Grazie, Dottoressa Sorez. E' stata molto comprensiva."
       Lei sorrise e fece l'occhiolino. "E' per questo che mi pagano."
       Zelgadiss raccolse le sue cose e, con un ultimo saluto, lasciò l'ufficio, chiudendo la porta dietro di sè.
       Lei aspettò finchè non potè più sentire i suoi passi nell'ingresso, poi sollevò la sfera di cristallo. Quella brillò al suo tocco, colorandole il viso di una pallida luce dorata. "Penso che siamo andati piuttosto bene" disse alla sfera.
       La luce lampeggiò e quando fu scomparsa, un alto uomo dai capelli rossi e dagli occhi accesi, con una staffa da monaco, era seduto sulla poltrona che Zelgadiss aveva appena lasciato. Era vestito tutto di rosso: i pantaloni infilati dentro gli stivali rossi, la tunica e il lungo mantello. Appoggiò la staffa sul grembo e sorrise. "Per quanto tempo puoi prolungare i suoi problemi?" chiese tranquillamente la Copia di Rezo.
       La ragazza rimise la sfera sul piedistallo. "Per quanto tempo vogliamo. Ho bisogno di una maggior quantità di quell'incenso, ma in vari profumi. Non vorrei che scoprisse il nostro piano." Mentre ritornava alla sua sedia, i suoi capelli passarono dal biondo al nero, e i suoi occhi dal verde al lavanda. In pochi secondi lei era lui. Con un sogghigno, Xellos intrecciò le mani dietro la nuca, si stirò le gambe e le accavallò all'altezza delle caviglie. "Penso che lei gli piaccia."
       La Copia sorrise compiaciuto. "Meglio. Fallo innamorare di lei, poi rivelagli la verità. Questo lo distruggerà."
       "O, nel peggiore dei casi, aggraverà i suoi problemi" ridacchiò Xellos "Odia me quasi quanto odia te. Comunque non si sente affatto minacciato da te. Il che renderà la tua parte più facilmente eseguibile."
       La Copia imitò la posa rilassata di Xellos e sbadigliò. "Buon per me. E' quasi troppo semplice. Perchè non ho avuto un nipote più interessante? Puoi farlo diventare più nevrotico di quanto non sia già?"
       "Hmm...sembra divertente. Potrei renderlo un suicida?"
       "Fino alla rovina."
       Xellos schioccò le dita e apparvero una bottiglia di vino e due calici che fluttuarono nell'aria fra i due. Il vino si versò da solo e i due bicchieri raggiunsero galleggiando le mani dei due uomini. La bottiglia si appoggiò sul tavolo antico in un angolo, in attesa del prossimo turno. I due maghi brindarono al loro genio malefico e all'incombente nevrosi di Zelgadiss, buttandò giù il vino tutto d'un fiato.
       "Sai, Copia" disse Xellos ammiccando, mentre la bottiglia versava magicamente altro vino "Penso che possa esserci un posto per un uomo come te nella BeastMaster Organization."
       La Copia abbassò la testa umilmente. "Sono lusingato. Cos'avevi in mente?"


       Contemporaneamente, nella camera della Principessa Amelia al castello reale, Amelia e Lina Inverse fissavano la loro sfera di cristallo...ed erano molto, molto, molto arrabbiate.
       "Quei bastardi!" Ruggì Lina agitando i pugni davanti alla sfera di cristallo e ai due maghi che stavano pianificando di rovinare uno dei suoi migliori amici. "Quante dannate copie di Rezo devo uccidere?" sibilò, digrignando i denti.
       La Principessa tirò su col naso. Avevano scoperto l'esistenza di questa seconda copia di Rezo (o Rezo 3.0 come l'aveva soprannominato Zelgadiss) circa tre mesi prima, ma ulteriori ricerche avevano rivelato che la sua potenza era minore di quanto sembrasse. Avendo cose migliori da fare, avevano deciso che era inoffensivo e l'avevano archiviato inisieme alle altre Cretinate che Lina poteva uccidere più tardi. "Perchè non lo uccidi Lina?!"
       Lina spalancò gli occhi. "Ucciderlo io? Perchè devo sempre ucciderlo io? Sono già stufa di dover combattere Rezo tutte le volte! Lascia che sia Zel a farlo fuori 'sta volta!"
       "Ma lui non lo sa che sono La Copia e Xellos!!!" Amelia era vicina alle lacrime. "Come ho fatto ad essere così stupida? Io ho raccomandato la Dottoressa Sorez a Zelgadiss! Pensavo fosse mia amica! Dobbiamo avvertirlo, Lina!"
       Ma Lina stava già correndo verso l'uscita. Amelia prese la sfera e la infilò in una borsa appesa alla sua cintura, affrettandosi a raccogliere ogni cosa. "Hai dannatamente ragione, dobbiamo avvertirlo" Ringhiava Lina mentre scendevano a rotta di collo le scale spiriformi che portavano alla sala principale del palazzo. "E poi dobbiamo uccidere di nuovo Rezo! E Xellos! Non mi sono mai fidata di quel piccolo verme! E' un segreto! Al diavolo!! Getterò il tuo segreto nel cesso, demone da quattro soldi! Ti farò il culo! Aspetta solo che metta le mani su quel suo piccolo, scarno, mostruoso collo da pervertito!"
       Lina continuò con un linguaggio simile mentre raccoglieva (letteralmente) Gourry dal letto, dove stava schiacciando un piacevole pisolino del dopocena, e lo trascinava fuori dal palazzo prendendo la strada per il villaggio in cui Zelgadiss aveva fissato il prossimo incontro con la sua terapista. Il suo piano era quello di fermarlo prima che raggiungesse il luogo dell'appuntamento e informarlo di cosa stava succedendo. Il fatto che probabilmente si sarebbe arrabbiato molto con lei e con Amelia perchè avevano osservato la sua seduta terapeutica non le venne in mente, e anche se fosse successo, probabilmente non se ne sarebbe preoccupata. L'inganno che aveva scoperto era di gran lunga più importante dell'orgoglio ferito di Zelgadiss.
       "Per favore qualcuno vuole dirmi cosa sta succedendo?" Domandò Gourry disperato dietro a Lina che lo trascinava tenendolo saldamente per la caviglia destra. Amelia camminava spedita e piena di propositi accanto a lui, In Missione. Lina lasciò andare il piede di Gourry in modo che camminasse per conto suo, le lunghe gambe del ragazzo furono presto al passo con quelle corte delle due amiche. "Dove stiamo andando? Lina, parlami!"
       Senza fermarsi Lina gli raccontò l'intera e sordida storia.
       "Perchè voi due, ragazze, lo avete spiato?" Chiese Gourry "Questo non è stato molto carino."
       Lina si voltò, lo picchiò e riprese a camminare: tutto in un unico, fluido movimento. "Idiota! Chi se ne frega di questo adesso? E' stata una fortuna che lo stessimo spiando! Cosa sarebbe successo se non fosse andata così, hum? Non sarebbe mai venuto a sapere che Xellos e La Copia hanno in mente di peggiorare i suoi sentimenti più di quanto non lo siano già! S'innamorerà di questa donna ideale, e poi scoprirà che in verità quella è Xellos travestito! Ne rimarrà distrutto!"
       "Hey!" protestò Amelia "Io sono la sua donna ideale! E io non sono Xellos!"
       Gourry e Lina si fermarono per fulminarla con lo sguardo. "Dacci un taglio, Amelia" ringhiò Lina "Tu sei sua amica, ma lui non è innamorato di te. Lascialo stare! E non metterti a piangere!"
       Amelia, obbediente, trattenne un singhiozzo "Ma--"
       "No! Niente 'ma'!" rispose Lina incollerita "Dobbiamo raggiungere Zelgadiss prima che incontri quella strega a Grenich! Dobbiamo avvertirlo! Quindi stai zitta e corri!"
       "Um, Lina?" chiese Amelia timidamente.
       "COSA?!"
       "Avremmo potuto prendere dei cavalli..."
       SCREEEEEEECH. Amelia e Gourry sbatterono contro la schiena di Lina. "Cavalli?" Lina si battè una mano sulla fronte. "Che idea grandiosa!" Girò su se stessa e tornò indietro verso il palazzo correndo all'impazzata e calpestando i suoi compagni sulla strada.
       Amelia e Gourry si guardarono l'un l'altra e poi la seguirono. "E dice che io sono tonto!" mormorò Gourry.
       "Oh, certo" sbuffò Amelia "Come se fosse stata tua l'idea di prendere dei cavalli!"
       "STATE ZITTI VOI DUE!!!"
       Amelia e Gourry batterono le palpebre per lo stupore. "Come ha fatto?" Si meravigliò Amelia.
Gourry dimostrò la sua ammirazione con un fischio: "Spaventoso".


       "Sei assolutamente sicuro che questo piano funzionerà, Xellos?" Chiese BeastMaster con voce setata mentre accendeva una sigaretta con una fiamma scaturita dalla punta del suo pollice. Era un trucchetto estremamente esibizionista, ma la divertiva.
Aspirò e soffiò fuori il fumo dal naso.
       Xellos si appoggiò pigramente su di una sedia di fronte a lei, riscaldandosi le dita dei piedi al fuoco che bruciava in una grande fossa circolare sul pavimento fra loro due. Si era tolto il mantello e gli stivali, si era sganciato il colletto della camicia e adesso agitava lentamente un calice d'argento riempito di un vino ambrato. "Ho creato la donna dei sogni di Zelgadiss, Capo. E' sicuramente innamorato di lei, allora, quando troverà il coraggio di fare la sua mossa, gli rivelerò che in verità quella donna sono io. E' già abbastanza nevrotico adesso; questo lo distruggerà di sicuro."
       Quella fece cadere la cenere dalla sigaretta con un colpetto e poi aspirò di nuovo. Mentre fumava, chiese: "E poi? Cosa ne facciamo di lui, una volta che gli abbiamo sconvolto la mente?"
       Xellos chiuse gli occhi e sorrise. "Lo uccidiamo."
       Zelas Metallium si passò la lingua sulle labbra, pensosamente. "Come è stupido."
       "Eh?" gli occhi di Xellos si aprirono di scatto. Si sedette più composto, il modo in cui lei aveva esplicitamente condannato il suo piano l'aveva colto in qualche modo di sorpresa. "Cosa suggerisci, Capo?"
       "Usalo" rispose lei prontamente. "Fà che diventi un nostro servitore. Sicuramente l'incantesimo di controllo che Rezo ha aggiunto al corpo di pietra di Zelgadiss c'è ancora, disponibile per chi sa come usarlo. Come La Copia per esempio...."
       "Hmmm...vai avanti" Lui si accomodò di nuovo e si versò altro vino.
       Zelas gettò la sigaretta, ormai ridotta ad un mozzicone, nel fuoco e ne accese un'altra. Fumava sempre più veloce quando stava architettando un piano. "Una chimera è una creatura potente, e questa Chimera in particolare è sia un'abile sciamano che un mago. E' anche in parte demone, il che rende più facile convertirlo al lato oscuro. E' amico di Lina Inverse e potrebbe avere influenza su di lei. E in più è ben voluto alla corte del regno di Seillune, una delle più potenti città di questa parte del mondo."
       Xellos sorrise. "Mi ha detto che la Principessa è innamorata di lui."
       "E' un'informazione utile." Soffiò nuovamente fuori il fumo dal naso, assaporando la sensazione di leggero pizzicore-bruciore. "Seducilo, Xellos, e dormi con lui una volta o due, poi distruggi la sua mente e rendilo nostro servitore. Scopri quanto La Copia sa dell'incantesimo di controllo e informati sull'uso che possiamo farne. E se Zelgadiss non può essere convertito, allora potrai ucciderlo."
       Xellos alzò le sopracciglia. "Devo dormire con lui, Capo? Non è veramente il mio tipo." Lo sguardo con cui il suo capo lo fulminò era l'unica risposta di cui aveva bisogno. Xellos sospirò tristemente. "Obbedisco, Capo."


       Zelgadiss si fermò sotto una quercia qualche metro fuori dalla strada per riposare un pò. Camminava senza sosta dall'alba e ora era appena passato mezzogiorno. Zel stappò la borraccia e bevve diversi sorsi d'acqua, poi si asciugò le labbra e rimise il tappo. Appoggiando la schiena al grosso tronco della quercia, chiuse gli occhi e si ritrovò a pensare alla sera precedente e alla Dottoressa Sorez. Sembrava troppo perfetta per essere vera, specialmente considerando il fatto che era amica dell'odiosa (se quella era la parola giusta) Principessa Amelia: Una che praticava la magia, con gusti classici e intelligenti, che amava viaggiare. Ed era pure carina. Gli venne in mente che non aveva idea di quale fosse il suo nome; si era presentata come Dottoressa Sorez, che era il solo nome con cui anche Amelia l'aveva chiamata quando l'aveva convinto a sottoporsi alla terapia. Annotò mentalmente di chiederle il nome quando si sarebbero incontrati di nuovo a Grenich. Un'intera settimana...Zelgadiss non credeva di poter resistere tanto a lungo. Voleva chiederle qualcosa di sè (con la speranza di uno scambio di informazioni personali), dei suoi studi. Quanti anni aveva? Dove era nata? Con chi aveva studiato? Inoltre, come era diventata amica di Amelia, che non sembrava avere niente in comune con la Dottoressa? Forse Amelia sapeva che la Dottoressa Sorez era una buona terapista per esperienza personale. Bè, Amelia non sembrava molto sicura la maggior parte delle volte.
       Vide di nuovo i capelli del Dr. Sorez spargersi sulle spalle mentre lei si toglieva il fermaglio che li teneva legati in una crocchia sulla nuca. La luce delle candele li aveva resi più dorati, brillanti, come se risplendessero di luce propria. E i suoi occhi avevano una strana ombra verde, come gli scuri spazi ombrosi in una foresta. Sentì la sua voce nella mente, delicata e leggera come le fusa di un gatto. Zelgadiss si scosse bruscamente dalle sua fantasticherie, rimproverandosi per aver sollevato le proprie speranze. Probabilmente lei era più dispiaciuta per lui, piuttosto che attratta--e poi come poteva, una donna come quella, essere attratta da una mostruosità come lui, si chiese amaramente. Sembrava che lui attraesse solo tipe strane come Amelia, o donne che in verità erano uomini. Cosa sarebbe successo se la Dottoressa Sorez fosse stato un altro travestito? Ma, no, lei aveva pensato che quella era stata una situazione "spiacevole" per lui. Sicuramente lei aveva l'aspetto di una donna. Hmmm...
       "Piantala!" Zelgadiss ringhiò a se stesso furiosamente. "E' solo una questione professionale. Non è personale. Non sarà personale. Come può esserlo?" Zelgadiss s'innervosì, cadendo in una profonda, scura spirale nelle più gelide profondità delle tenebre. Quale donna avrebbe voluto un uomo fatto di pietra? Zelgadiss ci pensò un secondo, ebbe un momento di perversione tipo Xellos, vide un barlume di speranza, poi tornò ad annegare nella depressione. Un secondo più tardi ridacchiò, arrivando finalmente a capire una delle stupide battute che aveva sentito raccontare da Martina a Lina: "'Sempre duro'....huh. Pervertita." Non c'era da meravigliarsi se Lina l'aveva schiaffeggiata. Leggermente rallegrato dalla battutina, Zelgadiss si alzò e ritornò sulla strada per continuare il suo viaggio. "Heh. 'Sempre duro'..."


       La Copia di Rezo (CR 3.0) si battè pensosamente un dito sul mento mentre contemplava il problema che la sua sfera di cristallo gli aveva appena rivelato. Non aveva calcolato che gli amici di Zelgadiss (perfino Lina Inverse) sarebbero diventati così assolutamente noiosi. Così il segreto era stato scoperto. Hmmmmm.....bè, ma non era tutto perduto. Accadevano sempre incidenti ai viaggiatori, specialmente a quelli che avevano troppa fretta e troppe cose in mente per notare certe....trappole lungo il loro cammino. Come troll, guerrieri o feroci animali selvaggi. Oppure astuti cloni di mago.
       Creò una sfera di luce e le disse cos'era successo e come aveva deciso di comportarsi al riguardo, poi spedì la sfera a Xellos. La Copia attese. Sbadigliò e si stirò, passò annoiato le dita sulla sommità della sua sfera di cristallo. Sospirò.
       "Stavano spiando la nostra seduta?!"
       "Perchè ci hai messo tanto?" chiese La Copia con aria inddifferente.
       Xellos incrociò le braccia per l'irritazione, ancora nervoso per l'insistenza del suo capo sul fatto che lui dovesse sul serio fare sesso con Zelgadiss. Qualche volta si chiedeva se quella non dava vita alle sue piccole fantasie perverse servendosi di lui. "Sapevo che Lina era noiosa, ma questo è troppo, anche per lei."
       La Copia sollevò un sopracciglio, perplesso. "Chi ti ha mangiato nel piatto?"
       Xellos gli lanciò un'occhiata omicida e La Copia alzò le mani per difendersi "Hey, rilassati. Era solo una battuta."
       "Così vuoi ostacolare loro il cammino?" chiese Xellos di malumore "Bene. Qualunque cosa. Ma non uccidere Lina; E' ancora preziosa per L-Sama, e noi non vogliamo che sia coinvolta in questa storia. Toglimi dai piedi Lina e quei deficenti dei suoi compagni finchè il nostro piano non sarà completato. Ora che mi viene in mente: c'è stato un cambiamento nel piano originale."
       Quando Xellos ebbe finito di riferire i dettagli, La Copia scoppiò in una fragorosa risata. "Tu devi fare cosa?! Cos'hai combinato al tuo capo per far sì che ti ordinasse di dormire con Zelgadiss?" continuò a ridacchiare mentre schivava le frecce lampeggianti lanciate dal demone irato, che non riusciva a capire cosa ci fosse di così dannatamente divertente. "Hoo amico! Hey, potrebbe essere un'ottima occasione, Xel-dopotutto lui è *giggle* sempre duro! BWA-HA-HA-HA-HA--*GASP*!"
Xellos ritrasse il pugno e guardò soddisfatto La Copia che si piegava in due e crollava sul pavimento, coprendosi i genitali con entrambe le mani e strillando per il grandissimo dolore.
       Il demone si fregò le mani con un ghigno compiaciuto e colpì la copia con un calcio nei pantaloni per precauzione. "Non scherzare con me, umano! Non ho bisogno di te per questa operazione. Ti sto solo permettendo di partecipare per la generosità del mio nero e piccolo cuore. Il che, può facilmente cambiare."
       La Copia rotolò, ancora piegato su se stesso e guardò storto Xellos. "..Bastardo..." riuscì a gracchiare.
       "In verità, no" disse Xellos lentamente "Sono stato creato e quindi non ho genitori". Si congedò dalla Copia agitando una mano "Fai cosa vuoi con Lina e i suoi amici - ma non uccidere Lina. Se lei muore, mi assicurerò che Lord of Nightmares sappia che è stata colpa tua." Detto questo sparì.
       "Lo odio."


       "Lina, finirai per uccidere i cavalli se non li lasciamo riposare al più presto!" gridò Gourry, seguendo il suo stesso consiglio e smontando dalla sua cavalcatura mentre si avvicinavano ad un ruscello. La povera bestia, ricoperta di schiuma, immerse con gratitudine il muso nell'acqua fresca e bevve con entusiasmo.
       Amelia si fermò accanto a lui e lasciò che il suo cavallo si riposasse e bevesse. "Ha ragione, Lina! Fermiamoci un attimo!! Abbiamo fatto correre i cavalli per la maggior parte del giorno! Non ce la fanno più. Dobbiamo fermarci."
       Il cavallo di Lina inciampò come se volesse aggiungere enfasi alle suppliche di Amelia e Gourry.
Alla fine, riluttante, Lina voltò il cavallo e lo condusse al ruscello per farlo bere. "Quanto pensi che abbiano bisogno di riposare 'sta volta, prima che possiamo muoverci di nuovo?" chiese impaziente ad Amelia.
       La Principessa era smontata e stava accarezzando il collo sudato del suo cavallo. "Come minimo un'ora, Lina. Possiamo comunque raggiungere Zelgadiss, specialmente ora che noi abbiamo i cavalli, mentre lui è a piedi."

       Lina scivolò dalla sella e piombò sull'erba vicino al suo cavallo "A meno che non sia così ansioso di vederla di nuovo, da correre per tutto il giorno."
       "Non importa" s'intromise Gourry mentre si sedeva vicino a Lina. "Non pensa di incontrarla prima di un'intera settimana, così anche se arriva a Grenich prima di noi, possiamo sempre arrivarci prima che lo faccia lei e raccontargli cosa sta succedendo." Si stese sull'erba e osservò le nuvole nel cielo. Avevano cavalcato per tutta la notte da Seillune, fermandosi solo quel tanto che bastava per mangiare e far riposare i cavalli. A piedi ci avrebbero messo un'intera settimana per raggiungere Grenich, arrivandoci da est, dal momento che Zelgadiss stava arrivando da Timeron che era circa alla stessa distanza a sud. A cavallo avevano una possibilità di raggiungerlo là. Questo se Lina non uccideva i cavalli nella foga di avvertire Zel.
       Lina si distese con un sospiro. "Sono solo molto preoccupata per lui" confessò lentamente "Voglio dire, è disperato e Xellos se n'è uscito fuori con una donna che ha tutte le caratteristiche della donna perfetta di Zelgadiss - non una parola, Amelia!"
       "Non stavo per dire niente" sussurrò Amelia mentre li raggiungeva sull'erba. Desiderava che la smettessero di ricordarle che Zelgadiss non era interessato; feriva. Lui non le aveva ancora detto cosa c'era in lei che era così lontano da ciò che lui voleva! E lei sicuramente non si fidava di Lina e Gourry che saltavano fuori con la verità! Qualche volta pensava che Lina dicesse qualunque cosa per dividere lei e Zelgadiss. Se non fosse stato per l'affetto palese che Lina provava per Gourry, Amelia avrebbe pensato che volesse Zelgadiss per lei.
       Lina continuò: "E cosa succede se Xellos va a Grenich prima della data dell'appuntamento?"
       "Allora lo prendiamo a calci nel sedere!" le rispose Gourry.
       "Possiamo dire ancora la verità a Zelgadiss" disse Amelia allo stesso tempo "Ci crederà!"
       Lina si sollevò sui gomiti così da poter guardare Amelia oltre il petto di Gourry. "Vuoi combattere Xellos? La sua potenza non è da sottovalutare!"
       "Ma tu puoi usare il potere di Lord of Nightmares!" rispose Amelia prontamente "Lei è molto più potente di Xellos - e le piaci!"
       Lina si accigliò. "Dove l'hai sentita che io le piaccio? Mi ha posseduta un volta così ha potuto fulminare Phibrizio e Garv, poi mi ha quasi lasciato dissolvere nel nulla! Se Gourry non mi avesse rincorsa, probabilmente sarei morta" mentre parlava, strinse la mano di Gourry senza farsi vedere da Amelia; si sentì un pò meglio quando anche lui le strinse la mano in risposta. "Non posso far appello alla sua potenza ogni volta che voglio, Amelia, è troppo pericoloso."
       "Ma è Zelgadiss!" Amelia si sedette, così da incontrare gli occhi di Lina.
       Lina sospirò tristemente. "E' un mio amico, e morirei al posto suo se dovessi - ma non devo questa volta! Hai ragione tu: Zelgadiss ci crederà. Sono solo molto preoccupata per lui. Era piuttosto infelice ultimamente...voglio dire, più del solito. Ho paura che faccia qualcosa di stupido."
       "Zelgadiss?!" Esclamarono all'unisono Amelia e Gourry. "Figuriamoci!" aggiunse Gourry "Lui non fa mai cose stupide!"
       Amelia chinò la testa imbarazzata. "Eccetto per quando a chiesto a Rezo di dargli potere....."
       "Come poteva sapere che suo nonno, o qualsiasi cosa sia, lo avrebbe trasformato in una chimera?" Replicò Lina. "Ma penso che diventare così avido e riluttante da costringere il resto di noi che usiamo la magia ad anni di studio sia piuttosto stupido. Niente è gratis, sopratutto se si tratta di magia; c'è sempre un prezzo da pagare, anche per il più piccolo incantesimo. L'universo chiede uno scambio equo."
       Amelia annuì d'accordo con l'altra e tornò a distendersi in attesa delle solite ignare domande di Gourry sulla magia, ma non ne arrivò nessuna. Lo guardò incuriosita e scoprì che era profondamente addormentato, probabilmente annoiato dal discorso di Lina. Anche questo era solito per il grosso spadaccino ma, per una volta, Lina sembrò non farci caso. Dopo averci riflettuto Amelia capì che Lina aveva ragione: Servirsi del potere di Lord of Nightmares non era come usare un incantesimo di luce. L-Sama era il più potente di tutti i Dark Lords. Il fatto che sembrasse avere un debole per Lina probabilmente non era la fortuna che Amelia aveva inizialmente pensato che fosse. C'era un prezzo per usare quel tipo di magia, e Lina probabilmente non aveva pagato per tutte quelle volte che aveva lanciato il Laguna Blade e il Giga Slave. Non c'era da meravigliarsi se non voleva usare il potere di Lord of Nightmares! Amelia non poteva neanche immaginare cosa volesse dire incanalare una potenza demoniaca di una tale grandezza — e, francamente, non ne aveva nemmeno voglia. Sospirò e chiuse gli occhi, pensando di riposarli solo per qualche minuto ma prima di rendersene conto era già profondamente addormentata.


       La Copia di Rezo ghignò come un maniaco mentre allontanava i cavalli dal ruscello con un incantesimo. Quando essi lo raggiunsero saltò sul dorso del grande stallone che Gourry aveva montato e raccolse le redini degli altri due cavalli. Conficcò i tacchi nel fianco della sua cavalcatura e pochi minuti dopo lui e i cavalli se n'erano andati. "Facile" La Copia si congratulò con se stesso "Troppo facile — COSA?!" Un'esplosione di luce e un fulmine provenienti dal cielo si abbatterono al suolo, davanti a lui. Con un nitrito terrorizzato, il suo cavallo s'impennò strappandogli di mano le redini degli altri due cavalli e scaraventandolo in terra. "Chi osa?!" Ringhiò La Copia mentre rotolava sulle ginocchia e preparava un incantesimo d'attacco.
       "Da questa parte, stupido!"
       La Copia si girò, perse l'equilibrio e cadde a sedere ai piedi di Lina. "Tu?! —— Come? Avevo lanciato su di te un incantesimo del sonno!"        Lina si passò una mano tra i capelli licenziosamente. Gourry e Amelia trotterellarono dietro di lei, la Principessa aveva un'aria troppo compiaciuta e sembrava che fosse in vista un discorso. Lina parlò per prima. "Oh, povero idiota! Non avrai pensato davvero che sarei caduta per qualcosa di così difettoso, eh? Mi aspettavo che avresti provato una cosa simili ed ero pronta!" Affondò i tacchi nella polvere e lanciò un ghigno al clone prostrato. "Adesso, PREPARATI A MORIRE!"
       Lina lanciò una Fireball alla Copia, ma quello rotolò via dalla sua traiettoria e lanciò in risposta una scarica di rimbalzo. La maga si scansò e rispose con una successione di Flare Arrows che costrinse La Copia a rotolare a lungo per evitarla. Poi Amelia si unì all'attacco, lanciando Fireballs fra le Flare Arrows di Lina.        "Non fuggirai con il tuo piano demoniaco per ingannare il mio amato Zelgadiss!" Strillò Amelia "E questo vale anche per il tuo malvagio complice Xellos The Trickster Priest! HA!"
       "Yeah!" Ruggì Gourry, stando a debita distanza dal campo di battaglia per paura di finire in mezzo ai fuochi incrociati, ma pronto con la sua spada se ce ne fosse stato bisogno. "Ti friggeremo, verme rosso! Prendetelo ragazze!"
       In quel momento La Copia sparì in un lampo di luce rossa.
       "Dannazione" Disse Lina depressa, battendo le palpebre furiosamente.
       Amelia ringhiò: "Torna qui e muori come il verme malvagio che sei!!! Il martello della mia giustizia ti distruggerà patetica copia di una copia — e anche il tuo disgustoso e pervertito amico!" Assunse una posa intrepida, un dito puntato drammaticamente al cielo. "Non ci placheremo fino a che Zelgadiss non saprà la verità e il suo cuore non sarà salvato dall'essere spezzato sotto i tacchi da troia di quella falsa donna che è Xellos!" Portò le mani, incrociate, al petto e piagnucolò. "Oh falsa amica! Come ho potuto cadere nel tuo astuto raggiro? E ora il mio amato, l'amore della mia vita, sarà preso nella tua rete malefica!!" Strinse le mani a pugno. "Non ci fermeremo finchè non avremo mandato a monte i vostri piani e i sentimenti di Zelgadiss non saranno salvi!"
       Lina e Gourry si guardarono l'un l'altra con gli occhi sgranati e la bocca spalancata. Gourry abbassò quasi la spada. "Che regina della tragedia.." Mormorò Gourry, al quale Lina rispose sussurrando: "Mi chiedo se ha mai considerato la possibilità di scrivere un'opera?!" Entrambi dovettero saltare via dalla sua traiettoria quando Amelia li raggiunse precipitosamente, lanciando un incantesimo per riunire i cavalli. Non appena ebbe tutte e tre le bestie di fronte a lei salì sul proprio cavallo e lanciò un'occhiata impaziente ai compagni. Gourry e Lina si affrettarono a montare in sella, temendo di doversi sorbire un altro discorso se non si fossero sbrigati. Senza dire una parola, Amelia fece partire il cavallo al galoppo e poi in corsa. Lina scambiò uno sguardo determinato con Gourry e poi entrambi spronarono i cavalli per raggiungere Amelia.

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